Scavolini Pesaro – Cariparma Sigrade Parma 3-2 (22-25; 30-28; 16-25; 25-16; 16-14).
SCAVOLINI PESARO: Brinker 23, Manzano 8, Okuniewska 21, Klineman 25, De Gennaro L. 11, Ferretti 2; De Gennaro M. (L), Agostinetto, Saccomani 1, Cardani. N.e.: Ampudia. All.: Pedullà.
CARIPARMA SIGRADE PARMA: Dalia 2, Bacchi 17, Campanari 10, Conti 12, Grothues 30, Kovalenko 9; Poma (L), Roani, Moreno Pino 2, Galeotti. N.e.: Gibertini (L), Brusegan. All.: Radogna.
ARBITRI: Braico e Astengo.
Scavolini: battute sbagliate 11; battute vincenti 5; ricezione 53% (prf. 25%); attacco 42%; errori 23; muri 9.
Cariparma: battute sbagliate 5; battute vincenti 3; ricezione 47% (prf. 26%); attacco 39%; errori 21; muri 11.
PESARO – Partita tirata ma non bella quella che si è disputata nella città di Rossini nell’anticipo della quarta giornata di ritorno. Entrambe le squadre si presentavano con defezioni importanti: Pesaro lamentava l’assenza di Ortolani (out per quindici giorni e dito, della mano destra, steccato per una lussazione lacero-contusa – ndr) e le precarie condizioni di Ferretti (che non si è allenata per tre giorni per problemi alla schiena ma comunque in campo e premiata come miglior atleta dell’anno, omaggiata anche da I Balusch che le hanno dedicato uno striscione – ndr); Parma invece teneva fuori, per scelta tecnica, Moreno Pino ormai con la testa e con il cuore a Baku.
E così Pedullà inseriva a posto 3 Lulama De Gennaro, dirottando, come opposto, la polacca Okuniewska forse per dare maggiore peso specifico al muro (scelta che, almeno da questo punto di vista, non si rivelerà vincente – ndr); sull’altra sponda, Radogna rispondeva con la Conti a posto 2.
Al di là della comprensibile scelta della colombiana di monetizzare al massimo gli ultimi anni della propria carriera, e senza nulla togliere alla sostituta, crediamo che Parma farà una grossa fatica, da qui alla fine della stagione, a migliorare la propria posizione in classifica perché senza Moreno Pino (anche se con una Grothues in grande spolvero: 30 punti il suo bottino finale– ndr) è un’altra storia.
La Scavolini, dal canto suo, dovrà trovare una soluzione migliore per sostituire Ortolani. Okuniewska, nonostante 21 punti e 5 muri, non è parsa all’altezza della situazione e, a questo punto, davanti alla squadra pesarese si stagliano due scenari: trovare una sostituta sul mercato (rinunciando però a una banda che sappia anche ricevere – ndr) o trovare una soluzione interna tra Saccomani e Ampudia. A Pedullà, l’ardua sentenza…
Tornando alla partita, le padrone di casa sembrano patire di più l’assenza di una delle loro bocche da fuoco principali: la Cariparma appare più squadra e, nonostante la Scavolini provi a rimanere attaccata al primo set (seppur sempre in svantaggio ma capace di ricucire per due volte sul 12-13 e 18-19 gli strappi di Dalia e compagne – ndr), Parma lo fa suo senza troppo faticare.
Pare un match segnato perché anche nel secondo parziale (determinante per la vittoria finale delle biancorosse – ndr) la squadra di Radogna parte subito forte, costringendo Pedullà a chiamare subito time out sul 2-5. Le parmensi continuano a macinare gioco, riducendo gli errori al minimo (16-12 al secondo time out tecnico – ndr), ma Pesaro dimostra di avere almeno orgoglio piazzando un break di 3-0 (15-16) che pare riaprire il set, nonostante Okuniewska, murata tre volte di fila a inizio parziale, venga ignorata da Ferretti. La Cariparma controreplica e, sul 20-15, in proprio favore pare sigillare anche questo parziale. Ma è in questo frangente che la Scavolini dimostra il proprio carattere: prima con Klineman e poi con Musti De Gennaro in battuta, le pesaresi prima accorciano (19-21), per poi impattare sul 21 pari con un parziale complessivo di 6-1. Si va avanti punto a punto fino a che, al terzo set point, Ferretti (intelligente a “richiamare” in gioco l’Okuniewska quando le ospiti non se l’aspettavano – ndr) e compagne agguantano il pareggio.
Nel terzo parziale è Pesaro a dettare la propria legge con Okuniewska, finalmente più incisiva, e Brinker sugli scudi. Ma è un fuoco fatuo: con un parziale complessivo di 16-3 la Cariparma mette il muso avanti e stoppa la Scavolini a 16 punti. Nel frattempo, Pedullà continua a inserire, con costanza, Agostinetto (buona la sua partita – ndr) e Saccomani in vece di Okuniewska e Ferretti anche se in questo set l’avvicendamento non risulterà vincente.
Il quarto parziale è equilibrato fino al primo time out tecnico (7-8 per le ospiti – ndr). Dopodiché, con la Brinker in battuta, è un crescendo rossiniano delle padrone di casa che mantengono il cospicuo vantaggio accumulato fino al termine.
Tie brak al cardiopalmo per i tifosi pesaresi, e non poteva essere diversamente, poiché Parma parte subito forte con la Grothues in cattedra (3-0); Pesaro non ci sta (3-4) ma due muri consecutivi della Conti portano le ospiti sul + 4 (10-6) dopo che, al cambio di campo, Parma aveva virato in vantaggio di tre lunghezze (8-5). Ma, come nel secondo parziale, qualcosa si inceppa nei meccanismi della Cariparma: con Okuniewska e Lulama De Gennaro, la Scavolini “restituisce” la cortesia dei due muri consecutivi impattando sull’11 pari (parziale di 5-1 – ndr). Ancora la Conti (attacco mani out e ace – ndr) e un’invasione di Lulama (14-12) sembrano spingere la vittoria in terra ducale ma, un turno di battuta mortifero di Klineman (due aces consecutivi) e un tocco intelligente di Brinker per un parziale complessivo di 4-0 ribaltano la situazione, regalando due punti di platino alla compagine di Pedullà che dimostra, in una serata non certo brillante, di aver assimilato, almeno, il carattere vincente del proprio condottiero.
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Volti tirati ma sereni in entrambi gli schieramenti al termine del match. Pedullà è parzialmente soddisfatto per aver agguantato, più con il carattere che con la tecnica, due punti preziosi che tengono a debita distanza proprio Parma. Radogna, dal canto suo, non ha gradito alcune decisioni arbitrali, soprattutto nel set decisivo.
La parola ai protagonisti, quindi, partendo dal coach di casa.
“Ho provato Okuniewska come opposto perché non avevo tanto tempo per fare esperimenti – esordisce Prof. Pedullà – Ora avremo a disposizione un periodo temporale sufficiente per verificare anche Saccomani e Ampudia in questo ruolo. Ma, al di là di questo aspetto tecnico, vorrei fare i complimenti a Agostinetto e alla stessa Saccomani che, chiamate ripetutamente in causa in questa partita, hanno risposto in maniera efficace”.
L’aver giocato con tre centrali avrebbe dovuto avere un peso specifico maggiore a muro ma così non è stato…
“Sì, non abbiamo sfruttato questo fondamentale a dovere. Adesso analizzeremo il perché ma, alla fine, quando la palla ‘scottava’, sia a muro che in battuta, siamo state determinanti”.
A noi mancava Ortolani, ma quando hai saputo che, sull’altra sponda, Kenny Moreno non sarebbe stata della partita, hai tirato un sospiro di sollievo?
“No – asserisce convinto – perché eravamo troppo concentrate sul nostro gioco visto l’’esperimento’ di Okuniewska. E’ chiaro che l’assenza della colombiana ha dirottato le nostre attenzioni verso le altre attaccanti parmigiane ma, anche con lei in campo, non abbiamo sfigurato, anzi…”.
Perché il nostro gioco non trova una certa fluidità?
“Perché abbiamo attaccanti di posto 4 che quando vanno in difficoltà in ricezione poi non riescono a essere efficaci anche in prima linea: in settimana cercheremo di lavorare su questo aspetto per arrivare al prossimo match con qualche certezza in più anche perché non abbiamo troppe alternative”.
Visto che ti intendi di giovani: quanto può incidere sul carattere delle ragazze una vittoria agguantata al termine di un match non proprio bello da parte nostra, con tanto di successo al tie break, che non è proprio il punto di forza della Scavolini…
“Beh, abbiamo reagito bene alle difficoltà: anche nel secondo parziale sembravamo spacciate e invece lo abbiamo fatto nostro e questo ci darà maggiore convinzione nei nostri mezzi. Di certo, dovremo migliorare dal punto di vista della concentrazione, imparando a difendere con maggiore incisività”.
Klineman ancora sugli scudi, soprattutto nella parte finale della partita…
“L’americana ha dimostrato di meritare il nostro campionato. L’importante è che continui a crescere sotto tutti i punti di vista, sia per la sua carriera che per l’economia del nostro gioco”.
Il microfono passa al coach parmense, Donato Radogna.
“Ci siamo ‘impegnate’ abbastanza per far vincere Pesaro – esordisce sarcastico – sprecando, già nel secondo parziale, due set point che avrebbero, credo, chiuso la contesa. Poi è chiaro che la Scavolini ha fatto la sua parte ma noi, nei finali di set, abbiamo commesso troppi errori decisivi con attacchi che andavano gestiti in maniera diversa. Infine, non so spiegarmi il black out nel tie break: perdere una partita dopo che sei in vantaggio, nel set decisivo, per 14-12 è inspiegabile. Ci siamo completamente addormentate negli ultimi tre punti della Scavolini, beccando addirittura due aces consecutivi sul miglior ricettore olandese (Grothues – ndr) e sul libero (Poma – ndr). Analizzeremo la questione in settimana per capire cosa sia successo”
Cosa ti è piaciuto e cosa non hai apprezzato di questa partita.
“Siamo state sempre in partita, nonostante qualche black out di troppo: questo ci consente di tornare a Parma con almeno un punto. Il rovescio della medaglia è che abbiamo peccato troppo in ricezione sia nel quarto set di fronte alle battute della Brinker che, come detto, nel tie break al cospetto della Klineman. Vorrei però aggiungere – riprende dopo un attimo di pausa – che dispiace perdere una partita in questo modo perché, al di là dei nostri demeriti, abbiamo dominato il quinto set e, almeno tre decisioni arbitrali, ci hanno fortemente penalizzato. A maggior ragione visto poi il punteggio finale del parziale…”.
Quanto peserà la partenza di Moreno Pino?
“Premesso che sono convinto che Carolina Conti sarà una degna sostituta, c’è sempre un po’ di dispiacere quando un’atleta decide di lasciare la squadra che alleni. Ma, al posto della colombiana, mi sarei comportato anch’io così perché non è facile, al giorno d’oggi, trovare una squadra che ti da parecchi soldi soprattutto per una giocatrice non più giovanissima”.
Con Okuniewska analizziamo la partita, partendo proprio dal suo ruolo inedito in questo match…
“Ho già avuto modo di giocare in questo ruolo, quindi non era una novità per me. Di certo, posso fare meglio perché, soprattutto a inizio partita, ho fatto un po’ di fatica. Poi, con il passare dei set, ho trovato feeling con Francesca (Ferretti – ndr) e direi di non aver sfigurato”.
Tutto sommato, 21 punti e 5 muri non sono poi da buttare…
“Sono contenta di aver contribuito alla vittoria ma auguro a Serena (Ortolani – ndr) di tornare presto: è troppo importante per noi!”.
All’esperta Lulama De Gennaro, anche in questo match molto positiva, chiediamo quanto possa incidere una vittoria acciuffata all’ultimo respiro.
“Abbiamo vinto al cospetto di una squadra rognosa, che non molla mai, e imbottita di ragazze di esperienza. E vi garantisco che ci vuole molta pazienza e fatica per superare queste compagini. Direi che siamo state brave. Quanto potrà incidere per il futuro? Vedremo, di certo abbiamo bisogno di vincere da tre punti per acquisire esperienza e convinzione nei nostri mezzi. Sicuramente è stata una vittoria che aiuterà la Klineman nel suo processo di crescita perché piazzare due aces con la freddezza che ha avuto in un momento tanto delicato le servirà in futuro”.
Nonostante la tua umiltà, per quanto ci riguarda, vista da fuori, appari la centrale più in forma delle tre a disposizione di Pedullà.
“Ringrazio per il complimento ma so qual è il mio ruolo all’interno di questo gruppo. L’importante è farsi trovare pronta quando serve”.
Fabrizio Bontà – Foto Riccardo Giuliani
