Mauro Berruto è il nuovo allenatore della Nazionale italiana di pallavolo. Un allenatore filosofo, un allenatore scrittore, un allenatore che arriva dall’oratorio… Queste sono soltanto alcune delle cose scritte su Berruto nei giorni coincidenti con la ‘lunga’ investitura del tecnico torinese con il tam-tam andato avanti per giorni e la nomina via tv (caso più unico che raro) del presidente Carlo Magri arrivata con due giorni d’anticipo rispetto alla ratifica del consiglio federale.
Tutto vero. Prima ancora, però, Mauro Berruto è un uomo testardo al punto giusto, ottimo motivatore, grande osservatore, poco incline al ruffianesimo (così Boccaccio chiamava quest’arte invisa a molti e amatissima da altrettanti), capace di condensare in poche frasi i propri pensieri. Basta leggere alcune delle note sul suo profilo Facebook, per esempio quelle scritte in occasione delle ultime trasferte di Coppa della Lube Macerata. Non parla di pallavolo ma di vita. Parlava di vita anche in ‘Andiamo a Vera Cruz con quattro acca’ e ‘Indipendiente sporting’, i due libri che ha scritto nel 2005 e nel 2007 che meritano di essere letti.
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