[Foto Rubin x Lvf]  Parte bene la Mc Carnaghi Villa Cortese portando sullo 0-1 contro le padrone di casa della Scavolini Pesaro. Nel secondo set infortunio per Aguero, caviglia sinistra: entra Nicora, ma Aguero ritorna nel finale finito ai vantaggi. Terzo set più equilibrato, ma Villa è più concreta. Pesaro non molla e conquista il tie break. Quinto set in cui allunga Pesaro, Villa “breakka” e dal 10-10 punto a punto ma Pesaro chiude con una grande Costagrande.
Scavolini Pesaro – Mc Carnaghi Villa Cortese 3 -Â 2 (18-25, 33-31,23-25, 25-21,15-13)
PESARO- 3 ore e 11 minuti. Il tempo in apnea di un Pala Partigiani gremito, che esplode nel finale: 3-2 per le loro beniamine. Un incontro al di là di ogni limite. In campo ci sono 12 belve affamate, pronte a sbranare. La Scavolini, in questa stagione ancora a bocca asciutta, vuole fortissimamente il terzo sigillo tricolore della sua storia; Villa Cortese, alla sua prima finale, non vuole cedere proprio adesso. In cassaforte gara 1, questo è solo l’inizio di una fantastica avventura.
1°set: Il 2-1 iniziale di Costagrande sarà una delle rare volte che la Scavolini si troverà davanti. Le colibrì partono bene, per poi perdere un po’ la retta via, ostacolate da un super muro di Villa Cortese. La prima metà scorre nel segno di Costagrande e Skowrosnka, Aguero e Cruz. Proprio quest’ultima aspetta al varco l’opposta polacca stampandole un muro a uno (10-14). Una Berg su di giri smarca egregiamente Secolo, lasciandola libera di giostrare l’attacco come vuole (15-19). Quattro tocchi fischiati per una fast di Guiggi, primo tempo Aguero e finisce il primo set (18-25).
2°set: sul 3-4 Aguero dopo uno scontro con Usic a muro cade a terra in lacrime; lascia il campo sostituita da Nicora. La Scavolini ne approfitta, complice qualche errore di troppo di Secolo riportando la parità (10-10). Skowrosnka inizia a fare gli straordinari pure in difesa, ma Marchesi deve chiamare tempo perché Villa se ne sta andando via (19-22). Prima Costagrande e Garzaro, poi un out di Durisic annullano tre palle set a Villa. Da qui si va allo sfinimento. Costagrande non cede, Aguero, rientrata a tempo record, neanche; arriva Skowrosnka e il palazzetto viene giù (33-31).
3°set: Guiggi trova la chiave per fermare gli attacchi di Aguero; il primo ruggito arriva sul 10-14. Villa sempre avanti e per Cruz, trasportata dalle ali dell’entusiasmo non è per niente difficile passare con muro a tre (14-17). Entra Saccomani e stampa due punti d’oro: diagonale e muro sull’opposta cubana (20-22). Cruz, però toglie ogni speranza (23-25).
4°set: primo set in cui la Scavolini è sempre in vantaggio. Iniziano a frullare i muri di Pesaro e l’Aguero non sembra più un marziano venuto da chissà dove. Skowronska con diagonale perfetta porta il + 5 (17-12). Dopo Usic è la volta di Guiggi (ancora) a bloccare Aguero; Ferretti fa uscire dal cilindro un secondo tocco di schiacciata (23-19). Sbaglia servizio Secolo. È tie-break.
5°set: al cambio campo 8-4 per una Scavolini in netta ripresa. Anche Costagrande si toglie una soddisfazione a muro contro Aguero (9-5). Sul 10-6, però le colibrì sciupano tutto facendo rientrare in partita le avversarie: Usic out (10-10) e Marchesi chiama tempo. Una lampo di Costagrande e prima palla match (14-13). Scherzo del destino, è proprio Aguero a sbagliare l’ultima palla (15-13).
FERRETTI vs BERG: scontro fino all’ultimo. Brava la prima a trovare una risposta tattica sicura in un momento di seria difficoltà , un’arma valida (la pipe) contro il gioco veloce e altisonante di una Berg davvero in forma. Unico neo dell’americana: un atteggiamento snervante in campo, a volte al limite della sopportazione delle colibrì.
SKOWRONSKA vs AGUERO: bomber Kasia, di diritto nel quartetto delle migliori della serata. Dove c’è una falla c’è lei ad aggiustarla, non risparmiando salti e bordate da fare male. É lei che chiude quel 2°set buttando a terra la palla del 33-31. L’Aguero, “asso piglia tuttoâ€, il secondo set si fa male alla caviglia, distorsione. Esce in lacrime dal campo, trasportata in barella. Il Pala Partigiani, nel suo essere profondamente sportivo, tira, però un sospiro di sollievo perché, affettuosamente “via il dente, via il doloreâ€. Ma, neanche dopo dieci minuti la Signora del Volley rientra, quasi fischiettando, si rimette la scarpa ed entra di nuovo nella mischia. Immortale.
GUIGGI vs ANZANELLO: una Guiggi poco sfruttata da Ferretti, ma quando arrivano i suoi momenti non ce n’è per nessuno. Meglio a muro (nel 4°set riesce a prendere le misure per bloccare Aguero), è il solito bel capitano in campo, da apprezzare per lo sforzo fisico, nonostante il ginocchio malandato. L’ Anzanello, serafica, alza la guardia su punti che scottano; a volte imprecisa, il suo motto “l’importante è che la palla vada a terra, non importa come.â€
MARINKOVIC vs DURISIC: Ieri sera la Marinkovic non c’era, o meglio, partita titolare, dopo due buone prove a Jesi, in semifinale, ci si aspettava qualcosina in più da lei: blocchi a rete non pervenuti, qualche primo tempo, ma non basta. Sostituita da Garzaro, un’altra altalena in campo.
Vesna Durisic, un’amazzone: non si risparmia, chiede palla, si arrabbia con se stessa, alza un muro di acciaio ogni qualvolta glielo si chieda.
COSTAGRANDE vs SECOLO: 35 punti, 3 muri, un crescendo di set in set. É lei la star della serata, acclamata a gran voce dalla curva, capace di spegnere i bollenti spiriti di Villa Cortese. È lei che mitraglia le avversarie dalla seconda linea, è lei che s’innalza anche a baluardo della difesa. È lei la fautrice di questo primo successo. Pasticcia Secolo in più occasioni; come nel 4°set dove sbaglia clamorosamente l’ultimo servizio che riapre automaticamente la partita. Troppo poco affidabile nei momenti che dovrebbero essere “pane per i suoi dentiâ€. Scintille sotto rete con Skowrosnka.
S.USIC vs CRUZ: sottotono la prova della colibrì rispetto al suo andamento costante e fluido. Marchesi se ne accorge e la toglie più volte per una buona Saccomani (al suo debutto in una finalissima si permette anche di murare la dea Aguero). Cruz: vola dove nessuno osa, scatta più veloce di una gazzella. Nel 2°set, quando Aguero si fa male diventa lei il capo spedizione. Da dove è uscito fuori questo enorme talento per non essercene accorti prima?
WIJNHOVEN vs CARDULLO: liberi da far paura. Centrano entrambe la gara, dirigendo le seconde linee e non solo, dando sicurezza in campo e non solo. La colibrì si fa trovare sempre dove dovrebbe, la seconda, di un altro mondo, sembra quasi che, all’occorrenza riesca ad arrivare anche sul terzo anello. Spaziali.
MARCHESI vs ABBONDANZA: “Ogni partita è una finale. Oggi abbiamo vinto la primaâ€. A caldo il commento del coach pesarese, direttore d’orchestra di una grande prova di coraggio e fierezza. Non risparmia la panchina, quando le sue titolari non girano come dovrebbero. Per gara due dovrà rivedere alcune cose. Ora si gode la vittoria. Il primo brindisi è per lui. Abbondanza, sul lato prettamente tattico e tecnico, forse si sarebbe meritato il primo round; ma la Scavolini è dura a morire e lui lo sa bene, come sa che in certi momenti conta più la determinazione e l’orgoglio. E Pesaro, campione d’Italia in carica ne ha da vendere.




Un commento
L’opposto se ce l’hai ed hai anche un posto 4 da paura sei messo bene!Meglio Carolina e Kasha che Tay -Cruz ieri sera.Ma da lì a vincere…
Preoccupa, per me che tifo Pesaro. il fatto che Martina non sia per nulla a posto fisicamente. Preferirei avere a lei al 100% anzichè stare a vedere come stà Tay dopo la distorsione alla caviglia.Meglio essere a posto ,equilibrati e a pieno organico che sperare nelle disgrazie altrui…
Mirti omerica…..