Andres Delgado allenatore
V. Come si è sviluppato questo campionato che vi ha portato alla promozione e quando hai avuto le conferma su quello che sarebbe stato l’andamento?
D. Noi siamo partiti credendoci. Nella pallavolo, in un campionato così lungo, si fanno microcicli settimanali veri e propri nel senso che uno inizia lunedì accanto allo staff, al fisioterapista eccetera a vedere la situazione e in base alla situazione lavoriamo, in base a quello che abbiamo fatto male durante la partita precedente lavoriamo tecnicamente. Abbiamo avuto molte settimane in cui il fisioterapista ha dovuto lavorare tanto, quindi veramente è stato un anno difficile da questo punto di vista rispetto all’anno scorso; non dimentichiamo che due giocatrici giocano da tre partite con un “male cane” alla schiena. Questo è veramente un gruppo molto generoso, l’ho sempre detto e lo ripeto sino in fondo. Sono molto soddisfatto, innanzitutto metto al primo posto le giocatrici che sono le protagoniste, erano giocatrici che magari due anni fa non erano grossi nomi e penso che adesso siano giocatrici importanti nella pallavolo.
V. Qual è stato il momento più difficile nell’arco della stagione e come lo avete superato?
D. Lavorando, evitando di creare alibi e scuse, provando a migliorarci. Dopo le due sconfitte importanti, che abbiamo avuto nel girone di ritorno, siamo andati ad analizzare e studiare i problemi. Noi dello staff tecnico con le giocatrici ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a lavorare, provando a migliorare quelle cose che poi hanno dato risultati.
V. Ci sono delle dediche particolari per questo risultato?
D. A mio fratello che è morto il 7 gennaio di quest’anno, Valdo Delgado mio fratello minore, faceva il musicista ed è morto in un incidendo stradale.
V. La domanda andrebbe rivolta al presidente ma la faccio anche a te, si pensa già al futuro o per ora ci si gode questo risultato?
D. Vallo a chiedere al presidente. No la domanda merita una risposta seria, al di là di quello che sarà il futuro seguirò al cento per cento, e questo voglio che lo scriviate chiaramente, le strategie della società sia di fare la a2 sia di fare la b1 perchè questa è una società esemplare e quindi volentieri verrò incontro agli obbiettivi della società un’altra volta.
Giulia Borgogelli
V. Raccontaci questa promozione.
B. L’anno scorso siamo arrivate ad un passo da un’impresa cui nessuno pensava e anche quest’estate eravamo tranquille, con la volontà di rimanere perchè sapevamo che era rimasta una cosa incompiuta. Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata dovevamo riprendere da dove eravamo arrivate e probabilmente questo è stato un elemento in più rispetto ad altre formazioni che hanno cambiato di più. Poi, modestia a parte, penso che una cosa che abbiamo è il cuore e abbiamo un grande allenatore che è stato bravissimo e di cui ci fidiamo ciecamente. Abbiamo avuto tanti infortuni, ma il sabato la domenica non c’era modo di tenerci fuori dal campo e si è visto anche in questa partita (n.d.a. cadendo dopo un attacco, si è leggermente infortunata alla caviglia nel secondo set, uscendo dal campo per poi rientrare).
V. Tu sei un emblema di questa stagione con tanti infortuni e della voglia di giocare comunque.
B. Ho un problema al ginocchio che mi trascino dall’inizio di quest’anno e probabilmente dovrò operarmi, ma ho aspettato che finisse la stagione perchè non volevo assolutamente perderla. Sono andata avanti con molta tensione e con quello che mi è successo nel secondo set mi è cascato un po’ tutto, ma era talmente tanta la voglia di fare che sono rientrata in campo.
Bruno Molea presidente
V. Un commento sulla stagione che abbiamo vissuto..
M. Credo che la stagione si commenti da sola, una squadra con un grande cuore che nonostante tutti gli acciacchi, gli infortuni e le malattie ha saputo reagire, ha saputo tenere la testa e la concentrazione al punto giusto e ha raggiunto giustamente questo grande traguardo.
V. E adesso che succede?
M. E adesso mi devo giocare questa partita, devo cercare in tutti i modi di trovare quello che manca per giocare questo campionato di a2; è una partita dura perchè la situazione economica non mi aiuta, però ce la metteremo tutta. Credo che la città di Forlì e tutti questi tifosi che ci hanno seguito si meritino che questa squadra giochi in a2 e continui a dare soddisfazioni.
V. Proverete ad affrontare la a2 con qualcun altro?
M. Si tratta di un’ipotesi che per il momento non abbiamo preso in considerazione; ci piacerebbe giocarcela da soli come abbiamo sempre fatto in questi 12 anni.
V. La parola promozione non è stata usata durante quest’anno, non pensavate a questa promozione?
M. Noi abbiamo fatto una squadra che voleva essere un pochino più competitiva dell’anno scorso, che potesse giocarsela ai primi posti. Onestamente la serie a non era il nostro obbiettivo, i play off sì però. Poi una serie di circostanze, la squadra che pian piano ha iniziato a macinare e una serie di situazioni che hanno risposto come l’allenatore voleva hanno fatto sì che non si poteva non giocare per provarci.
V. Ha una dedica per questo risultato?
Dedico questa vittoria a Rusticali che insieme a me ha costruito questa società.
