Appuntamento al Palapanini di Modena per una finale, quella della Supercoppa italiana maschile che vede le formazioni della Diatec Trentino e della DHL Modena confrontarsi nel primo evento della nuova stagione ai nastri di partenza. O nell’ultimo colpo di coda di quella scorsa? Beh, in realtà, in entrambi. Perchè si parte dalla fine o, meglio, da dove ci eravamo lasciati, in una sera dello scorso maggio. Riposizionando le lancette del volley indietro nel tempo per tornare là dove si era posato l’ultimo pallone in quella gara 4 che aveva chiuso la serie della finale e cucito sul petto dei trentini il loro quarto scudetto.
Alle 20,30 di sabato 24 ottobre 2015, quindi, è tempo di chiudere il cerchio là dove si era aperto, con una coppa che attende solo di conoscere il suo nuovo indirizzo. I colori da vestire quelli no: comunque vada, saranno il giallo e il blu, i colori sociali di entrambe le formazioni; l’unica certezza in una sfida ad alto contenuto di rivalità.
E così, dopo un inno (egregiamente) suonato da una banda locale, la Volleyband, e cantato in coro dai circa 5.000 presenti, arriva il fischio d’inizio del primo arbitro Fabrizio Pasquali, coadiuvato da Stefano Cesare, a dare fuoco alle polveri. A dare inizio al primo, interminabile e, anche per questo, emblematico set. Un parziale di studio e qualche ingenuità, da entrambe le parti, con qualche pallone di troppo insaccato in rete e una serie di lunghi scambi e che, da solo, è specchio di una partita avara punti al servizio e prodiga di errori che si potevano evitare. Un set che i trentini conquisteranno con l’insolito punteggio di 35 – 37, nonostante il vantaggio costante e le ripetute fughe dei modenesi e che sul punteggio di 19 – 13, quando Radostin Stoytchev chiedeva il time out discrezionale, sembrava destinato a prendere la via di Modena.
Giusto il tempo di riprendere fiato. E per le formazioni è già tempo di tornare nel rettangolo di gioco per un secondo tempo parziale decisamente più breve contrassegnato dalle accelerate degli uomini di Lorenzetti, che mantengono per tutto il set il loro vantaggio sui trentini e questi ultimi impegnati a non lasciare mai troppo spazio alle iniziative degli avversari. Il punteggio di 25 – 23 parla chiaro.
Medesimo punteggio finale anche per il terzo set, apertosi con la richiesta di un video check da parte trentina e conclusosi nella stessa maniera, che porta i modenesi avanti, sul temporaneo conto di 2 – 1. Ma i trentini, nel quarto set, si riprendono quanto lasciato indietro, chiudendo con un punteggio fotocopia, l’ennesimo 23 – 25 che apre le porte ad un, quanto mai annunciato, tie break.
Per la partita, con il suo sostanziale equilibrio, è giunto il momento di chiedere e pagare il conto. Così, dopo un iniziale e ormai scontato procedere punto a punto, sono i giocatori di Modena a premere sull’acceleratore, una volta giunti sul 6 – 6, con il sestetto di Stoytchev sempre lì a rincorre ma, questa volta, senza riuscire a ricucire lo strappo procurato da una Modena più convinta che chiude con un 15 – 11 e un pallone che porta la firma di Milos Nikic. In un palazzetto infuocato e un pubblico che nelle oltre due ore e mezza di gara non ha mai smesso di far sentire voce e calore.
Si chiude così il 55mo incontro fra le due formazioni. Con una stagione ai nastri di partenza e qualche meccanismo da oliare. Con un meritatissimo premio a Luca Vettori , mvp della partita e con una Supercoppa italiana edizione 2015 ad ottenere la residenza in Emilia Romagna, a casa di una squadra che nelle parole del suo allenatore, Angelo Lorenzetti: “Va a 200 all’ora. Per questo è capace di far cose spettacolari per poi, a tratti, sbandare e andar fuori strada. Ma è la mia squadra, quella con cui voglio vivere in maniera, anche, spericolata”.
Emanuela Macrì
Foto Riccardo Giuliani
