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QUANDO IL CAMPIONE TORNA ESSERE UMANO: Un sostegno concreto per il fine carriera

Nelle ultime settimane abbiamo spesso sentito parlare di fine carriera, soprattutto per crisi (reali o presunte) e abbandoni sportivi legati al mondo del calcio.

Prendendo spunto da un articolo di Beppe Severgnini apparso sul Corriere della Sera del 20/10/2011, vogliamo sottolineare l’importanza di un passaggio così delicato nella vita di uno sportivo: l’abbandono dell’attività agonistica. Il calcio, ma in definitiva anche gli altri sport, non consentono abbandoni graduali come in altri mestieri. Si passa dal tutto (le grandi competizioni, le grandi società) al niente (o a un poco che è paragonabile al niente).

E troppo pochi sono gli atleti preparati a questo cambiamento che se non viene gestito in maniera corretta può diventare un vuoto pericoloso. Beppe Severgnini si chiede “E se le Società dessero un aiuto psicologico ai calciatori?”.

LGS SportLab allarga la domanda a tutti gli sport e opera con i suoi servizi proprio per riempire il niente a cui l’atleta va incontro a fine carriera, offrendo servizi utili nell’immediato, ma che al tempo stesso aiutino l’atleta a costruirsi un futuro. Elementi di studio, corsi di aggiornamento, piani di sviluppo personali: fanno parte di un percorso che anche le Società potrebbero offrire ai propri atleti.

Impostare correttamente il futuro post agonistico di un atleta costituisce un ritorno concreto anche per la società, che può costruire così un nuovo “vivaio” per il proprio staff.
Leggi l’articolo su www.lgssportlab.com/MediaReport

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