ASYSTEL VOLLEY NOVARA: Rosso 2, Paggi 3, Barcellini 10, Barazza 5, Kirillova, Sirressi (L), Kozuch 16, Tom 11. Non entrate Zardo, Flier, Camera. All. Pedullà.
Le prilline sono cattive, aggressive, arginano in ogni modo le asystelle: i primi due set si vede una gara in certi momenti equilibrata, con sprazzi di bel gioco in campo biancorosso, la terza frazione è un dominio rossoblu. L' Asystel parte bene, nel primo set ha la testa avanti fino al 17-19, quando coach Nesic chiamo time out e scuote le sue ragazze. Si rientra in campo e la Monte Schiavo ribalta la situazione in men che non si dica, con le avversarie che non riescono ad essere concrete e aggressive. Occasione sfumata per le biancorosse, che nella seconda frazione ci riprova partendo sempre avanti, poi Jesi piazza un break vincente, Novara sbaglia molto e sul finale lascia strada alle prilline, concrete e determinate. Terzo parziale invece in cui Jesi fa da padrona, gioca bene, è ordinata in campo, argina gli attacci piuttosto blandi della asystelle che non mostrano segni di reazione, lasciando campo libero alla forza jesina.
Monte Schiavo che dimentica presto la debacle di Piacenza, la squadra gira e gira bene con tutte le sue giocatrici, insieme al buon lavoro svolto dallo staff tecnico. Il carattere c'è, il gioco pure, Jesi può ripartire per rosicchiare punti in campionato. La cattiveria e la concentrazione di oggi devono essere la prima caratteristica ancora prima del potenziale di squadra. Certo Novara ha dato una grossa mano, ma è vero che le prilline hanno saputo reagire quando sotto con il punteggio.
Per quanto riguarda l' Asystel, mancanza di continuità prima di tutto nel gioco espresso, troppi errori e cali han minato un primo set che si poteva portare a casa con più coraggio e determinazione. La ricezione non sempre tiene, Kirillova macina km, anche se non sempre con una seconda linea "precisa" velocizza il gioco in particolare con le centrali; bande discontinue e problemi nella correlazione muro-difesa. Insomma, c'è da lavorare tanto in casa Asystel per preparare le partita di Coppa, ma soprattutto per rialzare la testa il prima possibile. La stagione non è ancora finita, il potenziale di squadra c'è, serve ora più che mai il gruppo.
Mirtillino
ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 9, Wilson 9, Marcon 6, Do Carmo Braga 4, Pavan 8, Rossetto (L), Sangiuliano 5, Benazzi. Non entrate Ghisellini, Martinuzzo, Daminato. All. Lucchetta.
Ne esce una gara a senso unico, con Pesaro a dettare legge nelle prime due frazioni: Ferretti continua a gestire alla grande la squadra, gli schemi di gioco deliziano gli spettatori, Boscoscuro e Marinkovic sostituiscono più che egregiamente capitan Guiggi e l' olandese volante, Senna Usic sale in cattedra, Skowronska e Costagrande sempre prezione, Garzaro in crescita. In campo gialloblu la fase offensiva ha evidenti problemi, la regia non è sempre pulita, il gioco al centro si spreca anche perchè per causa di forza maggiore la Zoppas ha riadottato il modulo vecchio stile della scorsa stagione. Pavan e Brakocevic tentano qualche incursione nel campo avversario, Wilson pensa al muro, ma nel complesso la gara fila via lisca per la Scavolini. Si arriva alla terza frazione che vede il risveglio delel ospiti, che tirano fuori le unghie e hanno a disposizione diversi set point. Alla lotteria dei vantaggi la Scavolini è più esperta e concentrata, chiude per 3 – 0.
Conegliano può ripartire dall' ultimo set per andare a Castellana e tentare il tutto per tutto per riavviare una stagione che l' ha vista dietro le quinte. Serve carattere, serve continuità, serve la voglia di non retrocedere, serve il desiderio di giocare fino alla fine senza aver nulla da perdere.
Pesaro continua a vincere e potrà prepararsi per la doppia sfida di coppa con Bergamo, una sfida importantissima per una squadra che vuole vincere tutto ed in particolare la IECL.
Mario Perego
FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Ortolani 16, Fanzini 5, Serena 1, Carrara (L), Furst 13, Merlo (L), Bosetti 18, Arrighetti 10, Lo Bianco 2, Del Core 12. Non entrate Gujska, Piccinini, Zambelli. All. Micelli.
YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Fernandinha 2, Valeriano, Kim, Turlea 14, Kovacova, Decordi, Campanari 9, Borri (L), Crisanti 8, De Luca 9, Havelkova 14. Non entrate Okaka. All. Parisi.
Quarta frazione più giocata, anche se la Yamamay sbaglia ancora troppo. Dopo il primo time out tecnico, ecco che Busto ritrova verve e carattere con Crisanti e Havelkova, Micelli cambia le carte in tavola, coraggiosamente, con il doppio cambio e ciò ha il suo effetto: Bergamo in recupero, Bosetti passa con continuità, Fanzini e Serena ci mettono del loro per chiudere la gara per 3 – 1.
Busto Arsizio sicuramente poteva fare di più, troppe disattenzioni, troppi cali e momenti di gioco che poteva essere meglio gestiti. Poteva dare più fastidio a Bergamo, anche se i punteggi dicono che per molti frangenti la gara è stata in equilibrio, con le farfalle a creare difficoltà alle avversarie, da cui però le bergamasche ne sono uscite a testa alta. Al di là delle situazioni di gioco, una squadra che in certi momenti non ha avuto la forza di rialzarsi: partendo da una prestazione di Fernandinha sicuramente non all' altezza dei suo standard [ci aspettavamo una regista più frizzante e fantasiosa, capace di risolvere meglio situazioni delicate], si arriva a tanti errori in attacco e momenti di buio in fase difensiva. Busto è attesa ora in Cev Cup, se contro la Foppapedretti "partiva" sulla carta sfavorita, contro le tedesche dovrà entrare in campo cattiva come non mai, per continuare a sognare in Europa.
Per quanto riguarda Bergamo, una gara non esente da momenti di calo, ma la correlazione muro-difesa ha fatto un buon lavoro arginando la prima linea avevrsaria. La squadra ha mostrato carattere dopo il momento no del secondo set, lasiando poco spazio alle avversarie e al loro ritorno in gara. Una buona prestazione di squadra in cui ogni giocatrice ha dato un apporto prezioso. Da sistemare qualcosa nel gioco in particolare su rigiocata e al servizio, ma nel complesso una prova maiuscola di tutto il gruppo,/staff che può prepararsi ancora meglio per la Champions'League, senza dimenticare la gara non certo facile di domenica prossima in casa di Urbino.
Mirtillino.
RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 4, Spinato 3, Frigo 1, Carocci (L), Horvath 9, De Lellis 1, Grizzo 5, Poma, Caroli 5, Fernandez Navarro 9, Matuszkova 25. Non entrate Ikic. All. Milano.
REBECCHILUPA PIACENZA: Croce (L), Dall'ora 11, Borrelli 11, Nicolini 15, Beier 13, Jerkov 15, Katic, Rondon 3, Wensink. Non entrate Mazzocchi, Kaczor, Kajalina. All. Caprara.
SCENDE IL GELO AL PALARAVIZZA
Clima pre-partita da paradosso sportivo: nonostante la situazione di classifica, che vede Piacenza quasi costretta a raccogliere punti per continuare la propria rincorsa verso la salvezza, è Pavia ad essere reduce da una settimana tormentata da polemiche interne dovuta all'altalenanza di risultati. Premessa che sembra lasciare alle padrone di casa l'obbligo di dover raccogliere i tre punti in palio, mentre le piacentine, sull'onda di due risultati favorevoli ottenuti, e forti del 3-0 dell'andata, paiono avere la tranquillità di chi ha ben poco da perdere…
I set – partenza lanciata per le padrone di casa: pochi scambi e un muro impenetrabile costringono Caprara a trovare alternative sul 5-1. La prima sospensione obbligatoria vede la situazione sostanzialmente immutata con il tabellone che segna 8-3. Funziona davvero in modo splendido la correlazione muro-difesa in casa Scotti, con il primo che sporca davvero ogni attacco avversario e la seconda che ha gioco facile ad appoggiare a Spinato. Sale ora di efficacia anche l'attacco pavese e il divario si allunga sempre più: al secondo timeout tecnico si è 16-9. Matuszkova è letteralmente incontenibile. Rondon non trova il modo di smarcare le proprie attaccanti, mentre il contrattacco finisce sempre sul braccio-cannone della ceka e si arriva a vedere Pavia con la doppia cifra di vantaggio sul 20-9. Caprara prova ad affidarsi al palleggio di Katic, ma poco cambia e Pavia vola ad ottenere la prima palla set sul 24-12. Un calo di tensione delle ragazze di Milano vale un break di 5 punti alle avversarie. Il tecnico di casa chiama tempo e al rientro è ancora Matuszkova a chiudere 25-17 un set giocato personalmente ai limiti di una perfezione assoluta.
II set – avvio fotocopia del primo set: pochi scambi ed è ancora l'inarrestabile opposto della Riso Scotti a portare sul 5-1 la propria squadra. Le ospiti non ci stanno proprio e sfoderano un muro che riesce a prendere le misure della ceka e impattano a quota 6. Pachale vola alta a segnare il 7-6 che pone fine ad un'azione lunghissima, ma invece di raggiungere le proprie compagne che festeggiano resta accasciata a terra. Quando i medici corrono verso lei cala realmente il gelo sul palaravizza… almeno trenta secondi di assoluto, impenetrabile, spettrale silenzio! Tutti capiscono che è accaduto qualcosa di molto grave e serve la barella per portarla nello spogliatoio: toccante l'immagine della campionessa tedesca, disperata e in lacrime, che esce tra gli applausi e l'incitamento del pubblico pavese e degli ultras piacentini al seguito. Ikic è indisponibile e tocca a Grizzo entrare in banda a sostituirla. Davvero difficile ritornare al gioco e Pavia risente di questo brutto colpo: Milano è costretto a chiamare tempo quando le avversarie allungano sul 9-13. L'altissimo muro delle ragazze di Caprara sale davvero in cattedra e aumenta sempre più il vantaggio: si va alla pausa sul punteggio di 11-16. Anche Horvath è frenata dagli infortuni non ancora smaltiti appieno a mano e spalla e l'inerzia del set è totalmente a favore delle piacentine: dura trovare sbocchi efficaci per Pavia che si affida solo ad una marcatissima Matuszkova e il set va in porto sul 17-25.
III set – l'assenza di una terza giocatrice in grado di ricevere con efficacia oltre a Carocci e Horvath facilita molto il compito alle ospiti. Milano prova una ricezione a due, ma Piacenza è abilissima a sfruttare la battuta e ad andare subito sul 1-5. Il tecnico pavese chiama tempo e prova a rinsaldare il fondamentale con l'aiuto ora di Fernandez, ora del secondo libero Poma, ma il risultato non varia molto. Piacenza è tiranna del set e il vantaggio dal 3-8 della prima sospensione raddoppia sino al 6-16 della seconda. Spinato è costretta a gestire palloni davvero troppo problematici mentre Rondon è cinicamente efficace nel chiamare tutte le proprie attaccanti. Pavia è davvero in tilt anche a muro e a poco vale l'ingresso di De Lellis in palleggio: il set è irrimediabilmente compromesso e termina sul 16-25.
IV set- inizio all'insegna dell'equilibrio e di un cambiopalla efficace: ad una Jerkov in palla tornano a rispondere una ritrovata Matuszkova e una Grizzo entrata con più efficacia nel match. Il primo break è di Piacenza che va sul 10-14 sfruttando il turno in battuta di Beier, abile nel trovare due ace in zona di conflitto tra Carocci e Fernandez. Entra Frigo per Caroli e Pavia cerca di accorciare trovando il -3 alla seconda pausa. Il pubblico pavese capisce il momento e spinge la squadra a rientrare: più della tattica possono la grinta e l'orgoglio delle vespe e un'azione prolungata trova la stoccata vincente di Matuszkova per il 20 pari. Piacenza non smarrisce la testa e continua con ordine a difendere con una super Croce e piazza un break di 2 punti. Tempo per Milano che però non muta la situazione. Nicolini è super a muro e Pavia smarrisce la bussola: la palla non scende più nella metà campo emiliana e le ragazze di Caprara si aggiudicano la frazione 20-25.
Davvero difficile trovare chiavi di lettura che prescindano dall'infortunio di Hanka Pachale. Già in difficoltà di formazione, la Riso Scotti è stata costretta ad affidarsi ad una non perfettamente ristabilita Horvath ( che difatti per lunghi tratti dell'incontro non è stata in grado di attaccare ) a causa della defezione dell'ultimo minuto di Ikic.
Nonostante ciò l'approccio all'incontro è stato convinto: un muro molto presente ha logorato in tutto il primo set la pazienza piacentina, costringendo le attaccanti ospiti a soluzioni forzatissime. Una Matuszkova in grande spolvero aveva davvero illuso che Pavia potesse sin troppo agevolmente restituire il netto 3-0 dell'andata. L'infortunio occorso alla campionessa tedesca ( distorsione del ginocchio con interessamento del legamento crociato) ha avuto un duplice effetto su Pavia. Da un lato ha nettamente scorato per l'intero secondo set e per il seguente le compagne di squadra, dall'altro ha destabilizzato la ricezione, non riuscendo a trovare soluzioni efficaci dalla panchina, e l'attacco stesso, che è stato affidato soprattutto alla ormai marcatissima opposta ceka. Piacenza dal canto suo è stata cinica e brava nell'approfittare di tutto ciò, alzando la qualità della battuta e trovando nella varietà di soluzioni offensive e nel muro le armi vincenti. L'orgogliosa reazione finale non è bastata alle padrone di casa: quando la partita sembrava riaperta si è profilato uno dei numerosi cali di tensione che hanno costellato la stagione pavese e che è valso il definitivo break di 5-0 alle ospiti.
Ad Hanka Pachale va un sincero e sentito abbraccio e gli auguri per una pronta e completa guarigione. Senza di lei il finale di stagione sembra davvero destinato a diventare molto difficile per Pavia e l'aria farsi davvero sempre più gelida e pesante…
Alessandro Pettinari
MC-CARNAGHI VILLA CORTESE: Anzanello 15, Nicora, Berg 3, Hasalikova, Secolo 14, Cardullo (L), Luciani, Aguero 28, Cruz 12, Durisic 5. Non entrate Lanzini, Pinese, Bosetti. All. Abbondanza.
CHATEAU D'AX URBINO VOLLEY: Nucu 11, Bechis, Havlickova 20, Petrauskaite 14, Leonardi (L), Di Iulio 11, Fernandez 11. Non entrate Butnaru, Galeotti, Masoni, Rastelli. All. Salvagni.
A farne le spese è stata la squadra che molti considerano la sorpresa del campionato, vale a dire la Chateau d’Ax Urbino, capace nella gara di andata di infliggere un sonoro 3-0 alle cortesine.
Partono bene le umbre, riescono a giocare alla pari con la corazzata Villa Cortese ed a lottare punto a punto nel primo set. Si arriva ai vantaggi, dove Urbino non riesce a concretizzare un set-point e Villa Cortese chiude grazie a due muri.
Nella seconda frazione Urbino è ancora più determinata e si affida agli attacchi di Fernandez al centro per conquistare qualche punto di vantaggio e gestirlo fino al termine del set.
In questa situazione di parità Villa Cortese prende in mano la partita: Urbino è meno lucida nei muri-difesa mentre la squadra di Marcello Abbondanza sembra aver recuperato alla perfezione gli automatismi che nelle prime due frazioni non avevano funzionato a dovere. Aguero sale in cattedra e trascina letteralmente la squadra verso la vittoria.
Anche nel quarto set è una strepitosa Aguero a far davvero male in attacco: l’opposto di origine cubana dimostra di avere sempre mille soluzioni a disposizioni, beffando spesso la difesa avversaria con il pallonetto. Nonostante la buona prestazione, le umbre sono costrette alla resa.
Urbino si è dimostrata una formazione molto determinata e dal gioco piacevole ed efficace: la squadra allenata da Francois Salvagni non ha certo sfigurato e in più di un’occasione è riuscita a mettere sotto una squadra che annovera parecchie stelle come Villa Cortese, specie nelle fasi iniziali dell’incontro. Ormai parlare di sorpresa del campionato sembra superato, Urbino ha dato anche oggi conferma di essere una squadra capace di infastidire le grandi.
Aguero, indiscussa MVP, e compagne hanno fatto valere la loro forza, piegando la resistenza dell’avversario: si è vista una bella pallavolo al Palaborsani e grande merito va a queste atlete che hanno messo in campo grande tecnica e grande carattere… da grande squadra insomma, che ambisce giustamente al massimo obbiettivo.
Nella prossima gara casalinga Villa Cortese dovrà affrontare la capolista Scavolini Pesaro, in quella che sarà sicuramente una gara verità per testare le ambizioni di questa squadra.
