SCAVOLINI – ASYSTEL 3-0 (29-27; 25-21; 25-23)
SCAVOLINI PESARO: Usic S. 18, Manzano 5, Flier 12, Saccomani 12, Guiggi 7, Ferretti 3, De Gennaro (L), Pascucci 1. N.e.: Olivotto, Gasimova, Usic M. All.: Tofoli.
ASYSTEL NOVARA: Barcellini 8, Veljkovic 6, Barun 16, Horvath 9, Folie 3, Sansonna (L), Paolini 9, Nesovic, Camera, Lombardo. N.e.: Zardo. All.: Caparra.
ARBITRI: Vagni e Caltabiano.
Scavolini: battute sbagliate 10; battute vincenti 2; ricezione 60% (prf. 43%); attacco 39%; errori 22; muri 10.
Asystel: battute sbagliate 9; battute vincenti 5; ricezione 74% (prf. 46%); attacco 34%; errori 22; muri 5.
PESARO – La Scavolini supera, brillantemente, un crocevia importante, forse decisivo, della stagione. Di fronte alle pesaresi non c’era solo l’insidiosissimo ostacolo Novara ma anche il voler (dover) dimostrare al mondo intero che Guiggi e compagne non sono Hooker-dipendenti e che chiunque dovrà fare i conti anche con le tricampionesse d’Italia.
Ed è quanto è emerso dal vibrante match contro la squadra di Caprara. Sin dall’avvio si capisce l’importanza della posta in palio, soprattutto, per la Scavolini: le biancorosse partono contratte e fanno fatica a mettere palla a terra mentre Novara sembra più sciolta e conduce il set fino al 24-22 per poi buttare a mare 5 set ball. Appena l’occasione, però, passa tra le mani della Tofoli-band, un pallonetto di Senna Usic e una schiacciata di Saccomani fanno pendere l’ago della bilancia in favore delle padrone di casa. Rotto il ghiaccio, la Scavolini diventa padrona del campo. Sul 2-9, Caprara si infuria e sostituisce la Bachis con Camera, Pesaro rallenta un po’ ma un possente muro della Guiggi (tre in questo parziale, di cui due consecutivi – ndr) chiude il conto e si va sul 2-0. Sulla falsariga anche il terzo, e ultimo, set: la Scavolini scappa subito, Caprara prima sostituisce nuovamente la palleggiatrice Bachis e poi chiama un time out per cercare di arginare quello che sembra essere diventato lo strapotere biancorosso. Rientra Bachis e l’Asystel sembra riprendersi, regalando un brivido finale ai tifosi di casa, con Novara che torna a –1 (19-20). Ma le pesaresi non perdono la testa e, nonostante due set ball annullati da Barcellini e compagne, chiudono con un pallonetto di Senna Usic tra il tripudio generale.
Pesaro c’è e lo ha dimostrato con una grande prova di forza al cospetto di Novara che, Coppa Italia a parte, veniva da un buon momento.
E se è vero che “una rondine non fa primavera†e altrettanto vero che “se il buongiorno si vede dal mattino…†tutte le squadre dovranno (ancora) tenere in considerazione la Scavolini del nuovo corso.
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Tofoli, a fine partita, è il più provato e non ha difficoltà ad ammettere la tensione del pre-gara ben oltre i meriti riconosciuti dell’Asystel.
“Venivamo da tre sconfitte consecutive e oggi (domenica per chi legge – ndr) era importantissimo vincere per tanti motivi: dovevamo riprendere la marcia in campionato, ‘vendicare’ lo 0-3 dell’andata al cospetto di una squadra tosta e ben organizzata e dimostrare, per chi non lo avesse ancora capito, che si dovranno fare i conti anche con la Scavolini. Questa sera ha vinto la forza del gruppo – riprende dopo un attimo di pausa – Flier e Manzano, in settimana, non si sono praticamente allenate, a causa di vari problemi fisici, ma hanno voluto giocare ugualmente e lo hanno fatto con discreti risultatiâ€.
Quanto ha pesato vincere il primo set in quel modo…
“Ha inciso tantissimo perché, come si diceva prima, non è facile annullare cinque set ball a una squadra come Novara per poi aggiudicarsi il set. Noi ci siamo riuscite dimostrando carattere e lucidità nei momenti topici della partitaâ€.
E dire che Novara ha ricevuto meglio di noi…
“… Ma ha attaccato peggio – replica Tofoli – Battute a parte, a mio giudizio, la differenza l’hanno fatta i muri smorzati: noi abbiamo limitato, in questo modo, molti loro attacchi consentendo alla nostra difesa di impostare meglio l’azione successivaâ€.
Parlavi di forza del gruppo: abbiamo notato come le ragazze si soffermavano, dopo ogni punto, qualche istante in più, abbracciate e parlottando.
“Forse cercavano di recuperare per la troppa stanchezza – celia il coach biancorosso – Sono importanti anche questi atteggiamenti – si rifà serio Paolo – perché nel volley non puoi permetterti di soffermarti sull’azione appena passata e devi sempre guardare avanti. Come detto, temevo questa partita, ma non potevo aspettarmi dalla squadra una risposta miglioreâ€.
Hooker è ormai un ricordo?
“Ho detto alle ragazze che dovevamo voltare pagina per dimostrare che non eravamo Hooker-dipendenti: è iniziata una nuova fase che ci vedrà ancora protagonisteâ€.
Hooker o non Hooker, continua la crescita della Saccomani. Ecco il suo pensiero.
“Ne parlavo proprio adesso con Chittolini (il mitico preparatore atletico – ndr): penso di aver aiutato più la squadra con la grinta che non con i punti (comunque 12, conditi da 3 muri – ndr). Anche questo penso serva alla causa e alla mia crescitaâ€.
Come procede il tuo “inserimento�
“Sto trovando ritmo e condizione: ho bisogno solo di questo perché con le compagne non ho mai avuto un problema di feeling. Inoltre l’aver vinto il primo set ha contribuito a rasserenarci e poi tutto è stato più facileâ€.
La stoica Manzano, in campo nonostante un polpaccio in disordine, non ha fatto mancare il suo apporto…
“Penso che sia stata la forza del gruppo a permetterci di vincere il primo set: da lì in poi, tutto è stato più facile. Avevamo di fronte una squadra quadrata e ben disposta in campo ma siamo riuscite a mettere in pratica tutto quanto studiato a tavolinoâ€.
Sull’altra sponda si respira un’aria meno euforica: Giovanni Caprara.
“Non sono d’accordo nel dire che il primo set sia stato determinante: a pallavolo ogni parziale è importante ma ha la sua storia… Stasera abbiamo giocato a sprazzi e con poca lucidità , dimostrando anche poca personalità â€.
Avete perso nonostante una ricezione che non è mai scesa sotto il 67%…
“Sì, perché siamo state altalenanti, facendo molti errori banali: scendiamo in campo per migliorarci partita dopo partita ma stasera abbiamo fatto un passo indietroâ€.
E dire che, Coppa Italia a parte, venivate da un buon momento…
“Evidentemente non abbiamo ancora superato l’eliminazione dalla Coppa Nazionale… E invece si deve sempre guardare avanti e, se vogliamo diventare una grande squadra, dobbiamo crescere anche sotto questo aspettoâ€.
Vissuto da lontano: cosa pensi del caso-Hooker?
“Una cosa semplicemente vergognosa!â€. (testuale – ndr).
Infine, Marta Bachis.
“Sinceramente non riesco a comprendere una caduta così rovinosa: molto probabilmente siamo mancate a livello mentale retaggio della brutta sconfitta, in Coppa Italia, contro Bergamo: siamo entrate in campo timorose e poco lucide mancando, praticamente, in tutti i fondamentali.
Sono molto dispiaciuta – riprende la palleggiatrice novarese – perché venivamo da un buon momento; inoltre siamo un bel gruppo con cui si lavora tanto e beneâ€.
Di parere diverso dal suo allenatore sull’andamento del primo set…
“Venendo da una sconfitta così pesante (in quel di Bergamo – ndr), molto probabilmente vincere il primo parziale ci avrebbe dato serenità cancellando, in un sol colpo, l’ultima prestazione negativa. Invece, perdendolo e in quel modo, non ci siamo ‘liberate’ mentalmente, finendo con il compromettere tutta la partitaâ€.
Ma Marta non si abbatte…
“Anche certe sconfitte aiutano nel processo di crescita, a patto però di non piangersi addosso e trovare immediatamente la forza di voltare pagina: ne siamo consapevoli e dobbiamo farlo immediatamente a cominciare dalla prossima partitaâ€.
Fabrizio BontÃ
