Paola Amendola, giovane allenatore la scorsa stagione in forza al Giaveno Volley, cambia strada o meglio cambia nazione: incentivato da nuovi stimoli per la sua “carriera” Paolo andrà ad allenare in Spagna a Madrid nel Club Voleibol Alcobendas. In questa intervista ci parla di quella che sarà la sua nuova esperienza. Seguiteci!
Quest’anno il mercato è decollato in ritardo (da poco è arrivata l’ ufficializzazione delle squadre che prenderanno parte al campionato di A2 femminile): la tua ex squadra, rinnovata per 10/12, Santa Croce e Loreto le più attive sul mercato, alcune tue valutazioni in merito.
Effettivamente il mercato ha subito uno slittamento, data la situazione particolare nella quale ci si è trovati, però alcune società hanno giocato d’anticipo. Giaveno ha cambiato praticamente tutta la squadra, era inevitabile visto che non dovranno lottare più per la salvezza, obiettivo della stagione passata, ma si troveranno a competere per la promozione. Loreto rimane sicuramente una squadra competitiva e saprà riconfermarsi, ed al tempo stesso Santa Croce ha puntato su un allenatore e giocatrici in grado di fare quel salto di qualità che la società si aspetta. Occhi però ad alcune out-sider che non mancheranno di far parlare di loro.
Lo scorso hanno sei stato assieme a Beltrami di Chieri il tecnico più giovane della Serie A, entrambi alla prima esperienza da capo allenatore, seppur con obiettivi diversi, avete dato prova che in Italia i “giovani†sono all’altezza dei compiti.
Fa piacere poter avere delle occasioni per esprimere la propria professionalità . Io e Beltrami siamo riusciti a portare a termine gli obiettivi richiesti dalle rispettive società . Inoltre la soddisfazione è doppia poiché, sia nel mio caso che nel suo abbiamo dovuto affrontare situazioni complicate dettate da infortuni, che hanno pregiudicato l’andamento di parte della stagione, ma non il traguardo finale. Anche nel prossimo campionato si vedranno alcuni “giovani†su panchine di A1 e A2, e questo mi fa piacere.
E tu il prossimo anno dove allenerai, c’è ancora qualche panchina libera in A2…?
Non allenerò in A2 e non rimarrò in Italia…
E dove andrai?
Andrò in Spagna a Madrid nel Club Voleibol Alcobendas, a dirigere un progetto sul giovanile allenando al contempo la prima squadra che partecipa al campionato di Superliga2. Un lavoro completamente diverso, ma allo stesso tempo altamente stimolante per le potenzialità che ho intravisto.
Un altro allenatore italiano che esce dai confini nazionali per mettersi al servizio di un paese straniero, parlaci bene di ciò che sarà la tua futura esperienza..
È successo tutto molto velocemente, sono stato contattato da questo Club che è tra le prime tre società spagnole a livello giovanile e ha tra le sue fila diverse giocatrici delle nazionali giovanili. Mi hanno prenotato il primo volo disponibile e ho conosciuto il presidente con la quale ho avuto immediatamente una condivisione di obiettivi e competenza. Sarò il direttore generale del club, con competenze di direzione tecnica allenando la prima squadra che parteciperà al campionato di Superliga2. Questa squadra sarà composta per ¾ dalla Juniores con una aggiunta di qualche “over 18†ed il nostro obiettivo sarà rivolto alla crescita delle nostre giocatrici giovani e non al risultato di classifica in campionato.
Un progetto diverso rispetto alle tue ultime esperienze in Italia e in controtendenza con l’impostazione della maggior parte delle società …
Lo sport è uno spaccato di ciò che accade quotidianamente nella società ed indipendentemente dai paesi (Italia, Spagna…) è lampante lo stato di crisi che si sta attraversando. Alcune società chiudono i battenti, altre non hanno più la possibilità economiche e quindi devono ridurre i loro obiettivi ed altre purtroppo continuano a fare il “passo più lungo della gambaâ€. Sento spesso le solite frasi fatte di: investire sui settori giovanili, ridurre i costi e gli ingaggi… La verità è che non serve a niente e nessuno avere un settore giovanile, se poi non si permette a queste giovani di giocare in prima squadra. Una giocatrice giovane ha bisogno di giocare, anche in un contesto di prima squadra, se no non potrà compiere il salto di qualità che le era stato prospettato. Ovviamente tutto ciò incide inevitabilmente sul risultato sportivo, ma bisogna fare una scelta a priori. Dare maggior valore all’obiettivo di crescita tecnica delle giovani del proprio settore giovanile oppure dare maggior valore alla classifica finale della prima squadra.
Andrai ad allenare alcune delle “giovani leve†dei nostri paesi concorrenti, invece di sviluppare una situazione simile qui in Italia…
In Italia ci sono tantissimi allenatori bravi che lavorano bene e già stanno facendo questo. Io avrò la fortuna di fare una esperienza di vita nuova, in un paese di cultura e tradizioni diverse, che ha voglia di crescere come movimento e che ha le potenzialità per farlo. All’Otto Nazioni recentemente giocato in Olanda, la Spagna è arrivata terza e l’Italia seconda, mentre la scorsa stagione la Spagna ha battuto l’Italia in finale. In entrambe le stagioni figuravano alcune delle mie future giocatrici, questo sarà il nostro punto di partenza. Ho avuto la fortuna, nel mio soggiorno a Madrid, di conoscere e confrontarmi, oltre al presidente e la sua famiglia, con alcuni esponenti della pallavolo spagnola e sono rimasto piacevolmente colpito dalla loro competenza e voglia di lavorare. Sarà una esperienza nuova perché non dovrò solo allenare, anzi la mia maggiore competenza sarà in ambito gestionale di tutta la società . Ciò mi stimola molto anche per la completa e totale fiducia datami dal presidente sul progetto tecnico che ho intenzione di sviluppare.
Allora non resta che farti un grosso in bocca al lupo per questa nuova avventura, sperando di rivederci al più presto qui in Italia, magari impegnato in un progetto simile..
Crepi il lupo ed un saluto all’Italia della pallavolo…

