Cuba: Ruiz 20, Santos 8, Carrillo 15, Ramirez 11, Ortiz ne, Sanchez 2, Herera ne, Mesa(L), Calderon ne, Carcaces 25, Silie ne, Barros 6.
Italia: Anzanello 7, Croce, Aguero 16, Guiggi 2, Secolo 8, Cardullo(L), Ortolani 1, Piccinini 21, Ferretti, Lo Bianco, Del Core, Gioli 17.
CUB: Bv 6, muri 8, err.33. ITA: Bv 3, muri 8, err.15.
Continua la marcia vittoriosa delle azzurre nel Wgp: sconfitta l' avversaria di turno, ovvero Cuba, che crea non poche difficoltà all' Italia. Prima di tutto perchè non è la Cuba che è scesa in campo ad Alassio: oggi in campo c'era un sestetto agguerrito, aggressivo, che non ha mollato la presa se non negli ultimi due scambi del quinto set; in secondo luogo, perchè la squadra di Perdomo ha davvero mostrato una buona pallavolo, fatta di potenza, correlazione muro-difesa, incisività al servizio. Se le caraibiche si sono ben comportate, l' Italia ha fatto meglio dimostrando di essere incisiva in fase offensiva, concentrata nei momenti che contano, ben organizzata.
Questi i lati positivi della medaglia, poi arrivano i diversi lati negativi: Cuba spesso non riesce a giocare con ordine, si deconcentra, quando le metti pressione inzia a sbagliare molto; il modulo del doppio alzatore toglie spesso garanzie e punti di riferimento e in questo modo non si sfrutta appieno il potenziale offensivo di quelle 2-3 attacanti che potrebbero fare molta più differrenza, vista l' elevazione e la potenza. Sotto pressione le cubane commettono errori banali, vedi la battuta sul 13-13 o sbagliano i palloni difficili. I due palleggiatori non si comportano male, ma il modulo non prmette alle attaccanti di ricevere lo stesso tipo di pallone e questo è comunque un deterrente. Ma non è una novità. Le azzurre invece faticano in ricezione, fondamentale in cui devono crescere, a muro hanno sofferto parecchio, conseguentemente pure in fase difensiva. Quando salta la correlazione muro-difesa, le italiane hanno problemi a impostare il proprio gioco, lasciando spazio alle avversarie.
L' arma in più dell' Italia è stata il carattere, il non calare nel quinto set, tenendo sempre alto il ritmo di gioco nonostante nella fase iniziale stesse subendo le avversarie. Il Sangue freddo e maggior precisione nei fondamentali principali, ha permesso il recupero e il giocare poi punto a punto fino a che le cubane hanno ceduto. Per le azzurre merita una menzione particolare Francesca Piccinini, sicurezza in tutti i reparti, decisiva e padrona del campo; a ruota Gioli e Aguero, ben marcate, ma anche ben imbeccate da Lo Bianco, autrice di una buona prova, in cui mostra alcuni punti forti del suo repertorio, non facile a farsi, viste le difficoltà della seconda linea e il non poter sempre variare il gioco. Cardullo sta tornando sui suoi livelli abituali, Secolo si è ben disimpegnata nel complesso, nonostante qualche calo, Anzanello in crescita anche se a muro deve velocizzarsi con squadre come Cuba. Positivo l' ingresso del resto delle atlete, che in un set difficile non ha subitom recuperando anche diversi punti.
Una gara davvero interessante, emozionante, spettacolare. Il desiderio di vittoria fa la differenza anche al wgp 2008, competizione importante, preludio alle Olimpiadi e che deve essere vista nella giusta ottica, ovvero quella di migliorare il livello di gioco, il feeling tra le atlete, dare minuti in campo a tutto l'organico e sistemare quelle situazioni di gioco che ancora non sono precise e automatiche. Così deve essere per tutte le squadre, anche se poi arrivare in final six è l' obiettivo che si vuol raggiungere, nessuno si nasconde: in Giappone ci si gioca il tutto per tutto, perchè in fin dei conti non si scende mai in campo per partecipare….
Torniamo all' Italia. Le azzurre vincono. Giocano bene, meno bene, vincono. Questo è importante, ma rimanere con i piedi per terra lo è ancora di più, perchè velocemente si può passare dalla consapevolezza di essere vincenti al sentirsi invincibili. Sappiamo di avere un gruppo maturo, sappiamo che il nostro staff tecnico lavora anche da questo punto di vista, ovvero il non dimenticare che l' obiettivo estivo è un altro e si lavora per quello. Vincere o perdere non conta in questa ottica, se non per soddisfazione personale (leggi del gruppo), per lavorare certo con maggior serenità e tranquillità, ma anche se dovessimo perdere domani contro la Cina, o nel prosismo pool o in final six, nessun problema, se questo ci porterà più lontano. A volte perdere fa anche bene, soprattutto quando vinci tanto, ti ridimensiona, anche se si crede di non averne bisogno (e se volessimo dirla tutta, ci toglierebbe anche un pò di rpessione). Conta vincere nel Wgp, ma conta di più vincere in agosto. Sconfiggere le dirette concorrenti in questo torneo, non significa nulla, non dimentichiamolo. Prestigio, ma in ottica olimpica, nulla. Atene docet.
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Cina: Wang 13, Feng 2, Yang 8, Liu 1, Wei, Xu, Zhou 7, Ruirui 17, Xue 15, Li, Zhang(L), Ma ne.
Giappone: Kurihara, Tajimi, Takeshita, Omura 6, Takahashi ne, Sano(L), Sugiyama 8, Sakurai ne, Kano 10, Araki 5, Kimura 19, Kawai ne.
CHN: Bv 4, muri 9, err.17. JAP: Bv 3, muri 7, err.16.
Pool F: Hong Kong, Hong Kong Coliseum
Cuba – Italia 2 – 3 (25-21, 19-25, 25-19, 20-25, 13-15) On-line il tabellino e il commento
