Scavolini – Asytel 3-1 (25-23; 25-18; 16-25; 34-32)

SCAVOLINI PESARO: Brinker 12, Manzano 9, Ortolani 10, Klineman 23, Okuniewska 14, Ferretti 2; De Gennaro M. (L), Agostinetto, Saccomani, Cardani. N.e.: Ampudia, De Gennaro L. All.: Pedullà

ASYSTEL NOVARA:  Velijkovic 7, Barun 17, Horvath 15, Folie 12, Camera 2, Barcellini 16; Sansonna (L), Frigo, Bechis, Zardo.  All.: Caprara.

ARBITRI: Frapiccini e Sampaolo.

Scavolini: battute sbagliate 7; battute vincenti 2; ricezione 54% (prf. 23%); attacco 33%; errori 28; muri 16.

Asystel: battute sbagliate 12; battute vincenti 6; ricezione 39% (prf. 8%); attacco 31%; errori 25; muri 12.

PESARO – Vittoria fondamentale (la quarta nelle ultime cinque partite – ndr) di una Scavolini non bella ma efficace al cospetto di Novara che ha perso subito Bechis, subentrata a Camera (distorsione alla caviglia sinistra – ndr) nel corso del primo set.  Pesaro parte subito alla grande (5-0) grazie alle ottime difese, soprattutto del libero De Gennaro (la quale risulterà, alla fine, tra le migliori – ndr) obbligando Caprara a fermare subito il match con un time out discrezionale. Ma Novara torna subito in partita impattando sul 6-6. Si procede punto a punto fino al 21-19 ma L’Asystel non molla e raggiunge la Scavolini sul 23 pari per poi rifarsi scavalcare proprio in dirittura d’arrivo con Okuniewska che, con una fast, mette tutti d’accordo.

Il secondo parziale è sulla falsa riga del primo: la Scavolini tenta, ripetutamente, la fuga ma Novara è sempre alle costole delle pesaresi: solo nel finale Ferretti e compagne si scrollano di dosso le ospiti e vanno sul 2-0. La partita è tutt’altro che entusiasmante e Caprara, in panchina, comincia il suo show: da metà del terzo set in poi fa dirigere i time out dal suo secondo, Camardese, per poi “riapparire”, ogni tanto, per protestare contro qualche decisione arbitrale o redarguire le proprie ragazze.

Nel terzo set, Novara prende subito il comando delle operazioni grazie anche a una Scavolini molto fallosa (dei primi dieci punti dell’Asystel, sei sono frutto di errori delle padrone di casa – ndr) e le piemontesi ne approfittano per una fuga che risulterà decisiva per aggiudicarsi il parziale e riaprire la partita.

Il quarto, e ultimo, set (sicuramente il più entusiasmante di una brutta partita – ndr) sembra una sfida tra Brinker e l’Asystel: la nazionale tedesca crea quasi subito il primo break con quattro punti consecutivi (12-9). Pesaro mantiene tre punti di vantaggio fino allo strappo sul finale, portandosi sul 21-16. Partita chiusa? Macchè! Caprara chiama due time out consecutivi che mandano in confusione Pesaro, capace di dilapidare tutto il vantaggio, concedendo un parziale di 7-1 alle ospiti (dal 16-21 al 23-22 – ndr) con Barun che sale in cattedra. A questo punto comincia un’altalena di emozioni vietate ai deboli di cuore: la Scavolini, dopo sei set point, chiude la contesa in proprio favore grazie a un banalissimo errore, in attacco, di Barun e a un muro decisivo, in coabitazione, tra capitan Ferretti e Okuniewska. Non bisogna però dimenticare le quattro occasioni sprecate da Novara. In sintesi: è stato più avvincente l’ultimo scorcio di quarto set che tutto il match…

E ora? Pesaro ha chiuso la regular season in casa: ora è attesa da tre trasferte, di cui due (Pavia e Chieri – ndr) tutt’altro che proibitive, e con Bergamo che sarà reduce dalla doppia sfida, in Champions, con Villa Cortese.

Per Novara, il futuro è legato alla caviglia di Bechis: se l’infortunio si rivelerà più grave del previsto, le piemontesi rischieranno grosso perché ora la classifica è molto corta. Vedremo…

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Per la prima volta non siamo riusciti a raccogliere le impressioni della squadra ospite: Caprara, al termine del match ha richiamato, immediatamente, le sue ragazze nello spogliatoio e una gola profonda ci ha confidato che, dopo 5’ di stretching ha ordinato alla sua squadra di salire immediatamente sul pullman senza neanche fare la doccia. Immaginiamo lo sconforto per una sconfitta che brucia, e già nel corso della partita, il tecnico piemontese aveva mostrato la sua insofferenza: da metà del terzo set, infatti, si è seduto in panchina impartendo solo a sprazzi qualche consiglio alla sua squadra. Tant’è…

Di ben altro umore, e ne ha ben donde, il collega pesarese: Pedullà gongola per una vittoria importante…

“Sono stato fortunato (lui userà un termine più colorito – ndr) nel pronosticare due punti con Villa Cortese e tre con Novara. Ma io credo in questa squadra e, ogni volta, chiedo alle ragazze di dare l’anima e i risultati si vedono”.

Quarta vittoria consecutiva, un bell’andare…

“Siamo vivi! Prima di questo filotto abbiamo perso solo con Busto Arsizio che, tra l’altro, è l’unica squadra che non siamo riuscite a battere…”.

Perché questa incostanza di rendimento?

“Perché vogliamo emozionare il pubblico, tenendo sempre vivo lo spettacolo – celia il Prof. – Partita brutta? Mah, di certo il fatto di aver vinto i primi due set con apparente facilità ci ha fatto credere di fare un sol boccone di Novara, squadra mai doma che, ed è bene ricordarlo, era imbattuta in questo girone di ritorno”.

Ciò che conforta è la conferma della difesa: granitica e reattiva…

“Questo aspetto mi fa particolarmente piacere perché è coinciso con la crescita tecnica di alcune giocatrici che ora ci fanno eccellere in questo fondamentale”.

La parola a chi ha ottenuto la palma della migliore in campo: Monica De Gennaro ha confermato di essere in forma da Nazionale!

“Tutta la squadra ha dimostrato spessore, e non era facile poiché venivamo da tre partite in sei giorni, dopo lo stop dovuto al maltempo – esordisce il libero biancorosso – Abbiamo fatto bene per metà partita per poi vanificare tutto nel terzo set e rischiando troppo nel quarto, quando loro hanno cominciato ad essere più incisive sia in attacco che in difesa”.

Perché questi cali di concentrazione?

“La partita è stata brutta e noi ci abbiamo messo del nostro per i motivi che dicevo prima. L’importante è stato riprendersi in tempo  per conquistare questi preziosi tre punti in uno scontro diretto”.

Chiosa finale per capitan Ferretti.

“Chiudere un set 34-32 è come aver giocato il tie break. Sul 21-16 ci siamo illuse di aver chiuso la partita e, invece, onore al merito a Novara che, grazie alla difesa, è rientrata in partita rischiando di andare al quinto set che non ci avrebbe sicuramente visto partire avvantaggiate, almeno dal punto di vista psicologico. Dove dobbiamo migliorare? Sicuramente nella costanza del gioco: dobbiamo imparare a essere più continue e gestire meglio alcuni palloni senza farsi prendere dalla frenesia di chiudere immediatamente il punto”.

Avete chiuso la stagione tra le mura amiche anche se le trasferte rimaste, tolta Bergamo, non sembrano proibitive…

E invece non dobbiamo cadere nell’errore di considerare già scontate le vittorie con Pavia e Chieri perché questa stagione ha dimostrato come si possa vincere e perdere con chiunque. Dovremo entrare in campo sempre concentrate perché la classifica è talmente corta che potremmo essere quinte come ottave”.

Fabrizio Bontà – Foto Quaglia