[Tratta da VIVO a cura di Sara Zimbaldi] Con la grinta, l’impegno e la passione si può ottenere tutto, nello sport e come nella vita. Lo sa bene Stefania Sansonna. che dopo un lungo percorso è riuscita adapprodare in A l all’ Asystel Volley Novara. Ma nellla sua vita non c’è solo la pallavolo. Stefania collabora con “Fiorire Comunque”, associazione impegnata nel sostegno di ragazzi diversamente abili e gemellata con la Florens Castellana Grotte,squadra dove Stefania ha giocato per quattro anni.Cosa ti ha dato l’esperienza conquesti ragazzi?Venivano a sostenerci quando giocavamo al palazzetto. Sto con loro, li ascotlo. Ed è tantissimo.Potrei regalare loro qualsiasi cosa, però hanno bisogno di contatto con la gente. Alcuni familiari si vergognano di far vedere i loro figli così. Non cipuò essere vergogna nell ‘avere un fìglio down o autistico.
Quando hai capito che giocare a pallavolo sarebbe stato i ltuo futuro?Subito. Per me non è mai stato un semplice gioco. Ho subito intrapreso una carriera,ero portata, ma avevo ambizioni fin da piccola. Il primo contratto sportivo importante l’ho ottenuto a 14 anni.
Cosa ti ha insegnato lo sport?Ho avuto la fortuna di lavorare con dei professionisti che mi hanno insegnalo umiltà , armonia di gruppo e il fatto che il lavoro paga sempre. Poi la giusta competizione, la voglia di arrivare,però senza scorciatoie.
Quanto conta l’umiltà ?Se tu u senti già arrivata a 18anni perché giochi in un club importante, non hai la voglia di imparare. Solo se conosc ii tuoi limiti puoi superarli e diventare eccezionale.
Quando avevi 15 anni hai indossatola maglia azzurra: che cos’hai provato?È stato uno dei momenti più belli della mia vita. Siamo arrivate seconde alle Olimpiadi giovanili a Lisbona. Giocare,sentire l’inno, sapere di essere l’unica giocatrice da Roma in giù a far parte dell’Italia è stato un onore immenso.Perché sai che sei unica. Ce ne sono solo 12 in tutta Italia.
Il tuo prossimo obiettivo?Il mio sogno del cassetto, anche se mi rendo conto che c’è un discorso di età è indossare nuovamente la maglia azzurra.
Gli sportivi hanno una marcia in più?Nello sport vai avanti per meritocrazia.Non ci sono procuratori che tengono: se sei bravo vai avanti, altrimenti no. E se questa è una marcia in più… sì.allora gli sportivi ce l’hanno
