In occasione della giornata finale di “Nordmeccanica Cup” al PalaFranzanti di Piacenza abbiamo avuto occasione di fare una chiacchierata con François Salvagni, nuovo coach di ChieriTorino, che non ha perso la possibilità di rivedere sul campo la sua ex squadra, Urbino, che si giocava il terzo posto contro Shanghai nell’ultima uscita stagionale.
Qual è il consuntivo degli anni vissuti ad Urbino, alla luce anche della buona stagione appena conclusa?
L’unico sentimento, che ho ribadito in questi giorni a livello privato e pubblico, che nutro nei confronti di Urbino è quello di gratitudine. Tre anni straordinari, partiti sotto il segno dell’incertezza con un titolo sportivo acquisito in tarda estate, con una squadra messa insieme negli ultimi giorni che a detta di tutti gli addetti ai lavori avrebbe fatto un miracolo a salvarsi e che ha chiuso la stagione al quinto posto. Quel quinto posto ci ha regalato la qualificazione in CEV Cup, che abbiamo vinto la stagione successiva cambiando nove dodicesimi di quel gruppo; quell’anno abbiamo chiuso al quarto posto e tutti ci avevano detto che sarebbe stato impossibile ripetersi, invece nella stagione appena conclusa abbiamo chiuso al terzo posto cambiando undici giocatrici su dodici, con la possibilità di partecipare alla Champions League grazie alla wild-card. Voglio ringraziare davvero tutti, la Società, le 32 ragazze che ho allenato in questi anni, ma soprattutto all’ambiente, al clima che si respira ad Urbino, pubblico, città, un’esperienza incredibile in cui ho messo tutto me stesso. Credo di essere riuscito, con l’aiuto di tutti, a fare qualcosa davvero di importante.
Qual è l’emozione più bella che ti ricordi di questi tre anni ad Urbino?
Non ho dubbi. Noi il primo anno vincemmo una gara 3-0 contro Villa Cortese in casa nostra, l’anno che Villa Cortese sembrava imbattibile e noi eravamo la matricola. Quel giorno non mi dimenticherò mai cosa ho provato, e quel giorno secondo me ha sancito l’ingresso di Urbino nel massimo campionato. Dopo quella vittoria tutti noi abbiamo preso coscienza di avere la dignità di poter stare in A1 e da quel giorno abbiamo fatto grandi cose.
Adesso comincia l’avventura con ChieriTorino…
Dopo tre anni così intensi non volevo accorgermi che avevo finito le energie da dare a questo gruppo, a questa Società, o dare qualcosa per scontato; per questo ho scelto un nuovo progetto, altri 3 anni ugualmente difficili ma ugualmente ambiziosi. Sarà un percorso molto affascinante, perchè proveremo a portare a Torino, una città da due milioni di abitanti, soddisfazioni e grandi risultati,sarà un’avventura in cui metterò ancora tutto me stesso. Spero di essere all’altezza del progetto, che approccio con grande entusiasmo.
Cosa ti ha colpito dell’ambiente di ChieriTorino, al primo impatto?
L’impatto più forte è legato alla città; non mi è mai capitato di vivere in una metropoli, coi pregi della piccola città perchè il connubio Chieri e Torino è veramente molto forte e ben gestito. L’impatto col PalaRuffini è molto forte anche quando è vuoto, un palazzetto con grande storia e grande fascino. Mi ha lasciato come l’impressione che sia tutto pronto per un grande spettacolo, toccherà a noi creare le condizioni perchè si realizzi questo grande spettacolo.
Ti seguirà a Torino qualcuna delle ragazze del gruppo di Urbino?
Quando tutto è finito, in maniera dolorosa perchè davvero nessuno voleva che la nostra avventura terminasse, ci siamo riuniti nello spogliatoio e ci siamo guardati negli occhi, dicendoci che avremmo fatto l’impossibile per continuare a lavorare insieme. Quello che si potrà fare si farà, nel rispetto di Urbino, nel rispetto della crescita delle ragazze e delle loro scelte. Sicuramente c’è la volontà con molte di loro di stare ancora insieme, ci proveremo seguendo la ”gerarchia” che dà la priorità agli obiettivi e ai progetti della Società Urbino. Vedremo poi se ci saranno le condizioni perchè questo avvenga.
Matteo Mangiarotti – Foto Urbino
