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Clinic di Campobasso: finale col botto

CAMPOBASSO. L'International Volleyball linic si è concluso con i fuochi artificiali. In mattinata relatori e relazioni di altissimo livello.

Ha Esordito Paulo Cunha, il cui intervento è stato spostato da ieri a questa mattina a sostituire Goran Markovic fermato in Serbia da un importante problema personale. Cunha ha toccato un tema "caldo" per gli addetti ai lavori cioè la stabilizzazione del rendimento dei giocatori negli sport di squadra. Il tema è stato affrontato con il rigore scientifico che gli è congeniale, poiché all'attività di tecnico (Cunha è uno dei più titolati e longevi allenatori del Portogallo) affianca quello di ricercatore in collaborazione con numerose università. Nonostante Paulo si esprima discretamente in italiano, ha preferito utilizzare l'inglese nella sua esposizione e, come già avvenuto nel pomeriggio di ieri durante il workshop pratico di McCutcheon, Flavio Gulinelli si è prestato quale "interprete d'eccezione". L'intervento è stato ancor più stimolante in un susseguirsi di esposizione e di domande immediate della platea, peraltro sollecitate dal relatore.
Applausi a scena aperta per l'allenatore portoghese: un intervento esemplare per la sua immediatezza e chiarezza espositiva.

A seguire Enrico Rejc, preparatore fisico e ricercatore universitario, con un argomento legato all'allenamento istabilo-esplosivo. Appunto… esplosivo! L'interesse della platea è salita alle stelle quando Rejc ha esposto studi durati un anno e mezzo con 27 atlete di alto livello grazie ai quali è riuscito a delineare un protocollo capace di annullare alcuni degradi della forza fisica degli atleti. Anche in questo caso tabelle, diagrammi, riscontri pratici a supporto e documentazione degli argomenti esposti nel pieno rispetto di precisi criteri scientifici. Ma, alla fine, l'eterno dualismo tra preparatori fisici e allenatori è emerso in tutta la sua evidenza. Rejc è stato sommerso da domande tutte con un comune denominatore: come rendere pratici gli studi effettuati? Come fare per contestualizzare all'allenamento quotidiano le teorie esposte? Come fare per dare continuità nel tempo alla massima espressione della forza esplosiva fondamentale nella pallavolo? Scintille si, ma in piena collaborazione e completo dialogo tra i presenti, confronto di esperienze, di convinzioni molto radicate ma suscettibili di cambiamento. A dimostrazione che la finalità primaria del Clinic, lo scambio di cultura e conoscenze, è stata ampiamente realizzata.

Ha chiuso gli interventi del Clinic Hugh McCutcheon. Il racconto del lavoro di preparazione ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, spesso intervallato da aneddoti che hanno strappato le risate del pubblico, è stato esemplare. McCutcheon non ha parlato di tecnica o di tattica, ma ha parlato di "persone", delle interazioni che lui, da coach, ha avuto con ciascuna di esse e di tutti gli accorgimenti adottati per creare un gruppo vincente.
Una di queste è stata la capacità di scendere sullo stesso piano di ciascuno degli atleti, di coinvolgerli singolarmente e come gruppo comunicando con largo anticipo ogni decisione presa  pur nel rispetto dei diversi ruoli di ciascuno. Il tecnico statunitense ha commentato numerose clip di partite della sua Nazionale, raccontando retroscena ed episodi che hanno portato a grandi vittorie o a sconfitte impreviste, ma sempre riportando i temi tecnici ad altre componenti di natura più psicologica e motivazionale, a  volte trascurate altre sopravvalutate a seconda delle diverse scuole di pensiero.
McCutcheon ha ribadito l'importanza del gruppo e degli equilibri di squadra a suo parere prioritaria rispetto alla fisicità pura.
Dopo un quadriennio di successi al maschile, appagato da questi, ha accettato una grande sfida: il raggiungimento di analoghi obiettivi anche con la nazionale femminile.
McCutcheon termina il suo intervento con una dichiarazione "di guerra" al mondo: non importa se ora le cose non funzionano a dovere, per le Olimpiadi di Londra le ragazze a stelle e strisce saranno pronte per salire sul gradino più alto del podio.

Alla fine la distribuzione degli attestati a chi ha preso parte al clinic, cioè a circa 120 tra allenatori, preparatori, dirigenti (pochi). Un diploma prezioso, a detta di molti.

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Conclusi i lavori di un Clinic che si è confermato sul livello annunciato. nella due giorni molisana si sono alternati al tavolo dei relatori e in palestra con workshop pratici grandi personagg del volley internazionale. Notevole l'entusiasmo dei partecipanti, bello il clima di amicizia che si è formato tra i partecipanti giunti da ogni parte d'Europa.

Segue – Ufficio stampa Molisevolley.org

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