Ilaria Garzaro, giovane centrale della Chateau D’Ax, una delle migliori nel suo ruolo in questo campionato 2010/2011. La sua storia pallavolistica, se non ricordiamo male, inizia proprio da Urbino, con il Trofeo delle Regioni disputatosi nel 2001, ma da allora sino ad oggi, in questo arco di tempo si sono succedute tante ‘avventure’  per lei nella pallavolo. Non ultima, il bel successo contro la formazione della Stella Rossa di Belgrado che ha permesso alla Chateau d’Ax di accedere alla finale di Coppa Cev, in cui lei stessa è stata miglior realizzatrice, con ben 20 punti all’ attivo.
Quali sono le esperienze che ti hanno lasciato sia amarezze e delusioni, che soddisfazioni?
Bhe…sicuramente quando sono partita per il Club Italia è stato difficile uscire di casa non ancora 15enne, sia per me che per la mia famiglia, perchè tutti abbiamo dovuto stringere i denti all’ inizio per riuscire a superare la lontananza. Ma guardando indietro posso tranquillamente dire che ne è valsa la pena e rifarei tutto quello che ho fatto! Certo è difficile passare le feste o i compleanni lontano dalla mia famiglia, ma fortunatamente nel mio fidanzato in questi ultimi anni ho trovato una figura stabile e presente che mi aiuta quotidianamente in quello che faccio, non solo all’ interno del mio lavoro, perchè è un preparatore atletico, ma anche fuori dal campo. Tutto questo è stato molto importante per me.
Primo anno ad Urbino, questo, in cui sei arrivata dopo l’esperienza estiva in nazionale, e ti sei trovata a giocare con una squadra completamente nuova. Quali sono e sono stati i tuoi sentimenti nell’arco di questi mesi lavorativi, dallo staff tecnico alle compagne
All’ inizio non è stato facile perchè sono arrivata a metà novembre, a pochi giorni dalla partenza del campionato, dopo l’esperienza del Mondiale in Giappone e dovevo integrarmi il prima possibile in un gruppo che lavorava insieme già da due mesi. Con il passare del tempo ho trovato un ottimo feeling sia con le compagne di squadra, dentro e fuori dal campo, sia con lo staff tecnico; io, da parte mia, ho cercato di dare il mio contributo portando la mia esperienza in modo da aiutare la squadra per formare un bel gruppo. Proprio questo credo che sia il nostro segreto che ci ha permesso di ottenere buoni risultati fino ad ora.
Il tuo rapporto con la Nazionale? In particolare come hai vissuto l’ultima ‘avventura’ agli ordini di Barbolini dopo avere trascorso tre stagioni con il Club Italia?
Indubbiamente per me il Club Italia ha rappresentato molto perchè è stato il mio trampolino di lancio. Questa esperienza mi ha permesso di vestire la maglia azzurra con tutta la trafila delle nazionali giovanili, fino alla nazionale maggiore e tutto ciò sicuramente mi fatto crescere sia tecnicamente che come persona. Il Mondiale in Giappone per me è stato un sogno che si è realizzato! Ho avuto modo di condividere quest’esperienza con un bel gruppo molto affiatato e compatto formato da grandissime giocatrici, da un fantastico staff tecnico, entrambe di grande spessore non solo tecnico, ma anche umano.  Tutte le volte che vesto la maglia della nazionale è per me motivo di grande orgoglio e una immensa emozione e ringrazio perciò Massimo mi ha dato questa opportunità .
Quali sono i tuoi obiettivi immediati e quelli un po’ più avanti nel futuro?
Nell’ immediato vorrei vincere qualcosa di importante con la Chateau d’ Ax Urbino e mi auguro di continuare il mio percorso con la nazionale. Per quanto riguarda il futuro non ci penso, cerco di vivere il presente dando sempre il massimo in quello che faccio.
Hai da svelare i segreti dei tuoi successi … Ma anche di qualche insuccesso?
Il segreto dei successi è l’ allenamento quotidiano. Mi è stato insegnato che il rispetto per l’ avversario e per il proprio lavoro in palestra è l’ arma fondamentale che il più delle volte fa la differenza in campo. Se si esce dal campo a testa alta anche dopo una sconfitta, sapendo di aver dato tutto, sarà meno pesante da digerire. A volte infatti, dietro gli insuccessi c’è la poca umiltà e il fatto di sentirsi arrivati ed è la cosa più brutta che può passare nella testa di uno sportivo. Io credo che un’ atleta non si debba mai accontentare e che con il lavoro possa avere sempre margini di miglioramento.
Domanda clou … cosa vorresti fare da grande?
Ancora mi vedo come giocatrice e non so cosa potrebbe succedere fra tanti anni (spero almeno venti). Sicuramente mi piacerebbe riprendere a studiare stabilmente con l’università , ma come primo desiderio c’è il costruire una famiglia. Per adesso non credo che allenare possa rientrare nel mio futuro, ma nella vita non si sa mai…
M. Novella Ferri – Foto Matteo Albergucci, Ilaria Garzaro
