Yamamay Busto Arsizio -Rebecchi Nordmeccanica Piacenza 3-1 (25-23, 19-25, 25-23, 25-16)
Yamamay Busto Arsizio: Lloyd 5, Havlickova (O) 22, Dall’Ora ne, Leonardi (L), Marcon 10, Bauer 12, Meijners 19, Lotti 1, Caracuta , Havelkova ne, Pisani 6, Bisconti. All: Carlo Parisi
Rebecchi Nordmeccanica Piacenza: Pachale 12, Mazzocchi (L) ne, Davis (L), Leggeri 6, Richards , Turlea (O)19 , Dall’Igna 1, Nicolini 8, Callegaro ne, Lehtonen 11, Cella, Malvestito ne. All: Riccardo Marchesi.
Note
Durata set: 29’,29’,27’,24’. Totale: 1h49’
Yamamay: muri 11, ace 3, ricezione 79% (perf.51 %), attacco 39%
Piacenza: muri 12, ace 2, ricezione 70% (perf. 52%), attacco 33%
Spettatori: 3150
Arbitri: Braico Marco, Padoan Fabrizio
Prima dell’inizio della gara, osservato un minuto di silenzio in memoria del militare italiano caduto in Afghanistan.
Busto si aggiudica gara1 di semifinale tra le mura amiche del “PalaYamamay” contro una buona Piacenza, soffrendo forse più del previsto la compattezza delle emiliane, oltre che i troppi errori commessi e le due assenze molto importanti di capitan Havelkova e Chiara Dall’Ora. Piacenza, dal canto suo,ha di che recriminare con se stessa per aver mancato una grande occasione; le emiliane restano in partita alla grande almeno fino al quarto set, quando la Yamamay imprime un ritmo forsennato in tutte le zone del campo, ritmo che la Rebecchi non è più in grado di sostenere; gran bella partita, comunque, che anche le statistiche decretano giocata sostanzialmente alla pari. Nota stonata, gara-2 prevista lunedì 02 aprile non si giocherà al “PalaFranzanti” di Piacenza, ma al “PalaRaschi” di Parma a causa dell’indisponibilità della “casa” delle emiliane. Un vero peccato che le ragazze di Marchesi non possano giocarsi tra le mura amiche la gara forse più importante della loro storia. Le Farfalle biancorosse si portano quindi sull’1-0, in questa serie al meglio delle 3, e si regalano un ottimo viatico per la settimana europea, che le vedrà impegnate nella doppia finale di CEV Cup contro il Galatasaray di Leo Lo Bianco (andata martedì ad Istanbul, ritorno sabato prossimo a Busto Arsizio).
La gara
Piacenza in campo con il consueto starting six, mentre la Yamamay presenta due novità: Meijners in banda al posto di capitan Havelkova ancora convalescente e Pisani al centro per Dall’Ora, che ha avuto un risentimento alla schiena poco prima della gara; Piacenza non sembra soffrire l’impatto con la “fortezza” PalaYamamay(stasera con qualche “buco” sugli spalti ma comunque piena d’entusiasmo) e approccia il match in maniera impeccabile, sia tatticamente sia dal punto di vista psicologico: giocate molto fluide, attacchi precisi con Dall’Igna concentratissima, buona anche la ricezione. Forse la Yama non ha fatto la miglior partenza di sempre, ma vedere le Farfalle Cannibali sotto 6-8 al primo to tecnico (e 14-16 al secondo) fa comunque impressione; troppi errori specialmente in battuta e in attacco, con Lloyd e Bauer che hanno qualche malinteso di troppo, ma anche la fase difensiva, almeno in avvio, non convince. Nonostante questo, la Yamamay si aggiudica il primo set 25-23; percentuali sostanzialmente equilibrate, la differenza la fanno i dettagli e in questo Busto è ancora “diabolica”. Nel secondo set, Piacenza parte ancora forte in attacco(da segnalare il punto del 1-5 dopo miracoloso recupero in tuffo di Leggeri) ma anche in fase difensiva la squadra di coach Marchesi sembra aver trovato il giusto assetto; la Yama non molla un colpo, ma chiude ancora sotto sia il primo (7-8) che il secondo to tecnico (14-16). Parisi toglie Lloyd sul 17-22, che finora non sembra essere entrata in partita, ma anche con Caracuta in regia la musica non cambia di molto e Piacenza si porta sull’1-1 (19-25) con pieno merito, mostrando una crescita costante in tutti i fondamentali. La Yamamay attacca con un eloquente 26% (Havlickova addirittura col 12%!), concedendo 7 errori-punto contro i 2 di Piacenza. Nel terzo gioco prosegue l’equilibrio (7-8 e 16-14 i parziali) che si è venuto a creare nei primi due set; tuttavia, alcuni fattori concorrono ad indirizzare il gioco per le biancorosse: la ritrovata vena offensiva di Havlickova (40% in attacco), l’assestamento in fase difensiva (specialmente il “murone”) e la crescita in rice. Piacenza resta sempre a galla, ma quanto detto nel primo set può essere ripetuto a questo punto della gara: se si gioca sui dettagli, vince la Yama, nonostante soffra più del previsto le assenze sul taraflex (25-22). Almeno fino al quarto set, quando un calo psico-fisico di Piacenza, sommato alla maggiore compattezza della Yama in tutte le zone del campo, consente al sestetto di Carlo Parisi di prendere il largo; le Farfalle nel quarto gioco hanno anche alzato il ritmo, e di molto, mettendo in difficoltà la difesa di Piacenza, che fino a questo punto si era comportata molto bene. Finisce 3-1 quindi (25-16), e lunedì prossimo la Yama può già assicurarsi il pass per la finale.
DOPO GARA
Nicolini (centrale Piacenza): Abbiamo sprecato un’occasione ghiotta, perchè non capita spesso che loro si trovino a giocare senza Havelkova e Dall’Ora; la Yamamay stava giocando maluccio, noi eravamo avanti al primo set ma non siamo state capaci di approfittare delle loro difficoltà e poi nel quarto set non ci credevamo più. Adesso avremo la gara in casa, ma visti gli ultimi sviluppi probabilmente ci troveremo a giocare ancora in trasferta. Volendo vedere un lato positivo, abbiamo perso contro una grande squadra giocando alla pari e sbagliando nei dettagli.
Dall’Igna (palleggiatrice Piacenza): Premetto che siamo molto contente di essere qui, a giocarci la semifinale contro la Yamamay. Parlando della gara, oggi potevamo anche portare a casa la vittoria; stasera loro sono mancate nei fondamentali in cui di solito vanno molto bene, per esempio muro-difesa e attacco, mentre noi abbiamo sbagliato nel non crederci forse fino in fondo, perchè quando ti trovi di fronte una grande squadra priva di alcune giocatrici importanti devi fare di tutto per vincere. Abbiamo fatto delle buone cose, però potevamo fare di più. Adesso abbiamo una settimana per lavorare e provare a ribaltare il risultato; non è una cosa impossibile per noi, perchè ci siamo già riuscite contro Modena. Sarebbe un peccato, però, non poter giocare a Piacenza, senza il sostegno della nostra città, dei nostri tifosi che ci seguono con passione e in un palazzetto che non è casa nostra.
Marcon (schiacciatrice Yamamay): E’stata dura, soprattutto all’inizio, però non dobbiamo dimenticare che Piacenza è una squadra molto forte, che gioca una buona pallavolo. Abbiamo fatto fatica ad ingranare, poi abbiamo ripreso il ritmo e giocato con più tranquillità. In questo momento abbiamo qualche difficoltà dal punto di vista fisico, le assenze di Havelkova e di Dall’Ora sono importanti, ma faccio un applauso alle compagne che le hanno sostituite perchè si sono dimostrate all’altezza; ho fatto loro i complimenti, perchè non è facile entrare in campo in una semifinale playoff, con questa pressione e giocare a questi livelli. Per quanto riguarda l’impegno in Cev Cup, andremo ad Istanbul per provare a vincere, con la giusta concentrazione, pur sapendo che il Galatasaray è un’ottima squadra, con giocatrici importanti come Lo Bianco e Calderon.
Lloyd (palleggiatrice Yamamay): Onestamente non mi sento di aver giocato una grande partita, abbiamo avuto qualche problema in regia; Piacenza comunque è una grande squadra, molto fisica e con molta esperienza, che ci ha messo in difficoltà. Poi noi siamo state brave ad alzare il ritmo, con giocate molto più veloci anche sotto rete che ci hanno permesso di fare i punti necessari per vincere. Le gare di playoff sono sempre molto difficili, a causa della grande pressione che devi gestire al meglio. Parlando della doppia finale contro il Galatasaray, abbiamo già cominciato a preparare la gara, guardando alcuni loro video; sappiamo che loro sono una grande squadra, ma se noi sapremo giocare come abbiamo fatto finora abbiamo buone possibilità di centrare l’obiettivo in Cev Cup, nonostante il pallone diverso ci crei non pochi problemi.
Matteo Mangiarotti.
