FLORENS CASTELLANA – SCAVOLINI PESARO 3-2 (25-16; 26-28; 25-18; 19-25; 15-11)
FLORENS: Okaka 9, Jontes 15, Ravetta 24, Moy 14, Ritschelova 13, Caracuta 3; Minervini (L), Menghi, Moretti. N.e. Galeotti, Sirressi. All. Radogna.
SCAVOLINI: Saccomani 11, Manzano 14, Flier 20, S. Usic 17, Guiggi 8, Ferretti 3; De Gennaro (L), Olivotto 1, Pascucci. N.e. Mari, M. Usic. All. Tofoli. ARBITRI 25-16 (21′), 26-28 (29′), 25-18 (26′), 19-25 (25’), 15-11 (15′). Florens: battute sbagliate 13; battute vincenti 9; ricezione 67% (prf 38%); attacco 34%; errori 24; muri 12. Scavolini: battute sbagliate 11; battute vincenti 2; ricezione 46% (prf 33%); attacco 34%; errori 32; muri 16.
.
Traguardo storico per la Florens Castellana che centra il centesimo successo della sua storia nei campionati di serie A, e che, soprattutto, strappa due punti importantissimi alle campionesse d’Italia di Pesaro, che finora non avevano mai perso al Palagrotte.
Un altro successo prestigioso quindi per il team di coach Radogna dopo l’affermazione di Modena, frutto di una gara aggressiva e di una correlazione muro – difesa molto efficace.
Le due squadre si presentano con due pesanti assenze: per le pugliesi out Sirressi, sostituita dalla sedicenne Simona Minervini, all’esordio nella massima serie (l’anno scorso giocava in serie D nel settore giovanile); tra le marchigiane fuori Hooker, bloccata da problemi intestinali.
Alla lunga, l’assenza più pesante sarà proprio quella della statunitense, visto l’esito della gara; nel primo parziale, Pesaro punta Minervini in ricezione: si rivelerà una tattica suicida visto che la giovanissima barese si fa trovare pronta su ogni pallone. La differenza sta proprio al servizio; Castellana, pur sbagliando tanto (ben 7 errori), manda in tilt la ricezione ospite, con Saccomanni in evidente difficoltà . Pesaro non riesce a contenere le attaccanti biacnorosse, con Ravetta implacabile anche da seconda linea. Sul 12-6 Tofoli ha già esaurito i due time out discrezionali, senza però sortire alcun effetto dato che le sue ragazze non riescono a reagire e cedono 25-16.
Stesso copione anche in avvio di secondo set; Pesaro appare svogliata e superficiale, mentre la Florens si esalta in ogni fondamentale; la regia di Ferretti sembra piuttosto appannata, così come si rivela decisamente sottotono la correlazione muro difesa. Le locali arrivano fino al 16-10, poi però la Scavolini si ricorda di essere la squadra campione d’Italia e si riporta sotto grazie a due muri di Manzano, che trova finalmente il modo di fermare una Ravetta indiavolata. Ed è quantomeno singolare che il break delle pesaresi arrivi senza Ferretti in campo, sostituita da Olivotto nel tentativo di alzare il muro.
Le sorti del set sembrano rovesciate, dato che Pesaro trova finalmente un po’ di efficacia in attacco con Usic e Flier, mentre calano alla distanza le laterali pugliesi. Alla fine è Ferretti a regalare il pareggio chiudendo sul 28-26.
Nella terza frazione la Florens non sbaglia nulla; la premiata ditta Moy – Minervini blocca ogni tentativo pesarese, Ritchelova e Jontes si alternano in attacco ben ispirate da Caracuta. Castellana sempre avanti piazza il break decisivo ancora col servizio di Ravetta che bersaglia Saccomani.
Intensissimo il quarto set; punto a punto fino al 17 pari, Flier si carica il peso dell’attacco sulle proprie spalle e martella da ogni posizione; De Gennaro tiene bene sulle bordate di Ravetta, Manzano mura e Ferretti ritrova lucidità . Break decisivo ancora firmato Flier per il 19-25.
Tie break palpitante, con le pugliesi che provano l’impresa e si portano subito avanti; grande difesa agevolata da un muro che tocca quel tanto che basta e la pipe di Ravetta consentono alle locali di portarsi fino al 12-10. A Pesaro non basta Flier. Okaka prima mura e poi in attacco trova il punto della vittoria. (15-11)
Benissimo dunque la Florens, con Moy e Minervini su tutte; la prima abilissima sia in prima che in seconda linea, la seconda che con la grinta e la freddezza di una veterana ha dimostrato di essere degna del palcoscenico della massima serie. In crescita anche Okaka e Caracuta, si confermano sicurezze Ravetta e le due centrali.
Assolutamente da rivedere Pesaro; troppi 40 errori totali, male la ricezione e la difesa, sottotono Guiggi, a corrente alternata Flier e Usic. Da rivedere anche la distribuzione di Ferretti, con Castellana che non ha mai sofferto a muro la differenza di centimetri tra Caracuta e Usic.
Tofoli avrà molto da lavorare per tenere in alto le sue ragazze, Radogna invece sembra aver trovato la strada giusta per giocarsela fino alla fine.
.
Leo Netti – Foto Max Marini

Pensiero sparso sulla partita del PalaGrotte.
Ha vinto chi ha difeso tanto e meglio, chi ha avuto la pazienza di rigiocare ogni azione, chi non ha avuto la presunzione di fare punto sempre e comunque al primo pallone toccato. Poteva finire tranquillamente 3-1 se solo Radogna avesse anticipato di 5 minuti il cambio di Okaka, bersagliata in ricezione, senza aspettare i putni finali del IV set. Si è visto nel tie break che il riposo sul finire del quarto parziale l’ha rinvigorita.
Castellana era in campo con due liberi. La piccola e giovane Minervini (che ha finito la gara in calando ma è stata una grandissima) e la peruviana Moy: onnipresente in campo, difese spettacolari, umile e paziente in attacco, una operaia. La migliore in campo. Per non parlare del capitano: che grinta!
Pesaro era in evidente giornata no, forse con la testa alla Supercoppa, almeno così voglio pensare. Brutta partita, tante pallette sbagliate. Ricezione e difesa piuttosto traballanti con Ferretti in affanno al palleggio. Dalla squadra campione d’Italia e con campionesse del calibro di Flier, Guiggi, ecc. ti aspetti quella giusta cattiveria agonistica o quanto meno una reazione. Questa volta non c’è stata né l’una né l’altra. Anche perchè dalla panchina nulla si muoveva.