D: Cosa sono queste cose che dici a Massimo (De Stefano, Direttore Generale della Asystel, n.d.r.)? Sto già registrando sai? Fraternizzi col nemico? Allora si può fare del gossip!…
R: Perché gossip? Semplicemente andiamo a mangiare tutti assieme da P….., lì si mangia bene.
D: Sempre al solito posto, allora. Ma c’è la tua maglietta appesa la?
R: Si che c’è! Ce n’è una della Nazionale Serba.
D: A parte gli scherzi, che effetto ti ha fatto ritrovarti qua di fronte al tuo ex pubblico?
R: Oh Dio, un’esperienza veramente difficile. Meravigliosa, perché immginavo che tutti quanti sarebbero stati contenti di vedermi, però così… Sono rimasta veramente un po’… non trovo neanche la parola! Mi veniva da piangere quando ho cominciato il primo set, perché veramente ho passato qui tre anni meravigliosi. Adesso, quando torno, ricordo tante belle cose che mi sono successe qui , e allora è difficile. Va beh, va beh, l’emozione è grande, è troppo difficile da spiegare, veramente!
D: Novara ti ha apprezzato e ti ha voluto bene. Stasera hai fatto di tutto per farti rimpiangere, a parte qualche errorino che ci sta in una partita, sei stata velenosa soprattutto da seconda linea.
R: Si qualche errorino c’è stato, potevo fare meglio, tutti potevamo fare meglio. Ma questo è stato veramente un giorno sbagliato, con due infortuni gravi. Non so quando sono successe cose come queste in una partita sola. Chi avrebbe detto che si sarebbero infortunate tutte e due.
D: Certo, mi pare che Ivana (Djerisilo) sia entrata al posto di Natalya (Mammadova), per cui si sono infortunate sia la titolare che la sua sostituta.
R: Si, ma infatti, non so, è veramente tutto un giorno sbagliato, perché cos’altro potevamo fare. Abbiamo giocato una bella partita, comunque abbiamo cercato di star dietro a Novara, ma abbiamo fatto troppi errori. Io ho fatto il mio lavoro come ho potuto. Non posso venire qui e dire che, siccome Novara è la mia squadra e ci ho passato tre anni meravigliosi, non gioco per niente.
D: No, no. Una professionista seria gioca sempre al massimo e tu lo sei. Certo che è difficile fare ipotesi, ma pensi che senza questi infortuni il match avrebbe potuto prendere una piega diversa?
R: Non so, però quando è entrata la Djerisilo abbiamo cominciato a giocare meglio. Forse per la reazione ha quello che era capitato a Mammadova, comunque mi è sembrato che fosse così. Poi quando è uscita anche lei le cose sono andate male. Con lei in campo potevamo ancora cambiare qualcosa, però senza di lei, mancando due schiacciatrice, dato che l’altra ragazza è un po’ più bassa è diventato tutto più difficile, anche per il muro e per la difesa. Poi tutte ci siamo impegnate, ma se manca il fisico… Obiettivamente credo che non potevamo vincere qui a Novara perché abbiamo giocato troppo male i primi due set per poi tornare e vincere tre a due. Se avessimo giocato un po’ meglio sarebbe diverso, però così davvero non credo. Comunque con dentro Ivana il quarto set non sarebbe terminato 25 a 18.
D: Da Novara a Zurigo. Due città e due mentalità diverse. Come ti trovi là?
R: Posso dire di stare bene, anche se mi manca l’Italia, perché gli svizzeri sono molto diversi rispetto agli italiani. Sono un po’ freddi, un po’ chiusi e si deve fare tutto come dicono le regole e questo a me non va molto bene. Io non sono fatta così, non posso fare proprio tutto secondo le regole, che posso dire? Poi guidare a Zurigo è una cosa impossibile! Sai ho guidato a 51 all’ora e adesso mi è arrivata una multa e devo pagare 120 franchi, che sono più o meno ottanta o novanta euro e ho oltrepassato solo di due km orari. Queste sono le cose brutte, ma la città è meravigliosa e mi trovo bene con la squadra, con le ragazze, con l’allenatore, con tutti quanti… Va beh, magari non sarò oggettiva se dico che mi piace più Novara o Zurigo, questo non si può dire….. Vediamo!
Brava, bella, sincera, allegra, solare. Tanti aggettivi per descrivere una ragazza seria che si pone con naturalezza e con la spontaneità di chi vuol essere accettata prima di tutto per quello che è, poi anche per quello che dimostra in campo.
Champion’s League: Asystel Novara – Voléro Zurigo 3-1 (26-24/25-18/25-27/25-20)
Tutto sommato una brutta partita. Sarà stata la tensione, saranno stati gli incidenti capitati (Natalya Mammadova distorsione alla caviglia, Ivana Djerisilo trauma al ginocchio, n.d.r.), ma il livello di gioco delle due contendenti non è stato eccelso.
La squadra svizzera, una vera e propria multinazionale del volley, ha contemporaneamente subito la trasferta e impensierito le piemontesi. In tutto questo, la presenza di una ex, Anja Spasojevic, che è stata a Novara nelle tre stagioni precedenti e che è stata molto apprezzata dal pubblico locale, ha dato un tocco dolce-amaro alla sfida.
E proprio ad Anja, alla fine dell’incontro, abbiamo chiesto cosa ha provato nel tornare in una città che l’ha molto amata e dove si era trovata molto bene.
A cura di A.Pustorino. Foto: Ilaria Savassi.
