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Piacenza tricolore. Ferretti nella storia con 5 scudetti.

Pc2Unendo Yamamay Busto Arsizio-Rebecchi Nordmeccanica Piacenza 0-3 (22-25, 11-25, 21-25)

La Rebecchi NordMeccanica Piacenza vince il suo secondo tricolore (consecutivo) al termine di una gara possiamo dire “perfetta” gestita con sicurezza sin dai primi scambi. Piacenza si conferma la squadra più forte e quella che ha giocato meglio, continua ed incisiva in prima linea, una correlazione muro-difesa di altissimo livello (18 muri in tre set), una regia che ha illuminato la squadra che porta il nome di Francesca Ferretti, quinto tricolore in sette anni, che la fa entrare di diritto, per meriti sportivi, nella storia del volley femminile, insieme ad una Lucia Bosetti numero 1 nel suo ruolo, senza dimenticare Meijners al suo terzo tricolore consecutivo. Ma a vincere è certo la squadra, ben costruita ed equilibrata in tutti i reparti e guidata da un signor tecnico, che lascerà un vuoto nel campionato italiano. Un team vincente con un mix di giovani “scommesse” (vinte)  insieme ad atlete più esperte che han dato esperienza e carattere, una squadra che ha dominato la stagione, con unico neo l’ uscita dalla Coppa Campioni.

Per quanto riguarda la Unendo YamamaY Busto Arsizio, una stagione positiva, alla luce dei problemi di amalgama (squadra per 4/7 rinnovata) e fisici (Sloetjes), che vince un suo piccolo “scudetto” grazie alla conquista della F4 di Coppa Italia e l’arrivo in finale, sperato, ma (forse) non previsto solo poche settimane fa. Certo, qualche rammarico c’è, non aver giocato al massimo dal punto di vista caratteriale, almeno questa l’ impressione e nostra opinione, per tentare di allungare la serie. Arrighetti disse che arrivare in finale è stata una magia, aggiungiamo che tornare in Europa il prossimo anno è un piccolo, grande, miracolo targato Uyba.

Anche Piacenza ritenterà l’avventura europea, con quale squadra non si sa ancora, radio mercato impazza, ma.. Tempo al tempo. Ora è il momento di godersi la festa e raccogliere i frutti di una grande stagione.

 C.G

 

 

 

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