World Cup – Massimo Barbolini e le azzurre…Sinfonia n.12

Barbolini ha iniziato da lontano a dare forma alla sua sinfonia. Ha scelto gli strumenti (ruoli), ha iniziato ad accordarli singolarmente (duro lavoro fisico), poi è giunto il momento di farli suonare insieme. Non è stato facile! C'è chi aveva un ritmo più veloce, chi più lento, chi suonava più forte, chi non si sentiva. Ma poi finalmente tutto si è amalgamato ed è uscita una musica celestiale. Tutto questo per dire che sono servite tantissime prove, tante partite per trovare l'intesa perfetta, i giusti automatismi e prendere coscienza della propria forza! Ma alla fine ne è uscito un gruppo forte, una squadra compatta, arrivata all' apice con la vittoria degli Europei e della World Cup.  

Sapete cosa mi piace nello sport, sia quando lo vedo in tv oppure live? Evidenziare l' espressione degli atleti, lo sguardo, dove si leggono concentrazione, tensione, gioia. Ma c'è di più: ogni giocatrice è una persona, è un’ anima e un cuore, che ci racconta non solo il gesto sportivo, ma la “messa in scena” della passione che sente.

Oggi ci siamo allontanti dal mero commento sportivo, più o meno tecnico, per esaltare lo sforzo delle ragazze e sottolineare il potere mediatico delle loro gesta, capaci di trasmettere emozioni a migliaia di tifosi, che le seguono e supportano. "Se lo vuoi fino in fondo puoi ottenere qualunque cosa". L' Italia voleva vincere, voleva dimostrare di essere grande, di aver costruito qualcosa di solido. Ci è riuscita. Quando le ragazze scendono in campo i loro occhi dicono tutto. Ogni singola trae la forza dalle sue compagne. La squadra ogni volta che scende in campo lancia una nuova sfida; una nuova barriera da abbattere, da superare passo dopo passo, per raggiungere la sua meta, il sogno comune. Ieri si chiamava Europeo, oggi di chiama World Cup, domani, Pechino. Solo la paura di fallire impedisce ad un sogno di volare. Una frase forse presuntuosa? NO, perchè questo gruppo crede in se stesso. L' anima del gruppo è il gruppo stesso, dal coach alle giocatrici, dallo scout al dottore. E' un gruppo di campioni. E il campione è tale perchè non si costruisce in palestra. Ma si costruisce dall' interno, partendo da qualcosa che ha nel profondo. Un desiderio, un sogno, una visione. Deve avere abilità e volontà. Ma la volontà deve essere più forte del' abilità. Così è stato….

Oggi noi tutti tifosi siamo un tutt' uno con questa squadra, mi piace pensarlo. Noi appassionati amiamo il volley così come lo amano queste ragazze d' oro. Questo amore è qualcosa che spinge noi tutti ad alzarci alle 4 del mattino per vedere le partite della nazionale in streaming grazie a qualche tv estera. Ci spinge durante l' anno nei palazzetti più lontani. Un amore che ci fa sussultare ad ogni punto, ad ogni difesa, ad ogni gesto spettacolare. Un amore che ci fa soffrire con le ragazze nei momenti di difficoltà, ma che ci fa esplodere di gioia per ogni vittoria, soprattutto quando in campo c'è la nostra squadra per eccellenza, la nazionale. Dall'altra parte ci sono loro, le protagoniste, ricche di altrettanto amore per la pallavolo, manisfestato in modo diverso e ancora più forte verso questo sport. C'è Massimo, grande direttore d' orchestra, che ha dato un volto nuovo e una nuova essenza al gruppo: la soddisfazione del singolo sta nel raggiungere l' obiettivo comune. Si lavora per questo in casa Italia, ma soprattutto per continuare a far si che tutti i cuori ardano in uno ancora più grande.

A tutta la nazionale…queste parole sono IL MIO GRAZIE dal profondo del cuore!
Mirtillino 


"Mi piace paragonare la nazionale di Barbolini ad una sinfonia musicale. Cosa è letteralmente una sinfonia? Un brano composto di più movimenti articolato secondo una determinata forma. In una sinfonia perfetta nessuno strumento prevarica sull'altro, ma si fondono insieme dando vita ad un unico "suono" corale, capace di incantare folle sempre più numerose, di affascinare uomini e donne in ogni angolo del pianeta". 

Il commento al termine di Italia-Usa, con le azzurre vincitrici della World Cup 2007.


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