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Findomestic Cup 2008/2009 – XXIV Giornata

ZOPPAS INDUSTRIES CONEGLIANO: Brakocevic 23, Ghisellini 1, Marcon 9, Do Carmo Braga 7, Manzano 14, Pavan 19, Rossetto (L), Positello, Serena 1. Non entrati Serafin. All. Martinez Mario Regulo.

MONTE SCHIAVO BANCA MARCHE JESI: Ognjenovic 3, Cerioni, Mataloni (L), Negrini 14, Rinieri 23, Bown 18, Zilio (L), Flier 8, Calloni 13. Non entrati Travaglini, Kamenjarin, Lipicer. All. Nesic Dragan.

Conegliano:
bs 11, bv 6, ricezione 78% (prf 45%), attacco 39%, muri 11, errori 25. Jesi: bs 9, bv 4, ricezione 82% (prf 53%), attacco 47%, muri 5, errori 32.

 
CONEGLIANO: non è mancato certo lo spettacolo alla Zoppas Arena per la partita che vedeva frapposta la formazione di casa alla Monte Schiavo Banca Marche Jesi. La grande cornice di pubblico (ben 3.300 spettatori), i time-out “microforati” di Martinez e la presentazione di un’auto tra un set e l’altro, hanno dato quella nota di colore in più ad un incontro quanto mai appassionante.

Ancora out Serafin, Martinez mette in campo ancora Luciana. Pavan e Brakocevic, Manzano, Serena e Rossetto libero lo starting six veneto.
Nesic risponde con Ognjenovic, Flier, Calloni, Bown, l’inossidabile Rinieri, Negrini e Zilio.
L’equilibrio in campo la fa da padrone fin dalle prime battute di gioco. La Zoppas si porta in vantaggio grazie a qualche giocata di Brakocevic che porta le gialloblù sul 6-3. Nesic chiede tempo e le Jesine accorciano il gap, con Negrini e Rinieri. Permane l’equilibrio da una parte e dall’altra e la battaglia si sposta al centro, dove le “regine del muro” Calloni e Manzano si danno battaglia. Pavan commette qualche errore di troppo al servizio e Jesi ne approfitta, capitalizzando con Flier. Sul 20 pari sale in cattedra Rinieri che ne mette 3 di fila, sporcando sul muro SPES. Calloni mette la firma sull’1 a 0 andando a chiudere 25 a 22.
Jesi prende subito il largo nel secondo parziale, e Martinez è costretto a chiedere time-out ben presto. La Monte Schiavo difende con i denti i 3 punti di vantaggio sulla Zoppas, che però tenacemente recupera lo svantaggio portandosi sul 22 pari. Gli errori si sprecano da una parte e dall’altra e le battute finali del secondo set sono al cardiopalma: Pavan spreca al servizio, Negrini si porta sul 22-24; Brakocevic segna in parallela, 23-24. Flier come Pavan e siamo 24-24. Le pantere però non riescono a chiudere e prima Bown e poi Rinieri chiudono 26 a 24.
La musica cambia nel terzo set: la SPES ha cambiato volto e non lascia spazio alla reazione jesina. Manzano detta legge a muro e la Zoppas respira. Nesic richiama all’attenzione più volte le sue, invano. Cercano di arginare l’azione coneglianese Rinieri e Negrini, ma Luciana e Brakocevic la sanno più lunga: la brasiliana indovina il 24-18
e la serba sigilla il 25-21.
Jesi perde la lucidità necessaria a portare avanti il match e le pantere di Coengliano ne approfittano, rincarando la dose rispetto al set precedente. Le ragazze di Martinez sono sempre davanti, 8-3 nel primo parziale e 16-13 nel secondo. Pavan si fa perdonare gli errori commessi al servizio nei set precedenti mettendo a segno 2 ace (chiuderà con ben 3 punti alla battuta, miglior prestazione di giornata per la serie A1 assieme all’avversaria Flier). La solita Luciana e Manzano portano a casa il set che vuol dire andare a punto e ci si prepara per il tie-break.
Jesi esce dal letargo e infila un parziale di 6 a 1. Occorre la reazione di Brakocevic per rimettere in gioco la Zoppas. Nesic chiede tempo sul 5 a 7 ma è ancora la serba ad andare a punto. Negrini sbaglia la battuta ed è parità, ma si fa subito perdonare marcando per 3 volte il gabellino. Le pantere perdono la concentrazione e numerosi sono gli errori da qui alla fine. Jesi cinicamente ne approfitta e Bown chiude definitivamente le danze sul punteggio di 10 a 15.


Jesi conferma il 4° posto in vista dei play off e della qualificazione europea per il prossimo anno. Nesic riesce a gestire bene le sue dosando le energie fino alla fine. Rinieri sempre super, top scorer assieme alla 20enne Brakocevic con 23 punti a testa. Bene anche Zilio che si fa trovare sempre pronta quando c’è bisogno di lei.
A Conegliano serviva l’impresa, e c’è mancato poco per portare a casa i 2 punti valevoli per l’accesso ai play-off. Non si capisce se sia colpa del microfono o di cos’altro, ma da quando Martinez non veniva più amplificato la squadra ha giocato meglio. Manzano supera nello scontro diretto Calloni nella battaglia dei muri, ma ciò non basta ai fini della classifica generale. Pavan un po’ sottotono, Brakocevic devastante ma poco precisa. Verso la fine dell’incontro Conegliano sembrava provato rispetto a Jesi, forse un calo più fisico che mentale verrebbe da pensare.
Martinez dovrà tirare fuori il coniglio dal cilindro stavolta, per riuscire a trovare i punti necessari per l’accesso ai play-off, dovendo giocare le ultime due partite contro le corazzate Pesaro e Novara, lanciatissime nelle zone alte della classifica.
 
E. Mantovani
 
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TENA SANTERAMO: Capuano 9, Sangiuliano 8, Filipovics, Sirressi (L), Tsekova 14, Fernandez Navarro 24, Orsi Toth 8, Marulli 12. Non entrati Gustafsson, Cacciapaglia, Masino. All. Mastrangelo Vincenzo.

FAMILA CHIERI: Busso 9, Radulovic 1, Petrauskaite 21, Cicolari 16, Popovic 12, Stufi 5, Giovanna 8, Puerari (L). Non entrati De Angelis, Tarozzo, Aleksovska. All. Guidetti Ettore.

Santeramo: bs 6, bv 3, ricezione 59% (prf 35%), attacco 43%, muri 22, errori 20. Chieri: bs 8, bv 1, ricezione 66% (prf 37%), attacco 41%, muri 14, errori 21.

 
 
Come una finale, tutto (o quasi) in una partita. Santeramo e Chieri si giocavano più di metà del loro scudetto nello scontro salvezza, non una partita qualunque ma il match che vale un’intera stagione in cui il minimo errore può rivelarsi fatale. Se n’è accorto Chieri per aver giocato i primi due set con poca lucidità, se n’è accorto Santeramo per aver ceduto il terzo parziale pagando caramente il gap accusato nella parte centrale del set.
Le premesse della partita della svolta ci sono tutte: la Tena ha il vantaggio di giocare in casa davanti al proprio pubblico, accorso a riempire gli spalti del PalaCooper come mai si era visto quest’anno; il Famila targato Guidetti presenta lo scomodo biglietto da visita di squadra mai doma come aveva dimostrato solamente una settimana fa nella vittoriosa rimonta su Conegliano; il palasport è caldo per il tifo di parte rosso blu e carico di una tensione che le giocatrici difficilmente riescono a mascherare durante il riscaldamento. Quando però l’arbitro fischia l’inizio del match, ogni tensione (sugli spalti e in campo) lascia spazio alla carica agonistica con le due squadre a darsi battaglia su ogni pallone.

Tocca al servizio dell’ex Cicolari aprire le danze. Il primo punto è per Chieri (diagonale di Petrauskaite), ma Santeramo trova subito un piccolo vantaggio (4-1) che mette in chiaro due aspetti: padrone di casa più concentrate e attente, ospiti tese e poco lucide. Guidetti lo capisce e chiama subito time out. A poco serve perché la Tena con due muri consecutivi della positiva Orsi Toth su Popovic allunga 7-3. Cicolari si fa perdonare l’errore dell’8-4 con due punti consecutivi (un attacco e un muro) e Chieri trova il pareggio (12-12) sfruttando un’indecisione di Santeramo sotto rete. Fernandez di rabbia sigla il 16-15 e dopo la sospensione tecnica la Tena piazza il break decisivo (21-17) con Chieri in affanno tanto in ricezione quanto in difesa. Popovic e Petrauskaite provano a risucchiare punti ma un muro di Fernandez sulla lituana porta Santeramo a giocare 4 palle set. La stessa centrale spagnola sigla il 25-21 con una micidiale fast chiude nei tre metri.

Il secondo set inizia con il muro di Orsi Toth su Petrauskaite. Santeramo sbaglia con Sangiuliano e Fernandez e Chieri passa a condure 3-4. Servono le difese di Sirressi e ancora il muro di Orsi Toth per il nuovo vantaggio della Tena. Radulovic dà fiducia a Stufi con tre palle consecutive e la giovane centrale chierese, dopo essersi vista difendere due fast consecutive, al terzo tentativo manda malamente out (7-3). Guidetti gioca la carta Giovanna, ma il Famila continua a soffrire in attacco: la squadra di mister Mastrangelo costruisce su rigiocata il vantaggio alla seconda sospensione tecnica (16-11).  Chieri recupera con Petrauskaite e Cicolari (16-14), Marulli stoppa il tentativo di rimonta avversario con due muri consecutivi e ancora Fernandez chiude al secondo tentativo siglando il punto del 25-22.

Avvio di terzo set nel segno delle centrali con la coppia Giovanna-Busso che risponde prontamente a Fernandez-Marulli (4-3). Chieri appare più concentrato e trova nel servizio di Popovic l’arma in più per rompere ogni equilibrio. L’opposto croato prima piazza un ace poi mette a dura prova la ricezione di Santeramo che impedisce a Sangiuliano di servire le proprie attaccanti. Il Famila vola 6-13. Ancora una volta è il muro (Tsekova su Giovanna e Marulli su Petrauskaite) a rilanciare Santeramo, ma Chieri è sempre in vantaggio con Circolari e i pallonetti di Petrauskaite (11-19). La Tena non si scoraggia e con due muri consecutivi di Sangiuliano su Popovic inizia la sua lenta rimonta. Il servizio ficcante e teso di Orsi Toth mette pressione a Petrauskaite e Santeramo recupera 20-20 sfruttando gli errori in attacco delle avversarie. Si lotta punto a punto, il muro di Giovanna su Capuano spezza l’equilibrio e Chieri riapre la partita con Petrauskaite che sigla il 23-25.

Il quarto set è una girandola di emozioni. Partenza decisa di Santeramo (7-4) a cui risponde Chieri con un break di 3-0 che vale il pareggio. Inizia un testa a testa che durerà fino al secondo time out tecnico (15-16). Chieri sa di non poter sbagliare più nulla: Petrauskaite colpisce ancora in pallonetto Cicolari con un morbido mani fuori. Il muro di Busso su Orsi Toth fa segnare il +4 per le ospiti (19-23). Il tie brek sembra dietro l’angolo ma a questo punto sale in cattedra Fernandez che attacca e segna tre punti consecutivi. Circolari conquista due palle set che Fernandez annulla prima con un pallonetto poi a muro in coppia con Filipovics (entrata sul 23-24 al posto di Capuano). Qualcuno dagli spalti pensa già a festeggiare lanciando coriandoli sul taraflex. La battaglia non è ancora finita ma evidentemente quel tifoso aveva ragione perché Santeramo con due punti consecutivi chiude il match 26-24 (Fernandez).

Freddo, cinico, concentrato, grintoso.
Così si è mostrato Santeramo per tutta la partita anche quando si è trovato ad inseguire le avversarie. La buona organizzazione di gioco e la disposizione ordinata in campo della squadra allenata da mister Mastrangelo hanno costretto il Famila a faticare il doppio per fare punto. La voglia di vincere mostrata da Santeramo ha prevalso e lo dimostrano i recuperi che Sirressi e compagne hanno tentano anche sulle palle impossibili. Per quattro set si è vista una squadra unita per la salvezza che non ha mai mollato. Tutte ad aiutarsi e darsi man forte per una causa comune: la giovanissima Orsi Toth che per due set ha giocato da “veterana”; Capuano che ha stretto i denti fino alla fine; Sangiuliano brava a smarcare le compagne di squadra e a essere decisiva a muro. Ma sulla gara c’è senz’altro il marchio indelebile lasciato da una superlativa e trascinatrice Fernandez, che non si è tirata indietro ad attaccare le palle decisive; e di quei 22 muri che forse rappresentano un record assoluto per una partita di pallavolo femminile.

Chieri ha pagato caro i primi due set in cui è stato poco lucido. Più delle avversarie la squadra di Guidetti ha faticato a scrollarsi di dosso la tensione di cui il match era carico. Paradossalmente, pur chiudendo la gara con una percentuale in ricezione migliore di quella di Santeramo, Radulovic non è stata in grado di smarcare le proprie attaccanti che spesso si sono trovate il muro della Tena già piazzato. Cicolari è stata la più continua in attacco soprattutto nel finale incandescente del quarto set. Per Petrauskaite, aldilà dei 21 punti finali, tanti alti bassi. Chi è mancata del tutto in attacco è stata Popovic che non ha reso completamente negativa la sua gara solo grazie al servizio. C’è il rammarico per il buon vantaggio sprecato nel quarto set dove forse la squadra pensava già di aver vinto, memore dell’impresa di una settimana prima contro Conegliano.

Il destino di Santeramo e Chieri non è ancora segnato. La Tena ha un vantaggio di quattro punti ma ci sarà ancora molto da sudare nelle prossime due giornate con Castellana e Bergamo sullo stesso cammino delle due formazioni

Giuseppe Flace

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MINETTI VICENZA: Curcic 8, Devetag 9, Ensabella (L), Dall'igna 2, Strobbe, Santini 13, Mattiolo, Ikic 9, Paccagnella 7, Tirozzi 5, De Gennaro (L). Non entrati Vanmeter, Rroco. All. Baraldo Maurizio.

UNICOM STARKER KERAKOLL SASSUOLO: Montanari (L), Nucu 2, Vecchi (L), Leggeri 8, Turlea 12, Bosetti 20, Cella, Havelkova 15, Rondon 4. Non entrati Diomede, Guidi. All. Ferrari Tommy.

Vicenza: bs 5, bv 4, ricezione 64% (prf 48%), attacco 35%, muri 6, errori 16. Sassuolo: bs 3, bv 2, ricezione 63% (prf 43%), attacco 42%, muri 15, errori 11.

 
La solita inconcludente Vicenza nei momenti decisivi impegna per 2 set Sassuolo, più brava però a dare la zampata quando conta: ed è così che porta a casa il bottino pieno con un 3-0 senza fare particolari sforzi.
Alcune decisioni prese ( e non prese) da parte biancorossa sembrano dare una mano a Sassuolo nei momenti caldi.
Baraldo decide di rinunciare a Tirozzi per una Santini in gran periodo di forma e schiera: Dall’Igna, Curcic, Ikic, Santini, Paccagnella, Devetag e De Gennaro. Consueta formazione invece per Tommy Ferrari: Rondon, Turlea, Havelkova, Bosetti, Nucu, Leggeri e Vecchi.

Pronti via ed in un amen il set prende la via emiliana con Vicenza che sembra allo sbando becca ben 7 muri e non difende granché praticamente senza che ci sia la minima opposizione Sassuolo fa il set suo 21-16.
Nel secondo set Vicenza trova il bandolo della matassa e se la gioca. Sassuolo dopo essere partito male recupera punto su punto e con Bosetti sugli scudi e la fastidiosa battuta di Cella (entrata in tutti e tre i set per questo fondamentale) prima impatta e poi sembra prendere il largo. Stavolta però le beriche non mollano e si riportano in parità sul 21-21 e qui la partita segue punto a punto. Poi prima mossa strana di Vicenza Ikic è in battuta e viene sostituita da Strobbe, hai in battuta una banda abituata a ricevere e difendere e la sostituisci con una centrale poco abituata a farlo; risultato Sassuolo riceve male ma ha la forza di giocare una palla spinte sui 9 metri dove dovrebbe proprio esserci Strobbe in copertura, punto Sassuolo che prende il largo e va a vincere il set.
Inizia il 4° set e Vicenza schiera Tirozzi al posto di Ikic ( anche qui non si capisce visto che Santini stava facendo molto più fatica della Croata sia in attacco che in ricezione) Vicenza cmq rimane in partita punto a punto. Sassuolo regge il confronto con le beriche senza faticare e dopo un errore Baraldo decide di rispedire in panchina Tirozzi (che comunque non stava sfigurando) per reinserire Ikic. Il set ha lo stesso epilogo del precedente 26-24 per sassuolo ed il pubblico che in silenzio si alza e se ne va fa capire lo stato d’animo dei tifosi.

Sassuolo è una squadra molto quadrata, nonostante Turlea non abbia fatto cose trascendentali ha trovato in Bosetti ed Havelkova in attacco due armi che hanno fatto molto male alle biancorosse.La battuta di Cella in alcuni frangenti della partita ha fatto il resto creando sempre un break che alla fine ha fatto la differenza. E’ difficile valutare la forza reale di questa squadra in una partita, quella di ieri, dove Sassuolo è sembrata svolgere il compitino per portare a casa i 3 punti senza fare troppa fatica. Ai play off potrebbe dare fastidio a qualcuna delle grandi se tutte le giocatrici ci arriveranno in piena forma.

Per Vicenza ennesima sconfitta, quello che maggiormente preoccupa sono alcune scelte fatte durante la partita. Probabilmente il sestetto di partenza era quello che ci si aspettava visto il rendimento delle giocatrici nelle ultime settimane ma poi? Alcune scelte abbastanza incomprensibili in momenti culminanti del secondo e terzo set, Van Meter lasciata a scaldare la panchina nonostante una prestazione (l’ennesima) di Curcic sottotono. Dall’Igna ormai l’ombra di se stessa.
Ai tifosi non resta probabilmente che pensare che ne mancano solo 2 alla fine e l’anno prossimo si vedrà…a questo punto si potrebbe far giocare qualche scampolo di partita anche a quelle che hanno giocato poco o nulla finora. Anche se la speranza è quella di portare a casa la vittoria nell’ultima partita ma non crediamo che Benelli abbia voglia di tornare a Vicenza per fare brutte figure anche se la sua squadra è praticamente salva.

 
A. Parise
 
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RISO SCOTTI PAVIA: Pachale 21, Borgogno 8, Spinato 4, Carocci (L), Horvath 12, Pavlovic 10, Poma, Caroli 12. Non entrati Bland, Mancuso, Vetri, Arias Done. All. Milano Gianfranco.

SOLO AFFITTI TRADECO CESENA: Piolanti 1, Mazzoni (L), Leonardi 1, Musti De Gennaro 12, Ssuschke 12, Usic 12, Mifkova 6, Swiderek 2, De Luca 12. Non entrati Venturi, Poggiali. All. Benelli Manuela.

Pavia: bs 8, bv 2, ricezione 78% (prf 52%), attacco 41%, muri 14, errori 19. Cesena: bs 14, bv 1, ricezione 69% (prf 40%), attacco 33%, muri 13, errori 31. 

Zoppas Industries Conegliano – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 2 – 3 (22-25, 24-26, 25-21, 25-17, 10-15) Pag 1

Tena Santeramo – Famila Chieri 3 – 1 (25-21, 25-22, 23-25, 26-24) Pag 2

Minetti Vicenza – Unicom Starker Kerakoll Sassuolo 0 – 3 (16-25, 24-26, 24-26) Pag 3

Riso Scotti Pavia – Solo Affitti Tradeco Cesena 3 – 1 (25-15, 23-25, 25-17, 25-20)

 
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