Clamoroso al PalaBanca: Piacenza batte la Yama. Mercoledì gara 3.

Rebecchi Nordmeccanica Piacenza-Yamamay Busto Arsizio 3-2 (22-25, 25-19, 14-25, 25-20, 18-16)

Rebecchi Nordmeccanica Piacenza: Pachale 13, Mazzocchi (L), Davis (L), Leggeri 9, Richards 2, Turlea (O) 34, Dall’Igna 1, Nicolini 7, Callegaro ne, Lehtonen 19, Cella, Malvestito. All: Riccardo Marchesi.

Yamamay Busto Arsizio: Lloyd 7, Havlickova (O) 14, Dall’Ora 7, Leonardi (L), Marcon 11, Bauer 23, Meijners 25, Lotti, Caracuta 1, Havelkova ne, Pisani , Bisconti. All: Carlo Parisi

Note

Durata set: 29’,26’,23’,29’, 23‘. Totale: 2h’10

Piacenza: muri 8, ace 2, ricezione 62% (perf. 47%), attacco 40%

Yamamay: muri 20, ace 3, ricezione 66% (perf. 56%), attacco 37%

Spettatori: 3881

Arbitri: Ilaria Vagni, Gianni Bartolini

Prima della gara, un minuto di silenzio in memoria di Vigor Bovolenta.

Il “PalaBanca” di Piacenza è teatro della prima, grande sorpresa di questi playoff. L’ invincibile armata biancorossa di coach Parisi cade per mano di una grandissima Piacenza, che ha il merito di averci sempre creduto, anche nei momenti di chiara difficoltà che non sono mancati anche in questo match.  Ma le ragazze di Marchesi hanno giocato una gara di rara intensità, colpendo la Yamamay, apparsa stanca dopo il trionfo europeo di soli due giorni fa, con una grande gara in fase difensiva; le bustocche hanno anche patito la prova sottotono di Havlickova (29% attacco, 14 punti su 50 tentativi sono davvero pochini) ma in generale Piacenza è apparsa stasera molto cinica, approfittando alla grande di (quasi) ogni errore concesso dalla Yamamay. Adesso, tutti a gara3, in programma mercoledì nella “fortezza” PalaYamamay; dopo una serata così, però, tutto è davvero possibile.

La gara

1°set

Starting-six base confermati per entrambe le squadre, con la solita eccezione di Meijners al posto di capitan Havelkova per la Yamamay. Busto parte subito avanti (0-1, muro Bauer) ma è Piacenza a prendere il primo, significativo vantaggio (5-3, Nicolini) in un avvio di gara molto tattico e dai ritmi tutt’altro che forsennati.  La Yama è avanti comunque al primo to tecnico (pallonetto Marcon, 6-8) e anche al secondo (mani fuori Bauer, 13-16) senza aver avuto bisogno di alzare particolarmente il ritmo. Marchesi chiama il primo timeout discrezionale sul 16-20 (muro Meijners su attacco Turlea in posto2) e anche questo, a suo modo, è indicativo; due punti dopo, è Parisi a chiamare pausa (18-20, con Leonardi che prova recupero impossibile su mani fuori di Turlea). Busto guadagna 3 set-point grazie ad un regalo di Nicolini, che spedisce out una brutta alzata di Dall’Igna, e chiude il gioco sul 22-25 (mani fuori Havlickova).

2°set

Nel secondo parziale la Yama schiaccia il piede sull’acceleratore e va via subito (1-3, Meijners imperiosa in diagonale da posto4) ma Piacenza accetta la sfida e non molla (4-3, attacco fuori Dall’Ora) e chiude avanti al primo to tecnico (8-5, Lehtonen buca il muro da posto4). La Yama tuttavia non si scompone e arriva al pareggio sul 9-9 (pallonetto Havlickova su cui Davis non arriva per un nonnulla). Un “murone” di Nicolini su fast di Bauer spezza di fatto gli equilibri (11-9) anche dal punto di vista psicologico e infatti Parisi chiama timeout sul 14-11 (attacco fuori Bauer), ma Piacenza chiude avanti anche al secondo to tecnico (16-12, brutto errore di Lloyd in rice). Parisi chiama il secondo stop discrezionale sul 23-19 (attacco Pachale) per provare a variare l’inerzia di un gioco che, però, sembra essere segnato. Infatti Meijners attacca fuori da posto4 una diagonale impossibile e Piacenza va 1-1 (25-19).

3° set

La Yama prova a scappare subito in avvio di terzo gioco con Havlickova e Lloyd (0-2) e allunga fino all’1-5 (mani fuori Meijners), quando Marchesi chiama timeout; la musica non cambia (murone ancora di Meijners su attacco di Leggeri, 1-6) anche se il coach delle emiliane inserisce Richards per Pachale e al primo to tecnico Busto vola sul 2-8 (diagonale perfetta di Meijners da posto2). Anche al secondo to tecnico la Yama mantiene sostanzialmente le distanze (9-16, muro fuori Richards su attacco Meijners) contenendo alla grande il timido ritorno di Piacenza. Le emiliane non riescono a tenere il ritmo della Yamamay, mostrando anche una certa fragilità dal punto di vista nervoso, mollando clamorosamente il gioco; Busto chiude infatti chiude 14-25 (1-2) con una parallela perfetta di Meijners, che ha messo la firma sul parziale (69% in attacco, 10 punti di cui un muro).

4° set

Piacenza entra in campo con il deciso intento di prolungare la gara; chiude avanti il primo to tecnico (8-5, attacco Pachale preciso a fil di riga) aggredendo una stanca Yama con attacchi prolungati e rabbiosi. Parisi chiama timeout sul 10-6 (diagonale precisa di Lehtonen da posto4) per dare una pausa alle sue ragazze, ma il grandissimo sforzo di Piacenza partorisce una grande break, che in prossimità del secondo to tecnico ( 16-10, Pachale trova il mani-fuori di Havlickova) assume sembianze di fuga vera. Quando Parisi chiama il secondo timeout discrezionale Piacenza è avanti 18-11; fa impressione vedere le Farfalle cannibali in così grande difficoltà e questo va ancora a maggior merito di Leggeri&Co. Che hanno, però, un calo fisico quasi in prossimità del traguardo che consente a Busto di riportarsi sotto (23-20); il set è comunque segnato e un mani fuori di Lehtonen porta la gara al tie-break. (25-20). Da segnalare la grande prestazione di Turlea (9 punti, di cui un muro e 62% in attacco).

5° set

Il primo punto del tie-break per la Yama arriva da un muro di Bauer, ma le bustocche sembrano stanche, anche a causa dei molti e gravosi impegni affrontati negli ultimi giorni; Piacenza ne approfitta e vola sul 5-2 (ace di Lehtonen) chiudendo avanti al cambio campo (8-7), ma la Yama ha uno scatto d’orgoglio (applausi per Pachale, che ammette un tocco invisibile sul 6-7) e torna decisamente sotto. Il pubblico del “PalaBanca” è davvero commovente, con il suo calore prova ad essere il settimo in campo e le ragazze di Piacenza sentono il supporto dei tifosi. Piacenza va sull’11-9 con Turlea, ma la Yama si riporta sotto al termine di uno scambio esaltante chiuso da un muro di Bauer (dopo un “miracolo” di Leonardi). Sono 3 “muroni” consecutivi che consentono alla Yama di portarsi avanti (11-12, ancora Bauer) e costringono Marchesi al timeout. Che dà i suoi frutti, perchè Pachale regala a Piacenza il primo match-point (14-13) con un muro fuori e Parisi chiama timeout a sua volta. Tensione alle stelle, inutile dirlo. Dall’Ora non ci sta (murone del 14-14) e si va ai vantaggi. Decide Turlea con una diagonale pazzesca. 18-16, e tutti a gara3.

DOPO GARA

Havelkova (capitano Yamamay): La stanchezza di sabato si è fatta sentire, però noi siamo abituate ormai a giocare tante partite una dietro l’altra con pochi giorni di riposo. Piacenza ha fatto una grandissima partita, noi abbiamo giocato forte almeno fino al terzo set, poi loro hanno cominciato a difendere in maniera incredibile e questo ha fatto la differenza. Siamo state anche un pò sfortunate, perchè quando perdi 18-16 al tie break deve anche girare male qualcosa. Mercoledì sarà un’altra finale, vediamo come andrà. Come sto? Devo fare ancora qualche esame, poi vediamo…

Davis (libero Piacenza): Abbiamo giocato molto bene ad eccezione del terzo set, che abbiamo chiuso con solo 14 punti a referto; comunque abbiamo fatto una grande gara, non perfetta ma sufficiente per avere la meglio conto una Yamamay con qualche problema. Mercoledì sarà dura, lo sappiamo, contro la miglior squadra in Italia al momento. Sono le migliori, non c’è dubbio, ma questo non significa che non si possano battere. Noi non abbiamo la pressione sulle nostre spalle, andiamo a Busto e ci giochiamo la partita. Poi vedremo come finirà.

Nicolini (centrale Piacenza): stasera abbiamo giocato una grandissima partita, siamo state sempre agganciate al match credendoci sempre fino in fondo e alla fine abbiamo vinto. Abbiamo allungato la serie, adesso vediamo gara3 come a andrà. Abbiamo eseguito bene in tutti i fondamentali, devo dire che siamo state brave in ogni parte del campo e ci siamo meritate la vittoria.

Matteo Mangiarotti – Foto H.E Luchino

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