LINES ECOCAPITANATA CESENA: Piolanti 5, Venturi 2, Poggiali, Mazzoni (L), Ssuschke 6, Usic 6, Mifkova 4, Swiderek, Berti Alves 8. Non entrati Leonardi, Musti De Gennaro, De Luca. All. Benelli Manuela.
Pesaro: Bs 5; Bv 6; err.11; muri 16. Cesena: Bs 9; Bv 0; err. 21; muri 5.
La Scavolini si è scontrata questa sera contro Cesena, già battuta in campionato; una squadra combattiva in grado di riservare sorprese, reduce da un’importantissima vittoria su Conegliano in campionato e che è riuscita ad eliminare Sassuolo nel primo turno di Coppa.
Il coach della Scavolini, Zè Roberto, già conosciuto per la vittoria alle Olimpiadi di quest’anno con il Brasile, si è scontrato con un'altra abilissima coach, una delle poche donne che allenano in A1, Manu Benelli.
La squadra vincitrice ha accesso direttamente alle Final Eight di Coppa.
La partita inizia in un palazzetto con poco più di 400 spettatori a vantaggio delle padrone di casa che al primo time out tecnico conducono 8-4.
Dall’altra parte del campo un'ex biancorossa Anna Swiderek nel ruolo di regista, gestisce bene le sue attaccanti, ma la difesa del Cesena non riesce ad arginare l’attacco pesarese che va a segno.
L’attacco cesenate non mette mai in seria difficoltà Pesaro solo dal centro con Piolanti Alice e Suschke Corina con qualche primo tempo a effetto sorpresa realizzano. Un altro punto fermo del Cesena è la banda Usic Senna, giovanissima di soli 22 anni, che mette a terra qualche palla. Conduce sempre la Scavo 16-10.
Nelle fila di Pesaro tutto funziona, la difesa con Wijnhoven, l’attacco con Costagrande, Jaqueline, Kasia, Guiggi e Furst viene distribuito con fluidità e va sempre a segno.
Un po’ meno reattivo del solito in questo primo set il muro pesarese, ma Pesaro mantiene il vantaggio 22-16 e chiude 25-18 senza difficoltà.
Inizia il secondo parziale sempre ad appannaggio della Scavolini che, al primo time out tecnico, già conduce per 8-3.
La Mifkova non riesce in attacco a concludere è una giocatrice di grande esperienza anno 1974 sbaglia un attacco e regala il 9-3 alle avversarie. Incrementa il vantaggio la Scavo 15-7, e diventa sempre più imprendibile per le romagnole che ci provano a star dietro ai ritmi delle pesaresi, ma le campionesse d’Italia hanno una marcia in più 16-9. Si innalza il muro della Scavo con Guiggi, 17-10 per Pesaro.
Poi di nuovo il capitano del Pesaro firma il 18-10.
La Scavolini addirittura doppia nel punteggio il Cesena 20-10, ma non si ferma qui, vola ancora più in alto, le romagnole non possono far altro che approfittare di un errore arbitrale per segnare un punto 24-11. Chiude a muro Guiggi 25-11.
Il terzo parziale è più equilibrato nella fase iniziale 4-4. In campo come titolare parte Garzaro al posto di Furst, in partite come queste è giusto lasciare spazio anche a chi ne ha meno possibilità di giocare in campionato e poi Ilaria Garzaro è un’ottima promessa anche nel panorama della nazionale Italiana. La Scavo prende già terreno e si porta sul 8-4. Entra poi al palleggio Di Crescenzo al posto di Ferretti.
Cesena è potenzialmente una squadra molto forte, ma deve ancora crescere, la percentuale in ricezione è al di sotto del 30% e poi sono troppi gli errori. 12-4 per Pesaro non c’è partita.
Questa sera si è visto in modo molto netto ed evidente il divario che c’è tra Scavolini e Cesena quando le pesaresi sono in partita.
Le romagnole provano a cambiare regista, entra Poggiali Federica al posto di Swiderek, ma serve a poco. Per la Scavolini, in campo con metà panchina, entrano infatti anche Brussa e Castiglione. Conduce 20-8 Pesaro.
Una partita a senso unico dunque che fa ben sperare per il ritorno a Cesena.
Complimenti alle giovanissime ragazze che, dopo la vittoria di questa sera, realizzano ben diciotto vittorie consecutive, record assoluto per Pesaro.
Chiara Gnucci
Pavia: Bs 7; Bv 4; errori 20; muri 13. Busto: Bs 12; Bv 6; errori 33; muri 5.
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FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Arrighetti 13, Bacchi 12, Barazza 12, Camarda (L), Del Core 13, Gujska 3, Lo Bianco 2, Merlo (L), Ortolani 30. Non entrati Araki, Piccinini, Sorokaite. All. Micelli Lorenzo.
Santeramo: Bs 9; Bv 5; muri 16. Bergamo: Bs 3; Bv 7; muri 16.
Due assenze importanti, una per parte: tra le orobiche Piccinini ancora a riposo, per le padrone di casa Swieniewics in panchina per un risentimento alla spalla.
Senza la polacca, Braia ridisegna l’assetto della squadra schierando il jolly Fernandez in diagonale a Sangiuliano con Marulli, Filipovics, Capuano e Sirressi a completare il roster di partenza. Dall’altra parte della rete, Bacchi sostituisce la “Picci nazionale”; per il resto Bergamo è al gran completo con Del Core in campo dal primo minuto.
La disposizione a sorpresa di Santeramo con le tre centrali in campo, coglie quasi impreparata a inizio partita la squadra dell’ex coach Micelli. Le padrone di casa dimostrano di potersela giocare per più di metà set (15-16) quando tre errori consecutivi in ricezione lanciano le ospiti a un +5 più che rassicurante e prontamente rimpinguato da Ortolani e Bacchi, nonostante una Lo Bianco non molto ispirata. Chiude il parziale l’ex schiacciatrice di Cremona con un bel lungolinea (17-25).
Nel secondo set, la Tena sembra accusare il colpo nonostante un’ottima Fernandez che ora come centrale ora nelle vesti di opposto non da punti di riferimento alla Foppapedretti. Le ospiti però, senza strafare e grazie agli errori di Tsekova e compagne, sono costantemente avanti. Sul 14-17 due muri su Ortolani per mano di Marulli e Sangiuliano riaccendono il set. Bergamo accusa il colpo e si vede sorpassata (19-17). Le due squadre procedono a braccetto fino al 23-23 quando Capuano capitalizza una spettacolare difesa di Cacciapaglia su Ortolani e Sangiuliano mura Del Core (25-23).
La parità nei set più che galvanizzare Santeramo rende Bergamo quanto mai più decisa a chiudere i conti il prima possibile. Le orobiche partono avanti anche net terzo parziale tenendo sempre Sangiuliano e compagne distanziate di 2-3 lunghezze. Un distacco però poco rassicurante come farà vedere Capuano con due attacchi vincenti prima del secondo time out tecnico (15-16). La squadra di Braia agguanta pure la parità sul 17-17, ma poi è Ortolani-show (19-24) con Gujska che mette a terra il pallone che vale il 21-25.
Con l’impressionante accelerazione di gioco mostrata nel terzo set, Bergamo aveva anche inteso far capire alle avversarie e al pubblico a chi spettava fare la parte del leone, ma non aveva fatto di certo i conti con il cuore e la grinta di Fernandez e compagne. Ne è così venuto fuori un quarto set avvincente con le due squadre a lottare su ogni palla e a far ricorso Bergamo a tutta la sua tecnica ed esperienza e Santeramo alla sua voglia di non arrendersi. Dopo la seconda sospensione tecnica (15-16), la Tena cerca e trova il colpo del + 3 con Capuano che poi sbaglia la palla del 20-16. La Foppapedretti, si sa, non è una gatta facile da pelare e ritorna sotto grazie a una doppia Del Core (21-20). Questa volta il pareggio non arriva. Santeramo gestisce bene l’esiguo vantaggio e pareggia il computo dei set con la fast di Fernandez (25-23).
Nel tie break partenza sprint delle orobiche, ma al cambio di campo le leonesse sono dietro solo di una lunghezza e troveranno anche il vantaggio (10-9) prima che Ortolani metterà ko Sirressi e compagne con tre punti consecutivi che segnano definitivamente il set poi chiuso da Del Core 10-15.
Forse Bergamo credeva di avere vita facile al PalaCooper e far valere la legge del più forte, ma si è trovato di fronte un Santeramo “duro a morire” che ha giocato la sua più bella partita di questa stagione. Ne è venuto fuori un match bello e avvincente, con difese spettacolari e scambi lunghi. Alla fine Bergamo ha vinto comunque perché quando in squadra c’è gente come Ortolani che, pur macchiandosi di qualche errore evitabile, picchia duro e da ogni parte del campo; Del Core, solidissima in seconda linea, che è in affanno per tre set in attacco ma poi nel quarto è la migliore sopperendo alle difficoltà delle compagne di reparto; Gujska, pronta a sostituire una Lo Bianco poco precisa; Bacchi, un vero guerriero che non si arrende mai, per le avversarie c’è poco da fare e il cuore non può bastare. Qualche appunto alla squadra di Micelli va fatto. Pochi i palloni seriviti alle centrali anche quando la ricezione era buona, inspiegabile poi quel calo in attacco nel secondo set (26%) quando Bergamo si è tenuta a galla grazie agli errori delle padrone di casa (ben 10). Anche il gioco è stato poco fluido, in compenso la Foppa ha dimostrato ancora una volta di essere squadra solida e ben strutturata.
Santeramo può ritenersi soddisfatta di questa gara giocata a viso aperto. Sarà forse un caso, ma con Fernandez “rischiata” nel ruolo di opposto ne è venuta fuori la miglior partita per le rosso-blu, mostrando un piacevole gioco. Il problema dell’opposto è stato un po’ il tallone d’achille in questa parte di stagione e chissà che, anche con il ritorno di Swieniewics, Braia non trovi il coraggio di confermare la spagnola come opposto. Non che questo risolva tutti i problemi perché c’è molto da lavorare: in ricezione, dove oggi Sirressi (brava in difesa) e Capuano non sono esenti da colpe; al servizio per sbagliare meno e mettere maggiore pressione alle avversarie; in fase di costruzione di gioco e contrattacco perché Sangiuliano a volte è prevedibile e Tsekova è discontinua.
Bene Filipovics alla prima partita da titolare, ma tutto il reparto delle centrali si è ben distinto, con “santa Amaranta” vera trascinatrice. Al di là delle individualità, il gruppo c’è ed è bello vedere tutte lavorare per la squadra. Tocca al mister ottenere il massimo da tutte e dodici.
Molto bene entrambe le squadre a muro con 16 punti diretti ciascuna e tanti palloni toccati.
Giuseppe Flace
Scavolini Pesaro – Lines Ecocapitanata Cesena 3 – 0 (25-18, 25-11, 25-13) Pag 1
Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Asystel Volley Novara 3 – 0 (25-21, 25-22, 25-19)
Riso Scotti Pavia – Yamamay Busto Arsizio 2 – 3 (22-25, 18-25, 25-17, 25-19, 11-15)
Tena Santeramo – Foppapedretti Bergamo 2 – 3 (17-25, 25-23, 21-25, 25-23, 10-15) Pag 4
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