SOLO AFFITTI TRADECO CESENA: Mazzoni (L), Leonardi, Musti De Gennaro 8, Ssuschke 10, Usic 15, Mifkova 6, Swiderek, De Luca 5. Non entrati Piolanti, Venturi, Poggiali. All. Benelli M.
Novara: bs 7, bv 3, ricezione 68% (38% prf), attacco 49%, muri 10, errori 12. Cesena: bs 4, bv 2, ricezione 82% (42% prf), attacco 40%, muri 4, errori 18.
MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Ognjenovic 3, Cerioni, Mataloni (L), Negrini 13, Rinieri 22, Bown 8, Flier 17, Calloni 8, Kamenjarin. Non entrati Travaglini. All. Nesic D.
Santeramo: bs 6, bv 5, ricezione 72% (55% prf), attacco 39%, muri 13, errori 22. Jesi: bs 7, bv 3, ricezione 68% (58% prf), attacco 41%, muri 12, errori 25.
Le pirilline credevano di poter vincere facile e hanno affrontato la gara con un pizzico di leggerezza, troppo convinte dei loro mezzi e poco consapevoli della reazione di Santeramo alle difficoltà dell’ultima settimana (Filipovics infortunata, Marulli in campo con la febbre, Capuano senza allenarsi per quattro giorni a causa di una distrazione addominale). Lo dimostrano i due parziali vinti con autorità (il primo a 18 e il terzo addirittura a 8) e i due set persi con altrettanto imbarazzo (a 13 il terzo e a 17 il quarto). Merito di una Tena che ha svolto il suo lavoro con ordine, senza perdersi d’animo e senza disunirsi dopo aver subito due parziali pesanti che in ben altre circostanze aveva mandato al tappeto la squadra di Braia (vedi Perugia una settimana fa). Sangiuliano e compagne hanno trovato proprio in quel primo e terzo set la voglia di reagire e così non è bastata alla Monte Schiavo la maggiore caratura tecnica delle sue giocatrici, Rinieri in primis.
Le padrone di casa hanno giocato con una migliore correlazione muro-difesa rispetto alle avversarie e soprattutto hanno offerto una prestazione intelligente dalla linea dei nove metri da dove hanno messo in difficoltà tutta la retroguardia jesina con il neo-acquisto Mataloni bersagliato per tutto il match; ma anche Rinieri e Negrini hanno fatto segnare percentuali in ricezione al di sotto dei loro standard, a cui non sono riuscite a sopperire né Cerioni né Ognjenovic alternate da Nesic al palleggio.
Primo set di marca ospite con Santeramo in scia delle avversarie fino al 10-11. Poi c’è stato un graduale allungo delle ospiti. Sotto i colpi di Negrini e Flier, Santeramo è costretta ad arrendersi 18-25 nonostante gli 8 punti di Tsekova (89%).
Il secondo parziale ristabilisce subito la parità e, chi credeva di assistere ad una disfatta delle rosso-blu di casa, deve ricredersi sin dai primi scambi che fanno volare Santeramo sul 6-3. La Tena si scava un importante vantaggio con il servizio. Prima sul turno in battuta di Orsi Toth (11-3), poi su quello di Sangiuliano (19-5). La difesa (70% positività e 60% perfezione) e il muro (4 punti e tanti palloni toccati) fanno il resto. Santeramo arriva a condurre anche 22-6 prima che Fernandez chiude in fast 25-13.
Con le squadre di nuovo in parità, ci si attende una partita più equilibrata e invece nel terzo set la squadra di Braia resta in panchina collezionando in tutto solo 8 punti totali, di cui 5 errori ad opera delle avversarie. La reazione di Jesi è veemente e rabbiosa. Ranieri si esalta in attacco (8 punti), Calloni a muro (4 blocks vincenti). La Tena fa spettatrice e, senza la possibilità di poter cambiare qualcosa considerata la panchina inesistente, non può far altro che attendere la fine del set che arriva con l’errore in pipe di Tsekova.
Nel quarto set la situazione si ribalta ancora una volta sia nel gioco che nel risultato. Santeramo, per niente frastornata dal parziale precedente, è avanti per tutto il set con tre lunghezze di vantaggio sia alla prima sospensione tecnica che alla seconda. Ancora una volta l’arma vincente si rivela il servizio (3 ace, nessun errore e ricezione avversaria messa sotto pressione). Rinieri prova a tenere in partita le sue compagne, senza però far i conti con Fernandez e una scatenata Capuano che fa segnare un 100% in ricezione e un’ottimo 62% in attacco. Marulli a muro su Rinieri pareggia nuovamente i conti (25-17).
Nel tie break partenza sprint di Jesi che mostra una Ognjenovic in più (1-4), ma al cambio di campo il vantaggio per le ospiti è di un solo punto frutto del buon lavoro a muro di Santeramo. E’ il presagio al sorpasso che arriva sul 10-9 ancora grazie al muro (saranno 5 quelli vincenti). La solidità della Tena a muro e in difesa (da applausi Sirressi) manda in tilt l’attacco della Monte Schiavo, costretta a subire il contrattacco di Capuano e compagne (13-11). L’esperienza di Rinieri e Flier riporta le due squadre in parità, poi una ingenuità in seconda linea della appena entrata Kamenjarin regala il match ball a Santeramo che, contenuta Flier a muro, chiude al primo tentativo con un mani-fuori di Capuano, meritatamente MVP della partita.
Santeramo può gioire per aver trovato la forza del gruppo nei momenti di difficoltà, per non essersi mai arresa e soprattutto per aver portato a +7 il vantaggio su Vicenza. Ora c’è la trasferta di Pavia, importante per continuare a mettere distanza tra sé e la zona retrocessione e per riscattare la sconfitta dell’andata. E anche contro la Riso Scotti la squadra sarà chiamata ancora una volta a una prova con la "P" maiuscola e a dimostrare di essere più forte di qualsiasi episodio, anche extra pallavolistico.
Per Jesi un brusco risveglio dopo il netto successo su Vicenza di una settimana fa. A parziale scusante ci può essere l’assenza di Zilio, alle prese con una leggera distorsione al ginocchio, e l’impiego di Mataloni in squadra solo da qualche giorno. Però è anche vero che la squadra di Nesic è mancata in fase di contrattacco, solitamente la sua arma vincente, e ha sofferto la prestazione di Cerioni e Ognjenovic, che se non sono state per nulla aiutate da una ricezione non sempre buona, non hanno avuto nemmeno le idee chiare in fase di costruzione di gioco.
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ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 22, Ghisellini, Marcon 14, Do Carmo Braga 8, Manzano 5, Pavan 17, Rossetto (L), Positello 2, Serena 5. Non entrati Bonan, Serafin. All. Martinez M.R.
Vicenza: bs 9, bv 3, ricezione 62% (46% prf), attacco 37%, muri 6, errori 30. Conegliano: bs 8, bv 1, ricezione 61% (51% prf), attacco 33%, muri 14, errori 23.
Baraldo schiera il sestetto della settimana scorsa (senza Devetag quindi) nonostante le voci che davano Tirozzi per infortunata: Dall’Igna, Curcic, Paccagnella, Strobbe, Tirozzi, Ikic e De Gennaro.
Martinez invece deve rinunciare a Serafin e schiera: Serena, Manzano, Pavan, Brakocevic, Do Carmo, Marcon e Rossetto.
Il primo set parte all’insegna dell’equilibrio fino al primo time out tecnico; al rientro, Vicenza preme sull’acceleratore e Conegliano rimane al palo. Curcic, Tirozzi e Ikic sembrano inarrestabili e il risultato è presto detto 25-17 per Vicenza ed un pubblico di casa euforico come non si vedeva da tempo.
Il secondo set è un po’ più tribolato per Vicenza, dall’altra parte della rete sembrano svegliarsi le giocatrici di Conegliano e Curcic, che nel primo set passava regolarmente, comincia a calare. Brakocevic e Marcon invece cominciano a scaldare il braccio, bene per le biancorosse che lo fanno un po’ tardi ed anche il secondo set va a vantaggio delle beriche con un break finale di 5-0.
Quando nel 3° set le Vicentine si trovano avanti 16-12 i tifosi cominciano a credere che possono finalmente arrivare i 3 punti che mancano dalla stagione scorsa ma dall’altra parte della rete anche la terza bocca da fuoco, parliamo di Pavan, esce dal torpore e la rimonta di Conegliano è inesorabile. Le beriche provano a difendersi come possono ma non possono più contare su Curcic, che viene rilevata dal nuovo acquisto VanMeter, per il contrattacco e la mossa di Martinez di inserire per uno scambio Positello al posto di Marcon (per alzare il muro) fa sortire l’effetto desiderato. Vicenza non riesce a passare e il set lo porta a casa Conegliano 25-21.
Il quarto set è una formalità per le pantere, si portano subito avanti e le beriche non oppongono la minima resistenza: Pavan, Brakocevic e Marcon sembrano delle marziane e le beriche si devono arrendere 25-18.
Il tie break parte all’insegna dell’equilibrio, ma quando Conegliano prende un minimo break di vantaggio se lo porta fino in fondo per il 15-13 finale.
Per le beriche superlative le Prove di Ikic e Tirozzi in attacco, ormai più che 2 giovani di belle speranze cominciano ad essere 2 pedine inamovibili per Vicenza.
Curcic parte bene ma poi alla lunga si spegne; forse all’inizio trova un aiuto giocando spesso col muro di Marcon davanti (il più basso) quando si trova ad affrontare altre giocatrici va in difficoltà e viene sostituita da VanMeter. L’americana non sfigura, certo ci vuole ben altro a Vicenza per salvarsi, si vede che non è abituata a questo livello di gioco, tira quasi sempre dritto per dritto e non sfrutta quasi mai il muro avversario.
Strobbe e Paccagnella così così, giocano una partita senza infamia né lode, non si fanno sentire granchè a muro ed anche in attacco le percentuali non sono trascendentali.
Dall’Igna convincente finchè tutto va bene, quando la barca affonda lei affonda assieme.
De Gennaro corre per tutto il campo, anche quando il pallone è visibilmente irraggiungibile lei ci prova lo stesso. Un carattere eccezionale!
Per Conegliano possiamo dire che Brakocevic e Pavan quando hanno deciso di fare sul serio sono state inarrestabili e non può non essere così visto l’altezza a cui attaccano la palla, forse è mancata loro la continuità. Marcon a nostro avviso MVP per Conegliano, come si dice dalle nostre parti “il vino buono sta nella botte piccola”, in attacco non sbaglia quasi nulla nonostante in ricezione sia bersagliata dalle beriche. Vedere la più piccola del lotto delle pantere andare giù con quella facilità è impressionante.
Do Carmo invece abbastanza deludente, fatica molto in attacco, forse è l’unica della squadra a non salire di rendimento tra il 2° e 3° set. Manzano è poco servita e spesso in maniera imprecisa, ma la centrale nel gioco di Conegliano è poco utilizzata. Serena smista bene il gioco, e con le schiacciatrici che si ritrova ha solo l’imbarazzo della scelta, e si fa sentire anche a muro.Per Rossetto infine una buona prova sia in difesa che in ricezione.
Vicenza sempre più inguaiata in classifica; il punto sembrava ottimo subito, non fosse per il fatto che le dirette concorrenti ne hanno fatti 2. Ci sarà da sudare e sperare fino alla fine ma la situazione si fa sempre più dura, bisognerà attendere gli scontri diretti e sperare.
Conegliano può tranquillamente ambire ad un posto nei play off, non sarà facile perché le concorrenti sono tante e agguerrite ma se giocano come possono fare, con costanza l’obiettivo non è solo un miraggio.
Andrea Parise
RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 23, Borgogno 10, Bland 10, Spinato 2, Carocci (L), Arias Done 1, Horvath 11, Pavlovic 28, Poma, Caroli 3. Non entrati Vetri, Mancuso. All. Milano G.
Busto Arsizio: bs 5, bv 4, ricezione 67% (38% prf), attacco 47%, muri 9, errori 22. Pavia: bs 7, bv 4, ricezione 65% (40% prf), attacco 38%, muri 15, errori 24.
Nessuna delle due squadre ha giocato in maniera ottima, ma Pavia ha avuto il pregio di essere continuativa in difesa e commettere meno errori della Yamamay. Le bustocche sono scese in campo senza Esko, con qualche problemino alla schiena, sostituita bene da un’ottima Okaka finché nel secondo set una brutta caduta la ferma e la costringe ad uscire per Valeriano.
La formazione di Parisi reagisce bene e con orgoglio al cambio e Matutzkova trascina la squadra verso la vittoria del set. Anche il terzo set è vinto dalla Yamamay, che pur sbagliando più di Pavia riesce a far valere la sua forza e portare a casa il set. Pavia tiene molto bene in difesa, Pavlovic e Pachale attaccano con continuità e anche Horvart fa la sua parte. Pavia ha meno potenziale di Busto, ma dalla sua ha il fattore calma e la voglia di non lasciarsi scappare una vittoria che, con Busto poco concentrato in quel modo, è possibile ottenere.
Per Busto Arsizio molto positiva la prestazione di Borri e miglioramenti in ricezione di Matutzkova; in generale bene la ricezione Yamamay ma ancora da perfezionare per servire al meglio Fernandinha; bene Campanari, ma manca ancora intesa con Ritshelova che necessita di palla più alta.
Pavia non ha mai mollato e a parte molte battute sbagliate, ha giocato bene. Esordio del nuovo acquisto Done che attacca molto bene, ma non riceve altrettanto ottimamente; c’è ancora tempo per migliorare e la Riso Scotti ha dimostrato di saper approfittare delle situazioni.
I set. L'avvio è equilibrato, con la Yamamay prima avanti con Campanari, poi raggiunta e superata dai colpi di Pachale e Borgogno (6-8); la Yamamay trova il pari grazie a Matuszkova e Ritschelova (9-9), poi Pachale e Pavlovic fanno chiamare tempo a Parisi (9-12). Viganò pareggia con una doppietta (12-12), poi si procede a braccetto con la Yamamay che passa avanti al secondo tempo tecnico con Matuszkova (16-15); Fernandinha e Viganò realizzano un piccolo break (20-18). Matuszkova e Okaka fanno 23-21, poi Pavlovic pareggia di nuovo (23-23), e conquista poco dopo il set-ball (23-24). Il muro di Borgogno chiude 23-25.
II set. Ritschelova gioca bene in avvio, Campanari firma il primo 8-6; sul 9-6 si infortuna Okaka che cade a terra dopo un attacco. Entra allora Valeriano, mentre Matuszkova realizza il 10-6 e l'11-6. La Yamamay reagisce bene al momento sfortunato, difende tutto e mura con Ritschelova e Fernandinha, mentre Milano inserisce Done per Horvath (16-14); Matuszkova mura il 17-14 e poi la palla del 18-14, Campanari mura ancora il 19-16. Matuszkova arriva al 20-16 e firma anche il 21-18, Viganò in pallonetto fa 22-18; Pavia recupera due punti (Horvath 22-20) e Parisi chiama tempo, poi con il muro di Ritschelova e l'attacco di Matuszkova arriva il 24-21, Viganò chiude 25-22.
III set. Pavia parte bene e si porta subito sul 5-8 (Pavlovic ok), poi la Yamamay sbaglia un pò troppo e Pavia ne approfitta (8-12); Campanari attacca e fa ace (13-13), Matuszkova e Pachale si scambiano missili (14-15), Pachale in pallonetto fa 14-16. Viganò mura il 16-16, Campanari ripareggia (18-18) dopo il 16-18 di Pachale; qualche problema in ricezione per le bustocche favorisce il 19-21 (tempo Parisi); Fernandinha fa ace e Campanari mura il vantaggio (22-21), la palleggiatrice brasiliana si ripete dai 9 metri (23-21), Valeriano chiude splendidamente uno scambio all'ultimo sangue (25-23).
IV set. la Yamamay passa avanti al primo tempo tecnico (8-6 straordinaria Borri in difesa), poi tre errori consecutivi delle farfalle rilanciano la Riso Scotti (8-10 tempo Parisi). Pachale e Pavlovic allungano (10-15), Valeriano batte poi in rete il 12-16; Pavia tiene il vantaggio (16-20 Pachale), che aumenta poco dopo grazie all'errore di Matuszkova (17-22 tempo Parisi). Pavlovic chiude 18-25.
Tie-break: partenza shock per la Yamamay, subito sotto per 2-5 (problemi di ricezione, time-out Parisi); Pachale firma il 4-8. Cambio campo: Pavia difende tutto, Matuszkova spara out il 4-9 e Parisi ferma di nuovo il gioco; la stessa Matuszkova tiene il -4 (6-10), ma è tardi. Pavia chiude con Pachale (9-15).
Samuele Ferretti e Valentina Amoribello
CGF RECYCLE FLORENS CASTELLANA GROTTE: Scott-arruda 8, Quaranta 9, Dalia 3, Roani 2, Karalyus, Petkova 6, Sansonna (L), Soninha 10, Moncada. Non entrati Tribuzio, De Haes. All. Radogna D.
Bergamo: bs 2, bv 2, ricezione 88% (67% prf), attacco 48%, muri 9, errori 12. Castellana Grotte: bs 1, bv 1, ricezione 63% (38% prf), attacco 31%, muri 5, errori 11.
Castellana è una squadra con buon potenziale anche senza Elisangela, ma il mea culpa è assolutamente da farsi perchè è stata inferiore a Bergamo in tutte le fasi di gioco. Il divario tra la squadra di Radogna e la Foppa certo è stato evidente proprio per questo, con un approccio alla gara diverso e una mgliore organizzazione in campo, la Florens avrebbe potuto essere più pericolosa, perchè è vero che Bergamo non ha fatto sconti, ma c'è anche demerito da parte delle ospiti, in particolare nella seconda linea che ha toccato percentuali bassissime. Per quanto riguarda la squadra bergamasca, è apparsa più fluida fisicamente, il virus influenzale è stato smaltito: la parola d' ordine adesso è vincere, riabituarsi a vincere e ad essere una macchinetta che non concede sconti. Si devono ritrovare le certezze perse un pò per strada. Dopo il secondo set è venuto spontaneo pensare "ora giocheranno le riserve"..Ma con il senno di poi è vero che per recuperare certezze ed essere sempre più squadra, deve giocare la squadra titolare, in vista soprattutto della Final 8 di Coppa Italia, primo obiettivo stagionale.
Asystel Volley Novara – Solo Affitti Tradeco Cesena 3 – 0 (25-15 25-18 25-23)
Tena Santeramo – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3 – 2 (18-25 25-13 8-25 25-17 15-13) Pag 2
Minetti Vicenza – Zoppas Industries Conegliano 2 – 3 (25-17 25-21 21-25 18-25 13-15) Pag 3
Yamamay Busto Arsizio – Riso Scotti Pavia 2 – 3 (23-25 25-22 25-23 18-25 9-15) Pag 4
