CONEGLIANO. E’ in costante evoluzione la delicata situazione del Castellana Grotte. Nel dopo gara dell’incontro vinto domenica dal Conegliano per 3 a 1 a Belluno, il tecnico delle pugliesi, Donato Radogna, si è detto amareggiato sia nei confronti della propria società per i mancati pagamenti degli stipendi (meno di due da inizio stagione) sia per il mancato intervento diretto, a suo dire, da parte della Lega Pallavolo nel cercare una soluzione definitiva a situazioni simili. E ieri, il presidente della Lega Mauro Fabris è voluto intervenire sulla questione: «Voglio rassicurare tutti che la Lega sta seguendo con molta attenzione la situazione di Castellana Grotte, come seguiamo ogni questione che possa compromettere il corretto svolgimento della stagione: tutti devono anche ricordare però che, nel perimetro dei regolamenti, la Lega può intervenire direttamente sulla base di fatti formalmente evidenziati dagli interessati. Ad oggi, nessuna atleta o membro dello staff tecnico di Castellana ha esposto con un atto formale la situazione che, invece, è stata resa pubblica con comunicati ed interviste». Fabris prosegue nella propria analisi sulla situazione generale del movimento che presiede: «Monitoriamo il comportamento delle società e nell’ultimo Cda abbiamo tracciato le linee per innalzare ancora l’asticella per l’ammissione al campionato: da quando sono presidente, sono dieci le società che, lo dico con rammarico, non fanno più parte della serie A poiché senza i requisisti per rispettare le norme di ammissione, che tutelano i campionati da quelli che io definisco fenomeni di doping amministrativo». Il presidente dalla Lega prende in esame anche la proposta delineata da Dragan Nesic, coach Spes, nel dopo gara: «Condivido quanto proposto dal tecnico del Conegliano, anche se la disponibilità  ad abbassare gli stipendi per consentire alle società di crescere in modo sostenibile dovrebbe partire da atlete e tecnici. Inoltre, credo che il salto verso il professionismo, mio obiettivo personale, passi per forme di organizzazione interna alle atlete. Per questo ripropongo l’idea di costituire un sindacato delle atlete ed un fondo di tutela che possa intervenire, secondo logiche mutualistiche, in situazioni come quella di Castellana». (a.r.)

