E’ andata! Anche se con qualche sofferenza di troppo, comunque prevedibile vista la consistenza dell’avversario, la Scavolini è approdata al turno successivo di Champions. Resta solo da stabilire se come seconda o terza e ciò si deciderà, nello scontro decisivo di martedì prossimo in terra polacca, contro il Bielsko Biala. E sì, perché per sperare nel primo posto, ci vuole un autentico suicidio di Baku contro la modesta Dinamo Bucarest.

Tofoli era perfettamente a conoscenza delle insidie di questo match: la qualità delle azzere, la prima partita dopo la sosta e l’amichevole con Urbino, seppur giocato con le seconde linee, devono aver turbato la vigilia del coach biancorosso…

“E’ stata una battaglia come da previsione –esordisce Tofoli – loro hanno una batteria di attaccanti da far paura e lo hanno dimostrato. Onore quindi alle nostre ragazze che, non solo le hanno tenuto testa, ma hanno anche vinto”.

Cosa ti è piaciuto?

“L’approccio al tie break. Finalmente abbiamo “aggredito” il quinto set come chiedo sempre alle ragazze prima di cominciarlo: è propedeutico a creare una mentalità vincente”.

Cosa, invece, non è andato?

“Sorvolando sugli arbitri (soprattutto sul secondo, il croato Hranic – ndr), abbiamo ancora commesso degli errori banali ma che, contro squadre di questo calibro, non puoi permetterti. Dobbiamo imparare a giocare con più semplicità: il volley è questo e noi abbiamo le carte in regola per fare bene giocando senza complicarci troppo la vita”.

Il fondamentale del muro ha fatto la differenza: bene nei set vinti, male in quelli persi…

“Sì, però la squadra mi ha convinto: Baku ha giocatrici in grado di passare anche sopra le mani del muro e la difesa ha retto bene, permettendo alla Ferretti di orchestrare il gioco da par suo”.

A proposito di difesa, è difficile non sottolineare la prova della De Gennaro…

“Monica sta crescendo molto: è costante e la sua voglia di mettersi in gioco continuamente le permetterà di raggiungere livelli eccelsi”.

Lupus in fabula: ecco la De Gennaro, sicuramente determinante per la vittoria…

“Migliore in campo? Non direi – si sminuisce la campana – E’ stata la squadra tutta ad aver pratico bene il fondamentale muro-difesa che ci ha permesso di battere una signora squadra qual è Baku. E’ certo che è difficile, nonostante avessimo studiato le loro traiettorie, tenere testa alle azzere ed è per questo che abbiamo forzato anche la battuta, mettendole in difficoltà in ricezione e, quindi, nella ricostruzione del gioco”.

E Ferretti, essendo una campionessa, ha permesso a tutte le attaccanti di andare in doppia cifra, eccezion fatta per Manzano che si è fermata un punto appena sotto la decina… Ecco la Flier (19 punti – ndr).

“Sono molto contenta del risultato: Baku, finora, era stata l’unica squadra a non averci permesso di conquistare punti e questa vittoria dà morale e ci permette di guardare al futuro con più fiducia”.

Oltre che in attacco, hai fatto male anche in battuta…

“Sì, a inizio stagione non ero molto soddisfatta di questo fondamentale perché, pur sbagliando poco, non ero incisiva come so di poter essere. Stasera è andata bene e questo mi conforta per il futuro. Inoltre, la battuta è il primo fondamentale per mettere in difficoltà le avversarie e stasera (giovedì per chi legge – ndr) ci siamo riuscite discretamente”.

E domenica c’è Novara: con che spirito si prepara la ex di turno?

Sospira prima di rispondere…: “Già, c’è Novara ma ho voglia di giocare questa partita” risponde senza essere troppo convinta. Ai posteri, sull’esito della sua prestazione, l’ardua sentenza…

Chiude il giro Destinee Hooker (20 punti, miglior realizzatrice biancorossa – ndr) che, a fine partita, lascia gli astanti un po’ in apprensione a causa della borsa del ghiaccio appoggiata sulla mano destra…

“Nulla di grave – tranquillizza tutti – è solo una botta rimediata in allenamento in uno scontro fortuito con la Flier. La partita? E’ andata come doveva: noi abbiamo ancora tanti margini di miglioramento e il tempo gioca a nostro favore”.

Come procede il tuo inserimento?

“All’inizio è stata dura, soprattutto per la scarsa conoscenza dell’italiano; adesso va meglio ma, come detto prima, possiamo ancora crescere… Cosa conosco della vostra lingua? Tutte parole legate alla pallavolo…”.

Fabrizio Bontà