Giappone: Kurihara 10, Takesita 1, Takahashi 6, Sugyama 11, Araki 3, Kimura 6, Shoji 1, Sano (L). All: Yanagimoto.
Italia: Barazza 11, Secolo 8, Ortolani 2, Aguero 13, Lo Bianco 3, Del Core 11, Gioli 14, Cardullo (L). All: Barbolini.
Giappone: Bv 2, muri 3, errori 13. Italia: Bv 0, muri 16, errori 13
Nel primo set le azzurre partono sottotono, ma recuperano velocemente portandosi sull' 11-8, alunganso poi sul 14-10. Aguero e Del Core incrementano (18-14), Sugyama risponde, ma Barazza allunga (20-14). Aguero porta il punteggio sul 22-17, Sugyama non ci sta (24-18), ma un errore giapponese consegna il set all' Italia per 25-18.
Bene l'avvio della seconda frazione con Del Core (2-1), allunga Gioli (5-2,) Kurihara risponde, ma Lo Bianco incrementa (7-4). Le azzurre continuanola loro marcia con Aguero e Barazza ( 11-7), Gioli incrementa (14-6), Kurihara risponde (14-9), ma è Gioli a portare le azzurre sul 16-9. Sugyama e Kurihara accorciano (17-14), fino a raggiungere la parità (17-17). Barazza risponde a Sugyama (23-19), poi piazza un muro e Aguero chiude per il 25-19.
Il terzo set vede il vantaggio azzurro con Barazza (2-1), Gioli allunga (4-2), Secolo incrementa (8-2), Sugyama replica, ma Gioli porta le azzurre sul 9-4. Takahashi e Kimura provano a reagire, la Aguero frena le giapponesi (11-5). La solita Sugyama tenta il recupero, ma i muri di Barazza chiudono le vie di attacco al Giappone (15-6). Kurihara porta via qualche punto, ma Gioli e Del Core respingono (18-8). Aguero allunga (22-12), Kimura non ci sta (23-13), ma l' Italia chiude la gara sul 25-14.
Continua la marcia vittoriosa dell' Italia in questa WC contro un Giappone che, pur giocando in casa con il pubblico a favore, non riesce a far divertire la gente sugli spalti, lasciando fuori dal campo le caratteristiche di gioco che l' hanno sempre contraddistinta come squadra. Le azzurre partono bene, si sciolgono man mano prendono confidenza con il campo e concretizzano al meglio la manovra di gioco, mentre le gipponesi, pur facendo vedere qualche scambio interessante alla loro maniera, si infrangono contro la concretezza azzurra, che si dlinea a partire dalla seconda linea, fino ad arrivare al muro, finendo in una fase offensiva molto incisiva. L' organizzazione dl gioco italiano e soprattutto una correlazione muro-difesa fanno la diffrenza (16 muri a 3), le giapponesi non riescono a incidere perciò in prima linea; a metà della seconda frazione c'è un piccolo passaggio a vuoto per l' Italia: le giapponesi riescono a sfruttare il leggero calo avversario, Takahashi punge al servizio, noi commettiamo qualche errore e disattenzione in difesa. Barbolini inserisce Ortolani che si fa subito notare, le azzurre si ricompongono e con il muro ben appostasto riescono a rimandare indietro la velleità nipponica.
La differenza è stata prima di tutto nel tipo di gioco, più corale per le azzurre, monocorde per il Giappone: la ricezione italiana oggi offre buoni palloni per Lo Bianco che sfrutta tutte le attaccanti, spingendo con Aguero e Gioli in alcuni momenti, poi con Del Core e Barazza in altri, con Secolo per un set e mezzo in ombra, poi decisiva in particolare a muro. Il Giappone si affida a Sugyama e Kurihara, le altre sembrano quasi comparse se non in pochi frangenti di gara. La ricezione traballa, il muro non contiene gli attcchi azzurri, faticando anzi a leggerne il gioco. Gli errori delle due squadre non sono determinanti ai fini della gara se non nel secondo set, quando le azzurre permettono il rientro avversario e le giapponesi sul finire di parziale sfumano.
Un Giappone sottotono, quasi irriconoscibile per certi versi, che fatica in cambio palla e nel gioco veloce, contro una Italia determinata, attenta e incisiva in tutti i fondamentali. La gara di oggi ci fa ricordare che la pallavolo non è uno sport individuale: lo sa bene l' Italia che mette in mostra meccanismi oliati e la precisione in ogni fondamentale permette a tutti i reparti di funzionale al meglio. Brave le azzurre anche nel momento di difficoltà a riprendere velocemente le fila del discorso, perchè ci possono stare momenti di calo o in cui le avversarie giocano meglio e salgono in cattedra, l' importante è non perdere il bandolo della matassa. Così è stato, non sempre si riesce, anche se il Giappone ci ha messo molto del suo. Il cinismo azzurro è stato ancora una volta parte importante per vincere, una caratteristica che non deve mai mancare insieme all' umiltà: due doti che sino ad ora, han fatto dell' Italia una squadra vincente.
Gruppo A, Osaka
Giappone – Italia 0-3 (18-25, 19-25, 14-25)
Le azzurre scendono in campo con Lo Bianco-Aguero, Barazza-Gioli, Del Core-Secolo, Cardullo (L). Il Giappone risponde con Takeshita, Araki, Kimura, Sugyama, Takahashi, Kurihara, Sano (L).
Online cronaca, tabellino e commento. Foto: Fivb
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