Italia: Piccinini 15, Barazza 8, Secolo 2, Aguero 17, Lo Bianco 1, Del Core 8, Gioli 17, Cardullo (L). All: Barbolini.
Serbia: Nikolic 19, Majstorovic 1, Brakocevic 12, Molnar 9, Ognjenovic 1, Citakovic 11, Isailovic 1, Nesovic 1, Veljkovic 6, Cebic (L). All: Terzic.
Italia: Bv 3, muri 14, errori 27. Serbia: Bv 4, muri 17, errori 36
Il primo set è tutto in salita per l' Italia. Le azzurre sbagliano molto, ma la Serbia non fa grandi cose, anche se sotto 4-1 recupera fino all' 8-6. Barbolini ciama time out sul 14-12, ma il vantaggio aumenta in favore delle serbe (16-13). Con Del Core e Gioli l' Italia si porta in parità (17-17), ma con Molnar la Serbia allunga sul 21-19 e con Nikolic sul 24-21. Barazza sbaglia il servizio e regala il set alle serbe per 25-23.
Nel secondo set inizia bene l' Italia che spinge con Aguero (4-1), risponde Molnar, ma le azzurre allungano (6-3). Brakocevic accorcia, ma Gioli colpisce per l' 8-6. Gioli e Piccinini incrementano il vantaggio (10-6), risponde Nikolic, ma Barazza, Gioli e Aguero portano la squadra sul 16-8. Sale in cattedra Piccinini che risponde a Citakovic (18-9), Barazza piazza un muro dopo un attacco vincente di Nikolic ( 20-10). Le serbe sono fallose, solo Nikolic è reattiva, ma grazie a due errori azzurri si portano sul 22-14. Troppi i punti di distacco e Aguero affonda per il 25-14.
Nel terzo parziale le azzurre continuano la marcia positiva con Piccinini e Aguero (5-3), ma Citakovic e Brakocevic agguantano la parità (6-6). Brakocevi e soprattutto Nikolic allungano (10-7), Piccinini risponde, ma Nikolic è incontenibile (12-9). Aguero tenta la riscossa, ma Citakovic e la solita Nikolic incrementano il vantaggio (15-10). Le azzurre sono imbambolate e Brakocevic prima, Nikolic poi, allungano sul 19-11. Piccinini si carica, Barazza ci prova, ma Nikolic affonda (23-16) e Brakocevic chiude sul 25-16.
La quarta frazione inizia con errori da ambo le parti, ma la Serbia prende vantaggio con Brakocevic ( 4-2); Piccinini recupera, Brakocevic risponde, ma Aguero allunga sull' 11-8. Gioli e Piccinini rispondono a Nikolic (15-13) e Aguero, insieme a qualche errore di troppo da parte delle serbe, spinge sul 20-16. La Serbia regala punti alle azzurre che conquistano il tie break, siglando il 25-17.
Nel quinto set, Nikolic parte bene, ma Aguero risponde pr il 2-1 azzurro; l' Italia punge al servizio con Barazza (5-3), allunga con Aguero (8-3). Del Core ci mette il suo zampino (10-3), Nikolic tenta il recupero, ma Gioli vigila a muro (13-6) e Piccinini sigla il definitivo 15-7.
Una Italia che con grande cuore e grinta agguanta una vittoria importante, ottenuta con difficoltà, contro una Serbia che, pur non giocando una grande pallavolo, riesce a impensierire le azzure. E' pur vero che la squadra italiana ci ha messo del suo e ha facilitato il compito alle avversarie. Ricezione non buonissima, poca incisività al servizio, tanti, troppi errori nei primi tre set e un mro non all' altezza della sua nomea. La Serbia si affida a una Nikolic incontenibile, sostenuta solo da Brakocevic e da Citakovic (a muro). Nel primo e nel terzo set la squadra di Terzic sfrutta a proprio favore i limiti delle azzurre: la fase di muro-difesa non funziona a dovere, l'attacco non punge, il gioco non è ordinato. Nella seconda e quarta frazione, la situazione si inverte. Le serbe faticano, l' Italia recupera determinazione, ma soprattutto inzia a far vedere una manovra più precisa in seconda linea e di conseguenza più concretezza in fase offensiva. Il tie break è un monologo per l' Italia, che con grande carattere e voglia di vincere, prende subito in mano le redini e corre a briglia sciolta.
Una gara importante per le azzurre da cui hanno tanto da imparare. Cali di concentrazione, mancanza di continuità, distrazioni, possono essere fatali. Fortuna ha voluto, da un lato, che la Serbia non sia riuscita ad approfittare del vantaggio avuto, soprattutto nel quarto parziale, dove ha commesso ben 13 errori. Come si sa, nello sport, le occasioni perdute si pagano e così è stato. A nostro avviso perdere questi due set ha anche fatto bene alle nostre ragazze: dopo tante vittorie consecutive, pur sapendo che la squadra non sottovaluta nulla e ha avuto il giusto approccio alle precedenti gare, un pò di "troppa sicurezza" la si può sentire addosso. Questa gara può essere fondamentale per il prosieguo del torneo, perchè vi è in più la consapevolezza che si può perdere in qualsiasi momento non solo perchè l'avversario è più forte, ma anche per mano propria, lasciando per strada le caratteristiche che fanno delle azzurre una squadra forte e compatta in ogni reparto. Si dice che a volte il primo avversario siamo noi stessi. E visto che oggi la cosa si è mostrata vera, bisogna farne tesoro. Questo non vuol dire che le serbe abbiano vinto due set perchè le azzurre hanno giocato al di sotto delle loro possibilità. La Serbia merita un plauso perchè ha lottato e ha tentato lo sgambetto, ha messo in mostra attenzione a muro, l'alzatrice ha servito bene le sue compagne, sfruttando la vena di Nikolic, ben smarcata, ma anche lasciata sola. Di sicuro questa Serbia ha molto da dire, è una bella realtà nel panorama mondiale, ma deve anche crescere nel carattere, dimostrarsi più cinica e concreta nei momenti di difficoltà.
L' Italia merita di sentirsi dire "brava" per la capacità di reagire alle difficoltà e alle situazioni di svantaggio; è rimasta in sordina per molti frangenti, ma ha sfoderato la stoccata finale. L' obiettivo era vincere. E' stato raggiunto, faticando, contro una quadra forte e questo deve dare ancora più soddisfazione, insieme alla certezza che si può fare sempre meglio, anche se non sempre si riuscirà a giocare al massimo, vista la formula del torneo: quindi non bisogna mai abbassare la guardia. Grazie ragazze!!
Gruppo A, Osaka
Italia – Serbia 3-2 (23-25, 25-14, 16-25, 25-17, 15-7).
Le azzurre scendono così in campo: Lo Bianco-Aguero, baraza-Gioli, Del Core-Piccinini, Cardullo (L). Risponde la Serbia: Ognjenovic-Molnar, Citakovic-Veljkovic, Nikolic-Brakocevic, Cebic (L).
Online cronaca, tabellino e commento. Foto: Fivb.
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