All’inizio era il cinema. Attori e attrici come semidei, Via Veneto, La Dolce Vita,Marcello-Marcello, bagni di folla e di fontana di Trevi.
Poi tutto finì e arrivò lo sport. Primo, il calcio. Il calcio e i calciatori sempre più figli di uno sport fatto di spot. Ma se funziona con il calcio — deve avere pensato
qualcuno — perché non altre discipline? E allora vai di salto in lungo, basket, tennis,nuoto… fuochino… e finalmente Lei: la Pallavolo Femminile, la prova che Dio esiste e che
molto probabilmente ci vuole tanto bene.
Certo, in questi giorni si parla di quella maschile, della nazionale battezzata «dei senza fenomeni» ma giunta in semifinale a dispetto di ogni pronostico.
Bello, commovente, con la possibilità di sbizzarrirsi dando vita a grandi metafore sulla bellezza dello sport fatto di sudore e forza di volontà ma ai miei occhi di finto allenatore di pallavolo — vestirò questi
panni nel prossimo film di Fausto Brizzi Maschi Contro Femmine — è come se al concerto dei Rolling Stones qualcuno mi sussurrasse all’orecchio quanto è bravo Tony Renis.
Anche Tony ha intrapreso una carriera brillante senza avere corde vocali fenomenali ma a me piacciono i Rolling Stones!
Anche io a metafore me la cavo mica male, anche se l’uomo di sport che vive in me da 43 anni mi sta facendo notare quanto poco abbia concesso a un’impresa sportiva che riporta la nazionale italiana tra le elite mondiali.
Infondo, chi meglio dell’imbolsito che vive in me può testimoniare quanto questo sport, come tutti a parte il curling, sia difficile da praticare?
Avete presente quanto è alta una rete da pallavolo? Io sì. L’ho vista durante le riprese del film. È talmente alta che se non sei un giocatore integro, il solo pensiero di riuscire a schiacciare un pallone dell’altra parte del campo è reato.
L’organizzazione mondiale della sanità in questo senso è stata categorica: arrestate tutti quelli che ci provano. E nel mio caso era una rete abbassata per esigenze cinematografiche.
Per fortuna la ragazze del Novara, squadra che ha prestato (poi a fatica le abbiamo restituite) le proprie atlete al film, mi hanno spiegato come fare e oggi posso dire con fierezza che anch’io ho avuto uno strappo muscolare dorsale con complicazioni e quattro mesi di stop.
Detto questo, cosa aggiungere?
Tre considerazioni; queste: lo sport è bello. Se è femminile è meglio. Se è pallavolo, grazie…
Da LVF



