12976748_526929000765513_7129860144639994524_o[A cura di Emanuela Macrì – Foto Riccardo Giuliani] Una finale europea, in Italia e con tanta Italia dentro. Questa il menù di un fine settimana di CEV Champions League in quel di Montichiari. A fare gli onori di casa la Pomì Casalmaggiore, che dopo lo scudetto dello scorso anno e in piena corsa per quello della stagione in corso, vorrebbe raggiungere e stringere il suo primo titolo europeo. Manca un ultimo ostacolo da superare, un avversario di tutto rispetto, peraltro, uno dei club più forti al mondo, forse il più forte. Questa l’opinione di coach Massimo Barbolini che nel pomeriggio di ieri, dopo i complimenti alla sua squadra per il passaggio del turno, allungava lo sguardo alla finale di oggi. Un pensiero alla squadra diretta da Giovanni Guidetti, passaporto italiano e doppio domicilio come il suo incarico, che lo vede sulla panchina del VakifBank di Istanbul e in questa finale, ma anche su quella della nazionale olandese, prossima avversaria nel torneo preolimpico dell’Italia di Marco Bonitta, il 20 maggio a Tokio.

I sestetti iniziali non presentano novità rispetto alle formazioni di 24 ore prima con la Pomì Casalmaggiore a schierare Carli Lloyd in diagonale con Margareta Kozuch, le centrali Lauren Gibbemeyer e Jovana Stevanovic, l’attacco con Francesca Piccinini e capitan Valentina Tirozzi e Imma Sirressi libero. Guidetti, invece, schiera Naz Aydemir Akyol e Lonneke Sloetjes in diagonale, Milena Rasic e  conferma Kimberly Hill al centro, Robin De Kruyijf e Godze Kirdar in attacco con Gizem Karaday libero.

A rompere il ghiaccio e dare inizio alla finale è il punto di Kozuch che inaugura, anche, una fase di stabilità e studio fino al primo tempo tecnico sul 7-8. Un minimo vantaggio della squadra turca e un andamento, condiviso, a sinusoide fino al 15-16 per un primo set che si appresta a entrare nella sua fase calda. E riscaldata da un tifo che ha pennellato di rosa il PalaGeorge ma anche da uno “scambio di battute” fra la panchina di Pomì e il primo arbitro. Segue un challenge che assegna il punto 19 alla squadra di Barbolini mentre un muro di Stevanovic porta avanti le rosa sul 21-20 e obbliga Guidetti a chiamare il discrezionale. Piccolo break turco con il servizio di Hill a rimettere in equilibrio e mettere un po’ di pepe alla parte finale di un set poi chiuso sul 25-23 da Piccinini.

Il secondo set inizia con il servizio della stessa Piccinini, piccoli passi e squadre appaiate. Poi, con il passaggio in doppia cifra, le musica cambia e qualche nota stonata in casa VakifBank vede un +5 di Casalmaggiore (15-10) poi riplasmato 16-13. La Pomì, al ritorno in campo, appare più contratta ma si rivela comunque capace di mantenere calma e vantaggio. Ma, soprattutto, di impensierire Guidetti che sul 20-17 richiama le sue atlete sfruttando il secondo discrezionale a sua disposizione. Le turche rispondono prontamente alla chiamata del coach portandosi su quel 20-20 che fa chiedere il time out a Barbolini. Ma il 25-23 è dietro l’angolo, grazie anche a qualche errore al servizio del VakifBank.

Il terzo parziale? Un inizio in equilibrio, come da copione e un altro minimo vantaggio al time out (8-7). Seguono poi alcune incertezze nella difesa turca e qualche punto seminato al vento per le ragazze di Barbolini che, però, non impediscono di registrare il 16-13 al secondo tecnico. E dare il via ad una festa di Pomì che passa, anche, per un discrezionale chiamato da Guidetti per tentare di porre un freno la cavalcata rosa e un challenge che rimette sullo stesso piano le due formazioni (22-22). Ultimo piccolo ostacolo da superare prima di quel muro di Piccinini che chiude la partita sul 25-22 e apre le danze ai festeggiamenti.

Pomì Casalmaggiore sale sul tetto d’Europa battendo un avversario ostico per 3-0 (25-23; 25-23; 25-22), e incassa quattro premi individuali (miglior centrale Jovana Stevanovic, miglior attacco Margareta Kozuch, miglior alzatrice Carli LLoyd e MVP dell’incontro Francesca Piccinini) battendo “una delle squadre più forti al mondo, anzi LA più forte” come conferma Barbolini a fine gara. Ma l’oro, questa volta, è suo!