Caterina Fanzini: 'Sono emozionatissima, la partita é stata intensa ma ancor una volta si é visto il nostro carattere. Ci abbiamo messo il cuore e siamo arrivate ad una grande vittoria. In battuta potevamo fare meglio ma per il resto non riesco a vedere aspetti negativi della nostra prestazione. Pavia é una squadra ostica che ci ha messo in difficoltà, dalla nostra abbiamo comunque un grande entusiasmo'.
Garcia Marquez :'Ho visto la luce, era come se riuscissi a vedere in anticipo gli attacchi delle avversarie, ho vissuto un momento di grande sicurezza'. Sull'incontro aggiunge:'Sono contentissima, abbiamo affrontato una squadra che era data per favorita ma alla fine siamo riuscite a spuntarla. In casa le abbiamo battute ma la Riso Scotti resta veramente forte, hanno un ottimo collettivo. Dobbiamo rimanere concentrate e continuare come abbiamo fatto sino ad ora. Penso che la vittoria contro Volta possa darmi ancora più sicurezza'.
Stefano Micoli: 'Tutti i complimenti li giro alle ragazze, sono loro le protagoniste di questa grande affermazione; anche per me questa finale é un grande traguardo. Tutte hanno dato il massimo, Stufi non era al meglio e brava Sacconi che quando é stata chiamata a sostituirla, si é dimostrata all'altezza. La nostra determinazione é stata fondamentale, ho visto interventi strepitosi in difesa. Specialmente nell'ultimo set si é vista un'ottima retroguardia, in cui spicca la straordinaria prova di Garcia Marquez. Potevamo chiudere i conti già nel quarto gioco ma sono ugualmente contento. Il pubblico c'é stato, come contro Ostiano e si é fatto sentire. Ora é necessario riposare. Poi torneremo subito al lavoro per preparare al meglio la sfida. Pavia é una bella squadra, sarà una prova dura'.
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Il capitano Annalisa Guerrini: “Noi ragazze vogliamo ringraziare i nostri affezionati tifosi, che non ci hanno mai fatto mancare affetto e sostegno, anche nei momenti più bui”.
Antonella Bragaglia: “Abbiamo perso una partita che potevamo vincere e forse avevamo già vinto. Fondamentalmente l’abbiamo buttata, ma rispetto a gara 1 è andata nettamente meglio. Abbiamo giocato, siamo state attaccate all’incontro e forse loro si sono un po’ impaurite. Secondo me meritavamo noi la vittoria. Ci abbiamo creduto, magari dovevamo crederci quel pizzico in più, perché abbiamo avuto tutte le palle per chiudere”. La luce si è accesa dal secondo set: “Facciamo così da inizio anno – sostiene la centrale – siamo abituate a partire a rilento. Rivolgo un in bocca al lupo a Pavia e Cremona. Nessuno si aspettava che potessero arrivare in finale, però se la sono meritata. L’Esperia ha sicuramente giocato una pallavolo migliore della nostra”. L’ex azzurra soppesa luci e ombre senza perdere il sorriso: “Se avessimo realizzato quei 3-4 palloni in più che contavano, avremmo forse vinto 3-1. Abbiamo difeso tanto, ma penso che potevamo difendere di più alcune palle facili. D’altronde, siamo una squadra così, non è mai stato il nostro forte dall’inizio dell’anno. Adesso ognuno rifletterà sul proprio campionato. Il rammarico più grosso è per la società, che ha dato il massimo, e per i tifosi. Purtroppo è andata così. Abbiamo giocato di più al centro e abbiamo ricevuto meglio. Peccato per la mia fast che ha fatto fatica a cadere. Io personalmente sono contenta, malgrado ciò. Ho dimostrato che posso attaccare anche il primo tempo avanti con muro a due”.
Daniele Rampazzo: “Secondo me è solo nei numeri che abbiamo disputato un’altra partita rispetto a Montichiari. Non è stata vera pallavolo, però a questo punto credo che sia il limite di questa squadra. Non so nemmeno come abbiamo fatto ad arrivare fino al 16-14 del quinto set. Non lo meritavamo. Abbiamo avuto i palloni per ottenere di più, ma li abbiamo sbagliati quasi tutti. Del resto da quando sono arrivato non rappresenta una novità e non ho notato cambiamenti. Il gioco al centro? Ok, l’abbiamo sfruttato di più perché in settimana ho molto insistito su tale aspetto. Tuttavia l’ultima palla (quella murata da Bacchi che ha concluso la partita, ndr) tatticamente non andava servita in posto 3, in base a sistuazioni di cui avevamo parlato in precedenza”. Il coach sospira: “Accetto il verdetto. Nella somma delle due gare Cremona ha meritato. Sono dispiaciuto”. [pagebreak]
Il Gm Poma si lascia andare ad alcune considerazioni sulla prossima finale promozione.
Allora cosa ne dice del vostro prossimo avversario?
"Beh cosa volete che vi dica, Cremona è una grande squadra, ha vinto e merita di essere in finale. Cercherò di dare un dispiacere al mio amico Sassano, ma credo che lui voglia darlo a me purtroppo".
È stato un campionato strano tutto sommato.
"Per quel che riguarda noi è stato molto difficile, ho personalmente sbagliato all’inizio sull’affare Savenchuk e, considerata anche l’assenza, peraltro prevista, di Nadia Terranova per le prime 5 giornate, è stato un campionato di continua rincorsa.
E poi non dimentichiamoci che l’innesto di Rangelova Chitigoi ha subìto dei rallentamenti formali che avrebbero potuto danneggiarci in modo determinante".
Ma alla fine ce l’avete fatta…
"Si, abbiamo centrato il traguardo che ci eravamo preposti ad inizio stagione con una rincorsa incredibile che in certi periodi del campionato ci ha esaltato molto. Poi abbiamo dovuto forzatamente rischiare: ovvero cambiare la preparazione atletica delle ragazze cercando di calibrarla per un’eventuale play off, coscienti però che avremmo potuto non arrivarci proprio per una questione di carichi di lavoro. E qui devo dire grazie al preparatore atletico Max Barisoni, il quale ha praticamente vissuto con le giocatrici, sopportandone, in termine simpatico, tutte le loro lamentele e si sa, le donne sono sempre donne! E poi il merito va anche a loro proprio perché nei momenti in cui erano sottoposte a una grossa fatica fisica, hanno sopperito con il cuore".
Ecco il cuore, lei molte volte lo cita, perché?
"Vede, di queste giocatrici, se si fa un’analisi, tranne Spinato e Bo le altre hanno vissuto anni difficili prima di venire da noi oppure sono arrivate da categorie inferiori perché giovani, promettenti ma giovani. Questa analisi ci vede con Alberti, Borgogno e Caroli retrocesse in B l’anno prima di venire da noi. Terranova da noi fin dal primo anno di B1, Horvath e Rangelova due stupende ma sconosciute giocatrici.
Manfredini, Korcz e Agostinetto futuribili, giovani ma futuribili. La nostra è una società che cerca di mettere come prima cosa le ragazze nelle condizioni ideali di vita, senza fronzoli o vizi, ma con tutti quei contenuti umani che dovrebbero avere in una vita diciamo “normale”. Noi diciamo sempre loro di divertirsi, se ti diverti vinci e se lavori in queste condizioni è inevitabile che ti leghi a un sistema che ti permette veramente di gettare il cuore oltre la rete. Sicuramente anche quest’anno abbiamo avuto la fortuna di aver operato in modo oculato sia per capacità che per caratteristiche umane che contraddistinguono queste giocatrici. Loro hanno il piacere di stare insieme, dentro e fuori dal campo, sempre. Ecco questo è forse uno dei passaggi fondamentali per la nostra squadra.
Ho letto una dichiarazione del Presidente Russiello su E Polis Milano che riporta “…..non si può diventare polli alla fine del campionato, così come altre squadre non possono diventare fenomeni…”
E’ vero,è perfettamente vero! Noi non siamo fenomeni e neppure abbiamo mai detto di esserlo.
Però, forse, proprio per quel che ho detto prima, siamo riusciti, tutti insieme, società dirigenti, tifosi e giocatrici con la massima umiltà e senza troppe fanfare, a ottenere il massimo che potevamo. Non si vince solo con i nomi, ma con il sistema che sai creare, il feeling e la serenità che riesci a mantenere all’interno della squadra, nei momenti belli e meno belli. E questo nostro modo di agire è stato captato dal vicepresidente della Rebecchi Lupa, che proprio oggi, ha avuto parole di elogio nei nostri confronti e ha citato il nostro modus operandi come un esempio da seguire.
Quanto detto da parte di Rizzi onora noi ma anche la sua lealtà sportiva".
E il prossimo anno? Qualcuno dice che nel caso in cui…..Pavia non sarà in grado di partecipare per motivi di budget, è vero?
"Noi non siamo una società che ha grandi possibilità economiche e lo sappiamo. Io e Moda abbiamo fatto i salti mortali anche quest’anno ma fino ad ora siamo ok. Però se dovesse accadere l’evento sia ben chiaro: Pavia parteciperà al campionato che dovrà fare! Ci mancherebbe. E poi c’è sempre il mio amico Dario (Dr.Scotti ndr) e in più potrebbe arrivare un altro grande amico…".
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Un epilogo di stagione da incubo. Quattro sconfitte una in fila all’altra che hanno minato alla base le certezze di una promozione in A1 che era non solo a portata di mano ma appariva ormai cosa fatta. E invece, con un finale di stagione sconcertante, l’Europea92 Virgin Radio Milano ha vanificato tutto ciò che di buono era stato fatto dalla squadra, dallo staff tecnico e dalla società in soli 10 mesi di lavoro. Sprecati i due match ball al termine della regular season nei play off sono arrivate, quasi scontate, le due sconfitte contro la Riso Scotti Pavia, squadra battuta due volte in campionato cedendo solo un set:
“Evidentemente in questo finale di campionato hanno contato una serie di fattori che esulano dal puro aspetto del valore tecnico – spiega Enzo Russiello, presidente di Volley Club Milano – e che riguardano la condizione psico-fisica, la motivazione, la determinazione e la capacità di reagire nelle situazioni difficili. Sono evidentemente deluso e amareggiato per come sono andate le cose, per aver sfiorato anzi praticamente raggiunto, l’obiettivo per cui tutti hanno lavorato per un’intera stagione e che invece incredibilmente non è stato raggiunto. Evidenzio che all’ultima giornata della regular season eravamo primi in classifica, solo un disastro poteva impedire la nostra promozione diretta in A1! Rispetto ovviamente il risultato sportivo, che poi è quello che conta, ma restano ombre e ancora tanta incredulità”.
Quali le responsabilità? “Senza nulla togliere alle avversarie che ci hanno sconfitto sul campo, siamo stati noi a metterci il cappio al collo e a tirare la corda. Abbiamo dimostrato una scarsa professionalità, soprattutto dopo quella “maledetta” partita contro Nocera Umbra persa al tiebreak 13-15. Abbiamo affrontato i playoff senza cuore, senza grinta, con scarsa motivazione e quasi con la mancanza di volontà di portare a casa il risultato. Un comportamento inaccettabile, soprattutto da una parte delle nostre giocatrici che si considerano e noi stesso abbiamo considerato delle professioniste”.
E ora cosa succede?
“Sulla nostra società si sta parlando – prosegue Enzo Russiello – o meglio, sparlando troppo e a sproposito. Per tutta la stagione abbiamo subito attacchi da persone che hanno parlato più di Milano che della propria società. Una serie di costanti e incomprensibili illazioni sul nostro conto che non trovano nessuna giustificazione ma di cui terremo conto. In campo si perde e si vince ma tentare – ripeto per l’intera stagione – di destabilizzare altri ambienti e screditare colleghi, atleti e tecnici di altre squadre, non è degno di uomini di sport. Tutto ha un limite. Sulla nostra società si è detto di tutto a titolo gratuito, addirittura che avevamo venduto il titolo di serie A1 prima ancora di averlo conquistato. Noi però guardiamo avanti, attendiamo le decisione della Fivb sul numero di straniere da tesserare e poi partiremo per organizzare la prossima stagione. Non prima di aver incontrato l’Assessore allo Sport del Comune di Milano Giovanni Terzi per pianificare insieme una serie di interventi che rappresentano la condicio sine qua non per proseguire qui il nostro progetto sportivo”.
Concetto confermato anche da Mimmo Cicchetti, amministratore delegato di Volley Club Milano: “Le voci che circolano parlano di un abbandono dei nostri sponsor e di una partenza da Milano. Niente di tutto questo risponde a verità. Stiamo già lavorando per la prossima stagione e soprattutto siamo convinti della bontà del progetto milanese che può essere proseguito ad alcune precise condizioni che facilitino la permanenza di un team di serie A nel capoluogo lombardo. Mi riferisco all’impianto, il Palalido che deve diventare la casa di Volley Club Milano. Nell’ultima settimana, prima dei playoff, non abbiamo potuto allenarci nemmeno una volta sul nostro campo di gara. Gestire questa doppia sede, fra Cinisello e Milano, è improponibile anche per quello che sta attorno alla squadra e per la logistica. Per questo chiediamo ancora una volta all’Amministrazione di poter stabilire qui la nostra base operativa come era stato lo scorso anno per il volley maschile. Il tutto nella prosecuzione dell’ottimo rapporto con Milano Sport con cui abbiamo lavorato benissimo per l’intera stagione”.
A cura dei relativi Uffici Stampa
