[Alice Mazzarini – Foto Elena Monticelli]Pesaro- L’ Asystel Novara ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta a espugnare il fortino Scavolini. E se non ce l’avesse fatta ieri non ci sarebbero stati altri appelli. Vince Novara, ma vince un po’ anche la fortuna, come quella nell’ultimo punto che chiude un match che, evidentemente, doveva finire così. Ora la bella. E ne vedremo delle belle.
1°set: Parte sparata l’Asystel ed è subito 3-9. Complici gli errori di Barcellini e gli attacchi di Usic la Scavolini rimonta 9-10 e mette poi la freccia con un gran turno in battuta 18-16. Uno scambio interminabile, concluso da un pallonetto sul 21-18 di Skowronska non lascia dubbi su come andrà a finire. E, infatti le colibrì si aggiudicano il primo set 25-22.
2°set: Si corre testa a testa fino al 21-21 quando, causa errori Pesaro, Novara ha la possibilità di pareggiare e chiudere i conti. Lo fa: 23-25.
3°set: al primo parziale tecnico 2-8 per l’Asystel. Costagrande prima, Guiggi poi bloccano a muro l’avanzata novarese 22-23, permettendo così alla Scavolini di rientrare in partita. Tom Logan, che nel frattempo si è scaldata il braccio, picchia forte portando la propria squadra sul 22-24. Ancora Guiggi controbatte con una fast spettacolare, ma Skowronska getta in rete servizio e set, 23-25.
4°set: Ferretti decide che è venuto il momento di puntare sulla carta Marinkovic, buttata nella mischia al posto di Garzaro. Ottima mossa. Le colibrì si portano sul 16-12 e con una Costagrande in assoluta ripresa sembra sia fatta. Ma Novara viene fuori dalla distanza e ci riprova. Nulla da fare; Costagrande picchia forte 25-23. Tie break.
5°set: 7-8 per l’Asystel al cambio campo. Arriva Senna Usic: prima pallonetto, poi muro a uno e sorpasso Scavolini 9-8: sembrerebbe la chiave della svolta. Ma questa è la serata della fortuna che aiuta le asystelle, audaci fino alla fine; al servizio Kozuch, la palla tocca la banda e cade a terra, imprendibile, sotto gli occhi delle pesaresi e di un Pala Partigiani attonito. E’ il quindicesimo punto. E’ il 2-3 per Novara. Per la Scavolini, come nel peggiore degli incubi, la bella.
Non è ancora finita.
FERRETTI vs KIRILLOVA: Bella prova per l’Angelo azzurro: suoi 5 punti, con gran tocchi di seconda e muri a terra, maggiore padronanza della situazione e varietà di gioco.
La Kirillova, forse all’ultima chiamata, dall’alto dei suoi 45 anni e della sua esagerata esperienza ha raccolto, finalmente, alcuni frutti della misera semina di quest’anno.
SKOWRONSKA vs KOZUCH: siamo lì. Meglio la prima nei primi set, più convincente la seconda negli altri due, equilibrio nel quinto. La polacca, quest’anno, sta arrancando un po’ in queste gare piene di adrenalina; una Skowronska diversa, ma che può ridiventare decisiva da un momento all’altro. La tedesca, in calo evidente rispetto allo scorso anno, ci prova a ritrovare la via. E quello di ieri è già un passetto in avanti.
GUIGGI vs BARAZZA: una grande Martina. Una delle migliori. Un grande capitano, un grande leader. Bravissima. La Barazza è autrice di una bella partita, non entusiasmante, ma efficace e costruttiva in vista della resa dei conti di lunedì.
GARZARO vs PAGGI: la Garzaro non riesce a venire fuori in partite del genere, quando il tasso di tensione è alle stelle. Discreta la sua prova nei primi set, più in attacco che a muro; nel momento in cui il braccio si sta scaldando Marchesi decide di sostituirla con una Marinkovic brava a portare la sua Scavolini al quinto set. Paggi brava, non particolarmente incisiva, ma sempre in partita.
COSTAGRANDE vs LOGAN: le due miglior realizzatrici: 22 la prima, 30 la seconda. Una Costagrande che riesce a vedere la luce proprio quando c’è bisogno di lei, nel quarto e quinto set. La Logan, partita in sordina ha espresso un gioco tattico, veloce e potente. Dopo un primo set in ombra, è stata un crescendo. Lunedì sarà lei la mina vagante.
SENNA USIC vs BARCELLINI: la Usic come sempre una delle migliori. Si appanna un po’ nel quarto set, dopo attacchi da chapeau. La Barcellini, in evidente difficoltà nei primi scambi, da’ sfogo a qualche colpo di classe negli ultimi, decisivi set. Potrebbe fare e dare ancora molto, ma molto di più.
WIJNHOVEN vs SIRRESSI: Elke c’è. C’è anche quando sembra tutto perduto. Puntuale, precisa, sbaglia poco, dà tanto. Buona prova per la Sirressi, sicuramente un investimento e una scommessa della società (e non solo) per il futuro.
MARCHESI vs PAGLIALUNGA: Entrambi tesi per la posta in palio. Sempre difficile far riemergere in così poco tempo due navi che stavano (stanno) navigando in acque tutt’altro che terse. Bravi. Il tecnico novarese, in più, all’ultima spiaggia davvero, ha avuto il merito di crederci e provarci fino alla fine. Un’altra possibilità per tentare di salvare una stagione disastrosa non ci sarebbe stata.



