Autore: Staff

  • Volley A1M: Trento e Cisterna, numeri della vittoria trentina sul campo di casa

    Volley A1M: Trento e Cisterna, numeri della vittoria trentina sul campo di casa

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] Cisterna Volley esce sconfitto dalla IlT Quotidiano Arena con il punteggio di 3-1, in una sfida che ha messo in evidenza la maggiore incisività dell’Itas Trentino nei momenti chiave. La squadra di coach Falasca ha mostrato segnali di competitività, ma ha faticato a tenere il ritmo imposto dai padroni di casa, che hanno saputo sfruttare al meglio le proprie occasioni, nonostante la reazione nel terzo e quarto set da parte dei pontini.

    Foto gallery di Riccardo Giuliani QUI

    Dal punto di vista statistico, i padroni di casa sono riusciti a trovare una continuità maggiore in tutti i fondamentali, pur pagando qualcosa in ricezione. Al termine dei quattro set disputati in quasi due ore di gioco, Itas Trentino ha totalizzato 98 punti, contro i 79 di Cisterna, con una differenza di +19 a favore della formazione di coach Soli.

    L’efficacia offensiva ha visto Trento chiudere con un solido 55% di positività in attacco, mentre Cisterna si è fermata al 46%, dimostrando una minore capacità di finalizzazione. Anche al servizio, i pontini hanno avuto qualche buon spunto, ma non abbastanza per impensierire Trento: 5 ace per Cisterna, contro i 7 di Trento. Il dato sui Break Point conferma questa tendenza: la squadra trentina ha ottenuto un punto ogni 3.73 battute, mentre Cisterna solo ogni 5.71, un divario che ha influito sull’andamento della gara. Leggermente superiore anche la prestazione a muro di Trento, che ha chiuso con 7 muri vincenti, rispetto ai 5 di Cisterna.

    Yuga Tarumi (Cisterna Volley): “In gara 3 avrei voluto contribuire maggiormente, dove in difesa sicuramente si poteva fare qualcosa in più. L’Itas Trentino ha trovato un buon ritmo al servizio, mettendoci in difficoltà con le loro battute e questo ha inevitabilmente influito anche sugli altri aspetti del gioco per trovare la nostra continuità. Noi proveremo a dare il massimo in gara 4: per prolungare la serie sarà necessario spingere tanto al servizio e provare ad essere attenti e incisivi a muro. Sarà importante rispondere presente in ricezione contro le loro battute”.

    Riccardo Sbertoli (Itas Trentino): “Sarà una gara infuocata e difficilissima come era accaduto per gara 2. Le due squadre si daranno ancora battaglia; posso immaginare che la sfida andrà avanti solo in questa maniera, con le due squadre che lotteranno colpo su colpo in ogni situazione”.

    Fonte Lega Pallavolo Serie A

  • FOLLEMENTE: LA BELLEZZA DI MOSTRARSI PER QUELLO CHE SI È

    FOLLEMENTE: LA BELLEZZA DI MOSTRARSI PER QUELLO CHE SI È

    [Di Alessia Giordano, foto Web]

    Paolo Genovese torna nelle sale del cinema il 20 febbraio con una commedia romantica non poco suggestiva.

    Il film vede protagonisti Piero (Edoardo Leo), professore di storia e filosofia divorziato e Lara (Pilar Fogliati), donna hikikomori indipendente che restaura mobili con un passato amoroso abbastanza burrascoso.
    La vicenda si apre con un primo appuntamento a casa di lei, nel quale, però, i due sembrano essere soltanto presenze di facciata: fuori due persone che parlano, dentro, invece, un diverbio continuo tra le loro quattro personalità, affaccendate a guidarli nella scelta delle parole e dei comportamenti più opportuni. A momenti, non fanno altro che peggiorare la situazione: i due sono frenati e soffocano i loro pensieri, timorosi di dire o fare qualcosa di sbagliato che possa mandare a monte l’incontro.
    La serata viene interrotta più volte: la prima, dalla telefonata di Rosa, la figlia di Piero, la seconda, dall’improvvisata dell’ex ragazzo di Lara che si presenta con un anello dopo due mesi dalla loro rottura. È proprio quell’anello, però, che trasforma una serata boccheggiante in un trionfo: i due iniziano a dare sfogo alle emozioni che hanno dentro e, dopo svariate discussioni, si abbandonano all’istinto.
    Inizia a farsi tardi e per Piero si avvicina il momento di decidere se rimanere per la notte o meno. Dopo essere andato via, torna indietro e, con un colpo di scena, non è lui a bussare alla porta di Lara, bensì le sue quattro personalità che incontrano le rispettive quattro di lei.

    Il film evidenzia, senza dubbio, l’importanza di potersi esprimere liberamente e insegna che, qualche volta, sarebbe meglio lasciarsi andare alle proprie emozioni piuttosto che reprimerle.
    La società di oggi spinge a credere che sia giusto contare solo su noi stessi: dobbiamo essere forti, indipendenti, autosufficienti, non abbiamo bisogno di nessuno e non importa se non ci curiamo delle persone che ci sono intorno.
    Ma la verità è che tutti desideriamo avere al nostro fianco qualcuno con cui condividere la vita, qualcuno che ci aspetti sotto casa, qualcuno con cui poter cucinare, qualcuno che sappia apprezzare il nostro tappetino peloso o qualcuno che rinunci al derby soltanto per vederci.

    Per cui, imparate a prendere la vita con un po’ di leggerezza e senza paura, perché “la leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” (Italo Calvino).
    Imparate a spegnere il cervello, le insicurezze, le paranoie, le ansie e preoccupatevi solo di mostrarvi per quello che siete. Perché dall’altra parte potrebbe esserci qualcuno che aspetta solo di conoscervi, qualcuno pronto a condividere una scatola del miglior pistacchio di Roma insieme a voi, qualcuno che desidera essere parte della vostra felicità e che riconosca in voi qualcosa di speciale che non appartiene a nessun altro.

    “Esprimete ciò che sentite, non abbiate paura delle conseguenze, perché il tempo non fa sconti a nessuno. Amate, odiate, buttatevi a capofitto in ogni cosa che vi dia emozioni forti. Le persone sono lo spettacolo più bello del mondo. E non si paga il biglietto” (Charles Bukowski).

  • A2F, colpaccio di Messina sul campo di Trento

    [di Redazione – foto Riccardo Giuliani] Akademia Sant’Anna rientra in Sicilia dalla seconda trasferta al Nord con un successo pieno ottenuto al domicilio dell’Itas Trentino. Nella quinta e ultima giornata del girone d’andata della Pool Promozione di Serie A2, infatti, le SuperGirls espugnano il SanbàPolis, imponendosi con determinazione al termine di quattro set decisamente intensi. Oltre a fungere da corroborante, considerate le recenti prestazioni in cui Messina era apparsa un po’ più opaca, l’1-3 premia la squadra di coach Bonafede, a pari merito con Macerata. Almeno per una notte, in attesa che la rappresentativa marchigiana affronti domani la Futura Giovani Busto Arsizio.

    Foto gallery completa di Riccardo Giuliani QUI

    Nel palazzetto di via della Malpensada, la gara si snoda con un ritmo ondivago praticamente in ogni parziale. Tuttavia, se il primo è caratterizzato da fiammate da entrambi i fronti e nel secondo le peloritane mostrano nuovamente il loro potenziale, il terzo è veramente degno di nota. Deciso ai vantaggi in favore di Trento, questa frazione si distingue per essere un’autentica battaglia, mentre nella quarta Rossetto e compagne chiudono il match con il carisma dei vecchi tempi.

    Fabio Bonafede, nel post partita: “Oggi la prestazione è arrivata, e ci serviva per l’autostima. È stata la serata giusta. Penso che la gente si sia divertita perché entrambe le squadre hanno fatto vedere un gran livello di pallavolo. Venivamo da un momento complicato e sono molto orgoglioso delle ragazze. Non abbiamo mai mollato, nemmeno nel terzo set, quando sembrava finito, lo abbiamo riaperto. Al di là del piazzamento, le squadre che faranno i play-off ormai sono quelle che attualmente occupano le posizioni utili.”

    TABELLINO: Itas Trentino vs Akademia Sant’Anna: 1-3 (23-25, 18-25, 28-26, 16-25)

    ITAS TRENTINO: Ristori 7, Zeni (L) n.e, Weske 3, Batte 0, Zojzi 6, Marconato 3, Fiori (L) 0, Bassi 10, Prandi 1, Molinaro 7, Iob n.e, Pizzolato 5, Kosareva 12. 1st Coach: Parusso, 2nd Coach: Di Michele

    AKADEMIA SANT’ANNA: Bozdeva n.e, Norgini (L) n.e, Olivotto 10, Carraro 2, Modestino 17, Vernon 19, Rossetto 11, Mason n.e, Trevisiol n.e, Caforio (L) 0, Babatunde n.e, Guzin n.e, Diop 28. 1st Coach: Bonafede, 2nd Coach: Ferrara

    Arbitri: David Kronaj e Antonino Di Lorenzo

    Fonte Ufficio Stampa Akademia Sant’Anna

     

  • AMICIZIA O CONNESSIONI? UNA SCELTA CHE DIPENDE DA NOI

    AMICIZIA O CONNESSIONI? UNA SCELTA CHE DIPENDE DA NOI

    [Articolo di Sofia Paganelli – Foto web]

    Aristotele considera l’uomo un animale sociale. Fin dalla nascita la sua sopravvivenza dipende totalmente da altri, a differenza di tutte le altre specie presenti sulla Terra. L’essere umano viene quindi educato a un sistema che prevede continue interazioni e scambi con i propri simili. A tal proposito, il filosofo sostiene l’importanza dell’amicizia virtuosa, valore spiegato all’interno del saggio “etica Nicomachea” in cui egli dimostra di credere fermamente. Per Aristotele la “Philia”, e quindi il sentimento di amicizia e di amore che lega gli uomini tra loro, riveste un peso maggiore rispetto alla giustizia dal momento che “quando si è amici, non c’è alcun bisogno di giustizia, mentre, quando si è giusti, c’è ancora bisogno di amicizia”.

    Nonostante lo scorrere dei secoli, il vero “wesen” dell’uomo, che tradotto significa «ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un’altra cosa», non è mutato e la spinta verso l’altro è tutt’ora parte integrante della sua vita. Oggi il senso comune esprime un bisogno sempre più forte di circondarsi di persone; non conta quanto queste relazioni siano profonde, basta non essere soli. Perché in un mondo in cui ciò che conta è apparire e non soltanto essere, la ricerca di una continua approvazione diventa il nuovo fulcro. Ecco quindi che la società si costruisce su infinite connessioni superflue, molto più semplici da gestire rispetto all’idea di legame definita da Aristotele. È quanto afferma il sociologo e filosofo Bauman che nel saggio “Amore liquido” prende in esame le relazioni contemporanee ormai sovrastate da quel mondo virtuale dentro il quale l’uomo sta pian piano scomparendo. Prendersi cura di un rapporto, coltivarlo e crescerlo, nonostante sia una grande opportunità, talvolta richiede impegno e fatica, valori a cui si è meno abituati rispetto al passato.

    Con l’avvento dei social network conoscere nuove persone è diventato estremamente facile, grazie alle molteplici vetrine di vite che vengono esposte in cerca di un numero via via più elevato di “followers”. Basta cliccare sul tasto “segui”, aspettare che l’altro ricambi, avviare una conversazione e il gioco è fatto.

    E pensandoci, la tecnologia ha enormemente favorito l’incontro tra simili. Il punto è: quanto sono vere le relazioni nate dai social? I giovani hanno un’idea chiara di cosa significhi per loro amicizia: esserci, entrare in empatia, avere passioni in comune, condividere fatiche e vittorie. È un valore che si conosce fin da piccoli, idealmente tutti possiedono il concetto di amicizia virtuosa che Aristotele sosteneva. Eppure, nel concreto, molte volte un legame di amicizia puro si macchia di quella superficialità tipica della società odierna. La paura di perdere l’altro e di mostrarsi fragili è più forte del desiderio stesso di incontrarlo. Così come il tempo necessario a far germogliare un’amicizia profonda diventa talvolta agente frenante in un mondo che corre sempre di più. Si preferiscono piuttosto, riprendendo Bauman, le connessioni: leggere, senza impegno e facili da sopprimere quando le situazioni si complicano. In questo modo si è circondati da tantissime persone, nella maggior parte dei casi “virtuali”, senza però vincoli di fedeltà. I social network, allora, risultano essere lo strumento ottimale per questo tipo di rapporti fugaci: basta cliccare il tasto “non seguire più” e la connessione si interrompe.

    Cosa rimane però di quel rapporto che non si ha vissuto?
    È una questione di scelte: da un lato il cammino verso la riscoperta della propria umanità, dall’altro il desiderio di tutelarsi e circondarsi di persone senza vivere la fatica di costruire legami solidi. Le carte sono scoperte, a noi la decisione.

  • Trento e Perugia, appuntamento rimandato all’ultima di regular season di SuperLega

    Trento e Perugia, appuntamento rimandato all’ultima di regular season di SuperLega

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Una vetta della classifica condivisa, quella che vedeva a 51 punti (con un solo set di differenza) sia Perugia che Trento, e un’ultima sfida (di regular season) casalinga per entrambe. Con gli umbri impegnati in un testa-coda, Monza infatti occupa l’ultimo posto con 13 punti, mentre per i trentini c’è il big match della giornata con Civitanova. Quello che vincono per 3 set a 1, esito fotocopia della sfida sul campo di Perugia. Tutto rimasto invariato, tutto rimandato, dunque, all’ultima gara in calendario per decidere il tabellone dei playoff. A Trento, nel frattempo, è andata così:

    Itas Trentino – Cucine Lube Civitanova 3-1 (25-14; 23-25; 25-23; 25-19)

    Gallery fotografica di Riccardo Giuliani QUI

    Primo set – Se apre un attacco out di Kamil Rychilicki per Trento non è però “il buongiorno che si vede dal mattino” per la Lube che poi, in breve sequenza, subisce due ace – il primo di Bela Bartha per il 3-2 e di Riccardo Sbertoli per il 6-3 – poi sull’8-4 e sul 12-5 dà fondo ai due time out a disposizione. Senza ottenere gli effetti sperati: il set chiude con un muro di Bartha che segna, anche, il vantaggio massimo di Trento, il +11 del 25-14 (con un 4-0 al servizio per i padroni di casa che nel fondamentale han fatto la differenza).

    Secondo set – Civitanova avanti da subito ma Trento col fiato sul collo. Ace di Khazandeh Hossein per il 3-6 che fa chiamare il time out a Fabio Soli che non sembra risolutivo, almeno nell’immediato: la Lube rimane avanti, beneficiando anche di due servizi in rete di Trento, oltre al buon lavoro in difesa. Fino all’errore in attacco degli ospiti che mette il set in parità, sul 18-18 a cui seguono scambi e parità fino al primo vantaggio trentino, con un ace di Rychilicki 21-20.  Poi punto a punto fino all’attacco, mani fuori, di Mattia Boninfante per il 23-25 che chiude set e rimette tutto alla seconda parte del match.

    Terzo set – Trento mostra i denti con il muro e con due punti nel fondamentale già nel 4-3 mentre Lube risponde mordendo: prima passa avanti 5-6 con un ace di Hossein? poi aumenta il divario 6-8 con un attacco out di Trento (e conseguente time out richiesto dai padroni di casa che rimette in equilibrio la situazione 8-8). Il resto del set è un vantaggio minimo dei marchigiani fino al 18-18 con l’ace di Daniele Lavia, Medei prima e Soli dopo a chiamare il secondo time out a disposizione mentre il set, punto a punto, rimane in parità. Fino al decisivo servizio out di Hossein per Lube, e il primo tempo di Jan Kozamernnik che mette a referto il suo unico punto nel parziale, quello del 24-23 che precede il decisivo pallone a terra (uno dei suoi 7 del set) di  Rychilicki per il 25-23.

    Quarto set – muto di Michieletto 4-2, un paio di palloni a toccare terra e rivisti al video check. Un cartellino giallo per gli ospiti e qualche momento di fuoco ma poi è +5 per Trento (9-4) con Lube che tenta di accorciare le distanze ma i padroni di casa tengono ritmo e botta. Dal 20-15 non c’è (quasi) più storia. Non più di un 25-19 firmato Daniele Lavia. Itas Trentino. Per un Kamil Rychilicki con 15 punti, best scire e il premio MVP

     

     

     

  • Aquila Basket, a Trento la prima storica Coppa Italia

    Aquila Basket, a Trento la prima storica Coppa Italia

    [Redazione – fonte Dolomiti Energia Trentino] Una domenica in cui si scrive la storia. Quella di una società, l’Aquila Basket e della sua squadra la Dolomiti Energia Trentino conquista il suo primo titolo di Campione della Coppa Italia, con un tabellone a scandire una vittoria netta, per 63-79 su Olimpia Milano, al termine di una partita che meritava un pubblico come quello che ha riempito la Inalpi Arena di Torino. Una serata incredibile, una pagina di storia scritta con cuore e determinazione. Un successo costruito su una difesa straordinaria e su un attacco fluido e corale, con una squadra capace di muovere la palla in maniera eccellente e di trovare protagonisti diversi in ogni momento chiave del match. A coronare il trionfo bianconero con Forray ad alzare la coppa, arrivano anche i premi individuali della Frecciarossa Final Eight 2025. L’MVP delle Final Eight e miglior assistman del torneo è Quinn Ellis che gioca una Coppa Italia incredibile. Il premio di miglior giocatore italiano va a Saliou Niang, protagonista assoluto nella cavalcata trentina. Infine, il titolo di miglior difensore del torneo è conquistato da Myles Cale, che con il suo contributo fondamentale ha dato solidità e intensità alla squadra per tutto il torneo.


    LA CRONACA – La Dolomiti Energia Trentino parte con: Ellis, Cale, Pecchia, Lamb e Mawugbe mentre Milano risponde con: Mannion, Bolmaro, Shields, Leday e Gillespie.

    Bolmaro apre la finale con i primi due punti dell’incontro, ma Ellis risponde subito con una schiacciata in transizione. Gillespie appoggia due punti da sotto, ma ancora Ellis, questa volta subendo il fallo, riporta avanti i bianconeri. Lamb e Cale allungano il vantaggio portando la Dolomiti Energia Trentino sul 4-9, costringendo coach Messina a chiamare timeout. Al rientro in campo, Ford firma quattro punti consecutivi, ma Shields risponde subendo fallo e completando il gioco da tre punti. Mirotic si iscrive a referto con un canestro da due e poco dopo realizza dalla lunetta per il 11-13. Ancora Mirotic pareggia il punteggio a cronometro fermo, ma Trento chiude il primo quarto avanti 14-15.

    Ellis apre il secondo quarto con un canestro dalla media, ma Bolmaro risponde subito con una giocata di grande classe. Lamb colpisce dall’arco, poi Leday si iscrive a referto prima che Bolmaro pareggi i conti e Ricci con una tripla porti Milano sul 23-20. Trento reagisce con Mawugbe, che inchioda una schiacciata a due mani, e con Ford, che firma il sorpasso bianconero. Leday realizza un canestro di grande tecnica, ma Ford replica con una tripla. Milano risponde con un gioco da tre punti di Leday e con Mirotic in lunetta, riportandosi sul +3. La Dolomiti Energia Trentino, però, non si lascia intimorire e chiude il primo tempo con un parziale di 0-10, culminato dal canestro sulla sirena di Zukauskas, che manda i bianconeri all’intervallo in vantaggio 31-38.

    Ellis inaugura il secondo tempo con un elegante palleggio, arresto e tiro, ma Gillespie risponde subito con una schiacciata. Lamb realizza con un floater, ma Milano accorcia con il semigancio di Leday, seguito da Shields e da un altro canestro di Leday, che completa il gioco da tre punti riportando l’Olimpia sul -2. Trento reagisce con un altro grande parziale: Ford, Zukauskas ed Ellis firmano il nuovo allungo bianconero, portando la Dolomiti Energia sul +11. Mirotic prova a tenere Milano in partita con un 2/2 dalla lunetta, ma ancora Lamb, con un prezioso rimbalzo offensivo e un appoggio a canestro, manda Trento all’ultimo intervallo avanti 48-59.

    Ford apre l’ultimo quarto con una tripla dall’angolo, poi Tonut segna dopo un rimbalzo offensivo. Mawugbe, su assist di Ellis, schiaccia con autorità a due mani e poco dopo lo stesso Ellis realizza una tripla che vale il 50-67, costringendo coach Messina a chiamare timeout. Milano prova a reagire con Shields, che trova la via del canestro in penetrazione, ma Niang risponde subito. Ricci dalla lunetta fa 2/2, seguito da Mirotic, che accorcia ulteriormente fino al 58-69. Ancora Mirotic, glaciale ai liberi, porta Milano a -9, ma Niang inchioda una schiacciata spettacolare e poco dopo Cale realizza la tripla del 60-75, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Negli ultimi istanti, Niang chiude la partita dalla lunetta con freddezza e al suono della sirena la Dolomiti Energia Trentino può finalmente festeggiare: è campione per la prima volta nella sua storia, battendo Milano 63-79 in una finale indimenticabile!


    EA7 EMPORIO ARMANI MILANO DOLOMITI ENERGIA TRENTINO 63-79

    (14-15, 31-38; 48-59)

    EA7 Emporio Armani Milano: Dimitrijevic 1, Mannion 2, Tonut 3, Bolmaro 7, Leday 12, Ricci 5, Flaccadori, Diop, Caruso N.E, Shields 9, Mirotic 20, Gillespie 4. Coach Messina.

    Dolomiti Energia Trento: Ellis 14, Cale 9, Ford 23, Pecchia, Niang 8, Forray 1, Mawugbe 4, Lamb 12, Zukauskas 8, Hassan. Coach Galbiati.

  • Coppa Italia Frecciarossa, è ancora, è sempre Conegliano

    Coppa Italia Frecciarossa, è ancora, è sempre Conegliano

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] I miracoli, a volte accadono. Ma non oggi. Perché oggi è ancora una volta) la Prosecco Doc Imoco Conegliano ad alzare la (sua settima nonché sesta consecutiva) Coppa Italia, conquistata in tre set su una Numia Vero Volley Milano capace di tener testa alle venete. Molto più e meglio di quanto racconti qualsivoglia tabellino. La festa, però, è gialloblu. È della squadra che commette meno errori, che si distrae meno e che distribuisce più il gioco. Di quella che… scopriamolo:

    Prosecco Doc Imoco Conegliano – Numia Vero Volley Milano 3-0 (37-35; 25-20; 25-20)

    La foto gallery di Ricardo Giuliani della partita QUI e della festa QUI

    La video intervista a Daniele Santarelli nel dopo gara QUI

    Match aperto da un attacco vincente di Laura Heyrman per il punto di una Milano in vantaggio, che da minimo va allargandosi fino al +4 (12-16) che vede rispuntare e ritornare Conegliano. Per una fase di equilibrio che porta il set ai vantaggi chiuso, dopo un numero non rilevato di palle set, da un attacco di Gabi per un 37-35 che racconta al meglio la prima parte (e mezza) della partita.

    Nel secondo parziale Conegliano è subito avanti (4-1) mentre le ragazze di Stefano Lavarini riescono a ricucire lo strappo (5-4) per poi perdere quanto conquistato (12-8 c’è il time out chiesto da Milano). Seguono due importanti break. Quello di Milano dal 14-9 al 14-13, e quello dell’Imoco dal 18-16 al 22-16 quando un attacco in diagonale out di Isabelle Haak (MVP del match)  interrompe la striscia positiva di Conegliano che, ad ogni buon conto, sigilla il tutto con 25-20, un attacco out di Paola Egonu (che chiuderà con 24 punti, best score).

    La terza frazione di gioco svela un ritmo più frizzante da subito, al netto del tabellone. Quello, però, dice di una Imoco sempre davanti mentre Milano perde via via smalto. Dall’8-7, distanza minima, al 20-14 vantaggio massimo. Sul 22-19 Santarelli richiama le sue giocatrici, per fermare qualsiasi velleità di Milano, che dal 22-26 si era fatta sotto con due punti di Egonu e uno di Miriam Sylla. Il resto è nelle mani di Zhu Ting che mette a terra due dei tre palloni che portano alla fine del set. A quell’ultimo attacco, proprio della giocatrice cinese, che finalizza il servizio di Sarah Fahr mettendo fine ai giochi con un 25-20 che significa Coppa Italia Frecciarossa, palco e medaglie. Festa.

  • Omag San Giovanni in Marignano, una Coppa Italia Frecciarossa senza dubbi

    Omag San Giovanni in Marignano, una Coppa Italia Frecciarossa senza dubbi

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Una finale che si ripete. Quella dei sestetti di Trento e San Giovanni in Marignano che già nell’edizione 2019/20 si erano trovati sul campo di Busto Arsizio per una Coppa di serie A2 poi vinta dalla formazione trentina. Questa volta, però, la storia è diversa. Perché il Trofeo si tinge di bianco-azzurro e prende la via della Romagna. Con un 3-0 netto, in discussione solo negli ultimi palloni dell’ultimo set, chiuso ai vantaggi. Ma vediamo come è andata.

    La gallery fotografica di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le interviste post gara di Massimo Bellano QUI e Davide Mazzanti QUI

    Omag – MT San Giovanni in Marignano – Itas Trentino 3-0 (25-20; 25-23; 28-26)

    Un primo set a muro, aperto dal punto di Trento (con il muro) e di Giulia Marconato e chiuso da San Giovanni con (il muro) di Anna Piovesan. In mezzo una fuga, dai primi punti, delle romagnole, raggiunte in più occasioni dalle trentine (12-12 e 17-17) e superate (14-16) ma capaci di tornare a premere sull’acceleratore e portare a casa il parziale per 25-20. Nel secondo parziale Trento inizia bene e tiene altrettanto – anche quando le ragazze di Bellano cercano il sorpasso – per poi tentare un colpo di coda, con un recupero da 24-20 a 24-23 sprecato, poi, dal servizio in rete di Emilia Weske (comunque la migliore delle sue a fine partita con 17 punti a referto) che consegna nelle mani delle romagnole il set per 25-23. Un errore da fondo campo, lo stesso errore di Alice Nardo al rientro in campo, per una San Giovanni che rimane un passo indietro all’Itas fino all’equilibrio che caratterizza tutta la metà del set. Fino a quel finale che sembra dare ragione alla formazione dell’Omag, non fosse per il videocheck che conferma un tocco a muro sul matchball e allunga l’attesa. Si va ai vantaggi e le palle match cambiano campo un paio di volate. Fino al mani fuori di Anna Piovesan (28-26), miglior realizzatrice della gara con 20 punti all’attivo. E una coppa da mettere in bacheca con San Giovanni tutta e compagne.

  • Conegliano vs Milano in finale. A chi va la Coppa Italia Frecciarossa 2024/25?

    Conegliano vs Milano in finale. A chi va la Coppa Italia Frecciarossa 2024/25?

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Il campo dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno dice che alla finale di Coppa Italia Frecciarossa edizione 2024/25 sono le formazioni di Prosecco Doc Imoco Conegliano (vincente su Igor Gorgonzola Novara) e Numia Vero Volley Milano (vincente su Savino del Bene Scandicci). Al termine di due semifinali di verso opposto, con una vittoria netta nella prima e una partita decisa all’ultimo nel secondo caso. Davanti al pubblico delle grandi occasioni in un palazzetto che domani si vestirà a festa. E sarà festa, comunque andrà. Ma oggi, intanto, è andata così’.

    Prosecco Doc Imoco Conegliano – Igor Gorgonzola Novara 3-0 (25-21; 25-23; 25-23)

    Ad aprire match e partita è il pallonetto a terra di Gabi, per una Conegliano sempre un passo avanti, fin dai primi scambi. A metà set il gap è di 8 punti che, però, nel giro di pochi minuti e per mezzo di qualche break di Novara vede il tabellone segnare un interessante 19-18grazie al muro di Sara Bonifacio. Ma a chiudere è l’altra Sarah, Fahr, con un attacco vincente per il 25-21, definitivo. Secondo set Novara inizia con un piede avanti ma Imoco riprende da dove aveva lasciato e dal 10-6 e, tra qualche errore ma pure qualche recupero (17-16 e poi 22-21) di terreno da parte delle ragazze di Lorenzo Bernardi, costruisce un set che sembra avviato a un finale che invece non è. Il 23-23 impedisce la passeggiata delle venete che poi, però, chiudono 25-23 con il pallone a terra di Isabelle Haak. Terzo set, Novara tira sù la testa. Con un +4 ad aprire (1-5) che non impedisce alle ragazze di Santarelli di ricucire, rimettere la situazione in equilibrio (dal 12-12 al 17-17) per poi lottare contro una Novara che non lasciare nulla di intentato (23-22 e 24-23) ma poi il biglietto per la finale è di Conegliano.

    Mvp di una partita all’insegna dei minibreak, rincorse e recuperi, è Sarah Fahr. Il grande assente, il punto diretto da fondo campo. In tre set giocati e 106 palloni a terra, infatti, nemmeno un ace a referto.

    Le foto di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le video-interviste di Lorenzo Bernardi QUI e Monica De Gennaro QUI

    Savino del Bene Scandicci – Numia Vero Volley Milano (21-25; 25-19; 23-25; 25-19;

    Apre l’ace (proprio lui il non pervenuto del pomeriggio, fino a qui!) di Britt Herbots per una Scandicci avanti da subito (11-6) contro una Milano che, comunque non desiste: prima raggiunge le avversarie (14-14), poi tenta il sorpasso 14-15 e quindi la fuga (15-18). Ma Scandicci è lì 18-19 e tutto riparte dal 20-20. Con Milano che ne approfitta, non lascia passare nulla e chiude 21-24 con un errore al servizio di Herbots, lei che a segno proprio da fondocampo aveva aperto. Nel secondo set Milano continua la marcia e sull’1-5 coach Marco Gaspari chiama un time out che, dopo qualche scambio, rimette in marcia Scandicci, dall’1-7 al 7-9 per poi arrivare sull’11-11 e ribaltare la situazione (14-11). Il finale muove da un rassicurante 20-15 che diviene, da lì a poco, un – ancor più rassicurante – 24-16 o, meglio, definitivo 25-19. Il terzo parziale è un ribaltamento di fronti da far girare la testa. Se inizia con il vantaggio di Scandicci (8-6) si prosegue con quello di Milano (9-10) passando per l’equilibrio dal 16-16 al 18-18 fino alla zampata di Milano che dopo il muro di Laura Heyrman del 21-23, approfitta di un pallone in rete, quello del servizio di Emma Graziani, per portarsi a casa il set 23-25. Nel quarto set, poco da rilevare. Se non il punteggio finale (25-19) e la decisione dell’assegnazione del secondo biglietto per la finale di domani affidata al tie break. Un quinto parziale che rispecchia l’andamento della partita, incerto e sorprendente ma che alla fine per 12-15 decreta Milano seconda finalista.

    Le foto di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le video-interviste di Marco Gaspari QUI e Stefano Lavarini QUI

     

  • La Del Monte Coppa Italia è di Civitanova

    La Del Monte Coppa Italia è di Civitanova

    [Redazione – fonte  e foto LegaVolley] La finale che pochi si aspettavano, oltre 9000 spettatori e 15 set in 3 gare e in due giorni di Final Four di Del Monte® Coppa Italia giocata all’Unipol Arena di Bologna. Ad alzare la coppa, alla fine sarà la Cucine Lube Civitanova che dopo aver superato Sir Susa Vim Perugia nella semifinale del sabato, si impone al tie break sulla Rana Verona, vincente nella giornata di sabato sull’Itas Trentino.

    La società marchigiana, da oggi, ha dunque un altro trofeo a riempire la bacheca, al termine di un match che li vedeva avanti di due set, ma poi raggiunti dalla formazione allenata da Radostin Stoytchev e costretti a un quinto set poi vinto.

    Due muri e un ace lanciano subito i marchigiani sul 5-1, ci prova Keita con due punti di fila a non far scappare gli avversari (7-6). Rana Verona passa in vantaggio sul 13-15 su un insidioso turno in battuta di Zingel (time out Medei). La Lube reagisce (22-21), ai vantaggi Boninfante mura Mozic (26-24).

    Tra primo e secondo set un applauso scrosciante è stato tributato dagli spettatori dell’Unipol Arena a Giulia Ghiretti, medaglia d’oro paralimpica ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 nei 100 metri rana SB4, che ha seguito la partita a bordo campo.

    Il sestetto di Stoytchev prende un break in avvio di secondo set fino al 6-8, poi un break di 4-0 dei cucinieri costringe il tecnico bulgaro al time out. Il parziale diventa di 6-0 (12-8) ma la Lube non scappa (13-12, time out Medei). Il nuovo strappo allungo di Balaso e compagni (16-12) diventa un macigno per i veneti, 25-15 con il muro di Gargiulo e Cucine Lube avanti 2-0.

    Spettacolo e difese, di Balaso su tutti, nella prima parte di terzo set che vede un sostanziale equilibrio fino al primo break targato Rana Verona (12-14, time out Medei). Mozic e compagni vogliono riaprire il match e riescono nell’intento, sospinti da un inarrestabile Keita, anche se Nikolov con tre ace di fila mette paura ai veneti (23-25).

    Un Video Check premia Rana Verona che parte forte (1-5) anche nel quarto set con Keita scatenato dalla zona uno (5-12). C’è Nikolov come opposto nelle fila di Civitanova per tentare il recupero (11-17) che riesce solo parzialmente e così, per la terza volta in due giorni, si va al quinto set.

    Le difese di Balaso e gli attacchi di Nikolov danno un vantaggio alla Lube che va sull’8-5 al cambio di campo e non si scompone: Bottolo mette out il primo set point, sul secondo lo stesso schiacciatore marchigiano spara a terra la pipe del successo, quello che fa esultare a gran voce la tifoseria di Civitanova e tutta la tifoseria marchigiana a sostegno degli uomini di Medei.

    Finale – Del Monte® Coppa Italia SuperLega
    Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-2 (26-24, 25-15, 23-25, 21-25, 15-10)

    MVP: Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova)

    Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-2 (26-24, 25-15, 23-25, 21-25, 15-10) – Cucine Lube Civitanova: Boninfante 2, Bottolo 19, Gargiulo 9, Lagumdzija 8, Loeppky 17, Chinenyeze 8, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Hossein Khanzadeh 0, Nikolov 16, Dirlic 1, Podrascanin 0. N.E. Tenorio. All. Medei. Rana Verona: Abaev 4, Mozic 13, Cortesia 2, Jensen 4, Keita 30, Zingel 4, Baschera (L), D’Amico (L), Chevalier 0, Sani 5, Spirito 1, Vitelli 3. N.E. Bonisoli, Zanotti. All. Stoytchev. ARBITRI: Simbari, Goitre. NOTE – durata set: 28′, 23′, 26′, 29′, 17′; tot: 123′.