Villa-Foppa, atto III. O, se si vuole svincolare l’Europa dal quadrittico di incontri tra le lombarde, andata dei Quarti di finale di CEV Champions League. Entrambe le squadre si giocano una buona fetta di stagione, in queste due gare, perchè andare alle Final Four di Baku potrebbe davvero segnare la svolta di un’annata, finora soprattutto per Villa Cortese, dal sapore amarognolo. Bergamo, dal canto suo, si è messa in bacheca la sesta Supercoppa Italiana, vincendo il primo tie break dell’anno, ma sa che partite come quella di stasera si vincono con la testa, fredda, e con il cuore, caldo. Ma, soprattutto, con la fame.

Stasera Villa Cortese ha vinto la gara in ogni parte del campo, a partire dalla gestione della panchina, con coach Abbondanza che ha preparato la sfida in ogni minimo dettaglio; solo i famosi “cali di tensione”, palesati nel primo set, hanno rischiato di minare il progetto del tecnico romagnolo. La Foppa, non la migliore della stagione, tra l’altro, non è mai riuscita a dare un cambio di ritmo alla sua prestazione, anche a causa di tre fattori che sono stati determinanti.

– Wilson e il “muro difesa”: monumentale Makare Wilson, in difesa non ha concesso praticamente nulla agli attacchi di Bergamo e merita una menzione particolare (anche per i suoi 17 punti, di cui 7 muri). Il sistema muro-difesa di Villa, però, stasera è stato efficiente, ha messo in difficoltà la Foppa togliendo a Quaranta e Piccinini (contro cui Villa andava a muro in tre) molte giocate. La statunitense ha stravinto il duello con le dirimpettaie, grazie anche all’ennesima buona prestazione di Martina Guiggi, meno appariscente ma tutta concretezza.

– il Fattore-Cate: Lucia non ha giocato perchè infortunata, d’accordo. Ma pensare che Caterina Bosetti, stasera, giochi solo per questo motivo, è assolutamente riduttivo. Lo conferma Abbondanza in sala stampa, dicendo che Caterina stasera era nello starting six per ragioni “fisiche e tecniche”. Lucia, negli ultimi due incontri con Bergamo, è stata letta dal muro orobico come un libro aperto, dal momento che le sue ex compagne conoscono alla pefezione i suoi movimenti. L’innesto di Caterina ha sparigliato le carte, e ha messo finalmente in mostra, sul palcoscenico europeo, il potenziale di una delle più giovani e in prospettiva forti schiacciatrici italiane.

-il fattore umano:  qui, protagonista assoluto è Abbondanza. In primis, perchè ha tenuto in campo la Bosettina nonostante il primo set, dandole fiducia e garantendole la possibilità di giocare la partita a livelli altissimi. Poi, ha studiato Bergamo nei minimi dettagli, non ha lasciato davvero nulla al caso, e proprio per questo possiamo affermare che stasera Villa Cortese ha fatto la gara, nel bene e nel male. E, soprattutto, ha saputo infondere nelle sue giocatrici calma, sicurezza e “thinking positive”; dopo 3 sconfitte consecutive, due delle quali proprio contro la Foppa, non era facile stasera invertire la tendenza, in una gara di quarti di finale di Champions League e tra le mura amiche, con la pressione di dover vincere. Abbondanza è riuscito nel compito più difficile: resettare il recente passato e ripartire. Se la missione sarà compiuta, lo sapremo solo mercoledì prossimo a Treviglio.

Matteo Mangiarotti – Foto Matteo Quaglia