Cari amici,
vi scrivo per parlarvi di un appuntamento veramente importante che ho molto a cuore. Si tratta della Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, svoltasi il 14 ottobre nelle città di Genova, Torino, Varese, Vicenza, Reggio Emilia, Firenze, Spoleto, Roma, Avellino, Campobasso, Lecce, Messina e Cagliari.
Tutto è iniziato qualche settimana fa, quando il Centro di Medicina dello Sport di Reggio Emilia mi ha coinvolta in una bellissima iniziativa per promuovere lo sport tra i ragazzi disabili. Mi sono sentita onorata per essere stata scelta e assieme a Cecilia Camellini, la nuotatrice italiana medaglia d’argento ai Giochi Paralimpici di Pechino 2008 e d’oro ai Mondiali Paralimpici di Eindhoven 2010 nei 100 dorso e 100 sl, ci siamo divertite a girare un video dove raccontiamo un po’ della nostra vita, dei nostri sport e delle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare per arrivare in alto.
Questa cosa mi ha fatto riflettere su quanto sia importante per me lo sport e soprattutto quanto mi sia servito per riuscire ad affrontare i problemi non solo in campo, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni.
Non ho potuto però fare a meno di pensare che ci sono molti ragazzi che ogni giorno si giocano una partita ben più importante, quella contro la malattia.
Io sono stata fortunata, è vero, ma credo che trovandomi nella loro situazione avrei cercato di fare tutto il possibile per rendere la malattia solo un aspetto della mia vita e non un peso da portare sulle spalle lasciando che condizionasse tutta la mia esistenza. L’avrei fatto per divertirmi, per stare in compagnia, ma soprattutto per dimostrare a me stessa e a tutti che anche io, se voglio, posso arrivare ovunque. Aver conosciuto Cecilia mi ha convinto ancor più di questo, i suoi successi e le sue vittorie sono la prova che qualunque barriera può essere superata. Lo sport è un aiuto molto efficace per i ragazzi disabili, e spero che la giornata di giovedì serva come strumento per migliorare la loro integrazione nella società e per consolidare in loro e in chi si trova ad interagire con loro, anche se occasionalmente, il concetto di uguaglianza e di pari diritti tra tutti gli esseri umani, siano essere normalmente abili o disabili.
Francesca Ferretti
