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Pesaro ko, Novara più cinica conquista le semifinali. I commenti post partita

SCAVOLINI – ASYSTEL 2-3 (22-25; 25-16; 23-25; 25-22; 9-15)

SCAVOLINI PESARO: Olivotto 8, Flier 20, Saccomani 13, Guiggi 13, Ferretti 5, S.Usic 26, De Gennaro (L), Gasimova. N.e. Pascucci, Boccioletti, Manzano. All.: Tofoli.

ASYSTEL NOVARA: Bechis 3, Barcellini 22, Veljkovic 15, Horvath 20, Lombardo 7, Paolini 8, Sansonna (L), Nesovic 1, Zardo, Folie, Camera 1. All.: Caprara.

ARBITRI: Padoan e Gnani.

Scavolini: battute sbagliate 11; battute vincenti 8; ricezione 62% (prf. 49%); attacco 44%; errori 28; muri 8.

Asystel: battute sbagliate 8; battute vincenti 3; ricezione 59% (prf. 42%); attacco 45%; errori 27; muri 8.

PESARO – La Scavolini scende dal trono di regina d’Italia, che occupava da tre stagioni consecutive, e lo fa al cospetto di una giovane e spavalda Asystel che non perde mai la testa di fronte a 2.000 spettatori neanche alla fine del quarto set, perso inopinatamente, dopo essere stata in vantaggio 20-15.

Le novaresi hanno metabolizzato l’assenza della Barun; la Scavolini, a completare una stagione assai travagliata, perde Manzano durante il riscaldamento (improvvisa fitta al tendine d’Achille) ed è costretta a giocarsi la carta della giovane Olivotto. L’Asystel, come nel corso di gara 1, parte bene (3-0) ma Guiggi e compagne, forti della convincente prestazione offerta in gara 2, ribaltano subito la situazione (8-5). La partita è combattuta e Novara impatta sul 12 pari e si va avanti così fino a che l’equilibrio si rompe per due errori consecutivi (saranno 8 complessivi della Scavolini nel corso del set – ndr) della biancorosse (battuta errata della Ferretti e attacco out di Senna Usic – ndr) che portano Novara sul 20-18 in proprio favore. Un vantaggio che la squadra di Caprara saprà mantenere fino alla fine (chiuderà con un attacco della Lombardo – ndr).

Pesaro però non ci sta e parte forte nel secondo parziale sbagliando meno (3 errori complessivi – ndr) e attaccando con più precisione (64%), costringendo coach Caprara a usare quasi subito i due time out discrezionali (sul 5-10 e sul 6-13 – ndr). Ma è tutto vano: Guiggi e compagne sono in trance agonistica e, a parte un lieve rilassamento sul finire del set, pareggiano il conto in scioltezza.

Nel terzo parziale, dopo un avvio punto a punto, Pesaro prova a scappare (13-9) ma Novara non ci sta e impatta sul 17 pari. Nel frattempo, sul 15-14 per le biancorosse, l’Olivotto si infortuna alla caviglia destra (distorsione) e sarà costretta a giocare menomata per tutta la partita poiché la Scavolini non ha praticamente più cambi (con Manzano out e Marija Usic in Nazionale, in panchina rimane solo il libero Boccioletti, la palleggiatrice Gasimova e la Pascucci, non al meglio neanche lei – ndr). La squadra di Tofoli sembra ricadere nella svagatezza del primo set e l’apice viene toccato sul 24 pari quando non attacca per un malinteso fra la Ferretti e chi doveva essere a posto 6 per sfruttare la pipe. L’Asystel ne approfitta e, con Barcellini, si riporta in vantaggio.

Il quarto parziale vede in campo la Camera in vece della Bechis in regia per Novara: il match, molto equilibrato fino al 12-12, viene rotto da due discutibili decisioni arbitrali che portano Barcellini e compagne sul +4 (12-16). La partita sembra chiusa anche perché Novara mantiene il vantaggio con relativa sicurezza fino a quando due ace consecutivi dell’Olivotto ridanno fiato al pubblico e alla Scavolini che restituisce il parziale di 4-0 e impatta sul 20-20 (muro della Guiggi). Un turno in battuta della Flier scava il solco decisivo (24-21) e, al secondo tentativo, Pesaro agguanta un tie break insperato, grazie ad una fast di capitan Guiggi.

Tie break che ti aspetti con una Scavolini con il coltello tra i denti e invece e l’Asystel (con Bechis nuovamente in campo sul 4-3 in proprio favore) a menare subito le danze (10-7). Pesaro sembra ormai rassegnata e, con Paolini in battuta, sbaglia l’inenarrabile (saranno 6 gli errori solo in questo parziale – ndr) abdicando in maniera definitiva al cospetto di un’Asystel cinica che, come ha ammesso sportivamente Tofoli a fine partita, ha ampiamente meritato il passaggio del turno per giocarsi la semifinale contro Bergamo.

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Si è appena consumato il “dramma” sportivo della Scavolini: il pubblico ammutolito ma non deluso lascia gli spalti applaudendo, per l’ultima volta in questa stagione, le loro beniamine. La scena (e la festa) è tutta per la giovane squadra di Caprara che ha dimostrato, nel corso della serie, di meritare questa semifinale con Bergamo.

E’ lo stesso coach piemontese a cominciare il valzer delle interviste del dopopartita.

“Una bella soddisfazione, non c’è che dire: vincere per due volte consecutive in casa della squadra campione d’Italia non è impresa da poco. Abbiamo un gruppo molto giovane e si è visto nella gestione di alcuni momenti della partita, giocati con troppa tensione. Però, dopo il terzo set, abbiamo cominciato a ingranare la marcia giusta, esprimendo una buona pallavolo, portando a casa il risultato, e lanciando segnali confortanti in vista del prosieguo dei play off”.

L’assenza della Barun quanto potrà incidere, in futuro, sul vostro gioco?

“Inutile parlare di lei: abbiamo, purtroppo, preso atto che non potremo più contarci. Però vorrei ricordare a tutti che abbiamo delle buone giocatrici che sapranno sicuramente sostituirla degnamente. Sono invece molto dispiaciuto per Katarina perché durante l’anno ha dimostrato tutta la sua professionalità e meritava, come le altre, di giocarsi la stagione fino in fondo”.

Tornando alla partita, perché, ad un certo punto, hai sostituito la Bechis con la Camera?

“Letizia, in questo momento, riesce ad avere un buon feeling con le centrali e noi avevamo bisogno di ‘sfondare’ maggiormente da posto 3 per dare fiato alle bande”.

Cos’ha fatto la differenza in questa serie?

“Semplicemente, tolti gli ultimi due set di gara 2, abbiamo attaccato meglio. Poi non so se anche il fondamentale muro-difesa abbia inciso in modo così determinante però siamo state più efficaci in attacco”.

La Bechis è l’ultima ad uscire dal rettangolo di gioco: sempre disponibile a concedersi per foto e autografi…

“E’ stata un’autentica battaglia conclusasi pure al tie break: abbiamo ottenuto un risultato insperato ma fortemente voluto per tanti motivi. Dall’infortunio della Barun allo staff tecnico, al progetto messo in piedi dalla Società; tanti stimoli che ci hanno permesso, addirittura, di vincere per due volte in casa delle campionesse d’Italia”.

Non è stata una bella partita però avete meritato il passaggio del turno…

“In certe partite è difficile vedere il bel gioco perché la posta in palio è elevata e la tensione non è da meno. Inoltre, ci studiamo talmente tanto che solo il colpo della fuoriclasse può sparigliare le carte in tavola”.

Dopo il quarto set gettato alle ortiche in quel modo, c’era veramente il rischio di mollare e invece avete giocato un quinto set veramente caparbio.

“E’ frutto del tanto studio che abbiamo fatto della Scavolini: ancora poco prima della partita eravamo davanti al video a curare gli ultimi dettagli. E poi lo spirito del gruppo è fondamentale: ci aiutiamo tanto e questo è basilare, soprattutto nei momenti difficili che ti possono capitare durante l’arco di una partita”.

Tofoli ha lo sguardo triste ma è lucido e obiettivo per ammettere che…

“Novara ha meritato il passaggio del turno – esordisce laconico – perché, nel corso della serie, ha dimostrato di giocare meglio. Noi, d’altro canto, oltre a non esprimerci ai nostri livelli, abbiamo commesso troppi errori. Non voglio crearmi nessun alibi di sorta perché le nostre avversarie hanno dimostrato di meritarsi ampiamente la semifinale. Sono rammaricato – riprende sempre con un tono pacato – perché sarebbe stato bello andare avanti soprattutto per questo meraviglioso pubblico (2.000 persone – ndr) che non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio anche nei momenti più difficili della partita”.

Non abbiamo assistito a una grande gara con molti errori anche da parte di Novara.

“Sì, ma preferisco guardare in casa nostra e alle ferali ingenuità commesse in un quarto di finale così importante”.

Psicologicamente quanto ha inciso l’infortunio occorso alla Manzano durante il riscaldamento?

“Di solito, quando capitano queste cose, la squadra si compatta ancor di più: di certo non siamo state fortunate perché, al di là dell’inesperienza della Olivotto, la stessa Rossella si è infortunata nel corso del terzo set e adesso ha una caviglia gonfia. Però, ripeto, abbiamo perso solo ed esclusivamente per colpa nostra e per i tanti errori commessi nell’arco della partita”.

E’ una domanda che abbiamo fatto anche al tuo collega Caprara: cos’ha fatto la differenza in questa serie?

“Loro hanno difeso tanto e sono state più lucide nel riciclare quei palloni sporchi nei momenti topici del match”.

Dopo quel quarto set preso per i capelli, ti aspettavi un tie break così molle?

“Dovevamo partire con un altro piglio ma c’è poco altro da dire: onore al merito a Novara…”.

Fabrizio Bontà

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