Scavolini – Villa Cortese 3-2 (25-23; 25-20; 22-25; 22-25; 15-13)
SCAVOLINI PESARO: Okuniewska 8, Ferretti 2, Brinker 19, Manzano 11, Ortolani 14, Klineman 24; De Gennaro M. (L), Saccomani 2, Cardani, De Gennaro L. N.e.: Agostinetto, Ampudia. All.: Pedullà.
MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Guiggi 12, Berg 2, Bosetti L. 6, Wilson 10, Pavan 31, Cruz 18; Puerari (L.), Perinelli 1, Pincerato, Barborkova, Bosetti C. 4. N.e.: Carocci, Stufi. All.: Abbondanza.
ARBITRI: Piersanti e Puletti.
Scavolini: battute sbagliate 10; battute vincenti 5; ricezione 45% (prf. 24%); attacco 38%; errori 26; muri 16.
Villa Cortese: battute sbagliate 10; battute vincenti 6; ricezione 57% (prf. 18%); attacco 41%; errori 30; muri 9.
PESARO – Dopo la sonante sconfitta in quel di Castellanza, la Scavolini si riprende e costringe Villa Cortese (nella settimana più importante della storia delle milanesi, quella che porta alle finali di Champions – ndr) agli straordinari, con la “bella” di martedì, per accedere alle semifinali.
In pochi, forse, dopo gara 1, avrebbero scommesso di trovare una Scavolini così tonica e attenta anche se questa partita, più delle altre, è stata il film della stagione biancorossa: con Ferretti e compagne a fare e disfare come la migliore delle Penelopi omeriane (citazione “rubata” a un collega in sala stampa – ndr).
Villa Cortese, sulla scorta di quanto già fatto, prova a ripetere la prestazione di qualche giorno fa e parte a razzo (10-3) con Pavan e Cruz sugli scudi. Ma l’aria di casa deve fare bene alla Scavolini che, con Klineman in battuta, piazza un break di 5-0 riaprendo la contesa e dimostrando alla truppa di Abbondanza di essere ancora vive. E così è Brinker a firmare il primo vantaggio (13-12) della Scavolini e, da qui in poi, si procede punto a punto fino a che un errore di Pavan (la migliore fino a quel momento – ndr), un muro di Okuniewska sempre sull’opposto cortesino, e un ace di Ortolani chiudono il parziale in favore delle biancorosse.
Il secondo set parte ancora equilibrato fino all’11 pari quando la Scavolini, con Manzano prima e Ortolani poi al servizio, tentano una prima fuga (15-11) subito rintuzzata però dalle ospiti grazie anche a un paio di errori delle padrone di casa (un attacco fuori della Ferretti e un appoggio intelligente della Cruz sul muro di Okuniewska – ndr). Lo strappo decisivo arriva con Ortolani in battuta e con 2 punti consecutivi di Saccomani, entrata al posto della Ferretti, con un muro e un attacco, in diagonale, da posto 4.
Match chiuso? Macchè! Con questa Scavolini, mai dire mai… E così, nel terzo parziale quando ti aspetti le padrone di casa fare un sol boccone di Berg e compagne, ecco salire in cattedra Villa Cortese, nel frattempo cresciuta a muro e in difesa e grazie anche agli errori in serie della squadra di Pedullà, prendere, quasi subito, il largo per poi rintuzzare, senza grossi problemi, il ritorno delle padrone di casa nel finale.
Quarto set, sulla falsariga del primo, con la Scavolini che riprende a balbettare in ricezione (chiuderà il parziale con un misero 33% – ndr). Nonostante tutto, verso la parte centrale con un break di 5-0 (da 13-19 a 18-19 – ndr), Ferretti e compagne paiono riaprire la contesa per evitare il tie break ma un attacco non sfruttato a dovere da Brinker vanifica l’aggancio sul 19 pari e Villa ne approfitta, dall’alto della sua esperienza e della sua classe, per trascinare il match al quinto set.
Quinto set che pare arridere ancora alle ospiti che provano a fuggire per due volte, virando sul + 2 (8-6 ma subito recuperato dalla Scavolini) e, grazie a un errore di Brinker in attacco e a un muro della Wilson sulla Ortolani (10-8). Di qui, è un crescendo rossiniano di Ferretti e compagne che, con un parziale di 3-0 (Klineman, Manzano e un errore di Pavan – ndr), rovesciano le sorti della partita in proprio favore (11-10 per le biancorosse – ndr). Ma non è finita perché si andrà avanti punto a punto fino a che una parallela ben disegnata da Klineman e una fast respinta dal nastro di Guiggi (ferocemente contestata dalle ospiti – ndr) permettono alla Scavolini di giocarsi tutto, tra tre giorni, a Castellanza.
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E’ un Pedullà scherzoso e sereno quello che si presenta in sala stampa, al termine della maratona appena conclusa, contro Villa Cortese.
“Queste sono partite toste al cospetto di una compagine ricca di giocatrici di talento. Noi siamo state brave a rimanere in partita anche quando abbiamo subito il loro ritorno”.
Questa partita è parsa lo specchio di tutta la stagione: se la Scavolini gioca può rendere la vita difficile a chiunque; se non gioca, si rischiano le figuracce come quella rimediata a Pavia…
“Sì, ma non vorrei più ricordare quel triste episodio. Tornando alla partita e alla nostra vittoria, paradossalmente, mi sento di affermare che martedì il peso delle responsabilità sarà tutto sulle loro spalle e questo potrebbe favorirci. Anche perché non potranno rischiare a servizio com’è successo in gara 1 perché gara 3 non ammetterà repliche, e ogni errore potrebbe pesare sull’economia della partita e sul futuro della stagione di entrambe”.
Bene a muro, ancora male in ricezione, soprattutto nel primo e nel quarto set.
“Ecco, qui è lo specchio della nostra stagione: siamo migliorati sull’asse muro-difesa ma non in ricezione dove ci vuole tempo per assimilare e far proprio questo fondamentale. E così, mentre nel primo set siamo rimaste concentrate riuscendo a recuperare il divario che si era creato eccellendo in altri fondamentali, altrettanto non si può dire nel quarto dove, non dimentichiamocelo, di fronte avevamo la seconda forza del campionato che, giocando la sua partita, non ci ha permesso di recuperare”.
Che partita vedremo martedì?
“Simile a questa con un distinguo: se loro vorranno metterci in difficoltà dovranno forzare la battuta che non mi pare il loro fondamentale migliore e, se non saranno in grado di sfruttare la nostra scarsa ricezione, saranno loro ad andare in crisi perché noi sappiamo fare male anche su palla alta come abbiamo dimostrato in questo match”.
Il microfono a Serena Ortolani.
“Abbiamo giocato i primi due set molto concentrate: questo ci ha permesso di giocare la nostra pallavolo e di aggiudicarceli. Poi, ci siamo un po’ smarrite, ricadendo nei soliti errori banali che ci fanno perdere la bussola e io, soprattutto nel terzo, non sono pervenuta (le statistiche, impietose, riporteranno uno 0 su 11, in attacco, per la ravennate – ndr). Poi ci siamo riprese, tutte insieme, nel quinto e abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari, vincendo”.
Solito film…
“Purtroppo sì: tutto dipende da noi. Credo tantissimo nelle qualità di questa squadra ma, vuoi l’età media molto bassa, vuoi forse il fatto di non avere ancora un’identità di squadra ben precisa, ci porta a volte a incupirci quando le cose non girano. Invece dobbiamo giocare serene e spensierate e, il resto verrà di conseguenza”.
Capitan Ferretti.
“Sinceramente, sul 2-0, mi aspettavo un ritorno di Villa che è, puntualmente, arrivato. Non so se loro sono arrivate a Pesaro troppo sicure di vincere, anche inconsciamente, a volte, succede. Noi, siamo le solite: e anche a causa dei nostri black out abbiamo permesso loro di guadagnarsi il tie break. Poi, il quinto set sappiamo com’è: punto a punto, palla su palla e vince chi sbaglia meno. Di certo, noi abbiamo giocato una partita diametralmente opposta a gara 1, difendendo di più, e questo credo che abbia fatto la differenza”.
Sinceramente, vista dal campo, la palla del punto decisivo l’ha toccata il nastro o il nostro muro?
“A muro c’era Maren (Brinker – ndr) che dice di non averla toccata: io non ho motivo per non crederle…”.
E adesso su chi sarà la pressione maggiore?
“Su entrambe. Anche se credo che un pensiero in più per loro sarà l’imminente final four di Baku…”.
Chiosa finale con il coach di Villa Cortese, Marcello Abbondanza.
“Abbiamo sprecato troppe occasioni, a cominciare dal primo set dove, avanti di sette punti, non siamo riuscite a portare a casa il parziale. Cosa che si è ripetuta nel tie break dove, per due volte, siamo state in vantaggio (8-6 e 10-8 – ndr) ma non siamo state abbastanza concrete per chiudere il match. Troppi regali che Pesaro ha capitalizzato alla grande”.
Dopo una brutta partenza vi siete riprese, soprattutto sull’asse muro-difesa.
“Sì, ma ripeto: abbiamo sprecato troppo!”.
Martedì che Carnaghi vedremo?
“Una squadra che proverà a vincere, senza dimenticare che di fronte abbiamo la Scavolini. Questi sono i play off e chi ci è arrivato ha dimostrato di meritarselo: basta vedere che anche Piacenza è andata a vincere a Modena, guadagnandosi la bella. Di certo, vedremo una squadra senza paura viste le qualità che abbiamo”.
In tutta sincerità, quanto vi sta pesando il pensiero delle final fuor di Champions?
“Dopo gara 2 pesa tanto, perché adesso dovremo rigiocare martedì per poi partire alla volta di Baku giovedì: un tour de force che avremo volentieri evitato. Ma quest’anno, vista con gli occhi di un allenatore, posso affermare che è una stagione sbagliata e brutta: troppe partite in pochi giorni, calendari schizofrenici che non permettono di allenare una squadra con regolarità; con la ciliegina sulla torta di mettere le coppe in mezzo ai play off: credo che così ci rimetta lo spettacolo e la visibilità di questo meraviglioso sport”.
Come dargli torto?
Fabrizio Bontà
