SCAVOLINI PESARO: Garzaro, Wijnhoven (L), Skowronska 12, Brussa 2, Ferretti 1, Furst 5, Costagrande 17, Di Crescenzo, Guiggi 9, Jaqueline 15. Non entrati Castiglione, Lazcano. All. G. José Roberto.
Santeramo: Bs 6, Bv 1, ricezione 65% (prf 53%), attacco 21%, errori 14, muri 6. Pesaro: Bs 5, Bv 8, ricezione 77% (prf 69%), attacco 49%, errori 18, muri 11.
Braia conferma il sestetto che in settimana aveva portato Bergamo al tie break, vale a dire Fernandez nel ruolo di opposto, ma la squadra non ripete la bella prestazione di Coppa Italia.
Le accelerazioni di gioco della Scavolini sono state micidiali e difficili da contenere (se non quasi impossibili). Con la squadra di casa in difficoltà per tutto il match a mettere giù palla, le campionesse d’Italia hanno fatto della palla giocata in contrattacco la loro arma vincente.
Dopo un primo set che ha visto Pesaro allungare subito dopo il primo time out tecnico (7-8, 13-21, 16-25), ci si attendeva una reazione da parte di Marulli e compagne e invece il secondo parziale (10-25) è stato un continuo bombardamento delle ospiti con la solita Costagrande che fa segnare 4 su 4 in attacco e 2 muri punto, Skowronska decisamente migliorata rispetto al set precedente, e una ricezione che si attesta sull’89% di positività e il 78% di perfezione. Tutto questo ben orchestrato da una Ferretti in grande forma capace di non dare punti di riferimento alle avversarie e nascondere la palla fino all’ultimo istante.
Nel terzo set, Braia ritorna alle origini con Tsekova opposta e Fernandez centrale, ma l’inversione di rotta non c’è: la sostituzione di Marulli con Filipovics sull’8-13 fotografa una squadra in cui è difficile trovare qualcosa di positivo. Pesaro non mostra segnali di rallentamento nel suo gioco, rimanendo concentrata e sprecando pochissimi palloni. La battuta continua a mettere pressione a Sirressi e compagne (8 servizi vincenti), in attacco si esalta Jaqueline (9 punti per lei nel parziale) e Ze’ Roberto può anche dare spazio a Brussa e Garzaro che chiude il match con un muro su Swieniewics.
La sconfitta per la Tena era facilmente pronosticabile, dispiace che la squadra non abbia trovato la forza di reagire e perdere con maggiore orgoglio. Braia ha provato diversi cambi ma la partita ha girato sempre dalla parte delle colibrì, complice una brutta ricezione che ha impedito a Sangiuliano di aprire il gioco.
La Scavolini come detto non ha mostrato punti deboli e al momento sembra imbattibile. Al di là della sua forza in attacco e in difesa, ha impressionato molto la concentrazione mantenuta alta per tutto il match, nonostante dall’altra parte della rete il ritmo di gioco fosse basso e il pericolo di distrarsi era dietro l’angolo.
FAMILA CHIERI: Busso, Tarozzo, Radulovic 3, Petrauskaite 4, Cicolari 12, Popovic 15, Stufi 1, Aleksovska, Giovanna 4, Puerari (L). Non entrati De Angelis. All. Salomoni A.
Perugia: Bs 8, Bv 7, ricezione 64% (prf 34%), attacco 41%, errori 17, muri 12. Chieri: Bs 5, Bv 0, ricezione 61% (prf 31%), attacco 30%, errori 16, muri 8.
Con la novità Caprara in panchina, la Despar Sirio Perugia si aggiudica lo scontro diretto nella parte bassa della classifica con le piemontesi della Famila Chieri per 3-0 (27-25, 25-15, 25-16), portandosi così a 10 punti in classifica e spingendo le avversarie ancor più verso il fondo della classifica.
La situazione della squadra chierese comincia a farsi preoccupante, con un’unica vittoria all’attivo e soli 3 punti racimolati in questa prima parte della stagione. D’altro canto Perugia, dopo un avvio particolarmente sofferto, raccoglie punti importanti contro avversarie meno quotate, in attesa che le prossime decisive gare contro Asystel Novara e Foppapedretti Bergamo rivelino chiaramente il valore e le prospettive della squadra umbra.
L’arrivo del tecnico bolognese sulla panchina biancorossa sembra rivitalizzare l’ambiente ma non porta scoinvolgimenti sul piano tattico con Pincerato ormai stabile in cabina di regia (nonostante un piccolo infortunio al mignolo destro), Togut opposta, Willoughby e Yang in banda, Crisanti e Dushkyevich al centro con Arcangeli libero.
Dal canto suo, coach Salomoni propone Radulovic al palleggio in diagonale con Popovic, Petrauskaite e Cicolari schiacciatrici, l’accoppiata di centrali Busso – Giovanna, libero Puerari.
Nel primo set, le ragazze umbre partono bene. Una super-Willoughby sigla 3 punti consecutivi (3 attacchi e un ace) e porta Perugia sul 3-0. Chieri però non ci sta e reagisce. Azione dopo azione, complici anche i numerosi errori della Sirio, recupera e si porta avanti, guidato da un’ottima Cicolari (6-8) e da una incisiva Popovic. Il gioco in banda per Chieri porta i suoi frutti mentre dall’altra parte della rete Pincerato fatica ad organizzare il gioco, affidandosi troppo spesso a Willoughby, ben tenuta a muro e in difesa, ed alla cinese Yang, apparsa spenta e prontamente rilevata a metà primo set da una grintosissima Veronica Angeloni. E proprio sul turno al servizio della schiacciatrice toscana, mentre Chieri con grande sicurezza si era ormai portato sul 10-16, Perugia iniziava la decisiva rimonta, mettendo in difficoltà la linea di ricezione chierese nonostante l’ingresso di Tarozzo e colpendo senza pietà con il muro e con la capitana Togut (19-21). Nel punto a punto finale, un errore in attacco di Cicolari consegnava il set nelle mani di Perugia.
Da lì, la partita si faceva sempre più in salita per Chieri. Perugia infatti teneva sempre in mano le redini del gioco, rendendo difficile la ricezione avversaria grazie ad un servizio tattico ed insidioso. Radulovic non riusciva ad affidarsi ai centrali: alla fine, Busso chiuderà il proprio match senza neanche un punto realizzato e neanche l’ingresso di Stufi cambierà l’andamento dell’incontro mentre la stessa Giovanna concluderà con un misero 19% di positività in attacco. A nulla è poi valso il cambio di regia con la palleggiatrice macedone Aleksovska, troppo acerba per la pallavolo espressa dalla serie A1 italiana. Popovic e Cicolari hanno dunque provato a tenere a galla un Chieri sbaglione e nervoso ma le prestazioni dell’opposto croato e della schiacciatrice bergamasca non sono state sufficienti a nascondere i limiti di questa squadra. Limiti che ci sono parsi soprattutto caratteriali quando, durante un time out, una delle giocatrici chieresi ha platealmente contestato le indicazioni dell’allenatore, rientrando in campo tra brontolii e polemiche.
Dall’altra parte della rete, invece, Perugia ha saputo reagire con grinta al break subìto nel primo set, grazie anche all’ingresso in campo di una motivatissima Angeloni al posto della cinese Yang, ancora fuori forma e sofferente per un piccolo fastidio al ginocchio. Impossibile vedere già gli effetti della cura Caprara: l’allenatore bolognese ha però dimostrato tutto il proprio carisma, con time out precisi e puntuali, strigliate necessarie alle proprie giocatrici e cambi azzeccati. Da sottolineare l’ottima prestazione di Togut, salita finalmente di livello dopo alcune prestazioni poco brillanti, e della palleggiatrice Giulia Pincerato. La giovane veneziana, autrice di 7 punti personali, ha saputo gestire con attenzione le proprie compagne, nonostante un primo set in cui le attaccanti biancorosse faticavano a mettere a terra la palla. Certo, alcune scelte destano ancora perplessità e non mancano sbavature ma l’anagrafe è dalla sua parte. Ora Perugia è attesa da due gare fondamentali per capire il futuro della formazione umbra: la prossima trasferta in terra piemontese contro l’Asystel Novara sarà un ottimo banco di prova per testare le aspirazioni delle ragazze di Caprara.
Elisa F.
LINES ECOCAPITANATA CESENA: Piolanti 7, Mazzoni (L), Leonardi, Ssuschke 5, Usic 12, Mifkova 4, Swiderek 3, De Luca 3, Berti Alves 6. Non entrati Venturi, Poggiali, Musti De Gennaro. All. Benelli M.
Sassuolo: Bs 7, Bv 4, ricezione 75% (prf 44%), attacco 46%, errori 18, muri 9. Cesena: Bs 7, Bv 2, ricezione 68% (prf 30%), attacco 36%, errori 16, muri 5.
Terza partita dell’anno che vede scontrarsi la formazione sassolese e quella cesenate ma il risultato finale è diverso dai precedenti. Entrambe le formazioni devono fare a meno di una delle centrali titolari, Nucu per Sassuolo e Musti De Genaro per Cesena. Le ospiti si presentano con la diagonale principale formata da Swiderek e Berti Alves, le centrali sono Ssuschke e Piolanti, le bande De Luca e Usic, il libero è Mazzoni. Ferrari risponde con Rondon Turlea in diagonale principale, Leggeri e Diomede al centro, le bande Bosetti e Havelkova e il libero Vecchi.
L’inizio è favore di Cesena che sembra partire bene con due punti consecutivi di Usic, ma è un ace di Diomede a ristabilire la parità e al primo tempo tecnico le unike sono avanti grazie al lungo linea di Turlea. Sassuolo impone il suo ritmo ed alla seconda sosta obbligatoria ha incrementato il suo vantaggio 16-12. Un muro di Diomede su Usic riporta avanti Sassuolo dopo due errori; entra Cella in battuta al posto di Havelkova e piazza subito il mezzo punto che Diomede deve solo appoggiare dall’altra parte di prima intenzione 23-17. E’ una veloce di Diomede a portare Sassuolo al primo set ball ed è poi Bosetti a mandare le squadre al cambio di campo 25-20.
Come nel primo set Cesena si porta avanti di due punti con due muri consecutivi di Ssuschke e questa volta mantiene il vantaggio anche al primo time out tecnico grazie alle battute della centrale tedesca che mettono in difficoltà la ricezione di Bosetti. A questo punto ci pensa Leggeri che prima mura Berti Alves e poi con il suo turno in battuta mette scompiglio nella seconda linea cesenate ed Havelkova e Turlea ne approfittano.
Per Cesena dentro Mifkova e fuori De Luca ed è proprio un ace di Mifkova su Havelkova a riportare avanti Cesena 13-14. Un muro di Leggeri su Usic scatena le protese della squadra ospite, Benelli viene ammonita ed è Rondon di prima intenzione a siglare il massimo vantaggio del set 19-14. Cesena prova a rifarsi sotto grazie al turno in battuta di Swiderek che fa soffrire un poco la ricezione di Havelkova, è poi un errore di Bosetti che permette a Cesena di portarsi a meno uno 20-19. Ma le ragazze di casa non ci stanno e sono Havelkova e Turlea a riportare avanti la squadra 23-20. Ferrari ripropone Cella in battuta, questa volta al posto di Leggeri e come prima la schiacciatrice piazza il mezzo punto che Diomede deve solo appoggiare nel campo avversario; Mifkova con un bellissimo diagonale stretto prova a rilanciare le sue ma è un errore in battuta di Piolanti a siglare la fine del set 25-21
Terzo set che si apre con Mifkova in campo al posto di De Luca, ma questa volta è la formazione di casa a fare il primo break grazie ad Havelkova e Bosetti che finalizzano due belle difese di Leggeri. Già alla prima pausa obbligatoria Sassuolo è avanti 8-4 gap che continua a crescere fino ad arrivare al 20-15 grazie a tre punti consecutivi di Turlea. Gli ultimi punti del set sono firmati da Leggeri che prima mura Berti Alves poi attacca contro tempo e dopo un punto ed un errore di Mifkova si porta in battuta e firma l’ace che vale il 25-17.
Partita non entusiasmante quella vista al PalaPaganelli, Cesena è sembrata davvero poco cosa spesso in difficoltà in ricezione specialmente il libero Mazzoni, e non abbastanza incisiva in attacco; De Luca non riesce ad entrare in partita e viene sostituita da Mifkova; ma a parte qualche sprazzo di Usic e Ssuschke è tutta la squadra a non trovare il ritmo partita e a permettere alle padrone di casa di imporre il proprio gioco.
Per Sassuolo buona prova di Diomede che si fa trovare pronta quando chiamata in causa; Havelkova comincia a trovare il ritmo partita dal secondo set discreta prova la sua ma continua a soffrire tanto in ricezione e a commettere troppi errori; Bosetti è al rientro dall’infortunio e in attacco non risulta decisiva ma si rivela utile per la ricezione; Vecchi viene cercata pochissimo in ricezione e si rifà andando a cercare ogni palla in difesa; Leggeri continua ad essere cercata poco e male, ma la sua esperienza le permette di trasformare anche le palle più improbabili, si fa trovare pronta a muro e anche difesa; Turlea toglie spesso le castagne dal fuoco nei momenti importanti; infine Rondon, il suo continua ad essere un gioco troppo scontato deve cominciare a rischiare di più il gioco al centro: 7 palle in tre set per Leggeri sono davvero poche. In generale le padrone di casa sono state brave a non adattarsi troppo all’avversario portando cosi a casa tre punti che smuovono la classifica dopo due stop consecutivi.
Ele B.
Vicenza: Bs 6, Bv 5, ricezione 82% (prf 58%), attacco 34%, errori 22, muri 15. Pavia: Bs 5, Bv 0, ricezione 76% (prf 51%), attacco 33%, errori 15, muri 12.
Baraldo schiera: Dall’Igna, Curcic, Paccagnella, Devetag, Ikic, Kucerova, De Gennaro.
Milano risponde con: Spinato, Lehtonen, Bland, Borgogno, Horvath, Pachale, Carocci.
YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Fernandinha 7, Viganò 11, Buckova 15, Valeriano 1, Esko 15, Kovacova 3, Matuszkova 11, Fokkens, Campanari 11, Okaka 1, Borri (L). Non entrati Rocca. All. Parisi Carlo.
Conegliano: Bs 9, Bv 6, ricezione 74% (prf 55%), attacco 26%, errori 28, muri 19. Busto Arsizio: Bs 11, Bv 4, ricezione 78% (prf 58%), attacco 31%, errori 32, muri 15.
CONEGLIANO: a fine gara, il commento del presidentissimo SPES Lucchetta è stato: “Non potevo chiedere di meglio!”. Non tanto per la vittoria della sua squadra ma per l’esito incerto dell’incontro fino al tie-break che ha tenuto con il fiato sospeso i 2.500 della Zoppas Arena, accorsi per la partita inaugurale del nuovo impianto sportivo.
Fin dalle prime battute, ci si rende conto che non sarà una partita facile. La battaglia si svolge principalmente al centro, dove Campanari e Manzano monopolizzano l’attenzione con un botta e risposta di muri e colpi veloci che mandano in tilt le difese avversarie. Si arriva al primo time out tecnico con il risultato di 8 a 7 per le pantere. Brakocevic in battuta segna il passo e coadiuvata da Serafin e dalla solita Manzano porta Conegliano al 16-11. Parisi decide di chiamare un time-out per ricaricare le farfalle che però cedono il set sotto i colpi di Pavan.
Partita a senso unico? Per niente. Busto Arsizio parte a razzo con Buckova e Viganò scatenate in attacco. Borri arriva dappertutto e nulla può il cambio in corsa di un’appannata Brakocevic per Do Carmo. Serena non riceve palloni interessanti lasciando più volte all’asciutto sia Pavan che Serafin. Gli errori di Busto sono sempre più rari e Matuszkova chiude il parziale sul 25-16.
La SPES non molla. Memore del primo set stacca subito un parziale di 5 a 2 sul quale Parisi non può fare altro che chiedere un time out. Sospensione che non porta i risultati sperati dato che Pavan infila un pallone dietro l’altro dalla seconda linea e al primo break il tabellino segna 8 a 3 per le coneglianesi. Viganò e Buckova sembrano aver trovato la strada per varcare il muro Zoppas, ma è un fuoco di paglia: la diagonale di Pavan non perdona e sul 16 a 10 Conegliano il coach Yamamay cerca di mescolare le carte inserendo Fokkens, Kovacova e Okaka per Fernandinha, Matszukova e Esko. Qualche timida reazione si vede (i muri di Buckova); Conegliano non è irresistibile in difesa e fa avvicinare le bustocche fino al 22-18. Ma Serafin e Brakocevic non sbagliano e portano a casa il terzo parziale. Il quarto set è lo specchio di tutto l’incontro: un continuo punto su punto, con qualche assolo di Pavan (perfetta in battuta) ma risolto nel finale dagli ingressi di Esko e Kovacova che, nonostante il muro SPES e qualche errore di troppo in attacco di Brakocevic trovano il bandolo della matassa sul 23-25.
Si va al tie break. Yamamay parte di slancio ma Serafin fa tutto da sola (riceve ed attacca a ripetizione) e porta Conegliano in fuga con 5 punti in più (8 a 3). Qualche defaillance in difesa per le pantere che sentono il fiato sul collo di Viganò e compagne che arrivano a –2. Campanari sbaglia due volte di fila, Manzano è attenta a muro e si arriva sul 14-8 SPES. Le ragazze di Martinez si rilassano troppo e buttano alle ortiche 4 palle set. La Zoppas Arena trema. Ci pensa l’airone di Zrenjanin a chiudere con un mani fuori l’incontro e a far esplodere il 2.500 di Conegliano.
Un’incontro da ricordare sia per Conegliano che per Busto Arsizio: la Zoppas ha mostrato i suoi due volti, minuziosa e nel contempo sprecona; la Yamamay ha dimostrato che quando la squadra gira non ce n’è per nessuno, ma basta un nulla a mandare fuori giri l’attacco e la difesa. Per le pantere in netta evidenza Pavan con 22 punti, mentre per le farfalle Borri si è adoperata di più limitando i danni.
Enrico Mantovani
Tena Santeramo – Scavolini Pesaro 0 – 3 (16-25, 10-25, 17-25) Pag 1
Despar Perugia – Famila Chieri 3 – 0 (27-25, 25-15, 25-16) Pag 2
Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Lines Ecocapitanata Cesena 3 – 0 (25-20, 25-21, 25-17) Pag 3
Minetti Vicenza – Riso Scotti Pavia 2 – 3 (22-25, 25-20, 22-25, 25-16, 11-15) Pag 4
17.30 (differita Sky Sport 2 giovedì 27 novembre ore 16)
Zoppas Industries Conegliano – Yamamay Busto Arsizio 3 – 2 (25-20, 16-25, 25-21, 23-25, 15-12) Pag 5
Online tabellini e commenti
