Classe ’90, 183 cm. di altezza: sono queste le “misure” della nuova palleggiatrice della Robursport Pesaro, Noemi Signorile, presentata nei giorni scorsi all’Ifi, sponsor che è rimasto, per il terzo anno consecutivo, al fianco della squadra biancorossa nonostante la dipartita del marchio storico di Valter  Scavolini e della grande crisi che sta attanagliando, da diverso tempo, il nostro Bel Paese.

Gli onori di casa li ha fatti ovviamente uno dei due soci dell’Azienda Ifi, che produce banchi frigo per  gli Esercizi Pubblici, Maurizio Testaguzzi che ha ringraziato la Robur per l’onore di avere ospite la nuova giocatrice delle Colibrì.

Il Presidente della Robur Sorbini, e il suo vice Sardella, hanno sottolineato questo aspetto e, rivolti alla Signorile, le hanno augurato di ripercorrere la stessa carriera della Ferretti, arrivata a Pesaro in sordina per poi essere il “cervello” dei tre, storici, scudetti consecutivi biancorossi.

La parola è poi passata alla protagonista, accompagnata da alcuni familiari.

“Sono veramente felice di essere arrivata a Pesaro perché la storia di questa città la precede. So di avere grandi responsabilità perché sono, effettivamente, al primo anno da titolare assoluta e ho una grande carica poiché devo riscattare la non brillante stagione passata. Conosco già De Gennaro, per averci giocato in Nazionale, e Ortolani perché siamo state compagne di squadra a Bergamo (vincendo uno scudetto – ndr). E, da quanto ne so, è stato costruito un bel gruppo giovane. Che tipo di palleggiatrice sono? Una che non ama fare il bagher per alzare e adora il gioco veloce (speriamo bene dopo le ultime due stagioni dove la ricezione biancorossa non ha certamente brillato per essere il fondamentale principale – ndr). Il mio idolo? – riprende dopo alcune domande extra sulla ricerca dello sponsor principale e del completamento del roster- Leo Lo Bianco! Stravedevo per lei: ho innumerevoli foto che ci ritraggono insieme… E sono riuscita a giocare con lei… Ho cercato di carpirle ogni segreto – riprende emozionata – e lei mi ha aiutato molto con i suoi consigli. Anche l’esperienza in Nazionale ha contribuito alla mia crescita e il fatto di aver vinto la World Cup mi ha reso orgogliosa di far parte di quella squadra”.

Chiosa finale sulle colleghe che hanno scelto lidi stranieri: “hanno fatto bene perché, soprattutto le più ‘anziane’, hanno avuto l’opportunità di monetizzare coronando carriere di un certo livello ma il nostro campionato resta di qualità e, sono convinta – conclude – che ci saranno sorprese”.

Fabrizio Bontà