Lei ha solo 16 anni ma nel campionato di Serie A2 è stata la seconda miglior realizzatrice del campionato con 556 punti messi a terra. Una gran lavoratrice, passata da buon opposto ad un posto 4 che fa la differenza.
Scopriamo meglio Paola Egonu.
A cura di Mara Giurgola
Ciao Paola, maglia simile a quella del Club Italia ma questa volta per te è arrivata la convocazione con la nazionale seniores. Che sensazioni hai provato?
All’inizio ero molto tesa a tal punto che mi mettevo a piangere perché le cose non mi venivano, le giocatrici erano nuove quindi non le conoscevo, gli allenatori pure; poi però andando avanti con gli allenamenti mi sono trovata e sono riuscita ad interpretare questo collegiale nel migliore dei modi .
Com’è stato relazionarsi con un nuovo gruppo?
Creare unione in pochi giorni è sempre difficile ma durante il collegiale ci sono momenti in cui ci si può stare insieme anche dopo l’allenamento. Alcune atlete le conoscevo già ed è stato più facile relazionarmi con loro. Con le nuove ho dovuto prima un po’ conoscerle per poi cercare di imparare qualcosa da loro.
Parliamo di Club Italia. Quest’anno avete raggiunto un risultato storico abbandonando la corsa alla promozione soltanto in semifinale contro Monza. Come valuti la stagione appena conclusa?
La nostra stagione è stata in salita, perché siamo migliorate un sacco durante tutta la stagione. Eravamo la sorpresa di questo campionato perché nessuno si aspettava da delle ragazze giovani dei risultati del genere all’interno di in un campionato con atlete più esperte. Nonostante ci mancasse l’esperienza nei momenti di difficoltà abbiamo provato ad utilizzare di più la tecnica. Siamo riuscite a centrare i nostri obiettivi ed anche in semifinale contro Monza, nella seconda gara abbiamo dato il nostro massimo. Ci dispiace per come è terminata ma ci rifaremo nella prossima stagione.
Abbiamo parlato di un crescendo della formazione. Quanto ha influito il cambio da opposto a schiacciatrice? Quali difficoltà hai incontrato?
Le difficoltà che ho trovato sono state la ricezione ed il muro. La ricezione perché precedentemente non ricevevo; mentre il muro perché non ero abituata a fare lo spostamento verso zona due per murare l’opposto. Per quanto riguarda l’attacco mi trovo meglio ed il fatto che anche quando ho iniziato da opposto attaccavo da 4 mi sono trovata molto bene
L’obiettivo con questa maglia?
Migliorare, migliorare e migliorare.
