La “torcida” del Palazzetto dello sport Pinuccio Capurso di Gioia del Colle ha accompagnato la nazionale azzurra verso un traguardo abbastanza improbabile alla vigilia del secondo torneo di qualificazione ai Campionati Europei 2011. Per qualificarsi senza ulteriori obblighi non bastava vincere tutte le partite con il massimo risultato ma bisognava anche sperare che la Turchia perdesse almeno due set. Ne ha persi tre, l’Italia le ha vinte tutte 3-0 e gli azzurri allenati da Anastasi e Gardini hanno ritirato il pass per la competizione continentale che si giocherà il prossimo anno in Austria e Repubblica Ceca. Il tricolore ha colorato la tribuna all’ingresso delle squadre in campo. Gli applausi e gli incitamenti hanno condotto, mano nella mano, Vermiglio e compagni verso un grande risultato. Un risultato conquistato con il cuore, con la grinta e la determinazione di chi ha voluto dimostrare che Ankara (sconfitta per 0-3 proprio con la Turchia) è solo un lontano ricordo. Fermata in Turchia, la nazionale si è immediatamente rialzata anche grazie al sostegno di un pubblico straordinario. Un pubblico che già un’ora prima della gara aveva esaurito tutti i posti a sedere all’interno del palazzetto, che ha incitato gli azzurri dal primo minuto di riscaldamento fino a quando non hanno lasciato l’impianto con il pullman dell’Aeronautica Militare. Un pubblico, quello di Gioia del Colle, che ha risposto presente esattamente come la nazionale italiana di Andrea Anastasi e Andrea Gardini. E proprio l’allenatore in seconda della selezione azzurra ha commentato così la vittoria contro la Turchia e la qualificazione agli Europei.
Dovevamo vincerle tutte e tre 3-0. Le abbiamo vinte. Avevamo bisogno di un regalo dalla Bielorussia. L’abbiamo avuto. Abbiamo fatto del nostro meglio. E adesso?
Adesso innanzitutto ci siamo qualificati per il Campionato Europeo 2011 e la nostra preparazione al Campionato del Mondo resta un po’ più tranquilla (perdere avrebbe significato disputare i playoff a settembre contro la Grecia, ndr). L’inizio della nostra preparazione al Mondiale è stato abbastanza traumatico. Non abbiamo proprio iniziato con il piede giusto. C’è di buono che in pochissimo tempo ci siamo rimessi in carreggiata e questo ci ha fatto vedere anche delle cose buone da parte dei ragazzi. Alcune situazioni in cui si è visto carattere, personalità , tutti elementi che in una estate così lunga e difficile saranno molto importanti. Per cui adesso abbiamo la base su cui lavorare.
Quindi Ankara è solo un incidente di percorso ed è già dimenticata?
Sicuramente è un episodio che ci fa pensare. Che ci fa pensare che un grosso bagno di umiltà è una delle armi migliori per affrontare un’estate così complessa. Oggigiorno bisogna giocare con tutti con la massima determinazione e con la massima convinzione perché non ti regala niente nessuno. Noi siamo una squadra che deve guadagnarsi tutto. Punto su punto. Set su set. Partita su partita. E questo bagno di umiltà iniziale probabilmente ci ha riportato subito con i piedi per terra.
E con un pubblico così è tutto più facile.
Credo che sia stata una delle cose più belle che ho visto negli ultimi periodi. Non solo c’era tanta gente ma c’era un calore straordinario. Ho visto anche uno striscione che diceva che è un oltraggio non avere la pallavolo a Gioia. Lo condivido perché con un pubblico del genere è giusto trovare gli spazi per avere una squadra in serie A1.
Solcom
