“Ormai e’ passato più di un mese dalla conquista del mio 3° scudetto consecutivo e forse non mi rendo ancora conto di cosa vuol dire…3 scudetti consecutivi, non succede tutti i giorni;)..Una impresa straordinaria e ancora non ho realizzato che e’ successo davvero!
Credo che per costruire una cosa così grande, bisogna avere delle basi solide…Tutto e’ cominciato tre anni fa ormai, nell’ estate del 2007 quando, quasi a loro insaputa, i dirigenti della Scavolini volley hanno allestito una squadra (all’ inizio creata per disputare un buon campionato) senza prime donne, fatta da ragazze giovani con tanta voglia di giocare e dimostrare il loro reale valore..Questi dirigenti neanche si immaginavano che avrebbero creato un gruppo speciale che avrebbe scritto un pezzo di storia della societa’ e del volley italiano….Un gruppo che e’ anche un po’ cambiato negli anni, ma ha mantenuto quella base solida, compatta che ha portato a tante vittorie.
Il primo scudetto e’ stato quello piu’ inaspettato, giunto come coronamento di una stagione stratosferica con una sola sconfitta in campionato, con la conquista della Coppa Cev;  il secondo è quello della conferma di una squadra quasi imbattibile che ha saputo fare il record di vittorie consecutive (42 vittorie consecutive, cominciata il 2 aprile 2008 a Novara dopo la finale di Coppa Italia perduta contro Bergamo), ha conquistato la supercoppa italiana e la coppa italia; il terzo e’ stato lo scudetto di una squadra alla quale nessuno, ad un certo punto, dava piu’ chance di vincere, o cmq la vedeva già seconda..(dopo aver vinto una supercoppa…).
Tutti e tre gli scudetti hanno un sapore speciale, ma cosi diverso, ho un ricordo di ognuno nella mia mente che  portero‘ sempre dentro di me. La Scavolini e’ un pezzo di me, del mio cuore, loro hanno fatto tanto per me e io ho dato tanto per loro. Pesaro era scritta nel mio destino, doveva essere un percorso della mia carriera; qui e’ avvenuta la mia vera consacrazione pallavolistica, qui ho trovato il mio vero ambiente e il gruppo che da sempre cercavo, un gruppo che ha subito delle vere e proprie batoste, che ha sofferto e pianto, sempre insieme…Ma sono stati questi capitomboli a renderci consapevoli della nostra forza e a portarci dove siamo riuscite ad arrivare, a scrivere il nostro nome per tre volte consecutive nell’ albo d’oro del campionato italiano.
Non per forza bisogna essere amiche, perchè noi fuori dal campo non ci frequentavamo sempre; ognuna con la propria vita privata, ma in campo sempre unite con gli sguardi d’intesa, gli abbracci, ma anche le occhiatacce e le strigliate. Si, perchè noi ci siamo sempre detto tutto in faccia, senza peli sulla lingua e credo che questo sia stato fondamentale per conquistarci la fiducia reciproca.
Quest’ anno in particolare e’ stato molto complicato: il cambio d’allenatore, le problematiche logistiche del palazzetto e…. del freddo.. fino ad arrivare alle troppe critiche della stampa locale e non … Ci siamo fatte le ossa,!
Quest’anno è giunta la parola fine..La fine di un meraviglioso ciclo: come tutte le favole, purtroppo,  c’ è un epilogo e credo che sia giusto cosi..Come ho gia affermato piu’ volte, sara’ difficile ricreare quell’ alchimia che si era creata in questi anni; la fine di questo ciclo era prevedibile e ora si ripartira’ da capo.
Le memorie e le immagini di questi tre scudetti sono indelebili nella mia mente e nel mio cuore, li custodisco  gelosamente e ogni volta che mi sentiro’ triste  bastera’ riaprire il libro dei ricordi per farmi tornare il sorriso e farmi urlare “Sono campionessa d italia .”
Francesca #10


Si tre volte campionessa d’italia! Ed anche un campionato di A2 a 18 anni….
Il tempo è galantuomo … e poi da domani si vedrà !
Penso che Pesaro abbia goduto il lavoro fatto da altri tanto tempo prima. Questo, pure nell’euforia dei titoli vinti a ripetizione,credo sia onesto riconoscerlo.
Mi pare che il focus dell’intervista fosse sugli ultimi tre anni.Per altro ti posso testimoniare che tutte le volte che seguo Pesaro e non sono poche ,Francy mi chiede due cose.”Cioa Zio ! come stai?” e poi ” E Chieri?” E di li notizie su tutti voi. In particolare su chi fece molta strada per andare a vederla e sceglierla per la A2. per affidarle il gioco di una squadra fatta per vincere, Non ha mai dimenticato cosa sia stato per lei Chieri.Nemmeno ora che è un palleggio che si colloca tra i primi 10 al mondo si è dimenticata Villa Brea e la cavalcata dell A2 o l’amore con cui fù curata dopo l’infortunio.Siete stati importanti nella sua vita e molto presenti nella sua memoria.Credimi.
Nessun dubbio sul personaggio ci mancherebbe. Ma sai ,io quando sento Pesaro,mi disgusto. Troppe volte contro, una storia infinita a sopportar piu’ volte vicende antipatiche. E come punta dell’iceberg , il menefreghismo indegno ,di chi sarebbe dovuto intervenire ed invece si e’ girato dall’altra parte. Bravi,bravissimi,ultra bravi per le vittorie a ripetizione che rimarran nel tempo ,assieme alle figure squallide che altri,loro malgrado han dovuto subire.
Tutto chiaro allora.Ci tenevo solo che non ci fossero anche solo piccole ombre su un sentire che è reciproco ed altrettanto chiaro.