YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Ravetta 3, Viganò 6, Fernandinha 5, Valeriano, Esko 10, Kovacova, Matuszkova 8, Campanari 7, Borri (L), Ritschelova 3. Non entrati Fokkens. All. Parisi Carlo.
Pesaro: bs 5, bv 5, ricezione 65% (prf 26%), attacco 40%, muri 16, errori 10. Busto Arsizio: bs 8, bv 3, ricezione 56% (prf 22%), attacco 29%, muri 10, errori 19.
34 e +10: i numeri di questa domenica.
FERRETTI vs FERNANDIHA
Siamo rimasti tutti impressionati dalla tigna (passatemi il termine dilaettale) della brasiliana, uno scricciolo che non si è risparmiato neanche un minuto, soprattutto sui muri che ieri, chi l'avrebbe mai detto sono stati uno dei suoi punti di forza. Una guerriera in campo.
La colibrì si è difesa bene e contro i 5 punti finali della bustocca ha risposto con un suo personale 4.
Bella prova per il bell'angelo che ha dimostrato ancora una volta tutto il suo talento anche quando la ricezione traballava e non sempre era in grado di servire al meglio le sue attaccanti.
Pareggio meritato per due fuoriclasse.
SKOWRONSKA vs MATUSZKOVA
Ho ancora davanti la scena in cui Kasia attacca da seconda linea, una bordata allucinante, sicura di fare punto dopo aver messo su quel pallone tutta la sua grinta e potenza e invece rimane incredula quando il libero di Busto è ancora una volta lì, ben piazzato, presente, che recupera e permette alle compagne di rigiocarla. Nonostante questo flash la polacca ha tenuto un buon ritmo di gioco anche se non decisiva come altre volte. La Matuszkova c'è, ma è come se tutti i suoi sforzi siano inutili, risulta una delle migliori in campo anche se viene sostituita per più di un frangente con Ravetta ma il risultato non cambia.
Vince: Skowronska
GUIGGI vs RITSCHELOVA
Il capitano ha affrontato la partita un po' sottotono, ci sono mancati i suoi primi tempi e le sue urla di incitamento nei momenti di svantaggio della squadra. Capita, soprattutto se la tua squadra sta macinando record su record e un po' di stanchezza è legittima. Siamo sicuri si saprà riscattare a Eboli… La bustocca, nonostante le sue primavere ha giocato una gara all'altezza del suo nome; le esperienze accumulate fino a qui l'hanno aiutata a fronteggiare le avversarie con una sicurezza esemplare. Ottimo acquisto in casa Yamamay.
Pareggio.
FURST vs CAMPANARI
Grande Kris! Qualche errore di troppo ma decisiva a muro e in attacco, con quella tranquillità in corpo essenziale nell'affrontare un “giorno del giudizio” come quello di ieri.
Ha colpito di Barbara Campanari la sua grinta e reattività in situazioni sfavorevoli. Ottima la sua intesa con Fernandiha e ottimo il suo comportamento in campo e nei confronti delle sue compagne, sempre da lei stimolate a dare il meglio.
Pareggio.
COSTAGRANDE vs ESKO
E' tornata Carolina, o meglio, c'è sempre stata ma era da un po' che non la sentivamo ruggire in quel modo, era da tanto che non la vedevamo così incisiva e protagonista; perché non sempre sul tabellino finale i punti personali sono sinonimo di bel gioco. Ieri abbiamo rivisto qualità, personalità e piglio da trascinatrice, doti che saranno essenziali nei prossimi mesi.
Applausi per la Esko meritevole del titolo di una delle migliori schiacciatrici del nostro campionato: attacchi vincenti, muri preziosi e presenza combattiva in campo; purtroppo per lei non è riuscita a fare la differenza.
Vince: Costagrande
JAQUELINE vs VIGANO'
La brasiliana ha iniziato il match con troppi alti e bassi perché, come mi suggeriva ieri un mio collega, si vede la forma di Jaqueline quando è efficace anche in attacco dato che in difesa è sempre una certezza esplosiva. Ha saputo riprendersi e piazzare alla fine del secondo set tre battute importanti di cui 2 ace.
Il capitano delle farfalle non era proprio al meglio; ha dato vita ad una bella prova ma non ha saputo gestire alcune situazioni. Sottotono.
Vince: Jaqueline
WIJNHOVEN vs BORRI
Chi l'avrebbe mai detto che un libero con un passato di 10 anni da schiacciatrice potesse essere così incisiva in ricezione e difesa? Ottima prova per la bustocca, attenta e pronta, veloce e scattante.
Elke è stata brava ma di sicuro non è stata la sua miglior partita; atteggiamento sempre quello giusto ma sembrava stanca.
Vince: Borri
ZE' ROBERTO vs PARISI
Allenatore dei record; leggevo proprio ieri il suo palmares di vittorie con la nazionale brasiliana femminile: 14 in campo internazionale tra cui l'ultima, desiderata a Pechino.
Record con il suo Brasile e record galoppante con la sua Scavolini, realtà diverse tra loro ma con il comune denominatore del talento. Chi non vorrebbe essere al suo posto circondato da tanta beltà atletica e non solo?
Carlo Parisi, vista l'impresa di un anno fa e della gara d'andata dove era riuscito a strappare un punto alle campionesse d'Italia si era fatto un altro film rispetto a quello che è andato in onda ieri. Arrivato con la carica giusta, giuste motivazioni sperava di ottenere qualcosa in più dalle sue ragazze. I conti però potrebbero riaprirsi…
Vince: Zè Roberto
Ora stop al campionato e via alla Coppa Italia…
Alice Mazzarini
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Novara porta via i tre punti dal PalaCooper al termine di una gara avvincente solo nel quarto set quando Santeramo sembrava poter allungare il match al tie break: alla fine le padrone di casa si sono arrese ai vantaggi al cospetto di un’Asystel più cinica e trascinata nel finale di set dal suo capitano Osmokrovic e dalle difese di Cardullo, al rientro dal primo minuto.
Tena in campo con Sangiuliano-Tsekova, Marulli-Fernandez, Capuano-Orsi Toth, Sirressi libero. Per l’Asystel diagonale Feng-Kozuch, Osmokrovic-Barcellini, Paggi-Anzanello, Cardullo libero.
L’incontro inizia con le due squadre in fase di studio (4-4), poi Novara trova un primo allungo a ridosso del primo time out tecnico (5-8). Santeramo prima ricuce il gap con Tsekova che stoppa il pallonetto di Kozuch, quindi passa a condurre con merito 12-10. Da questo punto in poi l’Asystel non sbaglia più nulla, trovando in Paggi e Osmokrovic due guerriere e due bocche di fuoco implacabili (per entrambe 60% in attacco nel parziale). Novara vola nel gioco e nel punteggio (18-25), facendo la parte del gigante a muro e in ricezione.
Nel secondo set le parti si invertono e Santeramo ripaga con la stessa moneta le avversarie: 6 muri vincenti contro 2 e soprattutto con una maggiore efficienza in fase di contrattacco. Osmokrovic è tenuta a freno e l’Asystel è costretta ad inseguire per tutto il parziale. Tsekova, Marulli e Fernandez trascinano la Tena (11-6). Kozuch e Paggi tengono in gara Novara che recupera fino al 17-17, ma dopo il time out chiamato da Braia, le padrone di casa con gli attacchi di Fernandez e Capuano mettono subito 2 punti di distanza tra sé e le avversarie. La squadra di Pedullà non trova la forza di recuperare e Santeramo pareggia i conti con l’attacco di Marulli (25-20).
Novara non ci sta a farsi mettere alle corde dalla Tena e nel terzo set entra in campo più agguerrita che mai. Sangiuliano e compagne vengono sorprese dalla grinta delle piemontesi che volano 10-16 con Feng che dà spettacolo ed esalta le doti delle sue attaccanti. Santeramo recupera qualcosa sul finale di set (18-22) ma Novara è brava a gestire il vantaggio e a chiudere con il mani fuori di Osmokrovic (20-25).
Nel quarto set parte ancora bene Novara (2-4), ma le rosso-blu di casa trovano il pareggio sul 5-5 sfruttando una indecisione in difesa di Cardullo e Osmokrovic che lasciano cadere nella loro metà campo il bagher di appoggio di Sangiuliano. L’Asystel però sembra in grado di tenere il set sotto controllo (9-11) con il pallonetto intelligente di Kozuch, che subito dopo si fa murare da Marulli e sbaglia il servizio conquistato dall’attacco di Osmokrovic. I due errori della tedesca valgono il nuovo pareggio santermano e sul 12-12 il pubblico di casa può applaudire l’esordio della svedese Gustafsson che rileva Orsi Toth: il neo acquisto della Tena piazza subito un punto al primo pallone attaccato. Il sorpasso manda in confusione Novara che cala di lucidità. L’accompagnata fischiata a Feng costringe Pedullà al time out (14-12); la regista cinese si fa subito perdonare con un tocco di seconda di gran classe e Novara passa di nuovo a condurre (15-17, mani out di Barcellini). Sembra il break decisivo che possa dare a Novara la giusta tranquillità per avviarsi verso la vittoria finale, ma il muro di Sangiuliano su Kozuch innesca la nuova parità (19-19). La tensione è alta: Gustafsson e Barcellini sbagliano il servizio, Kozuch schiaccia in rete. Con la palla che scotta, Feng si affida per due volte alla freddezza di Osmokrovic (22-23), a cui Santeramo contrappone la grinta di Marulli. Paggi conquista la palla match con un muro su Gustafsson ma poi sbaglia il servizio. Ai vantaggi vanno a segno Rosso (subentrata in precedenza ad Anzanello) e Barcellini che con il suo diagonale assegna set e vittoria a Novara, una vittoria meritata se non altro per avere avuto maggiore freddezza nel punto a punto finale. E non poteva essere diversamente con in campo campionesse del calibro di Osmokrovic e Cardullo, capaci di essere due autentiche trascinatrici: la prima in attacco, dove Kozuch e Anzanello hanno faticato proprio nei momenti più topici del set; la seconda con le sue difese che sul 24 pari hanno detto no per due volte consecutive agli attacchi di Fernandez. Da sottolineare anche la lucidità mostrata da Rosso chiamata a sostituire Anzanello sul 17-17.
Santeramo ancora una volta ha offerto una prova fatta di alti e bassi sia sotto il profilo del gioco che della concentrazione. Per la Tena tanto cuore e poca sostanza in attacco. E il cuore, si sa, è condizione necessaria ma non sufficiente per vincere. Certo con la differenza di tasso tecnico tra le due squadre c’era attendersi un’asfaltata rosso blu e invece si è arrivati a sfiorare il tie break. Non sempre però si può vivere di rendita sugli errori delle avversarie e infatti quando Novara non ha sbagliato nulla per la Tena c’è stato poco da fare. Bene il muro e la difesa, cosa è mancato (e di certo non lo scopriamo oggi) sono le soluzioni in attacco e una giocatrice capace di avere i giusti colpi nei momenti caldi dell’incontro. La sosta di campionato deve ora servire a trovare un giusto e migliore assetto di gioco. Anche perché Vicenza inizia a far sentire il fiato sul collo…
Tra le fila novaresi abbiamo già ben detto di Osmokrovic e Cardullo; da applausi anche la gara di Feng che con ricezione perfetta e palla in mano ha potuto dar libero sfogo al suo gioco. Novara è alla terza vittoria consecutiva e a -3 dal secondo posto di Bergamo. Un buon segnale in vista della Coppa Italia.
Giuseppe Flace
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FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 14, Merlo (L), Gujska, Araki, Barazza 9, Sorokaite 2, Bacchi 9, Piccinini 15, Arrighetti 10, Lo Bianco 6, Del Core 11. Non entrati Camarda. All. Micelli Lorenzo.
SOLO AFFITTI TRADECO CESENA: Venturi, Mazzoni (L), Leonardi, Musti De Gennaro 11, Ssuschke 13, Usic 24, Mifkova 8, Swiderek, De Luca 13. Non entrati Piolanti, Poggiali, Berti Alves. All. Benelli Manuela.
Bergamo: bs 3, bv 5, ricezione 71% (prf 48%), attacco 46%, muri 10, errori 19. Cesena: bs 15, bv 1, ricezione 74% (prf 43%), attacco 42%, muri 6, errori 34.
Cesena-Bergamo: una gara che si prospettava relativamente facile per le padrone di casa, si è trasformata in un incubo.
Le orobiche scendono in campo sicure, una fase offensiva molto incisiva contro un muro praticamente inesistente delle romagnole: la Solo Affitti rimane a guardare, spettatrice, mentre le padrone di casa arrivano facilmente sul 25-11. “Chi ben comincia è a metà dell’ opera” , detto sfatato dalle ragazze di Benelli che si dispongono bene in campo, funziona la fase muro-difesa, soprattutto questo fondamentale funziona a dovere, tanto che le rossoblu faticano a mettere a terra la palla. Le bergamasche si sono spente, la Traduco invece si è caricata come vuole la sua allenatrice ( quella Manu Benelli che, oltre ad essere stata grande alzatrice, ha scoperto il talento di Leo Lo Bianco, ndr), l’attacco sale in percentuale, grazie in particolare alle centrali, con una Ssuschke ben servita da Swidereck e una Musti De Gennaro che fa ottima guardia a muro. Colpo su colpo, difesa sempre attenta: è così che Cesena respinge quel poco di velleità che Bergamo mostra, in verità ben poco, portandosi sul 2 – 1 nel computo dei set. Usic impazza, con a fianco una De Luca, che mostra i suoi colpi tecnici, a dimostrazione del fatto che può ancora dire la sua. A Onore del vero, dobbiamo dire che Bergamo in difesa non c’è, palloni lasciati cadere per “disordine in campo”. Brava certo la Traduco ad approfittare.
Micelli non sta a guardare, entra Piccinini, a riposo precauzionale per il “problema” al tallone, dentro anche Ortolani, che, non incisiva, aveva lasciato spazio ad una Sorokaite poco concludente. La partita cambia volto, Lo Bianco ha più scelte, il capitano gioca contro il dolore, evidente sul suo volto, trascinando le compagne e risultando alla fine la miglior attaccante ( 60% con 15 punti). Ortolani, uscita dal letargo e Del Core, sono buone spalle: le padrone di casa si portano in parità, poi al quinto set, nonostante Cesena non molli e stia attaccata alla gara con De Luca e Usic fino al 10-10, affonda il colpo, dopo essere stata sull’ orlo del precipizio.
Molti complimenti alla squadra di Benelli, che ha mostrato buonissime cose, in particolare con la tedesca, veramente una centrale con i fiocchi, in crescita e che servirà benissimo la causa di Cesena e quella della nazionale di Guidetti. Non dimentichiamoci però del libero Mazzoni, positiva in ricezione e ben appostata in difesa. Benelli ha delle giovani interessanti e della attaccanti di esperienza, che porteranno sicuramente la Solo Affitti ad una più che tranquilla salvezza. Al di là del calo delle orobiche, in campo romagnolo si è vista davvero un buon ordine in campo, battute ficcanti che hanno creato non poche difficoltà a Bergamo.
Per quanto riguarda la Foppapedretti, non c’è ancora continuità nel gioco, momenti di buonissima pallavolo, in cui mette pressione alle avversarie, alternata a momenti di black out, derivati da cosa non si sa, ma speriamo non dalla troppa sicurezza nel vincere. La battuta è poco incisiva, diventa un fondamentale sfavorevole per le rossoblu, in questo sicuramente è necessaria una crescita. La panchina non ha dato i contributi sperati, Araki rimane sempre un mistero. Le prove migliori come detto dal capitano seguita a ruota da Lo Bianco, che ha sovente spezzato il ritmo cesenate con i suoi tocchi di prima, con grande coraggio. Del Core quando in piena forma sarà un’arma importantissima, così come le centrali, che non hanno sfigurato, ma sono “ancora” a nostro avviso poco cercate e poco incisive a muro; di certo si deve registrare la ricezione, sarebbe ora, concedeteci i termini. Ortolani a corrente alternata, sicuramente sta mettendo le basi per il prossimo anno in cui si potrà lavorare con lei in modo completo.
Cesena può continuare la sua marcia con la consapevolezza di poter competere a buoni livelli, con un’altra banda pesante potrebbe essere molto competitiva. Per Bergamo dopo tante difficoltà, la voglia di tornare a sorridere. Ma in Coppa Italia non si può sbagliare. E’ giunta l’ ora della verità.
“Aver preso mille schiaffi e alzarsi il giorno seguente, come se non fosse successo nulla.Questo è coraggio. Questo è carattere.Perchè solo dopo aver provato la sofferenza si sarà veramente più forti”..
Che le squadre ne facciano tesoro….
Mirtillino – Nrb
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ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 21, Ghisellini, Marcon 12, Do Carmo Braga 9, Manzano 6, Pavan 21, Rossetto (L), Positello, Serena 2. All. Martinez Mario Regulo.
UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Nucu 8, Vecchi (L), Leggeri 11, Turlea 28, Diomede, Bosetti 7, Cella 10, Havelkova 2, Rondon 4. Non entrati Tenza Chiara, Guidi. All. Ferrari Tommy.
Conegliano: bs 15, bv 3, ricezione 82% (prf 65%), attacco 39%, muri 13, errori 24. Sassuolo: bs 11, bv 3, ricezione 81% (prf 49%), attacco 42%, muri 11, errori 22.
CONEGLIANO: Continua la serie negativa della Spes. Dopo la vittoria in casa contro un Bergamo un po’ acciaccato e la sofferta trasferta di Vicenza, le ragazze di Martinez bissano la sconfitta contro Perugia e solo un caso fortuito (la sconfitta di Castellana Grotte proprio contro la Minetti) non la scalza dall’ottava posizione in classifica.
La partita per la SPES comincia anche bene: Brakocevic e Pavan segnano da subito il solco e portano ben presto Conegliano al primo time out tecnico. Marcon fa buona guardia e l’Unicom Starker rimane sempre dietro. Pavan commette qualche sbaglio di tropo in battuta, ma gli errori sassolesi pareggiano il conto e Luciana non ha difficoltà a chiudere il primo parziale (25-16). Troppo facile? Nemmeno per scherzo.
Leggeri e compagne non si danno per vinte. Ne scaturisce un punto su punto che vede arrivare per prima la Zoppas agli 8 punti. Alla ripresa però è ancora Sassuolo a dettare legge e ben presto il divario si allarga. Turlea in questo frangente si da un gran da fare, il secondo break dice Kerakoll ma il muro coneglianese e i recuperi al limite di Rossetto riportano le padrone di casa in partita:17-17. Altalena di emozioni che vede prima le ospiti portarsi in vantaggio, recuperate e poi sorpassate dalla squadra di casa che si fa comunque sopraffare nel finale grazie a una Nucu in splendida forma.
Conegliano non ci sta e cerca di porre rimedio al set perso. Barlumi di buon gioco sembrano far tornare la speranza tra le fila giallo-blu che arrivano per prime alla prima sospensione tecnica. Il gioco di Sassuolo passa spesso per le mani di Cella che trova si dei varchi nella retroguardia Zoppas, ma che non bastano per il sorpasso. Ci penserà la veterana Leggeri con i suoi muri a portare il discorso in parità. Mister Martinez richiama più volte le sue, ma non c’è nulla da fare: nonostante i block di Manzano, Bosetti e co. mettono la freccia del definitivo sorpasso e lasciano Conegliano al palo sul 20-25.
Sotto di 2 set, Serena e compagne sentono che l’Arena potrebbe cadere in mano alle avversarie e ce la mettono tutta per conquistare almeno i 2 punti. Come nei set precedenti le pantere scattano per prime ma il vantaggio accumulato non viene sfruttato. Il gioco di Conegliano diventa troppo prevedibile e le Unike ne approfittano. Le alzate di Serena diventano ben presto inviti a nozze per il muro sassolese che a invano cerca di essere scardinato dalla SPES; se condiamo il tutto con i numerosi errori in battuta di Pavan e Brakocevic il quarto set è servito su un piatto d’argento a Sassuolo che trascinato dall’instancabile Turlea ( top scorer con 28 punti) porta a casa 3 punti pesanti in ottica play-off.
Sassuolo ha dimostrato di avere carattere a volontà: sempre sotto nelle prime fasi dei set e sotto di un parziale, riesce a ribaltare sistematicamente la situazione. Turlea da incorniciare con la sua prestazione che va a sopperire quella di una Bosetti un po’ in ombra. L’inossidabile Leggeri mostra ancora di saperci fare, e a muro concluderà con ben 6 punti su 11 totali. Coach Ferrari gestisce bene la situazione: il primo set perso sembra aver caricato di più la sua squadra e le sue direttive riescono nella maggior parte dei casi a rivelarsi preziose per la vittoria finale. In complesso un buona prova di squadra supportata da alcune individualità di spicco.
Altro discorso per Conegliano. La squadra dimostra di esserci ma non è decisiva nei momenti fondamentali dell’incontro. Battute “buttate” in rete, varchi spesso troppo ampi lasciati alle avversarie. Marcon e Rossetto fanno quel che possono ma il muro funziona ad intermittenza. Serena dopo un buon avvio si perde per strada: le attaccanti vengono servite quasi automaticamente e sembra un gioco da ragazzi per le avversarie andarle a contrastare sia a muro che in difesa. Brakocevic supera i 20 punti come del resto Pavan, ma non basta. Che sia l’assenza forzata di Serafin o un calo fisiologico, la Zoppas deve sicuramente darsi da fare già contro Castellana Grotte (avversaria diretta per la corsa play-off) per raddrizzare un campionato cominciato alla grande ma che ora sembra in fase calante.
Enrico Mantovani
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MINETTI VICENZA: Ensabella (L), Dall'igna, Strobbe 2, Vanmeter 19, Ikic 13, Paccagnella 14, Tirozzi 33, De Gennaro (L). Non entrati Curcic, Assirelli, Santini, Mattiolo, Rroco. All. Baraldo Maurizio.
CGF RECYCLE FLORENS CASTELLANA GROTTE: Scott-arruda 16, Quaranta 16, Tribuzio (L), Dalia 1, Roani 9, Petkova 6, Sansonna (L), Soninha 16, Moncada. Non entrati Karalyus, De Haes. All. Radogna Donato.
Vicenza: bs 6, bv 6, ricezione 74% (prf 56%), attacco 42%, muri 5, errori 27. Castellana Grotte: bs 5, bv 1, ricezione 48% (prf 37%), attacco 37%, muri 10, errori 15.
Certo non sarà stata la miglior Castellana della stagione quella vista al Palarewatt però è stata di sicuro la miglior Minetti. Si sono riviste quelle stesse giocatrici che il compianto Mimmo Fusco durante una partita di Vicenza di qualche anno fa descrisse come “cani rognosi che si attaccavano alle caviglie e non mollavano”.
Magari Castellana ha sottovalutato l’impegno, magari Vicenza si è dimenticata della paura che la attanagliava nei momenti decisivi del match…..o, più semplicemente, Superman ha una sorella che si chiama Valentina Tirozzi che ieri ha rispolverato il mantello. Una cosa è certa, Vicenza aveva bisogno di un opposto che mettesse giù un po’ di palloni, forse lo ha trovato. VanMeter non è un fenomeno però la sua parte l’ha fatta e bene! Certo ha fatto anche parecchi errori “sciocchi” però sempre per troppa voglia di fare e questo è un punto a suo favore.
Baraldo decide che è ora di dare una sterzata e lascia Curcic in panca schierando: Dall’Igna, VanMeter, Paccagnella, Strobbe, Tirozzi, Ikic, De Gennaro.
Radogna risponde con: Dalia, Quaranta, Scott, Petkova, Roani, Soninha, Sansonna.
Vicenza parte bene, fa subito un break in apertura di primo set e tra alti e bassi se lo trascina fino alla fine. Castellana si nota subito che non è in giornata: Scott fatica in attacco e questo influisce sul risultato del set.
Nel secondo parziale Castellana sembra riordinare le idee. Vicenza invece fatica e non poco. La sola Tirozzi continua a martellare con costanza coadiuvata da Ikic, ma è troppo poco. Castellana fa quello che Vicenza aveva fatto nel set precedente, scappa subito e non si fa più riprendere.
Nel 3° set però, risale in cattedra anche VanMeter che sembra una furia! Le percentuali di Vicenza tornano a salire e Castellana con la sola Quaranta a mettere giù palla con costanza, cerca di tenersi aggrappata ma il set prende la via berica.
Il 4° set è completamente dominato dalle biancorosse, la squadra di casa prende ben presto il largo mettendo tra se e le pugliesi un gap incolmabile anche se alla fine del set le giocatrici di Castellana recuperano punti che fanno temere il peggio. Allora ci pensa SuperValeTirozzi a mettere giù l’ultimo pallone e a prendere quei tre punti che mancavano a Vicenza dalla scorsa stagione.
Per Castellana salviamo la prova di Quaranta, la capitana sembra crederci ma le compagne non la aiutano granchè. Scott a muro è insuperabile, in attacco però fa fatica a mettere giù palla. Soninha opaca rispetto alle precedenti apparizioni è lei che dovrebbe fare la differenza in squadra ma non lo fa. Roani utilissima soprattutto in 2a linea, ma in attacco paga dazio. Sansonna deludente in ricezione (3 errori) ed in difesa si scontra spesso con le compagne. Dalia inguardabile, non tanto per come serve le compagne, ma per il palleggio in se. D'accordo che gli arbitri lasciano correre tanto, ma una doppia ogni 5 si dovrebbe fischiare!
Per Vicenza, una Tirozzi super difficilmente arginabile! 33 punti e 52% in attacco e per fortuna che nei giorni scorsi aveva avuto problemi, altrimenti faceva buchi sul taraflex. VanMeter sembra tarantolata, non solo in attacco è efficace ma, a differenza di molte sue pari ruolo, corre come una disperata per tutto il campo per difendere i palloni attaccati dalle avversarie. Se continua così tra 2-3 partite bisognerà cambiare il pavimento perché lo consuma. Ikic un po’ sottotono rispetto al solito e soprattutto nella seconda metà dell’incontro, dopo alcuni errori sembra subentrare in lei la paura di sbagliare e questo non la aiuta. Paccagnella raschia il fondo del barile del suo repertorio trovando colpi impensabili pur di mettere palla a terra. Strobbe decisamente non bene in attacco ma vista la giovane età non si può pretendere chissà cosa da lei. Dall’Igna fa un figurone, finalemente può giocare con l’opposto: ora però deve continuare così. De Gennaro era quella che non mollava mai quando Vicenza perdeva di brutto, figurarsi in una partita in cui se la gioca, dalle sue parti non cade nulla.
Per Vicenza ora un turno di riposo per preparare una sfida importantissima ovvero la trasferta a Chieri. Castellana invece dovrà affrontare Bergamo in Coppa italia e se vuole avere qualche speranza deve cambiare decisamente registro.
Andrea P.
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RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 18, Borgogno 13, Bland 5, Spinato 3, Vetri, Carocci (L), Arias Done, Horvath 10, Pavlovic 13, Poma, Caroli 7. Non entrati Mancuso. All. Milano Gianfranco.
FAMILA CHIERI: Busso 2, Tarozzo, Radulovic 2, Petrauskaite 15, Cicolari 8, Popovic 22, Stufi 6, Giovanna 11, Puerari (L). Non entrati De Angelis, Aleksovska. All. Guidetti Ettore.
Pavia: bs 7, bv 4, ricezione 74% (prf 43%), attacco 35%, muri 9, errori 23. Chieri: bs 8, bv 5, ricezione 57% (prf 30%), attacco 35%, muri 8, errori 25.
Pavia continua la sua marcia, nel complesso positiva, facendo lo sgambetto ad una Famila desiderosa di fare punti validi per la salvezza. Certo, i numeri dicono che Chieri non è ancora in A2, ci sono ancora tante partite, ma la squadra non si dimostra competitiva contro le dirette concorrenti, seppur ci siano stati miglioramenti nel gioco e nell' attaggiamento. Le piemontesi dovevano dare il tutto per tutto, per quello visto non è sembrato così, anche perchè Pavia ci ha messo molto del suo, mettendo pressione alle avversarie, condicendo il gioco per tre quarti di gara. La Riso Scotti non fa sconti, avanti due a zero ha una pausa, concede molto, Chieri ne approfitta, ma quando poi arriva la resa dei conti la squadra lombarda non fallisce. Guidetti ha provato a dare smalto, ma ciò che serviva alla Famila, davvero, era una o forse due giocatrici con il braccio pesante, che macini punti su punti nei momenti difficili. Pavia ha queste giocatrici, leggi Pachale, Borgogno, Pavlovic, Horvath. Chieri ha trovato in petruskaite un nuovo terminale, Popovic picchia, Giovanna non si tira indietro, ma è troppo poco.
Chieri insegue Santeramo e Vicenza, che, a differenza della compagine piemontese, qualche partita la vincono e comunque danno segnali di vita; non che la la Famila non gli abbia dati, la partita contro Busto è stata una prova positiva, purtroppo incompiuta. Certo è che è doveroso onorare la maglia, lavorare tanto e lottare fino in fondo, più che altro per orgoglio personale, perchè ognuna dimostri che sa stare in campo anche contro la sfortuna o i numeri.
Per quanto riguarda Pavia, una bella prova corale, dove brilla Pachale, giocatrice importante per la squadra che può ancora fare la differenza. Certo, ribadiamo che la vittoria è stata corale, coach Milano ha preparato bene la gara, la difesa ha fatto un ottimo lavoro, come pure la prima linea. Certo il calo del III set avrebbe potuto essere pericoloso, ma la Riso Scotti ha saputo riprendere il bandolo della matassa per non perdere di vista l' obiettivo, cioè la vittoria.
Mario Perego
