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URBINO: VITTORIA NEL DERBY. I COMMENTI POST PARTITA

Scavolini – Chateau D’Ax 0-3 (19-25; 20-25; 20-25)

SCAVOLINI PESARO: Klineman 8, Okuniewska 5, Ortolani 6, Brinker 9, Manzano 7, Ferretti 1; De Gennaro M.(L). N.e.: Agostinetto, Saccomani, Ampudia, De Gennaro L. All.: Tofoli.

CHATEAU D’AX URBINO: Skorupa 3, Tirozzi 11, Garzaro 7, Djerisilo 24, Blagojevic 7, Crisanti 6; Sirressi (L). N.e.: Mc Namee, Van Hecke, Devetag, Gentili, Faucette. All.: Salvagni.

ARBITRI: Frapiccini e Sampaolo.

Scavolini: battute sbagliate 3; battute vincenti 1; ricezione 50% (prf. 40%); attacco 35%; errori 20; muri 4.

Chateau D’Ax: battute sbagliate 13; battute vincenti 3; ricezione 67% (prf. 37%); attacco 53%; errori 20; muri 3.

PESARO – Brutto derby al cospetto di un Pala D al limite della capienza (1.800 spettatori, quasi la metà giunta dalla città dei Torricini). Ha vinto Urbino in maniera netta sfatando, tra l’altro, un tabù che la vedeva sempre sconfitta in casa della “cugina”, più nobile, di Pesaro. Ha vinto la squadra di coach Salvagni perché ha sbagliato meno e si è dimostrata più squadra nei momenti topici della partita. Pesaro, dal canto suo, non c’è: non funziona praticamente nulla a cominciare dalla battuta, prima arma di offesa, che esalta puntualmente la ricezione avversaria. E mentre la Chateau D’Ax si gode il bel momento, impreziosito dal un terzo posto solitario in classifica, la Scavolini si lecca le ferite anche se, per la prima volta, giocava al completo. Come dicevamo, non è stata una bella partita: la tensione, soprattutto da parte ducale, deve aver frenato Garzaro e compagne che non hanno sviluppato un gioco fluido ma comunque largamente sufficiente per battere una Scavolini alla ricerca della propria identità (tra l’altro, ora, mestamente ultima in classifica in solitaria – ndr).

Il primo set, a parte la fase inziale, vede Urbino sempre avanti e, quando si arriva al secondo time out tecnico con le feltresche avanti di 4 punti (16-12), sembra di rivedere un film già trasmesso da queste parti e si pensa di guardare già al secondo parziale. Invece no: se non può la tecnica, Ferretti e compagne ci provano con la grinta e, trascinate da una Ortolani convalescente, impattano sul 18 pari. Set riaperto? Macchè: con un parziale di 7-1, impreziosito da 2 ace della Garzaro, la Chateau fugge e si porta sull’1-0.

Secondo parziale che vede subito Urbino scappare sull’8-3 con un gioco non trascendentale ma che, al cospetto di una Scavolini molle, può bastare. Pesaro, più di rabbia che di tecnica, prova a rimanere aggrappata al match (13-16) ma si tratta di fuoco fatuo e, tra errori biancorossi e pallonetti intelligenti e ben piazzati dalla Salvagni – band, si va sul 2-0 in un’ora scarsa di gioco.

Terzo parziale più o meno simile ai precedenti: Urbino si limita al compitino, ordinata e senza fronzoli; Pesaro, dal canto suo, nel momento topico del set, sbaglia tre battute consecutive consegnando, di fatto, la partita alle “cugine” feltresche inebriate di gioia e inondate dalla passione dei propri tifosi che cantano: “Vinceremo il tricolor…”.

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PESARO – Questo derby sarà ricordato solo per un dato statistico e due momenti emozionanti, almeno per il cronista: la prima vittoria (storica – ndr) urbinate nella terra di Rossini, l’inno di Mameli e il coro dedicato, tra il secondo e il terzo set, all’indimenticato Marco Simoncelli “rappresentato”, al Pala D, dal papà Paolo e dalla sorellina Martina, pallavolista in erba in quel di Riccione.

Per il resto… Beh, da queste parti, nemmeno tanto tempo fa, abbiamo visto giocare un’altra pallavolo.

Ma in questi tempi di carestia e di crisi imperante, non solo per il volley pesarese, l’importante è muovere la classifica e coach Salvagni è felice come un bambino a Natale…

“Abbiamo lavorato tanto, soprattutto sull’aggressività al servizio: avevo chiesto alle ragazze di rischiare in questo fondamentale e, i troppi errori, non sono che la naturale conseguenza… Ma la battuta, nonostante si sia vista un po’ di ruggine dovuta alla lunga pausa, è stata la base su cui abbiamo costruito la nostra partita e il nostro successo”.

E intanto è caduto anche l’ultimo tabù che vi voleva sempre sconfitti a Pesaro…

“E’ vero, neanche in amichevole eravamo mai riusciti ad espugnare questo parquet e, per questo, ringrazio le ragazze che si sono presentate determinate ad un appuntamento importante qual è il derby. E, in fondo – riprende scherzando – per la legge dei grandi numeri, prima o poi doveva pur succedere… Inoltre, devo ringraziare il nostro meraviglioso pubblico che ci ha supportato per tutta la preparazione a questo match: un pubblico che merita grandi traguardi.

Un pubblico che inneggia al tricolore…

“Stiamo calmi – risponde Salvagni – al momento il mio obiettivo è concentrarmi sulla prossima partita con Chieri: non conosciamo ancora il nostro valore anche se anche noi, come i tifosi, abbiamo grandi aspettative ma adesso è prematuro parlare di queste cose. Di certo, se vogliamo continuare ad alimentare questo sogno, dovremo stare attente a non perdere punti con le squadre più deboli perché quegli stessi punti non li recupereremo più”.

Sulla scia del suo allenatore, il neo-capitano urbinate Ilaria Garzaro.

“Sono strafelice, soprattutto per i nostri tifosi accorsi in massa per sostenerci! Penso che gli abbiamo regalato una bella soddisfazione”.

Non è stato un bel derby però…

“E’ vero  – ammette Ilaria – abbiamo commesso molti errori ma alla fine è il risultato quello che conta…”.

Dopo questa partita cosa cambia per voi?

“Fondamentalmente poco perché siamo cambiate per 11/12 e ci dobbiamo ancora conoscere dal punto di vista tecnico. Quello che ci anima però è la grande voglia che mettiamo in ogni allenamento: tutto lo staff ci stimola continuamente per migliorare la nostra qualità di gioco. Ammetto che aspettavamo con ansia questa partita e adesso sono ancora più convita delle nostre potenzialità”.

Urbino può ambire a qualcosa di più si un semplice campionato di alta classifica?

“Il nostro campionato è bello perché non da certezze: ogni partita te la devi giocare alla spasimo con chiunque per ottenere il successo. Noi intanto lavoriamo sodo poi, alla fine, vedremo a che punto saremo e tireremo le somme”.

Ti aspetti una Scavolini dimessa e invece capitan Ferretti non ci sta e suona la carica, coadiuvata dal libero De Gennaro, reduce dal successo in World Cup con la Nazionale.

Partiamo dal capitano biancorosso.

“Sulla partita c’è poco da dire: non ha funzionato nulla e la sconfitta è la naturale conseguenza. Però ci tengo a precisare che non c’è nessun blocco psicologico di sorta: al momento siamo queste ma passerà, ne sono certa! Finalmente adesso siamo al completo e potremo cominciare a lavorare in un certo modo”.

A cominciare dalla battuta, sembra non funzionare nulla: e non solo da oggi…

“Purtroppo è così e non sappiamo darci una spiegazione. Di certo dovremo migliorare anche qui perché, a questi livelli, ogni squadra che riceve facilmente può mettere in difficoltà chiunque. In questa partita, abbiamo provato a forzare un po’ i ritmi anche in questo fondamentale per cercare di recuperare ma alla fine, gli errori, ci hanno tagliato le gambe…”.

Hai sufficiente esperienza per confortare le tue compagne ed aiutarle a superare questo momento.

“Sinceramente, questa situazione è nuova anche per me. Ma ne dovremo uscire tutte insieme perché, in questo momento, puntare il dito su questa o quella non serve a nulla. Siamo un gruppo solido e lo dimostreremo.

Inoltre – riprende dopo un attimo di pausa – il calendario non ci ha aiutato perché, pur essendo incomplete e nuove, abbiamo incontrato squadre di livello che hanno evidenziato i nostri difetti”.

Parlavi di gruppo: a che punto è la coesione tra voi?

“Come detto, il gruppo c’è ed è compatto: ci frequentiamo e non ci sono problemi di sorta: abbiamo toccato il fondo, ora non ci resta che risalire!”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Monica De Gennaro.

“Stiamo vivendo una brutta realtà ma sono convinta che è momentanea. Adesso che siamo al completo cominceremo a dire la nostra, ne sono sicura!

Sono arrabbiata per la sconfitta ma, al contempo, fiduciosa che presto parleremo di questa situazione come un brutto ricordo e basta”.

Peccato, perché Urbino non è parsa trascendentale…

“Il problema, in questo momento, siamo noi ma ripeto, adesso che siamo al completo, comincerà la nostra stagione: aspetterei la fine del campionato per fare bilanci…”

Appare più dimesso coach Tofoli.

“Siamo ancora lontani dalla forma migliore: spero che questa sequenza di partite in serie possa accelerare i tempi dell’amalgama. In questa partita non ha funzionato nulla e la cosa che mi ha fatto più arrabbiare è stato soccombere sui pallonetti dopo che ci eravamo preparati per non subire questo tipo di attacco”.

Stai pensando a qualche soluzione per essere più incisivo a cominciare dalla battuta?

“Dobbiamo lavorare molto anche su questo fondamentale: chiederò a Brinker e Klineman di provare la battuta al salto. Hanno le qualità per farlo e dovremo provare anche questo tipo di soluzione perché, contro di noi, tutti si esaltano in ricezione”.

E’ stata comunque una brutta partita.

“Sì, da un derby ti aspetti sempre qualcosa in più. Detto di noi, anche Urbino non mi è sembrata all’altezza della situazione ma è stata più brava e incisiva nei momenti salienti della partita”.

Oltre al grande lavoro tecnico che ti aspetta, cosa manca alla squadra per ritrovare il bandolo della matassa?

“Siamo una squadra nuova composta da tante giovani, di cui alcune straniere all’esordio nel nostro campionato. Oltre che sul fisico sto lavorando anche sulla testa delle ragazze per tranquillizzarle: non voglio che abbiano paura di sbagliare. Se se la sentono di fare un gesto tecnico particolare devono provarlo e, se va male, devono riprovarlo con ancora più forza e cattiveria”.

Tanto, peggio di così non si può fare…

Fabrizio Bontà

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