Monteschiavo Banca Marche Jesi: Ognjenovic 5, Travaglini, Rosa ne, Cerioni ne, Negrini 10, Rinieri 19, Bown 14, Zilio(L), Cappoini ne, Flier 12, Calloni 7, Kamenjarin ne. All. Nesic.

Scavolini Pesaro: Lunghi, Garzaro, Wijnhoven(L), Skowronska 11, Brussa, Ferretti 4, Furst 8, Costagrande 20, Di Crescenzo ne, Guiggi 15, Laczano ne, Jacqueline 17. All. Zè Roberto.

Jesi: Bs 7, Bv 5, muri 12, err. 24. Pesaro: Bs 8, Bv 3, muri 16, err. 20.

Continua la marcia vittoriosa di Pesaro, che si dimostra squadra ben quadrata, organizzata in campo, in un mix di velocità e attenzione nella fase di muro-difesa. Dicontro la Monte Schiavo ha tenuto testa alle avversarie per due set, giocando alla pari, ma è stato troppo poco per cercare di battere le campionesse d' Italia.

Pesaro è ficcante in battuta, crea molte difficoltà alla ricezione avversaria, è attenta a muro anche se in diversi frangenti poteva fare meglio in questo fondamentale e non è un voler essere pignoli. Anche in difesa spesso ci sono stati dei momenti negativi, regalando qualcosa di troppo, ma è anche vero che Rinieri, Flier e Bown con la palla giusta erano difficili da fermare. L'attacco delle colibrì è stato comunque più incisivo e compatto, con la sola Skowronska in giornata negativa; le compagne hanno ampiamente sopperito ben servite da una Ferretti partita un pò contratta, poi si è lasciata andare e con la seconda linea precisa ha preso in mano il gioco divertendosi a scegliere a chi dare la palla. Una menzione particolare per Jacqueline, preziosa in difesa, a muro e potente in prima linea. Dall'altra parte del campo una Monte Schiavo che risente ancora di probemi di amalgama, anche se il dato veramente negativo è stata la ricezione che non ha permesso a Ognjenovic di sfruttare le sue capacità al pari della collega avversaria. Sicuramente non ha brillato per precisione in diversi frangenti, ma ha un buon tocco di palla ed è stata brava a rendere giocabili palloni bruttissimi che arrivavano dalla seconda linea. Molte le difficoltà quindi nel cambio palla, limitato rispetto alle avversarie, tanto che è stata proprio la prima linea a fare la differenza, con Bown comunque importante punto di riferimento in assenza di una Flier ancora discontinua. Negrini fa il suo dovere e porta via 10 punti comunque importanti, Rinieri nel computo della gara spreca troppo e Calloni rimane per quasi tutta la partita fuori da coro.

Quello che sconcerta, ovviamente in positivo per la Scavolini, sono i margini di miglioramento ancora possibili, nell' intesa con Skowronska, nel miglior inserimento di Jacqueline e nella padronanza degli schemi di gioco. I meccanismi non sono ancora perfetti, ma sono molto ben oliati soprattutto in fase di cambio palla le colibrì sono delle macchinette: buona ricezione+buona regia+buon attacco. Il gruppo c'è, gioca bene insieme, ci si aiuta, dove non arriva una compagna arriva l'altra. Ogni singola cresce, ne beneficia solo la crescita del gruppo.

Per quanto riguarda Jesi, ci vuole ancora tempo, anche se il tempo stringe e non vi è un aiuto importante dalla panchina a livello soprattutto offensivo. In questo caso la crescita e l' inserimento delle singole, in particolare di Flier e Ognjenovic sarà assolutamente indispensabile per l' organizzazione di gioco delle prilline. A questo si deve assolutamente aggiungere una seconda linea più presente, si parla di ricezione ( non tanto riferito a Zilio, poco cercata dalle avversarie e ben presente in difesa), meno errori da parte della attaccanti di riferimento come Rinieri e Bown. C'è tanto potenziale in Jesi, aspettiamo venga espresso il prima possibile, perchè ne risentirà in meglio lo spettacolo pallavolistico e la lotta ad alti livelli.

Mirtillino

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Famila Chieri: Busso 8, De Angelis ne, Tarozzo ne, Radulovic 1, Petrauskaite 10, Cicolari 11, Popovic 10, Stufi ne, Aleksovska, Giovanna 9, Puerari(L). All. Salomoni.

Asystel Novara: Anzanello 10, Feng 3, Rosso 10, Paggi 2, Podolec ne, Barcellini 15, Bechis ne, Lapi ne, Cardullo (L), Scarabelli, Lombardo, Osmokrovic 14, Kozuch 12. All. Pedullà.

Chieri: Bs 12, Bv 2, muri 11, err. 19. Novara: Bs 10, Bv 5, muri 7, err. 20.

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Cgf Recycle Florens Castellana Grotte: Scott 19, Quaranta 13, Tribuzio ne, Elisangela 12, Dalia 2, Roani, Karalyus ne, Petkova 8, Sansonna(L), Soninha 15, Moncada, De Haes ne. All. Radogna.

Lines Ecocapitanata Cesena: Piolanti 5, Venturi ne, Poggiali ne, Mazzoni(L), Leonardi, Ssuschke 17, Usic 19, Mifkova, Swiderek 2, De Luca 9, Fernanda 9. All. Benelli.

Castellana Grotte: Bs 3, Bv 1, muri 13, err. 19. Cesena: Bs 10, Bv 1, muri 7, err. 27.

Castellana Grotte – Non c’è il pubblico delle grandi occasioni al Pala 167 della Città delle Grotte, per Florens – Cesena, ma quel migliaio di appassionati c’è e si sente. Quella di ieri sera doveva essere derby tra Florens e Altamura, ma i dirigenti murgiani hanno preferito migrare in terra cesenate portando come dote il titolo di serie A1, ma privando la Terra di Puglia di una realtà pallavolistica importante come quella di Altamura.
Donato Radogna, tecnico della Cgf Castellana – Grotte, schiera il sestetto che quattro giorni prima aveva “steso” a domicilio il Busto Arsizio: Dalia al palleggio, Quaranta opposto, Soninha e Elisangela di banda, Petkova e  Scott-Arruda al centro con Sansonna libero.La Lines, allenata da Manù Benelli, schiera Swiderek in regia con Berti opposto, Usic e De Luca in posto quattro, Piolanti e Ssuschke al centro e Mazzoni libero.

Inizio del match molto equilibrato. Scott-Arruda firma il primo punto per la Cgf. Le castellanesi tentano l’allungo con il muro di Petkova sul tocco di Swiderek (4-2). Cesena tiene ma prima una bomba di Soninha, poi una invasione fischiata a Swiderek e una parallela di Quaranta portano le biancorosse avanti  al primo time out tecnico (8-5). Fe Berti e Usic tengono Cesena a galla consentendo loro di girare in vantaggio al secondo tempo tecnico (13-16). La Florens commette qualche errore di troppo, mentre Cesena riesce a centrare il break decisivo concluso con il blok out decisivo della croata Usic.
Sotto di un set a zero la Cgf inizia a giocare una buona pallavolo. Elisangela inizia a fare il “Fenomeno” e la “special one” Scott-Arruda è incontenibile con la sua fast (4-1). Usic e Fe Berti tengono le bianconere nel set, ma è la squadra del presidente Johnny Netti ad essere avanti al primo time out tecnico (8-5). La Cgf Recycle cresce a muro e in difesa, mentre le difficoltà in attacco rimangono.Radogna inserisce Roani per Soninha, ma è il
muro biancorosso a fare la differenza: muro di Quaranta su De Luca (19-16) e Elisangela su Ssuschke (22-18) ipotecano il set, chiuso 25-21 con l’errore di Piolanti.
La Florens entra in campo con la consapevolezza di essere psicologicamente avvantaggiata rispetto al sei più uno cesenate. Elisangela torna a tirare che è una meraviglia e Soninha ha ripreso a macinare punti (8-4) . Due errori consecutivi di Cesena (11-5) costringono Benelli a chiamare time out. La musica non cambia. La Lines Cesena è in confusione e commette persino un fallo di posizione (13-5). Quattro errori consecutivi della Cgf consentono a Cesena di restare in partita (16-12), ma ci pensa Elisangela con un muro a far punto per la Florens (17-12). Scott-Arruda è imprendibile (24-15), ma la Ssuschke con un ace prova a rimettere in gioco le sue, ma spreca il tutto mandando out la seguente battuta (25-18). Il quarto parziale vede una Florens più aggressiva e più cinica. Cesena non riesce a trovare le contromisure alla Florens: Darina Mifkova sostituisce Barbara De Luca. La Florens inizia a difendere che  è una meraviglia con Sansonna che le prense tutte. Un muro di Soninha porta Castellana – Grotte avanti 8-3. Cesena non riesce a trovare il bandolo della matassa e la Florens trascinata da un finale in crescendo di Elisangela e Quaranta chiude il set (25-16) e conquista tre punti importantissimi.

Johnny Terrafina

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Minetti Infoplus Vicenza: Curcic 21, Devetag 10, Ensabella ne, Dall'Igna 1, Strobbe ne, Santini ne, Kucerova 1, Mattiolo ne, Ikic 17, Rroco ne, Paccagnella 6, Tirozzi 19, De Gennaro(L). All. Baraldi

Tena Santeramo: Swieniewicz 15, Capuano 16, Sangiuliano 4, Cacciapaglia ne, Filipovics, Masino ne, Sirressi(L), Tsekova 19, Fernandez 16, Orsi Toth, Marulli 15. All. Braia.

Vicenza: Bs 6, Bv 5, muri 7, err. 24. Santeramo: Bs 7, Bv 4, muri 17, err. 25.

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Unikom Starker Kerakoll Sassuolo: Montanari ne, Nucu ne, Vecchi(L), Leggeri 13, Turlea 20, Diomede 6, Bosetti 16, Guidi ne, Cella, Havelkova 17, Rondon 10. All. Ferrari.

Yamamay Busto Arsizio: Fernandinha 7, Viganò 11, Buckova 16, Valeriano, Esko 1, Kovacova 1, Matuszkova 18, Fokkens ne, Campanari 12, Okaka 9, Rocca ne, Borri(L). All. Parisi.

Sassuolo: Bs 10, Bv 3, muri 17, err. 24. Busto Arsizio: Bs 4, Bv 5, muri 13, err. 16.

Busto espugna il palazzetto di Sassuolo al termine di una gara combattuta, ma che la Kerakoll non ha saputo prendere in mano di fronte al pubblico di casa, sprecando molto, regalando molto ad una YamamaY che non aveva certo bisogno di regali, seppur graditi, facilitando un compito comunque arduo, visto l' organico delle padrone di casa. Fernandinha si affida soprattutto a Buckova, devastante, Campanari e Matuszkova, mentre Sassuolo trova una Turlea non in forma, troppo fallosa, una Rondon poco lucida che gestisce male il parco attaccanti, con il risultato che, nei momenti topici, Busto è concreta e concentrata mentre la Unicom perde la bussola.

La bravura delle bustocche è stata in particolar modo messa in mostra nel III parziale, quando, sotto 15-9, recuperano con l' opposta che sale in cattedra, mentre Sassuolo sta a guardare senza riuscire ad opporsi con contromisure, in particolare a muro, adeguate e incisive. Non è stata una bella YamamaY, ma contro la sfortuna per l' infortunio di Esko, la squadra ha tenuto duro, ha dato una prova di forza, mostrando un pizzico di continuità in più rispetto alle gare precedenti. La Kerakoll ha sicuramente un bel mea culpa da farsi, visti gli errori del primo set, con cambio palla in mano, ai quali si sommano i numerosi errori nel corso della partita, oltre al fatto che Leggeri è sempre tenuta fuori dal gioco, nonostante i 7 muri, con Turlea che è la fotocopia dell' opposto che ricordiamo e infine con Rondon ancora acerba per la serie A1, in particolare nei momenti difficili. C'è d chiedersi quanto ci metta del suo e quanto sia guidata nell' ostinarsi a dare continui palloni scontati con altre attaccanti libere. Questo non è un attacco per la giovane alzatrice, in quanto deve fare esprienza e solo così crescerà! Tanto demerito per Sassuolo, ma molto merito per la YamamaY che ha contenuto bene a muro Turlea, oltre ad una regia molto più ispirata e lucida.

Per Sassuolo diverse cose da rivedere soprattutto a livello di scelte, oltre al fatto che necessita di migliorie in seconda linea per permettere a Rondon un gioco più facile da gestire. Busto deve continuare con tranquillità la strada che sta percorrendo, l' affiatamento c'è, serve maggiore continuità e un pò più di sicurezza nei propri mezzi.

Mario Perego

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Zoppas Industries Conegliano: Brakocevic 8, Ghisellini, Marcon 7, Do Carmo 5, Manzano 6, Pavan 15, Bonan ne, Rossetto(L), Serafin 5, Positello, Serena 4. All. Martinez.

Riso Scotti Pavia: Pachale 11, Borgogno 2, Terranova 12, Bland 2, Spinato 2, Carocci(L), Vetri ne, Lethonen 7, Horvath 5, Mancuso ne, Caroli 3. All. Milano.

Conegliano: Bs 2, Bv 4, muri 8, err. 12. Pavia: Bs 8, Bv 0, muri 4, err.25.

La Zoppas passeggia con la Riso Scotti. Già, perché quella vista a Conegliano è stata una partita a senso unico: Conegliano prende per mano Pavia che sempre dietro e senza mai impensierire, si lascia accompagnare fino al 3 a 0 finale.

Partenza col botto per le pantere che staccano subito le mondine con 3 punti di fila. La reazione pavese è timida, e al primo tempo tecnico la compagine di Martinez arriva sull’8 a 5. Lethonen prende per mano la squadra e cerca di impensierire le avversarie; Pavan non vuole essere da meno, ma i suoi attacchi fanno più male. Dal 16-13 è tutta una trafila di errori della Riso Scotti: coach Milano cerca invano di chiamare time out; Terranova (che alla fine sarà tra le più prolifiche della sua squadra) incoccia spesso sul muro SPES e sarà proprio un suo errore al servizio a “regalare” il primo set a Conegliano.

Sempre 3 a 0 Zoppas alla ripresa. Pavan è incontenibile: in pipe non lascia scampo e da posto 4 fa venire gli incubi a Carrocci e compagne. Le pantere dominano conquistando sia il primo che il secondo time-out tecnico (8-6, 16-9); Milano sfrutta i suoi time out ma la squadra non reagisce: troppi gli errori, poca incisività in attacco e Conegliano ne approfitta prima con dei colpi balistici di Marcon e poi con Manzano sia in fast che a muro. Il muro di Sarah Pavan su Terranova altri non è che il preludio per l’ingresso in campo di Do Carmo, che piazza 3 punti a ripetizione e chiude il secondo parziale.

Pavia scappa a +5 nel terzo set, ma Serena e compagne hanno le redini del gioco e riprendono di slancio, arrivando alla sospensione tecnica con 2 punti di stacco.  Da qui comincia il valzer degli errori, sia da una parte che dall’altra. Terranova impensierisce più volte Rossetto e Marcon, ma Pavan riesce a far meglio (a bocce ferme i suoi punti saranno 15). Si arriva al secondo time out tecnico con il punteggio di 16 a 12 per le padrone di casa. Pachale si prodiga, ma non basta: per una offuscata Brakocevic entra Luciana (chiuderà con il 63% in attacco) che alza la voce e porta Conegliano sul 21-17. Nel finale di set spazio anche a Positello e Ghisellini che calcano il campo giusto il tempo per vedere i muri di Elisa Manzano e capitan Serena che significano 3 a 0 per la SPES.

 “Ha vinto chi ha sbagliato di meno”. Mai frase fu più azzeccata. Pavia non si è mai proposta decisamente in attacco. Lethonen, Bland e Horvat non hanno trovato gli spazi sufficienti a concretizzare al meglio la loro azione. Ci hanno provato Pachale e Terranova, ma gli sbagli (anche elementari) di tutta la squadra hanno fatto si che Conegliano abbia gestito l’incontro dall’inizio alla fine.
La Zoppas “conferma” Pavan, ottima la sua prestazione: il servizio è migliorato e l’italo canadese dimostra di aver preso le misure al campionato italiano. Di contro il momento no di Brakocevic, che lascia più volte spazio a una Luciana in stato di grazia (convocata assieme alla serba per l’All Star Game di Pavia). Le due squadre hanno ancora molto da lavorare comunque. Gli errori visti sia da una parte che dall’altra in altri incontri avrebbero avuto risvolti ben più differenti.

Enrico Mantovani

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Despar Perugia: Staelens, Togut 10, Crisanti 8, Casillo ne, Dushkyevich 12, Decordi 1, Arcangeli(L), Pincerato, Yang 7, Angeloni 5, Willoughby 7, Van Tienen, Medaglioni ne. All. Caprara.

Foppapedretti Bergamo: Ortolani 13, Merlo ne, Gujska 1, Araki ne, Camarda(L), Barazza 7, Sorokaite 1, Bacchi 1, Piccinini 11, Arrighetti 9, Lo Bianco 2, Del Core 17. All. Micelli.

Perugia: Bs 5, Bv 2, muri 12, err. 17. Bergamo: Bs 7, Bv 5, muri 9, err. 24.

Era di sicuro uno dei match più attesi della IX giornata assieme a Jesi-Pesaro e, malgrado ciò che dice il punteggio finale, l'incontro è stato tutt'altro che a senso unico, non fosse altro per i parziali che pur sorridendo al sestetto di coach Micelli, denotano il grande equilibrio che si è visto in campo: due set conclusi ai vantaggi ed uno con lo scarto minimo, la Sirio, insomma, dopo un inizio di stagione difficile sotto molti aspetti, sta pian piano salendo di tono sia agonistico che tecnico.
La squadra di casa è scesa in campo con Pincerato in regia in diagonale con Togut, Crisanti e Dushkyevich al centro, Yang e Willoughby di banda, libero Arcangeli. Bergamo invece, ha risposto con Lo bianco in diagonale con Ortolani, Barazza e Arrighetti al centro, Piccinini e Del Core di banda, Camarda libero. Unica novità negli schieramenti di partenza solo in casa orobica, dove Camarda ha sostituito il libero titolare Enrica Merlo ed il capitano Piccinini è tornata titolare dopo qualche giornata di stop forzato.

Il primo set ha visto subito spingere forte la Despar scesa in campo molto concentrata, a dispetto delle ragazze della Foppadretti inizialmente molto contratte. La spinta delle padrone di casa trova il suo massimo vantaggio al secondo time-out tecnico dove la Sirio arriva avanti 16-11. Appena rientrate in campo, però, le ragazze di casa perdono un po' di smalto e le orobiche dal canto loro iniziano a farsi sotto grazie all'ex di turno Del Core (autore di un'ottima partita) ed a qualche muro importante che riporta il match sul filo dell'equilibrio. Sul finire del set, Lo Bianco si affida alla mano pesante di Ortolani che non tradisce la sua palleggiatrice, metre sul fotofinish una pur buona Dushkyevich, regala con un suo errore il primo parziale alle ospiti.

Il secondo set inizia con un andamento completamente diverso rispetto al primo; questa volta è Bergamo a condurre ed allungare prima fino al 3-8 e poi al 14-16. Nella seconda metà del set, però, come già successo nel corso del primo parziale, si ristabilisce un grande equilibrio, grazie anche all'ingresso nelle fila della Despar Perugia di Veronica Angeloni autrice di una prestazione tutta grinta e sostanza. Anche questa volta però, la Sirio si spegne sul più bello ed un muro di Barazza regala alle orobiche anche il secondo parziale col punteggio di 24-26.

Nel terzo set, chi pensava ad una Despar ormai demoralizzata dai due set precedenti buttati via sul filo di lana per la maggior concretezza di Bergamo sui palloni finali, sembra inizialmente aver colto nel segno, tanto che la Foppapedretti parte subito con il piede sull'accelleratore e si porta avanti al primo time-out tecnico per 4-8. A questo punto Caprara prova a rivoluzionare nel vero senso della parola la squadra: cambio in regia con Staelens in campo al posto della Pincerato, fuori anche Togut per Willougby che, uscita nel corso del secondo set, rientra nel terzo nel ruolo di opposto. Per finire, confermatissima Angeloni, Caprara inserisce anche Decordi per Yang. La risposta delle nuove entrate non si fa attendere e la scossa voluta dal coach della Sirio produce i suoi effetti. La Despar capovolge la situazione e si porta avanti 16-14. Come successo anche in tutti gli altri set, anche questo parziale scorre, nella seconda metà, sul perfetto equilibrio, ma anche questa volta la maggior compattezza delle ospiti ed una ottima Del Core che mette a terra i palloni decisivi, sorridono alle orobiche che con questa vittoria si mantengono in scia a Pesaro.

Come già detto, a dispetto del risultato finale, è stata una partita molto combattuta anche se molto fallosa da entrambe le parti. Bergamo ha fatto leva sulla sua compattezza, sulla sua maggior esperienza e sulla classe di alcune sue giocatrici che nei momenti fondamentali hanno messo a terra il punto vincente. La Despar dal canto suo esce da questo incontro sicuramente un po' demoralizzata, ma le ragazze di coach Caprara hanno mostrato notevoli miglioramenti rispetto all'inizio della stagione e comunque hanno giocato alla pari con una squadra costruita per vincere su più fronti come la Foppapedretti. Come dice coach Caprara, ci sarà sicuramente da lavorare ancora molto soprattutto in fase di ricezione ed a muro, ma quando tutte le giocatrici raggiungeranno una buona condizione fisica e la squadra (quest'anno quasi completamente rinnovata) si sarà ben amalgamata, questa Sirio siamo certi per quanto si è visto, tornerà ad essere protagonista e potrà dare molto fastidio a tutte le squadre di vertice.

Fabio F.

Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Scavolini Pesaro 1 – 3 (18-25 26-28 25-21, 18-25) Pag 1

Famila Chieri – Asystel Volley Novara 0 – 3 (31-33 19-25 17-25)

Cgf Recycle Florens Castellana Grotte – Lines Ecocapitanata Cesena 3 – 1 (21-25 25-21, 25-18, 25-16) Pag 3

Minetti Vicenza – Tena Santeramo 3 – 2 (21-25 25-22, 16-25, 25-23, 15-13)

Unicom Starker Kerakoll Sassuolo – Yamamay Busto Arsizio 1 – 3 (24-26 25-20 26-28, 23-25) Pag 5

Zoppas Industries Conegliano – Riso Scotti Pavia 3 – 0 (25-22 25-14 25-20) Pag 6

(Diretta Sky Sport 3) 

Despar Perugia – Foppapedretti Bergamo 0 – 3 (23-25 24-26 26-28) Pag 7

Online i tabellini e commenti