SCAVOLINI PESARO: Lunghi (L), Wijnhoven (L), Skowronska 15, Brussa, Ferretti 3, Furst 3, Costagrande 16, Di Crescenzo, Guiggi 7, Jaqueline 17. Non entrati Garzaro, Castiglione, Lazcano. All. Guimaraes José Roberto.
Questo l' inno della Scavolini Pesaro che riecheggerà per molto tempo nella testa di tutti i tifosi pesaresi, accorsi numerosi allo Sporting Palace di Novara, per l' occasione stracolmo: Pesaro liquida in 3 set l' Asystel, bissa il successo dello scorso anno e avrà ancora cucito sulle maglie il tricolore. Una vittoria secca, veloce e molto dolorosa per una Novara che nelle precedenti gare avere lottato e sudato e dato a tutti gli addetti ai lavori, ai tifosi, agli appassionati di volley, l' impressione di potercela fare, davanti al pubblico amico, a strappare un match alle marchigiane. Non è stato così, perchè le ragazze di Ze Roberto scendono in campo aggressive, potenti, un gioco veloce e spinto, che non lascia scampo alle padrone di casa, troppo scontate, poco incisive, lontane parenti di quella squadra che ha messo in difficoltà le campionesse d' Italia, che non ha mai abbandonato il campo senza lottare.
Pesaro in gara 1 e 2 ha sfruttato il fattore campo, ha lasciato qualcosa alle avversarie, a livello di gioco intendiamo, mentre allo Sporting è arrivata assetata di vittoria, affamata di scudetto.Le colibrì saziano il loro appetito, Novara resta a bocca asciutta, ma mai come quest'anno l' Asystel ha divertito, ha giocato, ha riassaporato il gusto di essere ad alti livelli. Le asystelle hanno dato tantissimo nelle 5 gare contro la Foppapedretti, sicuramente per loro una prima vittoria è stata quella, arrivare alla finale. Davide ha fatto quello che poteva contro Golia, questa volta però il gigante ha avuto la meglio, dall'alto della sua "statuaria posizione". Purtroppo davanti ai 6000 del palazzetto, la squadra è apparsa in campo contratta, tesa, la posta in gioco era alta e forse un pò di rammarico per non aver giocato gara 3 al massimo rimarrà. Solo nel terzo set si vede una Novara reattiva, che cerca di spingere indietro le avversarie, si toglie di dosso il vestito dei primi due set per indossarne uno nuovo che permette un gioco più valido, seppur limitato da una regia non brillante e alquanto approssimativa. Ma il miracolo che lo Sporting si aspettava non è arrivato. Ma non per questo, dopo tante lacrime, tra tutte quelle di una Anzanello che vede ancora dissolversi il sogno del tricolore, si deve perdere di vista quello che è successo in questa stagione, l'aver costruito solide fondamenta e tanta fiducia che saranno necessarie il prossimo anno per ripartire all'assalto dello scudetto. Sotto la guida di Mr Pedullà, la squadra ha lavorato sodo nonostante la sfortuna di perdere Podolec, inserendo piano piano le giovani: Barcellini, che di strada ne ha da fare, ha una buonissima base di partenza per continuare la sua scalata al "successo", Kozuch, che si è messa al servizio della squadra passando in posto 2, dove certo non è incisiva come da posto 4, ma ha egualmente mostrato cose egregie, colpi importanti, talento e una buona dose di grinta. Bechis è una alzatrice che merita un occhio di riguardo, così come Lombardo, senza dimenticare Scarabelli, infortunata, ma che ha talento e fiuto per diventare un libero molto forte.
Pedullà ha lavorato con loro, inserendole con giocatrici di livello indiscusso come Feng, Osmokrovic, Cardullo, Paggi, Anzanello e Rosso. Feng ha giocato male queste finali, anche nelle semifinali non ha illuminato e non è stata continua. Ma, chiediamoci dove sarebbe Novara senza di lei. La bella stagione della gaudenziane passa anche e molto da lei, anche se ha "ciccato" nei momenti in cui doveva essere lucida e imprevedibile. Osmokrovic è il capitano, nessun'altra potrebbe esserlo e farlo meglio di lei. Ci mette classe, ci mette cattiveria, ci mette cuore, ci metti i punti. Di più che chiederle? Paggi e Anzanello sono state due centrali a livelli altissimi per tutto l'anno, in particolare Paggi in semifinale è stata l' incubo delle avversarie. Il grande puffo ha giocato benissimo il suo primo tempo praticamente in quasi tutte le gare, con percentuali molto alte. Avevano molto da dare e Feng sicuramente le ha aiutate. Cardullo….Onestamente non sappiamo più cosa dire di lei. Praticamente dire Cardullo dice tutto. E Rosso è stata non una "riserva", ma l' ottava giocatrice, sempre pronta, sempre sorridente, sempre presente. E Mr Pedullà ha tenuto alto l' onore della categoria allenatori in Italia, dimostrando, ma ovviamente non è stato il solo, che la scuola italiana è ancora una delle migliori.
Nello sport conta vincere, ma se Novara nella stagione vissuta saprà trovare la sua vittoria, la sua strada sarà solo in discesa. Pesaro fa la gara quasi perfetta, è tranquilla in campo, rimane concentrata nonostante il tifo caloroso sia tutto di marca novarese, per spingere le beniamine verso gara 4. La squadra ha lavorato sodo, arrivando in buonissima forma nel momento finale, quello che conta. Ha raccolto i frutti di una stagione sempre dominata, vincendo 3 competizioni su 4. Frutto di un gran lavoro tecnico, ma soprattutto di un grande spirito di squadra, unità e gioia nel sentirsi tutte parte di un grande progetto. E certo, anche un pò di fortuna non ha guastato.
In diverse occasioni durante la stagione la Scavolini è apparsa "sottotono", meno incisiva ricordando la squadra schiacciasassi della stagione passata. Vuoi qualche guaio fisico,vuoi anche un pò di stanchezza e qualche sconfitta che l' ha fatta sembrare più "terrestre". Ed ecco in gara 3 rivedere quella stessa squadra che gioca alla velocità della luce, concreta come non mai, che gioca una pallavolo ricca di soluzioni offensive, gestita da una Francesca Ferretti lucida, precisa, stratega, capace di innescare le compagne al momento giusto, concentrata, sicura delle sue capacità; una Ferretti che a fine gara sorride, esulta, perchè dalle sue mani e dalla sua gestione passa il 2° scudetto, passano le vittorie della squadra: una soddisfazione per lei che solo 2 anni fa poteva essere una scommessa, scommessa persa per tanti, vinta per Pesaro, anzi stravinta. Francesca sorride, forse un sorriso che nasconde l'amarezza di non essere in azzurro. Ma a questo ci penserà, forse, tra qualche giorno, ora deve solo gioire per la sua crescita e il lavoro che ha fatto in 2 anni. Perchè sul tetto d' Italia c'è ancora lei. E magari l' Mvp qualche volta potrebbe passare nelle mani degli alzatori;). Lei ispira, le compagne agiscono. Le parole per Carolina Costagrande si sprecano, i punti con lei sono in cassaforte, il suo lavoro in seconda linea è di sostanza, in prima linea è lo spauracchio del muro avversario. Ed è una grande trascinatrice, come il capitano, Martina Guiggi, sempre in crescita, nonostante i problemi fisici cui ha sofferto. La sua fast è micidiale, una alternativa alle bande per Ferretti di grande spessore, a muro è invalicabile e di carattere ne ha da vendere…Insieme a lei c'è Furst, sottotono in questa stagione, al centro si vede poco, ma a muro dice la sua, in battuta fa male e in questa gara 3 firma l' ultimo punto. Si continua con la coppia rivelazione, Skowronska-Jacqueline. La polacca aveva un compito arduo, sostituire Sheilla, non solo l' ha fatto nel migliore dei modi, ma è cresciuta diventando una soluzione offensiva importante per la regia, bombardando le sue avversarie da posto 1 e da posto 6 con facilità, diventanto la nuova meraviglia biancorossa. In supercoppa a inizio stagione presentò il suo biglietto da visita, a fine stagione raccogli frutti molto dolci, dimostrando che oltre ad essere efficaci si può essere anche eleganti. Jacqueline arriva a Pesaro con tanti se e ma, dopo le stagioni non esaltanti a Jesi e Murcia. Ma lei non se ne cura. Mostruosa per la varietà di colpi che ha, potente in attacco, esplosiva, preziona in ricezione e a muro si pemette in gara 3 di firmare 6 stampate. L' aria di mare le fa bene, la saudade è solo un ricordo. Ed Elke? Se la regia può offrire incroci e veloci è soprattutto merito suo. L' olandese volante contro la numero 1. E' una lotta bellissima a suon di recuperi, voli, difese, che non sono schiacciate, ma punti pesanti. Insieme a loro una panchina che sa stare al suo posto, che, quando chiamata in causa dà il massimo senza chiedere l' impossibile da se stessa, cercando di fare le cose con semplicità, anche se poco chiamata in causa, ma facendole bene.
Lo staff tecnico lavora insieme al loro "maestro", la presenza di Angelo, Ricky, scout, videoman, sparring partner è importante per le ragazze, molto anche a livello caratteriale. E che dire di Ze Roberto? E' arrivato come campione olimpico, lascia Pesaro come campione d' Italia. Meglio di così…
Nello sport ripetersi è sempre difficile. Pesaro ce l' ha fatta. La società ce l' ha fatta. E allora.."…Biancorosso olè Scavolini, Forza Scavo dai schiaccia vinci e vai "
FERRETTI vs FENG: nell'ultima sfida scudetto stravince Ferretti: così bella e determinata. Solita regia impeccabile e attenta, passato presente e futuro di una Scavolini che due anni fa l'ha voluta senza mai pentirsi un solo istante. La regista novarese, in queste gare scudetto è apparsa irriconoscibile rispetto al percorso fatto fino a qui. Questa volta non è bastata la sua classe ed esperienza contro queste colibrì.
SKOWRONSKA vs KOZUCH: primo tricolore per l'opposta pesarese. Lacrime di gioia hanno segnato una fine del campionato che, finalmente, la portano ad avere spazio sugli annali del volley. Era stata chiamata per sostituire Sheilla, un nome una garanzia; bene: il lavoro è stato fatto e alla grande. Merito a lei che, in questo scudetto ha messo più di uno zampino: talento e umiltà l'hanno portata in alto. Non sono bastati alcuni palloni messi a terra dall'opposta tedesca per permettere alla sua squadra di sperarci. Deve ancora un po' crescere per diventare una pedina decisiva.
GUIGGI vs ANZANELLO: il capitano bianco rosso dall'inizio della stagione ad oggi ha dimostrato di essere uno delle migliori centrali in circolazione, migliorando di partita in partita. Brava a crederci sempre e a fare da collante ad un gruppo troppo bello e affiatato per essere vero. Per la Anzanello non c'è stato niente da fare. Poca roba per una del suo calibro; anche ieri si sarebbe potuta imporre di più e invece il fisico e la mente non hanno retto.
FURST vs PAGGI: in punta di piedi la Furst fa il bis. Grandiosa crescita per lei in due anni: primi tempi e soprattutto muri sono diventati le sue armi da sfoderare in ogni momento. Misero bottino ieri (3 punti) che non rovina però un'altra annata spettacolare. Lascerà Pesaro (forse) mettendo giù l'ultima palla del bis. La Paggi, a tratti motivatissima a tratti deconcentrata è uscita dal suo palazzetto con la consapevolezza di chi poteva lottare di più e invece non l'ha fatto.
COSTAGRANDE vs OSMOKROVIC: vola vola Costagrande. Dove nessuno può raggiungerla, sempre più in alto. Vera leader del gruppo, vera trascinatrice; a lei le palle più scottanti, a lei i punti più delicati, perchè lei vuole questo. Senza macchia e senza paura. Immensa. Per gioco e carattere.
Con il volto rigato di lacrime ha lasciato lo Sporting; non si meritava una fine così veloce. L'unica, insieme a Cardullo che ce l'ha messa tutta fino alla fine, sperandoci. Da sola però non poteva bastare. La forza del gruppo vince sempre e comunque. Scavolini docet.
JAQUELINE vs BARCELLINI: dopo l'estate dell'Olimpiade, l'autunno della Supercoppa, l'inverno della Coppa Italia ecco la primavera del suo primo scudetto in Italia. Grande prova per lei ieri sera: fame agonistica e determinazione l'hanno fatta da padrona. Come l'araba fenice che, dopo la precedente esperienza a Jesi è risorta e rinata dando vita al sogno. Barcellini quasi invisibile in questo 3 gare. Ancora ne ha di strada da fare. Ma le basi ci sono, la voglia di crescere anche. Se avesse dato alla squadra almeno un millesimo di quello che era riuscita a dare in Coppa Italia saremmo dovuti tutti ripartire lunedì.
WIJNHOVEN vs CARDULLO: l'olandesina volante ha concluso un'annata doc. Brava in ricezione, ancora meglio in difesa dove non ha fatto cadere una pallone. Reattiva, precisa, decisa: è questo il libero campione d'Italia. Delusione per la Cardullo che voleva fortemente allungare la serie e non arrendersi. Davanti ai suoi tifosi ha giocato un match straordinario. Ci dispiace per lei, per la lezione di pallavolo che, ancora una volta da un po' di anni a questa parte ci sta dando. Incommensurabile.
ZE' ROBERTO vs PEDULLA':Zè lascia la panchina della Scavolini con un solo rimpianto: la Champions League. Onore e merito però a chi ha saputo, dopo un oro olimpico, ritornare a Pesaro e riprendere le redini di un progetto voluto fortemente. Le vittorie, seppur significative sono niente a confronto del grande gruppo nato dall'incontro di diverse culture e punti di vista. La forza della Scavolini, sempre detto, è stata ed è l'imparagonabile gioco di squadra. Dove l'allenatore è un tutt'uno con le sue giocatrici. Ci mancherà un maestro come lui.
Pedullà ha dovuto alzare bandiera bianca contro un' avversaria davvero più forte di lui. Complimenti comunque a chi ha saputo portare l'Asystel fino a qui, dopo un percorso da brivido, con picchi e ricadute che non molti sarebbero riusciti ad affrontare. Per Novara è già un altro giorno.
Alice Mazzarini
ore 20.30 (diretta Sky Sport 2)
Asystel Volley Novara – Scavolini Pesaro 0 – 3 (18-25, 18-25, 21-25)
Online il tabellino e i 2 commenti: Mirtillino (Pag 1) e Alice Mazzarini (Pag 2). Foto Brody per LVF
