[Foto Rubin per LVF]La Scavolini Pesaro si laurea campione d’Italia 2009/2010, cucendosi lo scudetto sulla maglia per la terza stagione consecutiva. Dopo aver vinto le prime due gare al tie break tra le mura amiche, le colibrì allenate da coach Marchesi hanno espugnato in tre set il campo della MC-Carnaghi Villa Cortese. Segue commento di Alice Mazzarini.
Gara3
MC-Carnaghi Villa Cortese – Scavolini Pesaro 0-3 (15-25, 18-25, 28-30)
MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Anzanello 8, Berg, Pinese, Hasalikova 1, Secolo 6, Cardullo (L), Luciani, Aguero 15, Cruz 12, Bosetti, Durisic 7. NE: Nicora (L), Lanzini. All. Abbondanza Marcello.
SCAVOLINI PESARO: S. Usic 15, Garzaro 5, Wijnhoven (L), Skowronska 10, Ferretti 2, Boscoscuro, Costagrande 18, Guiggi 13. NE: Mari, Saccomani, Marinkovic, M.Usic. All. Marchesi Riccardo.
Serie finale: Scavolini Pesaro-MC Carnaghi Villa Cortese 3-0
“Non svegliate il can che dormeâ€. Una frase che Guiggi and Co. avranno ripetuto migliaia di volte, quando chi non riusciva a non proferire parola continuava a ripetere che la vera finale era già andata in scena tra Villa Cortese e Foppapedretti.
Scavolini campione d’Italia per la terza volta consecutiva, nella stagione più difficile e più sofferta; campione di valore e onore, orgoglio e determinazione. Villa Cortese nulla ha potuto; ed è proprio toccato a lei l’ingrato compito di svegliare l’indomabile armata che mai come quest’anno partiva con gli sfavori del pronostico. Scavolini nella storia.
BERG vs FERRETTI: Francesca Ferretti, l’architetto di Pesaro. Francesca Ferretti la palleggiatrice dei tre scudetti. Francesca Ferretti più forte di tutto e tutti; più forte delle proprie paure e dei suoi momenti di scoraggiamento, più forte di quanti la davano per “spacciata†dopo il tracollo in Coppa Italia. Quale migliore modo per azzittire tutti se non quello di vincere il terzo scudetto consecutivo?
Berg lascia la scena nel terzo set, in una gara che avrebbe dovuto riaccendere gli animi. L’americana viene oscurata, in quella che sarebbe potuta essere una risalita per concludere un anno davvero strepitoso.
AGUERO vs SKOWRONSKA: Tai annullata. Kasia illuminata. L’Aguero, leader indiscussa di un gruppo eccezionale ha smesso di ruggire in gara 1, quando la caviglia ha ceduto. Il resto è stata una corsa in salita contro il tempo. La regina è stata detronizzata. La Skowrosnka, con ormai due scudetti in tasca è stata la protagonista, anche questa sera di una rocambolesca avventura. Bella fino alla fine.
ANZANELLO vs GUIGGI: un Anzanello, ieri, non particolarmente emozionante; non è riuscita a tirare fuori quel tutto e di più dal proprio bagaglio di esperienza e spavalderia. Peccato per lei: lo scudetto rimane un miraggio lontano che, come mai quest’anno poteva materializzarsi.
Monumentale Guiggi. Superlativa. Che gusto vederla abbattere muri, infrangere divieti e tabù. Da brividi nell’ultimo set quando in una fast scarica l’enorme tensione di una finale nella quale essere un capitano così è più che un orgoglio.
DURISIC vs GARZARO: A mezzo servizio anche la Durisic. Lacrime di rabbia misto grinta sono quelle che hanno rigato il suo volto e il suo gioco. Impotente di fronte a una cosa più grande di lei. Esce, comunque tra gli applausi di un’annata incredibile.
La Garzaro ne sbaglia solo una, sul 24-25 per Pesaro, quando va a riprendere lassù in alto un attacco di Anzanello decisamente out che avrebbe fatto penare molto meno l’intera armata bianco rossa. L’unica pecca; per il resto il palcoscenico finale è tutto per lei con il suo primo scudetto da titolare. Premio alla costanza e alla passione.
SECOLO vs COSTAGRANDE: la Secolo ieri ha dato l’impressione di aver già sparato tutte le cartucce disponibili nelle prime due gare. Dopo una Villa Cortese, fino a qui d’annata prelibata, non è riuscita a dare quel qualcosa in più per coronare una stagione al top (per una neo promossa aver vinto Coppa Italia ed essersi qualificata per la Champions League…). La Costagrande: che dire di più? Che aggiungere al fiume di parole, aggettivi e metafore utilizzati per descriverla? Una splendida realtà , un talento nudo e crudo. Una classe formata nel tempo, a suon di rinunce e sacrifici. Rimarrà anche lei nella storia di questa Scavolini.
CRUZ vs S. USIC: la Cruz sembrava uno scricciolo senza più forze. Schiacciata anche lei dalla strapotere fisico e mentale delle colibrì non è riuscita a elevarsi fin dove solo lei è capace di arrivare. Scommessa della stagione in casa Villa, altro talento nascosto per molto tempo, ha mancato proprio quest’incontro, nonostante sia stata una delle migliori. La Usic lascia tutti senza parole: fa impazzire la difesa delle avversarie, tira fuori colpi da gran maestra. Il futuro è suo. Uno spettacolo di concretezza e umiltà .
CARDULLO vS WIJNHOVEN: un’altra per la quale le parole non bastano più: Paola Cardullo, il migliore libero del mondo, ieri (ma in tutta la stagione) è stata di un altro mondo, davvero. Non ha sbagliato una palla, una. Concentrazione e occhi puntati sull’obiettivo, quasi fosse in trans, sono da sempre i suoi punti di forza. Da rimanere, sempre, comunque e dovunque a bocca aperta.
La Wijnhoven ieri non ha avuto molto da lavorare, ma quando è stata chiamata all’ordine ha risposto “presenteâ€. Un altro gran libero, preciso, attento; è dalla sua sicurezza difensiva che la Scavolini ha iniziato la sua vittoriosa marcia finale.
ABBONDANZA vs MARCHESI: “Se è un sogno non svegliatemi!â€. Un Marchesi che da dietro le quinte è diventato il protagonista assoluto di questo scudetto 2010. Il suo tatto, il modo nel dire le cose, spiegarle, il suo modo di coinvolgere tutti e fare gruppo: ricetta vincente per un allenatore vincente che è riuscito a vincere la scommessa, prima di tutto con se stesso.
Abbondanza, nonostante gli alibi degli infortuni, si può ritenere soddisfatto visto il clamore sollevato dalla sua Villa, per la sua pallavolo bella e divertente. É mancata la ciliegina sulla torta che, vedendo la delusione sul suo volto è forse quella che avrebbe voluto mangiare più di tutto.



