LA GUERRIERA. Così ama definirsi Ranatinha (alias Renata Colombo, 29 anni), il nuovo opposto brasiliano della Chateau d’Ax. E per una che ha sconfitto una malattia gravissima, c’è da crederle davvero.Renathina cosa ti ha spioto a scegliere Urbino? «Mi è piaciuta la proposta che la società mi ha fatto. Poi navigando su internet ho potuto scoprire che è un bel posto dove ci si può allenare bene e raccogliere buoni risultati. In realtà non conoscevo il club. Per me è una sfida, amo le grandi avventure». Quale contributo pensi di dare alla tua nuova squadra? «La mia forza, la mia potenza e la mia esperienza. Sono una giocatrice che gioca con i muscoli, ma anche con la testa. Ho uno stile aggressivo, voglio vincere, il mio carattere è molto competitivo. Io non mollo mai e non ci sto a perdere. Quando scelgo un club è perchè insieme voglio vincere qualcosa di importante. Il
gruppo è fondamentale, perchè è composto da tante individualità di valore».
Conosci il campionato italiano?
«No personalmente, ma di fama. So che è uno dei campionati più belli e avvincenti del mondo. Io sono pronta: per vincere e per divertirmi. Sono una professionista, ma sono anche una brasiliana. Gioco per passione. La mia forza è l’allegria tipicamente brasiliana. A Urbino porterò anche e soprattutto il mio entusiasmo».
Cosa fai nel tempo libero?
«Amo molto guardare i film, ma non a casa, preferisco il grande schermo, quindi vado spesso al cinema. Sono una persona che ama la cultura, quindi come hobby ho il cinema e anche il teatro. Poi naturalmente non disdegno uscire con gli amici e trascorrere una serata in allegria».
Conosci qualcuna delle tue nuove compagne?
«No, ma ci sarà modo di conoscerci, passeremo tanto tempo insieme e spero che questo tempo sia speso bene e porti tanti buoni frutti».
Come ti ha convinto Urbino a venire in Italia?
«Mi hanno detto che la squadra è battagliera e che ha grandi ambizioni. Io mi definisco una guerriera in campo e ho anche io tanti traguardi ancora da raggiungere. Ho capito che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda e ho accettato senza tanto pensarci».
Una «guerriera» che ha sconfitto anche un male che ti ha portato a vedere da vicino la morte, è vero?
«Sì, ho rischiato di morire, ma adesso sto bene».
Te la senti di raccontarcelo?
«Certo, ho visto la morte negli occhi, ma l’ho sconfitta, perchè io sono una che non mi arrendo mai. A 19 anni mi è stato diagnosticato un tumore, un nemico dentro il mio corpo. Mi sono curata e soprattutto ho creduto nella guarigione. E sono viva. Non preoccupatevi adesso sono in forma e pronta al difficile campionato che mi aspetta con Urbino».
A Pesaro hanno giocato altre brasiliane come Sheilla, Nari e Jaqueline…
«Sono delle mie amiche, ho giocato con loro nella nazionale brasiliana, sono delle persone eccezionali. Ma anche io non scherzo…».
Beatrice Terenzi
Il Resto Del Carlino Pesaro
