Home / Notizie / Andrea Zorzi: “Il Brasile è la squadra da battere”

Andrea Zorzi: “Il Brasile è la squadra da battere”

Andrea Zorzi potrebbe raccontarne di Mondiali. Vinti, persi, di grandi gioie e anche delusioni. Ha fatto la storia di questo sport e ora si prepara a vivere un Mondiale in casa da addetto ai lavori e non più sul parquet da cui ha fatto innamorare milioni di appassionati.
“Non so davvero cosa si possano aspettare i nostri azzurri – dice Zorzi – non ho mai giocato un Mondiale in casa ma deve essere qualcosa di fantastico visto la grande emozione che ci ha regalato Roma in occasione degli Europei vinti nel 2005”. Un’opportunità per l’Italia quella di giocare in casa, ma c’è anche il rovescio della medaglia: “Il rischio è quello della troppa pressione. Quello che mi sento di dire è che i giocatori non devono dare troppo peso alla passione e all’entusiasmo che arriverà dal pubblico. Dovranno pensare all’avversario e al gioco. Non devono pensare subito di dover arrivare a Roma ma giocare partita dopo partita. Anastasi saprà sicuramente prepararli al meglio anche sotto questo punto di vista”.
L’Italia, secondo Zorzi, “potrà sicuramente giocarsi le sue chances”, ma al momento il Brasile sembra essere la squadra da battere: “Appaiono ancora sopra la media – dice l’ex azzurro – sono anche reduci dal bel successo nella World League che ha visto l’Italia rientrare nel grande giro anche se non tutti i segnali sono stati positivi. Al di là del Brasile, credo che ci siano dietro una serie di squadre più o meno sullo stesso livello che potrebbero ottenere un grande successo”. Allora ecco la “lista” di Zorzi: “Oltre all’Italia, che sta crescendo e può sicuramente fare bene, ci sono Russia, Bulgaria e Cuba che non vanno mai dimenticate. Poi c’è la Polonia, che ha giocatori di grande livello e l’Europeo ne ha segnato la consacrazione. Poi tra le possibili ci metto anche la Serbia, gli Stati Uniti e la Francia. Mentre le sorprese potrebbero regalarle la Germania e l’Argentina. La lista è lunga – aggiunge Zorzi – proprio perché c’è una fragilità diffusa, a parte il Brasile, a mantenersi a grandi livelli”.
Sarà una rassegna iridata di grande equilibrio, dunque, a sentire le parole di “Zorro”, che sottolinea ancora una volta che non saranno i singoli a decidere il Mondiale: “In questo sport non si vince da soli. E’ importante che ogni squadra abbia il suo leader ma poi serve il gruppo. Prendendo l’attualità, il Brasile insegna come sia proprio lo spirito di squadra a portare in alto una Nazionale. Servono i grandi giocatori ma poi serve un gruppo forte e anche in questo senso credo che l’Italia in questo ultimo periodo abbia fatto degli importanti passi in avanti”

Andrea Zorzi potrebbe raccontarne di Mondiali. Vinti, persi, di grandi gioie e anche delusioni. Ha fatto la storia di questo sport e ora si prepara a vivere un Mondiale in casa da addetto ai lavori e non più sul parquet da cui ha fatto innamorare milioni di appassionati.
“Non so davvero cosa si possano aspettare i nostri azzurri – dice Zorzi – non ho mai giocato un Mondiale in casa ma deve essere qualcosa di fantastico visto la grande emozione che ci ha regalato Roma in occasione degli Europei vinti nel 2005”. Un’opportunità per l’Italia quella di giocare in casa, ma c’è anche il rovescio della medaglia: “Il rischio è quello della troppa pressione. Quello che mi sento di dire è che i giocatori non devono dare troppo peso alla passione e all’entusiasmo che arriverà dal pubblico. Dovranno pensare all’avversario e al gioco. Non devono pensare subito di dover arrivare a Roma ma giocare partita dopo partita. Anastasi saprà sicuramente prepararli al meglio anche sotto questo punto di vista”.
L’Italia, secondo Zorzi, “potrà sicuramente giocarsi le sue chances”, ma al momento il Brasile sembra essere la squadra da battere: “Appaiono ancora sopra la media – dice l’ex azzurro – sono anche reduci dal bel successo nella World League che ha visto l’Italia rientrare nel grande giro anche se non tutti i segnali sono stati positivi. Al di là del Brasile, credo che ci siano dietro una serie di squadre più o meno sullo stesso livello che potrebbero ottenere un grande successo”. Allora ecco la “lista” di Zorzi: “Oltre all’Italia, che sta crescendo e può sicuramente fare bene, ci sono Russia, Bulgaria e Cuba che non vanno mai dimenticate. Poi c’è la Polonia, che ha giocatori di grande livello e l’Europeo ne ha segnato la consacrazione. Poi tra le possibili ci metto anche la Serbia, gli Stati Uniti e la Francia. Mentre le sorprese potrebbero regalarle la Germania e l’Argentina. La lista è lunga – aggiunge Zorzi – proprio perché c’è una fragilità diffusa, a parte il Brasile, a mantenersi a grandi livelli”.
Sarà una rassegna iridata di grande equilibrio, dunque, a sentire le parole di “Zorro”, che sottolinea ancora una volta che non saranno i singoli a decidere il Mondiale: “In questo sport non si vince da soli. E’ importante che ogni squadra abbia il suo leader ma poi serve il gruppo. Prendendo l’attualità, il Brasile insegna come sia proprio lo spirito di squadra a portare in alto una Nazionale. Servono i grandi giocatori ma poi serve un gruppo forte e anche in questo senso credo che l’Italia in questo ultimo periodo abbia fatto degli importanti passi in avanti”

Volley 2010

Lascia un commento