Nell’immaginario collettivo, un viaggio negli Stati Uniti rappresenta un’esperienza formativa appagante, completa… On the road, insomma, secondo l’epopea di un’intera nazione che vive in movimento perpetuo, abituata a mettersi in discussione, a provare nuove esperienze, a coltivarle, a diffonderle: allo scopo comunque di conoscere sempre meglio sé stessi.
Per un beacher professionista, poi, è indubbio come la magica spiaggia di Manhattan Beach, in California, rivesta qualcosa di magico, di storico, in uno dei due Paesi (insieme al Brasile) che hanno dato i natali al beach volley e che rivestono quindi un ruolo guida nel movimento mondiale.
Sei atleti azzurri sono partiti domenica alla volta degli States pronti ad iniziare la preparazione per la nuova stagione che prenderà il via in aprile e BeachVolleyMagazine non poteva lasciarli andare senza prima fare due chiacchiere con loro.
Ecco allora che sabato li ho disturbati… chi nel bel mezzo di un convegno, chi indaffarato con gli ultimi preparativi, chi aveva appena finito allenamento. All’appello è mancato solamente Paolo Ingrosso… vorrà dire che al ritorno spetterà a lui raccontarci come è andata!
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